Sportello On Line: voglio una spiegazione!

30 luglio 2010

Allo Sportello On Line è arrivata questa mail riguardante i lavori per lo spartitraffico davanti al supermercato Famila.

Ciao Mirco, non so se l’hai notato ma in primavera, per una intera settimana, hanno bloccato il traffico per costruire due spartitraffico (in realtà due blocchi di calcestruzzo versati in mezzo alla strada) adibiti alla viabilità per il nuovo ingresso al Famila…e adesso? Dopo poche settimane, traffico ancora bloccato per rimuovere i suddetti spartitraffico. Non bastava lo scempio compiuto dalla precedente amministrazione in paese? Era proprio necessario infierire con altri orrori ? Ma soprattutto: chi paga ??

Mi aspetto che l’assessore all’urbanistica dia spiegazioni. A. M.

I lavori di demolizione dello spartitraffico credo siano stati eseguiti per poter permettere l’accesso al Cimitero. E’ vero, come dici tu, che si continua a fare e disfare e chi paga tutto questo? Aspettiamo come te che l’assessore competente dia delle spiegazioni in merito e ci dica se per questo intervento ci sono voluti altri soldi pubblici.

L’ennesima retromarcia di Gianfranco

29 luglio 2010

Il Presidente della Camera ha fatto di nuovo retromarcia. Tempo fa scrivevo che è solo una questione di tempo e l’ex leader di Alleanza Nazionale farà marcia indietro. Così e stato e adesso che Berlusconi ha chiesto la sua testa con una battaglia scatenata a colpi di informazione (?), lanciata dai giornali di famiglia quali Libero e il Giornale, Fini (Gianfri per gli amici) vuole fare “pace”. Come da bambini quando si litiga per un po’ e poi ci si stringe la mano e si dice «facciamo pace?». Fini si sveglia sempre in ritardo e si accorge solo nel 2010 che all’interno del PdL esistono persone che hanno qualche problemino con la giustizia a partire proprio da Berlusconi. Prima Marcello poi Aldo e adesso Denis. Ma Gianfranco, prendi una decisione una volta per tutte. Decidi da che parte stare. Forse Gianfranco Fini sa benissimo che se lasciasse il PdL avrebbe pochissimo seguito. Lo hanno tradito tutti a partire da La Russa fino ad Alemanno, tutti, fino a prima della poltrona data da Silvio. Ma si sa le cose cambiano e perdere uno scranno non fa piacere a nessuno, specialmente a coloro che nella Politica non credo più ma credono solo nei loro interessi. Ormai il teatrino della finta-politica ha raggiunto l’inimmaginabile. Non esiste più la decenza e il rispetto degli Italiani. Ma tanto si sa, agli Italiani bastano spaghetti, pizza e mandolino e tutto il resto è noia.

P.S. Mercoledì 04 agosto alle ore 21:30, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm CIVILTÀ BRUCIATA: la terra degli inceneritori. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

L’acquedotto fantasma/4

28 luglio 2010

Ieri sera mi trovavo con amici e parlando del più e del meno siamo arrivati sul tema attuale e scottante dell’acqua. Spiegavo ad una signorina, conosciuta ieri sera, che a Nogara l’acquedotto è “finto”, un ologramma. Esiste di fatto, ma nessuno è allacciato. E’ una costruzione degli anni ottanta che sta li a ricordarci che noi abbiamo l’acquedotto ma preleviamo l’acqua ognuno dal proprio pozzo.
Spiegavo che la cosa è semplicemente vergognosa e che non è possibile che nel 2010 esistano ancora dei Comuni (nel ricco Nord-Est) che non sono allacciati alla rete idrica. Nogara è un paese con pozzi privati che hanno un’elevata concentrazione di arsenico decisamente dannoso per la salute umana. In centro, durante il rifacimento della piazza, si stavano sostituendo le vecchie tubazioni con quelle nuove per allacciare almeno il centro del paese (questo per il momento). Mi sembra che ad oggi nessun cittadino sia allacciato all’acquedotto.
Chiedo informazioni e delucidazioni in merito.

P.S. Mercoledì 04 agosto alle ore 21:30, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm CIVILTÀ BRUCIATA: la terra degli inceneritori. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Sportello On Line: il Tacco d’Italia

27 luglio 2010

Mi è arrivata una e-mail dal Salento.

Salve, sono una salentina forse troppo stanca di vedere intorno a sé ignoranza e sottomissione.

Mio nonno è morto di tumore, mio papà si è ammalato per lo stesso motivo ed è salvo per un pelo… in tutta la zona si muore come conigli e questo è inaccettabile. Credo che la colpa sia un po’ di tutti ma soprattutto dell’avvelenamento delle campagne (visto che praticamente tutti nel Salento hanno il proprio orto e coltivano in proprio per la famiglia) nonché dell’aria sempre meno salubre (c’è ancora gente ignorante che brucia le gomme mentre fa la salsa in casa essendo un combustibile che dura!!). In più c’è una sorta di omertà nella gente… o probabilmente è solo paura.

Cutrofiano al momento è in cima alla classifica per decessi dovuti a tumori nella provincia di Lecce, addirittura piu’ in vetta delle province di Taranto e Brindisi dove come si sa la gente muore avvelenata dall’ Ilva e dalla centrale di Cerano. La mia zona (Cutrofiano appunto) proprio per questo fa tristezza. Ad esempio tutti sanno che due fratelli (i famosi o quasi Antonio e Salvatore Nocco) hanno buttato per anni nelle campagne e nelle cave a cielo aperto (tante in zona) materiale inquinante, veramente di tutto di più! (anche frigoriferi nonostante sia risaputo che contengano quel liquido altamente tossico!)

Facevano persino viaggi di notte per non destare sospetti e si sono anche arricchiti con questa attività! Solo al pensiero mi viene un nervoso pazzesco. Siccome però la povera gente ha sempre paura e non ha le risorse economiche per fronteggiare nessuna causa nessuno mai ha denunciato ciò, però tutti vedono i propri cari andarsene prima del tempo!

Io amo il Salento, è la mia casa, ma veramente mi vergogno di ciò e non so come far sapere la cosa… sono sola ma né cieca né muta! Spero che questa mail di denuncia vi sia d’aiuto e magari aiuti me a svegliare la consapevolezza della gente in qualche modo. Spero davvero si faccia qualcosa per salvaguardare la nostra terra e magari punire chi la “vende” per profitti personali! Saluti. Simona

Cara Simona, mi permetto di darti del tu, voglio ringraziarti della tua mail ma sopratutto del tuo coraggio. Fare nomi e cognomi in questa Italia omertosa non è certo cosa facile ne sopratutto cosa che tutti hanno il coraggio di fare. Non sono mai stato nel Salento ma sono sicuro che «la tua casa» sia stupenda. Non dobbiamo abbassare la guardia ne tanto meno chinare la testa. Si deve camminare sempre a testa alta e, credimi, oggi giorno sono ormai poche le persone che se lo possono permettere. Tante persone non vogliono vedere lo sfregio e lo scempio continuo del nostro bellissimo territorio. La gente non vuole rischiare più niente e per paura di perdere quello che ha fa finta di non vedere. Mi permetto di darti un suggerimento: cerca dei ragazzi e delle ragazze che la pensano come te e dai vita ad un’associazione. Organizza eventi, apri un blog e denuncia tutto lo schifo che viene inflitto alla tua terra e alla tua gente. All’inizio sarà dura ma tu e i tuoi amici, ogni mattina, potrete sempre guardarvi allo specchio senza aver paura di farvi schifo.

P.S. Mercoledì 04 agosto alle ore 21:30, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm CIVILTÀ BRUCIATA: la terra degli inceneritori. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Le “poltrone” (vuote) di Palazzo Maggi

26 luglio 2010

Luca Santoro e Michele Turazza mi hanno inviato una lettera e delle foto.

A quattro mesi dalle elezioni amministrative e dall’insediamento della giunta Lega-Nogara Futura, la Biblioteca comunale è ancora senza un gruppo di lavoro, la cui nomina, da parte del Sindaco o di un suo delegato, è prevista dall’articolo 6 del Regolamento della Biblioteca, approvato dal Consiglio comunale nel 2001 (e reperibile qui: http://digilander.libero.it/biblionogara/regolamento.htm).

Spiace dover constatare come la cultura venga costantemente relegata ai margini della vita amministrativa, semplicemente dimenticata, drammaticamente non considerata, o ritenuta un’inutile spesa. Sono stati infatti prontamente nominati il comitato per l’asilo nido e i nuovi amministratori della Casa di Riposo, nei quali siedono sia rappresentanti della maggioranza che di minoranza, ma del gruppo di lavoro della nostra Biblioteca non c’è traccia: evidentemente non sono “poltrone” ambite, e nessuno sgomita per sedersi a Palazzo Maggi.

Tra l’altro, non essendo nemmeno un comitato di gestione, non dev’essere un organo rappresentativo delle liste presenti in Consiglio comunale, ma semplicemente un gruppo di persone che coadiuvano l’Assessore alla Cultura nella programmazione culturale e nell’organizzazione delle iniziative: non servono dunque tessere, “appartenenze” più o meno esplicite, ma voglia di fare e di mettersi in gioco. Solo così la Biblioteca di Nogara (una delle più fornite della provincia di Verona, con oltre 30.000 monografie) può continuare a “vivere” e a “produrre” cultura, oltre a rimanere un solido punto di riferimento per la diffusione del libro. Le politiche culturali devono tornare ad essere una priorità a Nogara!

PS: da qualche tempo Palazzo Maggi, sede della Biblioteca, sembra più un deposito di attrezzi che un edificio storico di valore. Sono stabilmente (ormai da anni) piazzati nelle vicinanze prefabbricati per le (troppo) frequenti risottate in piazza, cavi elettrici (visibili sul terreno), pagode, rifiuti vari, stendardi di associazioni. Dai pennoni della loggetta sventolano tre stracci che un tempo furono bandiere ed inoltre il palazzo è curiosamente zebrato, bicolore, non essendo ancora stati terminati i lavori per il rifacimento dell’intonaco esterno. Crediamo che un Palazzo antico dovrebbe esser trattato con maggiore riguardo e… rispetto!

Vi lascio con le foto scattate da Luca.

P.S. Domani 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Caro Scuolabus

24 luglio 2010

Per chi ha bambini che vanno a scuola, come ogni anno è arrivata la lettera dal Comune di Nogara con la quale si invitano le famiglie ad iscrivere il proprio figlio/a ai servizi di trasporto scolastici. Apro la lettera e, con mio stupore, leggo che la tariffa applicata a tutti i residenti per lo scuolabus per l’anno 2010/2011 è di €uro 200,00. Sgrano gli occhi incredulo, dal momento che il servizio negli anni scorsi costava 50 €uro. Praticamente quest’anno si pagano 150,00 €uro in più dell’anno scorso. Non è un problema che mi tocca, in quanto, data la vicinanza della mia abitazione con le scuole, accompagno la mia bimba a piedi. Ma per tutte quelle famiglie per le quali è indispensabile l’uso del servizio Scuolabus, credo che l’aumento sia notevole e che la cosa non sia affatto piacevole. Se l’assessore Vanni Cappi, desidera dare qualche spiegazione, il blog è a disposizione. Attendiamo fiduciosi sue eventuali delucidazioni in merito.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

La sagra di Nogara

23 luglio 2010

Quest’anno la sagra di Nogara è stata un vero disastro. La corrente elettrica che salta, giostre che si fermano, spettacoli che restano al buio e per finire sicurezza zero. Sabato una signora alle giostre si è sentita male, lunedì alcuni ragazzi se le sono promesse e martedì se le sono date di santa ragione facendosi anche parecchio male. Ma con la Lega non eravamo tutti al sicuro? Mah! Allo Sportello On Line mi è arrivata questa mail che pubblico integralmente:

Carissimi miei compaesani sono incazzata nera per il fatto che è successo a mio figlio martedì sera nel campo sportivo di via sterzi durante la sagra del paese. Trovo veramente ingiusto che dei ragazzi tranquilli debbano rimetterci la pelle per una rissa che è avvenuta tra bande di extracomunitari, è ora che ci siano più controlli! BASTA!

E la beffa vuole che mio figlio con un buco sanguinante in testa non è stato soccorso perchè avevano la precedenza gli exra comunitari (la ragazza marocchina)! Ho chiamato allora il 118 e mi hanno risposto che erano già fuori due ambulanze e che la terza sarebbe arrivata dopo mezz’ora o un’ora allorchè grazie all’aiuto del maresciallo dei carabinieri sono andata in sagra ho preso la macchina che avevo in parcheggio e mi sono diretta a Legnago.

Arrivata lì, mentre attendevo che dessero i punti in testa a mio figlio, vedo la ragazza marocchina che passeggia per l’ospedale come se non avesse niente! Anzi rideva! E PENSARE CHE è STATA LA PRIMA AD ESSERE SOCCORSA! Allora io corro all’ospedale con la mia macchina a 120 km all’ora con mio figlio sanguinante e trovo lei in corsia che ride ditemi voi come ci posso essere rimasta! G. F.

Credo sia il caso che a questa mail risponda il Sindaco Falco, in qualità di primo cittadino nonché esponente di un partito che fa della sicurezza il suo cavallo di battaglia.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Chiudono tutto

22 luglio 2010

La notizia è di ieri e a riportarla è il Corriere del Veneto: Sacconi accusa la sanità veneta. Zaia: «Presto i tagli nel Veronese». L’articolo inizia con la dichiarazione del Ministro Sacconi che dice:

«Credo sia doveroso un check up approfondito perché vedo molte asimmetrie all’interno del sistema sanitario veneto»

Probabilmente il ministro si riferisce al buco di 250 milioni di euro scoperto nell’azienda ospedaliera Veronese. Il presidente del Veneto Luca Zaia replica:

«Apriremo ogni cassetto e renderemo noti tutti i conti. Per il momento non ho motivi di pensare che troveremo una situazione più grave di quella che ci è stata prospettata». Il presidente continua dichiarando: «Presto chiuderemo gli ospedali di Isola della Scala, Malcesine e Bovolone»

Meno male che noi a Nogara abbiamo la «filiera», la linea diretta con i vertici della Lega. Linea diretta con Venezia e sopratutto con Roma (ladrona?). L’articolo si conclude con la dichiarazione dell’assessore alla sanità del Veneto, Luca Coletto, che dice:

«Quando avremo una fotografia chiara della situazione procederemo con la riorganizzazione del sistema a cominciare da Verona dove molto negli anni è stato fatto, riducendo gli ospedali da diciassette a sette, ma dove si può fare ancora qualcosa per ridurre i costi, ad esempio chiudendo la struttura di Isola della Scala, che solo il Tar sta tenendo aperta, e poi quelle di Malcesine e Bovolone»

Tempo fa sono andato dall’assessore Luca Coletto a fargli una domanda sul pronto Soccorso di Nogara. L’assessore mi rassicurò sul futuro della struttura. Stessa cosa fece l’ex assessore alla sanità Sandro Sandri, venuto a Nogara per sponsorizzare la candidatura di Simone Falco, che assicurò alla platea assiepata in teatro comunale che l’ospedale di Nogara sarebbe tornato a nuova vita. Le solite promesse da campagna elettorale buone solo per i polli, i quali abboccano sempre. La filiera e tutte le «menate» sui vantaggi di avere uomini dello stesso schieramento nei punti chiave della politica hanno prodotto questi risultati. Stanno chiudendo tutto. Svegliatevi!

Aggiornamento: il buco della sanità Veneta cresce!

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Le parole fanno paura

20 luglio 2010

Voglio riportarvi un post di Piero Ricca.

Vietato l’accesso ai dissidenti

Ormai sgomberano le piazze, per silenziare il dissenso. Il capobanda ha paura di essere svergognato a scena aperta. Sa che la fiction imposta dal regime mediatico non basta più. E la fine di Craxi è un brutto incubo delle notti senza escort. Ecco allora che la polizia viene usata per allontanare dal set televisivo i potenziali guastafeste. Ieri sera mister B. veniva festeggiato in cima al Duomo di Milano come eccelso statista «della gente e tra la gente». Con lui Lele Mora, Confalonieri, Fede e tutto il generone di cortigiani e lacchè che gli gira intorno. L’occasione era un concerto di Aznavour per il restauro della Madonnina. Arriviamo in piazza Duomo verso le 21, reduci dalla commemorazione di Paolo Borsellino. Siamo una quindicina, senza cartelli né megafoni né striscioni. La polizia riconosce tra noi facce non gradite per precedenti di turbativa del quieto vivere e ci impedisce di accedere alla piazza. Per loro siamo rei di “manifestazione non autorizzata”. La solita scusa, già smentita da una recente sentenza che ci ha assolti per un fatto analogo di tre anni fa. C’è un primo confronto dialettico: noi a voler entrare, loro a impedircelo fisicamente. Mi viene riferita la frase di un carabiniere: “io non blocco nessuno”. Una coscienza libera, lo ringrazio da qui. Io e altri riusciamo ad arrivare a metà piazza. Qui accade l’assurdo. Una scena da ultima (e disperata) fase del regime bananiero. Due o tre funzionari di questura cercano di portarci via con le spicce. L’obiettivo numero uno sono io: loro a rincorrermi, io a divincolarmi urlando tutto il mio sdegno. Si raduna una folla di curiosi, alcuni ci appaiono perfino indignati per l’abuso che si sta consumando sotto i loro occhi. Ma pochi osano fiatare parole di riprovazione. Metto in rilievo a viva voce la gravità dell’episodio. Resistere a quella forma di repressione preventiva del dissenso significa difendere la libertà di tutti, non solo la nostra. A un certo punto arriva una falange di poliziotti in tenuta anti-sommossa, a occhio e croce un centinaio. Agli ordini dei dirigenti della questura, ci circondano. E ci deportano a forza fino in via Mercanti, indifferenti alle nostre proteste. Lì veniamo piantonati a vista fino a mezzanotte da almeno sessanta agenti (tanti risultano da un conteggio effettuato alle 23, quando in tutto siamo in venti) schierati in modo da sbarrarci l’accesso a piazza Duomo. Soltanto a festicciola conclusa torniamo liberi di camminare per la piazza centrale della nostra città. Resta un dubbio: alla prossima esibizione pubblica dell’amato leader ci verrà impedito di uscire di casa o verremo tradotti direttamente in commissariato, come accadeva ai dissidenti nei giorni gloriosi del (primo) Ventennio? Quanta paura fanno le parole.

Le parole fanno paura, ma sopratutto fa paura la verità. Chi ha il coraggio di disturbare il manovratore viene allontanato e viene bollato come dissidente. Forza Piero, siamo con te. Sempre a testa alta!

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Sanità da terzo mondo

19 luglio 2010

Sabato sera al Luna Park di Nogara si è sentita male una persona. Un malore dovuto quasi sicuramente al caldo opprimente. L’ambulanza, chiamata da un cittadino Nogarese, è arrivata dopo 30 minuti. Sicuramente sarà arrivata dall’ospedale san Biagio di Bovolone, dato che il Pronto Soccorso di Nogara non esiste più. La tanto sbandierata sicurezza dov’è? Nessuna ambulanza presente sul posto, nessuna pattuglia delle forze dell’ordine che girava per la manifestazione.
Ieri sera sono andato di nuovo al Luna Park e, con mio stupore, ho visto i vigili urbani che giravano per le bancarelle e le giostre. Con altrettanto stupore ho visto l’ambulanza di «Zevio Soccorso» parcheggiata di fianco al bar Black and White.
La tanto sbandierata sicurezza da parte della Lega, non solo a livello Comunale ma anche a livello Regionale, dov’è finita? Ricordo al Sindaco Falco che i Vigili sono ancora a Isola della Scala e delle telecamere, promesse dall’amministrazione precedente, non vi è ancora nessuna traccia. Basta con propaganda sulle TV locali, basta proclami sui giornali, adesso devono parlare i fatti. Ma a Nogara tutto tace. Ieri mattina leggo su L’Arena questo articolo apparso in prima pagina.

POLITICA E CONTI. I dirigenti della Regione stanno controllando i conti in tutte le province venete. L’assessore veneto Coletto: «Non ci sono disavanzi occultati»

Azienda ospedaliera, buco da 250 milioni

Il governatore Zaia: «È l’unico problema emerso finora, ma faremo il punto in autunno. Nella sanità voglio bilanci certificati: non mi porto in pancia guai di altri»

Brutte notizie per la sanità veronese: l’Azienda ospedaliera universitaria integrata, insomma l’azienda che gestisce i due ospedali di Borgo Roma e Borgo Trento avrebbe accumulato nel tempo un buco-record nel bilancio. Quanto? Qualcosa come 250 milioni di euro, vale a dire, tradotto in lire, quasi 500 miliardi. Che la notizia sia fondata, lo conferma indirettamente lo stesso presidente della Regione, Luca Zaia, interpellato da L’Arena e trova ulteriori conferme nell’assessorato al Bilancio. Come sia stato possibile creare questa voragine o se sia solo un problema di contabilità tecnica, lo diranno tra un paio di mesi gli esperti incaricati dalla Regione.

La notizia nasce dal fatto che la Regione sta studiando i conti della sanità in tutte le province venete. Un dirigente regionale è incaricato di ricostruire i conti dell’Azienda ospedaliera veronese e i passivi che si sono accumulati negli anni: pare infatti che il problema nasca da lontano e che il cambio del precedente direttore generale Valerio Alberti con l’attuale Sandro Caffi sia stato deciso dall’allora presidente Galan proprio per cercare di mettere riparo a una situazione contabile che aveva bisogno di cure urgenti.

Presidente Zaia, conferma che c’è questo buco record? «Guardi, il punto lo faremo a settembre, ottobre, quando avremo chiarezza su tutta la situazione della sanità veneta. Ad oggi non mi risultano altri guai, oltre a questo ma magari tra un mese saranno emersi altri problemi. Del resto è un’operazione doverosa quella che abbiamo avviato per fare il massimo della chiarezza: quando prendi in mano qualsiasi azienda dopo 15 anni di gestione, devi fare il punto sulla situazione, esaminare conti e bilanci per capire come si sono evoluti nel tempo». «Questo», prosegue, «è un lavoro che stiamo facendo per tutti i comparti della Regione: l’assessore Ciambetti ha l’incarico di fare il punto in tutti i settori, tanto più nella sanità che rappresenta l’80 per cento del bilancio».

Questo significa che arriverà ad azzerare la gestione Galan nella sanità? «No, io non metto nessuno sul alcuno degli imputati tanto meno i manager eccellenti che abbiamo nella sanità veneta che funziona. Ma devo fare chiarezza su situazioni come queste e infatti ho sempre detto che serve una dirigenza nuova: oltre al segretario generale per la sanità ci sarà anche un direttore generale; inoltre i due assessori, Ciambetti al Bilancio e Coletto alla Sanità sono sul pezzo. Penso di avere per settembre la squadra operativa e poi faremo il punto. Ma con il passaggio delle consegne dovranno esserci anche bilanci certificati: io non mi porto in pancia guai di altri. In autunno faremo chiarezza e chi avrà sbagliato verrà allontanato».

Resa dei conti? «No, criteri manageriali: non si possono fare proiezioni di spesa e di investimento se prima non sai qual è lo stato di salute di un’azienda. Noi abbiamo uno dei nostri dirigenti, un manager, che sta lavorando sui conti di Verona; altri stanno esaminando i conti della sanità in altre province. Quando avremo le carte ufficiali vedremo la situazione».

Ma il disavanzo di Verona dipende dalla costruzione del Polo chirurgico? «Io non so a che cosa sia dovuto», risponde Zaia , «non ne so nulla proprio perché voglio essere libero da preconcetti. Vedremo con i bilanci alla mano perché e per come ci sono certe situazioni e poi saranno le stesse carte a parlare e a dire ai manager che cosa devono fare. Per settembre, massimo ottobre avremo i primi dati. E sarà un lavoro propedeutico e strategico: non puoi pensare di accendere un mutuo se prima non sai quanto ti entra in casa di stipendio».

Sulla vicenda dell’Azienda ospedaliera è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità, il veronese Luca Coletto che assicura: «Buchi occultati non ce ne sono. La fusione in Azienda Integrata con l’Università ha comportato tutta una serie di passaggi tecnico contabili molto trasparenti. Semmai si tratta della quantificazione di debiti verso fornitori che ovviamente andranno ripianati prima del passaggio definitivo ad Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata. A maggior ragione le nostre verifiche del caso saranno precise ed approfondite».

Insomma, dice l’assessore, «I balletti di cifre sono un’annosa costante, ma la realtà è che sin dal mio insediamento ho incaricato nostri esperti di provata professionalità ed esperienza di verificare a fondo la situazione dei conti di tutte le Ullss e Aziende Ospedaliere, a cominciare da quelle più in difficoltà. Non appena questo lavoro sarà terminato, ne valuteremo i risultati con il Presidente Zaia e i colleghi di Giunta, e definiremo le eventuali azioni da attivare, non mancando di darne pronta informazione all’esterno. Questa è la verità oggi e di sicuro non mi farò coinvolgere in balletti di cifre prima di avere in mano dati e situazioni certe e tecnicamente verificate».

Dal 2005 la sanità veneta è in mano ad assessori del Lega Nord: 2005/2007: Flavio Tosi; 2007/2008: Francesca Martini; 2008/2010: Sandro Sandri; 2010: Luca Coletto. Ricordo, inoltre, che l’assessore Sandro Sandri venne a Nogara, durante la scorsa campagna elettorale, a promettere che l’ospedale di Nogara sarebbe tornato a nuova vita.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.