Mario Borghezio

2 luglio 2009

Mario_Borghezio

Con questo post voglio iniziare una sorta di “appuntamento con la storia”. Spesso e volentieri non sappiamo nulla della storia dei politici che andiamo a votare o che vediamo alla televisione ed è interessante, secondo me, conoscere le “origini” di questo o quel politico.

Mario Borghezio, il piromane verde.

Anche il corpulento e tonitruante agitatore padano-piemontese Mario Borghezio, avvocato, più volte deputato, sottosegretario alla Giustizia nel primo governo Berlusconi (1994), ha collezionato la sua brava condanna definitiva. Il 5 settembre 2005 la Cassazione l’ha riconosciuto irrevocabilmente colpevole di incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati rumeni che dormivano sotto un ponte della Dora, a Torino. E ha confermato la condanna emessa dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Torino: 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.40 euro di multa. Infondata la tesi difensiva secondo cui il processo sarebbe stato viziato da una “strumentalizzazione politica” anti-leghista.
I fatti risalgono al 1° luglio 2000 quando, al termine di una fiaccolata dei “Volontari versi” contro l’immigrazione, presero fuoco i giacigli in cui vivevano accampati alcuni extracomunitari sotto il ponte Principessa Clotilde. L’incendio, provocato da alcune fiaccole dei manifestanti al seguito di Borghezio, bloccò la circolazione per tre ore e richiese l’intervento dei vigili del fuoco. Di qui la condanna anche di Borghezio che – osserva la Cassazione – non si basa “sulla sua collocazione di spicco nelle istituzioni e all’interno del movimento politico al quale faceva capo la manifestazione”, ma è provata dalle sue stesse dichiarazioni.
E’ stato infatti lo stesso capatàz leghista ad ammettere “la circostanza di aver assunto l’iniziativa di effettuare la perlustrazione sotto il ponte, affidata a persone munite di fiaccole e decise ad attuare il palesato intento di bonificare la zona da tutto ciò che poteva avere attinenza con il traffico di sostanze stupefacenti”. Poi ci sono le testimonianze, pienamente attendibili, degli agenti della Digos intervenuti sul posto e di alcuni passanti “che contraddicono l’ipotesi di accidentalità dell’incendio” formulata, invece, da un vicequestore.
Borghezio è poi imputato a Verona nel processo alle “camicie verdi”. Le accuse, che passeranno al vaglio del gip nell’udienza preliminare nell’ottobre 2006, vanno dall’attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato alla creazione di una struttura paramilitare fuorilegge. Ma la modifica della legge approvata appositamente dalla Cdl allo scadere della passata legislatura, nel gennaio 2006, cancellerà almeno le prime due imputazioni. Infine il processo per resistenza a pubblico ufficiale durante le perquisizioni nella sede leghista di via Bellerio a Milano. Il 10 novembre 2001 la Corte d’appello di Milano lo condanna a 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Ma poi, il 9 febbraio 2004, la Cassazione annulla la sentenza, disponendo per lui e altri dirigenti del Carroccio un nuovo processo d’appello. tre mesi dopo l’imputato Borghezio viene eletto deputato europeo.

Tratto da “Onorevoli Wanted

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Banca Rotta

27 giugno 2009

Stiamo andando lentamente verso il baratro e la fine del tunnel non si vede a breve. I nostri pseudo-politici continuano a dire che il peggio è passato, a mio avviso il peggio deve ancora arrivare e fra qualche anno tireremmo le somme di questa economia disastrata e disastrosa. Dovremmo ricominciare da zero e reinventare il concetto di economia o meglio, per salvarci, dovremmo ritornare al concetto di economia che avevano i nostri nonni. Una volta si risparmiava perché “non se sa mai”. Si faceva economia perché non si sapeva se il futuro avrebbe riservato sorprese buone o cattive quindi, nel dubbio, si accumulavano dei beni – non necessariamente denaro – nel caso qualcosa andasse storto. Ormai viviamo nell’economia del debito, si compra tutto a debito e non si è più capaci di risparmiare o accumulare il denaro che serve per comperare un bene. Questo perché nessuno più ha la pazienza di aspettare, di risparmiare, bisogna avere tutto e subito. Berlusconi continua a dire che bisogna consumare per non fermare l’economia, per non fermare le fabbriche. Sono convinto che non dobbiamo consumare sempre e comunque, solo per far lavorare le fabbriche, dobbiamo cambiare paradigma, dobbiamo cambiare il nostro modo di produrre e di consumare. Il problema dei rifiuti, le discariche che sono sempre al collasso e la continua costruzione di inceneritori, sono il risultato di una politica economica-produttiva che porta inevitabilmente all’autodistruzione. Comperatevi un pezzo di terra e un kalashnikov, dovrete difendere la vostra terra dagli assalti di chi, senza cibo, sarà costretto a rubarvi ciò che coltiverete per sopravvivere.

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Le piste ciclabili

23 giugno 2009

dcep-bici

Le piste ciclabili realizzate nei nostri paesi servono a poco. Vengono costruite senza cognizione di causa e senza un piano viabilistico, solo poche di esse servono veramente allo scopo per cui vengono fatte. Questo perché la nostra viabilità e le nostre strade sono fatte esclusivamente per le automobili, senza tener conto che esistono anche le biciclette. I Comuni, quando decidono di costruire una o più piste ciclabili, dovrebbero aprire la cartina del loro territorio e progettare dei percorsi che tocchino tutti i punti del paese e tutti i servizi a cui un cittadino deve accedere. Si dovrebbe instaurare nei bambini la cultura della bicicletta e far capire che ci si deve spostare in un altro modo, sopratutto se il percorso che si deve fare è breve. Ormai viviamo in un contesto sociale dove si adopera l’automobile anche per fare piccoli tratti che potrebbero essere fatti benissimo a piedi o in bicicletta.

Schermata-Pista ciclabile -small

E’ cominciata l’estate, regalatevi una bicicletta e cominciate a girare il vostro comune sulle due ruote, vedrete cose che, viaggiando a bordo di un auto, non si vedono.

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Sindaco, permette tre domande?

21 giugno 2009
olivieri

Oliviero Olivieri

Voglio lanciare una nuova iniziativa rivolta a tutti i Nogaresi. Nogara On Line intervisterà il Sindaco di Nogara, Oliviero Olivieri, al quale sottoporrà tre domande inviate dai nostri lettori. E’ possibile inviare un massimo di tre domande in un’unica mail all’indirizzo domande@nogaraonline.net. Vi prego di porre domande sensate e di attenervi solamente alla sfera politica e amministrativa di Nogara. Le migliori saranno scelte e poste al Sindaco. Aspetto le vostre mail.

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Sportello On Line: Girandolando

19 giugno 2009

Girandolando

Pubblico una delle mail arrivate al servizio Sportello On Line. Un visitatore del blog parla dell’iniziativa, cominciata ieri sera a cura di Assoimprese in collaborazione con l’amministrazione Comunale, Girandolando ovvero il mercato serale e i negozi aperti fino alle 23:00.

Bello il mercatino del Giovedì, peccato per i parcheggi, nemmeno quelli per i disabili erano liberi e non parliamo delle strisce pedonali… comunque per raggiungerle bastava camminare sopra le auto… ma dove sono i vigili o chi di competenza quando servono? M. M.

Ringrazio il visitatore per la segnalazione davvero importante. Ci sono persone davvero maleducate e strafottenti le quali parcheggiano nei posti riservati alle persone disabili, infischiandosene del disagio che recano.

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Carburante biocombustibile

17 giugno 2009

biocarburante

Si è parlato molto di paglia e stocchi durante la vicenda della Centrale a Biomassa, in Canada hanno trovato un interessante modo per impiegare la paglia.

Aperta ad Ottawa la prima pompa di carburante biocombustibile

Dalla scorsa settimana in Canada gli automobilisti possono approvvigionarsi di carburante biocombustibile, ottenuto dalla paglia di grano e da altre materia di scarto del frumento, in pratica la parte non commestibile. Una stazione di servizio della Shell fornisce ai suoi clienti il biocombustibile ottenuto grazie a un innovativo processo di conversione dei fusti e dei gambi. Lo ha reso noto in Canada la stessa Shell, precisando che vista la produzione ancora limitata, la concentrazione di etanolo cellulosico in un litro di benzina è per ora del 10% ed il prezzo del carburante per ora rimarrà identico a quello tradizionale per poi diminuire, a vantaggio degli automobilisti, non appena comincerà la produzione su larga scala.

Al momento la Shell in patnership con la Iogen Energy Corp’s Shell è in grado di produrre circa 40mila litri al mese. Nonostante l’avvio graduale della produzione, l’esperimento è stato definito sia dai produttori, sia dal Governo canadese “una pietra miliare del cambiamento in campo energetico” sia perché viene utilizzato ciò che altrimenti verrebbe buttato o utilizzato come lettiera per gli animali nelle stalle e trasformarlo in energia’ che per via delle emissioni legate al ciclo vita del biocarburante che si riducono fino al 90 per cento rispetto a quelle della benzina.

Secondo i piani di sviluppo della Iogen, se l’esperimento andrà in porto, in futuro la società realizzerà una piantagione da 400 milioni di dollari nella provincia canadese del Saskatchewan destinata a produrre 70 milioni di litri all’anno di biocombustibile. Secondo quanto riferito dalla stampa canadese, già 600 coltivatori avrebbero firmato un contratto per rifornire il materiale di scarto dei loro cereali, in modo che possa essere convertito in biocombustibile.

La Shell testerà domani una miscela al 10 per cento nel suo Shell V-Power alla 24 ore di Le Mans (Francia). Sarà la prima volta che un biocarburante di nuova generazione verrà utilizzato nella benzina di una competizione sportiva.

tratto da ingegneri.info

Come sempre aspetto i vostri commenti.

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Comunicato n° 5

16 giugno 2009

vignetta-lega

In paese è calma piatta. Dopo le elezioni non si sente più nessuno, sembrano tutti svaniti nel nulla. Nessuno dei quattro candidati Nogaresi, per le elezioni provinciali, è riuscito a “passare”. Solo Simone Falco – Lega Nord – dovrebbe essere ripescato e sedersi così in Consiglio Provinciale a Verona.
Dopo queste elezioni tutti hanno preso atto della valanga di voti che ha incassato la Lega e certamente per le prossime elezioni comunali il PDL Nogarese dovrà tenerne conto. Dovrà fare i “conti” con Simone Falco che, senza dubbio, pretenderà lo scranno da Sindaco. Forse è l’unico modo perché il centro-destra Nogarese vinca le elezioni, altrimenti sono convinto che Olivieri & Ceolini difficilmente perderanno il “potere”.
L’ex Sindaco Paolo Andreoli a mio avviso non ha ottenuto il risultato da lui sperato. In molti erano convinti che dopo la vicenda della Centrale a Biomassa avrebbe fatto il pieno di voti – sinceramente lo pensavo anch’io – però ahimè così non è stato.
Il Pd Nogarese, come d’altronde a livello nazionale, ha ottenuto un pessimo risultato. La politica di Franceschini non sembra essere delle migliori e personalmente sono convinto che sia proprio Franceschini che non piace.
Berlusconi sta andando lentamente al declino e mira a diventare Presidente della Repubblica. I risultati vantati prima delle elezioni lo hanno smentito clamorosamente, sparava addirittura al 50%, il PDL comunque ha tenuto.
I veri vincitori di questa tornata elettorale sono Lega, come già detto, e l’Italia dei Valori. La Lega ha incamerato i voti degli elettori di Alleanza Nazionale che, scontenti di Fini il quale ha “venduto” il partito per la “carega”, hanno votato Lega piuttosto che votare per Berlusconi. Addirittura qualcuno di Nogara ha votato la Fiamma Tricolore. L’Italia dei Valori ha ottenuto molti voti del PD, o PD meno elle, che non si ritrovano nella finta opposizione fatta da Franceschini.
P.S. Anche oggi c’è caldo, meglio stare all’ombra e stare calmi.

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Le interviste del blog – Ferruccio Pinotti

15 giugno 2009

L’amico giornalista Ferruccio Pinotti ha rilasciato questa video intervista al blog. Recentemente è uscito il suo nuovo lavoro, dal titolo L’Unto del Signore, edito da Bur Rizzoli che racconta l’intesa fra Berlusconi e il Vaticano, la nascita di Forza Italia, le oscure origini di una grande fortuna. Affari, fede e potere nell’Italia secondo Silvio.
Invito i lettori del blog ad acquistare il libro, sarà sicuramente una lettura avvincente e per certi versi sconcertante. Tutti i fedelissimi di Silvio Berlusconi dovrebbero leggerlo e trarne le debite conclusioni

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Elezioni: esiti preoccupanti

14 giugno 2009

elezioni

Nel gioco del tennis vi è chi batte e chi risponde, il primo è avvantaggiato, perciò, quando il game è vinto dal secondo, si dice che quest’ultimo gli ha strappato il servizio. I turni di battuta si susseguono però in modo prefissato. Nel volley la risposta vincente conquista invece il diritto di battere. Nel singolare, il tennis è una specie di duello; la palla a volo, dal canto suo, è uno sport di squadra. Tenuto conto di questi particolari, per indicare lo sport giocato negli ultimi mesi da Berlusconi e Franceschini bisognerebbe coniare un nome nuovo dalla natura ibrida: voltennis o tenvolley.

Si è trattato di un duello e Franceschini ha tentato di rispondere al meglio; in effetti è stato più aggressivo del suo evanescente predecessore. Non è però mai riuscito a strappare la battuta a Berlusconi; la sua è stata sempre una replica. Nella partita di voltennis forse non ha sfigurato; anzi, per molti, ha fornito una prestazione superiore al previsto; con tutto ciò il suo è stato sempre un gioco di rimessa.

La comunicazione massmediatica, che prospera con le antitesi duali, ha esasperato il confronto: quando Berlusconi batteva subito dopo bisognava evidenziare la risposta franceschiniana, senza mai invertire l’ordine. Avanti così per molti set. Alla fine il battitore ha avuto i muscoli un po’ appesantiti. Le vecchie regole dello sport, del resto, indicano che i risultati subiscono un decremento quando è dato troppo spazio a Venere e alle sue complicazioni. L’atleta principale è giunto perciò un po’ stanco alla finalissima e la prova è stata meno brillante dell’esito sbandierato anzitempo. Ciò è stato sufficiente per affermare, troppo frettolosamente, che è tramontato il mito dell’imbattibilità dell’avversario. I commenti a caldo erano legati ancora alla logica del duello e non si preoccupavano delle dinamiche effettive presenti nella società italiana. È bastato attendere un giorno ed ecco la doccia scozzese delle amministrative. Per avere ragione non basta affermare che gli altri hanno torto, analogamente lo stop dell’avversario non significa automaticamente la propria vittoria.

Come è stato notato da più parti, la novità di queste elezioni è costituita dal contrasto tra il modesto risultato personale di Berlusconi e l’esito assai valido del centro-destra. Ciò può far balenare, per la prima volta, il sospetto che l’egemonia di questo schieramento politico possa sopravvivere al suo leader. Per il Pdl è molto presto per dirlo. Si avranno idee più chiare dopo che, fra x anni, al suo interno si risolverà lo scontro per la successione. Non è invece affatto presto affermare che i destini leghisti si sono emancipai dall’identificazione con il fondatore: l’espansivo radicamento territoriale della Lega è ormai un dato incontrovertibile. Anni addietro qualcuno poteva illudersi che Bossi sarebbe diventato solo una costola folcloristica di Berlusconi; oggi pensare così sarebbe semplicemente irresponsabile. Lo sfondamento della linea del Po è sintomo inequivocabile di un sentire sempre più diffuso nella società civile (o forse, per più versi, ormai incivile).

Per cinquant’anni l’egemonia della DC ha dato un aspetto moderato, centrista e persino pluralista all’incontro tra l’ordine pubblico (non importa se apparente) e il tornaconto privato. Senza sollecitare quest’ultimo, in effetti, in Italia è quasi impossibile essere politicamente vincenti. Crollata la DC e fortemente mutata la composizione e la mentalità della società, è venuto meno anche il moderatismo. Non va mai dimenticato che la Lega è nata ed ha attecchito nelle vecchie roccaforti lombardo-venete della DC. Ciò è avvenuto proprio perché essa ha secolarizzato in modo rozzo il volto peggiore del cattolicesimo italiano (constatazione aperta davanti a noi da almeno vent’anni, ma sempre colpevolmente ignorata dalla CEI). Se si guardano le chiazze verdi sulla mappa del risultati elettorali, la memoria di quanto si è appena detto è ancora ben percepibile.

Lo sfondamento della linea del Po da parte della Lega dimostra che il suo bacino di consenso tende ad estendersi al di là della secolarizzazione del cattolicesimo: esso comincia a lucrare anche della secolarizzazione di quella «chiesa secolare» che fu il PCI. Nelle terre che furono di Peppone Bottazzi, la Lega, ormai, è già il secondo partito. Nel comune di Bondeno il candidato sindaco che ha ottenuto più voti è un leghista figlio di un militante comunista e nipote di un partigiano.

Anche se nell’Italia della telepolitica e del tenvolley non è facile vederlo, a lungo termine le partite politiche si vincono sul piano etico-culturale (nel senso più ampio del termine). In quest’ottica rivendicare visi nuovi e puntare su simpatici e giovanili sorrisi friulani vale ben poco. La questione vera si gioca sugli stili di vita. Va da sé che questi ultimi sono connessi a filo doppio alla situazione economica. Tuttavia per quanto il lavoro sia, come è ovvio, un fattore determinante, esso non è l’unico elemento che ha voce in capitolo. Aver lasciato da troppo tempo solo a frange estreme la facoltà di parlare di giustizia sociale non è stata scelta lungimirante; non lo è stata neppure aver, in pratica, ridicolizzato la memoria di moltitudini di militanti che hanno assunto la lotta per giustizia sociale (e non soltanto la Costituzione) come una ragione di vita. Questo lento sgretolamento ha avuto i suoi effetti: quando i modi di pensare e di comportarsi della gente sono sempre più simili, non vi sono molte speranze che scatti la molla della differenza politica.

Affermare che bisogna modificare i modi di pensare e di vivere è un’espressione a tal punto generica da essere politicamente insignificante. Ciò non toglie che lì vi è un nodo effettivo e solo chi riuscirà ad affrontarlo con una strategia di ampio respiro potrà sperare, a tempi lunghi, di invertire la tendenza. Compito immane non gestibile né dall’Idv (che si alimenta solo di antiberlusconismo), né dall’attuale PD.

Piero Stefani
teologo e biblista
Ferrara

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Il cinque e l’otto per mille

13 giugno 2009

Navigando fra la rete ho trovato questo interessante video.
Intervista doppia al 5 x 1000 e all’ 8 x 1000 per comprendere meglio il meccanismo legislativo che sta alla base del finanziamento alla Chiesa cattolica. Probabilmente pensi che, quando fai la scelta per l’otto per mille, l’otto per mille delle tue tasse vada a chi decidi tu. Sbagliato! Lo Stato ogni anno raccoglie l’IRPEF e ne mette l’otto per mille in un calderone. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi: circa un miliardo di euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse.
Visita il sito della campagna Occhiopermille

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