I primi frutti del federalismo fiscale
Postato il 1 agosto 2011
in Politica | 2 Commenti

Il federalismo fiscale funziona, eccome se funziona. Il federalismo fiscale voluto fortemente dalla Lega Nord sta dando i suoi primi importanti frutti. E’ il caso dell’aumento dell’imposta per RC Auto. Infatti a partire dal 2012 tale imposta costituisce un un “tributo proprio derivato” delle Province. Ad oggi tutte le province del Veneto, ad esclusione di Padova e Vicenza, avrebbero aumentato l’aliquotà del massimo consentito e cioè del 3,5% passando così dal 12,5% al 16%.
Il federalismo fiscale tanto invocato dai leghisti è anche questo. Per il momento si sono viste solo tasse per i veneti, si sono visti solo balzelli per spennare ancora di più i cittadini, ormai sempre più provati da una politica fiscale senza senso.
Tra i “vantaggi” che il federalismo fiscale ha introdotto per i Comuni c’è la tassa di scopo, la tassa di soggiorno e la possibilità di aumentare l’addizionale IRPEF del 0,2%. Per il momento da questo federalismo leghista dei “paroni a casa nostra” si vedono solo aumenti e nessun reale vantaggio per il cittadino. Staremo a vedere quando il federalismo fiscale sarà pienamente attuato se sarà un vantaggio reale per i cittadini e per i Comuni, ad oggi così non sembra e le previsioni non promettono nulla di buono.
Le continue promesse di Bossi e soci assomigliano sempre di più alle bugie di Pinocchio, con le gambe corte ed il naso lungo. Vediamo quanto ancora la base leghista crederà a promesse da marinaio di chi inveisce contro Roma e a Roma soggiorna comodamente da molti anni.
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Non basterebbe una solo giornata per tentare di approcciare un minimo ragionamento sul federalismo fiscale e sul federalismo generalmente inteso.
Quando sento questo termine penso sempre alla scomparsa del Prof. Miglio.
Per fare una riforma occore avere risorse sia economiche sia uomini oltre che cancellare il precedente sistema. Come sempre ricordo abbiamo il secondo debito pubblico d’europa ed un tasso di crescita agli ultimi posti della classifica europea.
E’ di oggi che lo spread fra BTP italiani e BUND tedeschi ha raggiunto il massimo storico. Mi chiedo quale senso ha in questa situazione parlare di federalismo fiscale. Il nord non darà più un centesimo a “roma ladrona” dove gli sprechi della politica sono sotto gli occhi di tutti?. E’ di pochi gironi fa che il tesoro non ha emesso una tranche importante per il rifinanziamento del debito adducendo la giustificazione che il fabbisogno di cassa è diminuito. Peccato che gli operatori finanziari internazionali si siano immediatamente accorti che l’operazione non era dettata dal diminuito fabbisogno ma dall’estremo, puerile, vano tentativo di non alzare la resa dei BTP. Che senso avrebbe il federalismo fiscale? le entrare fiscali utilizzate nell’area del gettito quando l’italia non riesce a rifinanziare il debito perchè non gode della fiducia dei mercati finanziari?.
giovedì in parlamento si discuterà della crisi economica ( un tantino in ritardo credo) con tutta probabilità sentiremo le solite giustificazioni, crisi internazionale, speculazione ecc. ecc.
Può avere senso parlare di crisi in un paese con la produttività del lavoro ai minimi termini ed un tasso di disoccupazione nei primi posti d’euopa?. Il federalismo fiscale potrebbe con la sua visione regionalistica cambiare la struttura del mercato del lavoro semplicemente espellendo gli stranieri che “rubano” il posto di lavoro gli indigeni?.
Alcuni suggeriscono che forse la cosa migliore sarebbe la dichiarazione di fallimento del sistema italia, l’uscita dall’euro, il ritono alla lira ed alla sua tanto vituperata svalutazione competitiva e la ricostruzione di un sistema che sia radicalmente diverso nella politica e nell’impianto organizzativo.
Come convincere i professionisti della politica che è necessario che lascino il dorato scranno?. Con il federalismo fiscale?.
Se invece, con grande probabilità avremo ancora una patrimoniale ( vedi luglio 1992 Prof. Amato/Craxi) ci basterà alzare lo scudo del federalismo fiscale per non farci prelevare direttamente i soldi dal conto corrente?.
C’è da chiedersi in 19 anni che c’è di nuovo.
C.V.D.
come volevasi dimostrare.
All’indomani dell’audizione in parlamento la situazione è questa:
debito dell’italia € 1,88 TRILIONI
costo massimo sopportabile per il rifinanziamento 5%
costo attuale per il rifinanziamento 6% in crescita
perdita della borsa di milano in 16 giorni -17% in aumento
oggi tocca alle parti sociali.
basta federalismo fiscale per invertire la rotta?