Archivi per la categoria ‘Sanguinetto’

Metti, una sera a Sanguinetto

venerdì, 9 luglio 2010

Mercoledì sera sono andato ad assistere alla seduta del Consiglio Comunale di Sanguinetto che si è svolto nella sala civica della frazione di Venera. Il Consiglio Comunale inizia alle 19:20 e letti ed approvati i verbali della seduta precedente il sindaco da lettura del punto riguardante la ormai arcinota Centrale a Biomassa. Mi metto in fondo alla sala, con la telecamera spenta nella mano destra, per ascoltare il primo cittadino quando, ad un tratto, il vigile urbano davanti a me si gira e con fare autoritario e minaccioso mi dice che non si può filmare per ordine del Sindaco. Gli faccio notare che la telecamera in mio possesso è spenta e che, di conseguenza, non sto filmando. A questo punto la seduta viene sospesa perché tra me e il vigile si instaura un diverbio dove si alza il tono della voce. Il vigilie urbano mi chiede di favorire i documenti che io in un primo momento mi rifiuto di dare, poi decido di cedere e di consegnargli la mia carta d’identità. Il Consiglio Comunale intanto si ferma per dieci minuti. Presi i miei dati il vigile urbano mi riconsegna il documento dicendomi «lei è in possesso di una telecamera quindi potrebbe riprendere», io di rimando gli rispondo «lei è in possesso di un’arma quindi potrebbe sparare». Durante la sospensione della seduta la gente esce per prendere un filo d’aria e un cittadino di Venera mi si avvicina e mi dice «siete venuti a fare casino?». Gli faccio notare che sono da solo, sarà forse la mia stazza che induce a pensare che io sia più di uno. La seduta poco dopo riprende e nel frattempo arrivano pure i Carabinieri chiamati appositamente per me. Il sindaco Braga invita a stare tranquilli e a rispettare le regole – le sue – le quali dicono che non si può riprendere con telecamera o telefonino o con altro mezzo per registrazione. Il Consiglio continua con un livello di conversazione davvero di alto livello nonché di notevole spessore. Insulti, urla, risa e addirittura minacce. Ho capito, a dire il vero ormai da tempo, che Alessandro Braga non sa fare il sindaco e si dimentica, sempre più spesso, di essere il sindaco di tutti, sopratutto di quelli che non l’hanno votato.
Chi si permette di disturbare il manovratore con domande o atteggiamenti scomodi è sempre bollato come rompicoglioni, come dissidente, come disturbatore. Ho portato la telecamera perché, finita la seduta del Consiglio Comunale, volevo intervistare qualche esponente dell’amministrazione in merito alla decisione presa a riguardo della Centrale a Biomassa. Tanto rumore per nulla.

La vittoria del Comitato

mercoledì, 7 luglio 2010

Questa mattina il quotidiano L’Arena riporta la notizia che a Sanguinetto la Termemoccanica rinuncia alla costruzione della ormai “famosa” centrale a biomassa.

SANGUINETTO. Gravoso l’impegno imposto da Agsm alla ditta che dovrebbe sostenere la spesa del teleriscaldamento

La centrale della discordia sparisce per motivi economici

La Termomeccanica ecologica getta la spugna perché non ritiene suo obbligo farsi carico di tutta la rete di trasporto del calore; intanto va avanti un altro impianto

Stop al progetto della centrale a biomasse di via Campaiaro. Mentre in paese si discute del «bioconvertitore», proposto da Technika di Modena per produrre bioetanolo e lignina da paglia e stocchi di mais «digeriti» da enzimi, in Comune è arrivata la lettera di rinuncia della Termomeccanica ecologia di La Spezia alla costruzione di un termovalorizzatore che doveva essere alimentato con gli stessi scarti agricoli. Il ripensamento della ditta verrà comunicato dal sindaco Alessandro Braga nel Consiglio che si terrà oggi, alle 19, a Venera.

La centrale a biomasse, da sette megawatt, doveva essere alimentata con 70 mila tonnellate di paglia e steli di mais all’anno. Per oltre un anno ha fatto discutere e litigare due amministrazioni, Nogara e Sanguinetto: ora sparisce. A spingere Aldo Sammartano, presidente di Termomeccanica ecologia, a non proseguire il progetto è stata la relazione dell’Azienda generale dei servizi municipalizzati di Verona (Agsm), interpellata dal Comune per uno studio di fattibilità dell’impianto di teleriscaldamento connesso alla centrale. Il 20 maggio scorso, l’azienda scaligera confermò la «fattibilità tecnica» della centrale. Tuttavia, per rendere l’impianto sostenibile economicamente, propose tre soluzioni diverse: o porre tutti gli investimenti sul teleriscaldamento «a carico di chi propone l’impianto» oppure prevedere che la ditta ceda il calore prodotto a costo quasi nullo. La terza proposta, infine, prevedeva «di non far pagare l’allaccio al cliente, bensì di incrementare in modo significativo la quota di contribuzione a suo carico».

Tutte e tre le ipotesi, in particolare quella dell’investimento totale a carico del privato, sono state scartate dalla Termomeccanica. Sammartano il 30 giugno ha scritto al sindaco che l’investimento di fondi senza limiti «non è contemplato nel progetto da noi proposto». E ha aggiunto: «Pur consapevoli che il teleriscaldamento è un elemento fondamentale per la centrale, non sussistono le condizioni tecnico economiche affinché gli investimenti ad essa relativi vengano sostenuti dalla nostra società».

Queste parole, per il sindaco Braga, suonano come una rinuncia al progetto. «L’impossibilità di realizzare la rete di teleriscaldamento», dice, «è una condizione che ostacola la prosecuzione del rapporto e della sottoscrizione della convenzione, già adottata in Consiglio e sottoscritta da Termomeccanica, Avepo e Seren». Braga aggiunge: «Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale».

Intanto si fa avanti l’altra centrale, il bioconvertitore della Technika di Modena che ha illustrato l’impianto: sarà più piccolo di quello di Termomeccanica, funzionerà con 8.500 tonnellate di paglia e stocchi di mais all’anno che saranno trasformati da fermenti ed enzimi in bioetanolo, anidride carbonica e lignina. Dubbi sugli effettivi sostegni economici che avrà la nuova struttura e sui suoi limiti sono stati già espressi, rispettivamente, da Daniele Fraccaroli, capogruppo di «Sanguinetto Cresce» e da Michele Sganzerla, portavoce del Comitato del no alla centrale a biomasse.F.T.

Spero che questo sia l’ultimo post che scrivo in merito a questa centrale e auspico che coloro i quali si ostinano costantemente ad andare in giro per i paesi della bassa a proporre questo inceneritore camuffato da centrale a biomassa, la smettano di cercare qualche sindaco pollo, pronto a farsi spennare. Fate altre cose e rassegnatevi all’idea. Altro aspetto interessante è che, come detto nell’articolo, la rinuncia arriva per motivi economici. Questione che il Comitato ha sempre sostenuto, ovvero il fatto che realizzare il teleriscaldamento in zone come queste è praticamente impossibile dal punto di vista economico. Interessante poi, la dichiarazione di Braga:

«Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale»

Non si dispiaccia caro sindaco Braga perché la figuraccia l’ha fatta lei, non certo i consiglieri di opposizione né tanto meno l’ex assessore Malini. Lei si è ostinato a credere in un progetto che la maggioranza della popolazione non voleva e non vuole tutt’ora. Salendo addirittura agli onori della cronaca per performance che hanno sfiorato a dir poco il ridicolo. Spero veramente che alla prossima tornata elettorale i cittadini di Sanguinetto si ricordino di lei, della sua parte politica e di tutti i personaggi “politici” che hanno sostenuto la sua personale scelta di voler continuare su una strada senza uscita. Ricordatevi di questo quando andate a votare.

Sanguinetto e le sue Centrali

sabato, 22 maggio 2010

Ieri il quotidiano L’Arena pubblicava questa notizia.

SANGUINETTO. Comune e azienda Technika presentano pubblicamente una seconda ipotesi di convertitore

Spunta un’altra centrale. Produrrà bioetanolo dal mais

Dopo le focose e lunghe polemiche sulla centrale a biomasse che doveva sorgere prima a Nogara e poi a Sanguinetto, ecco spuntare il progetto di un’altra centrale. Si tratta di un impianto in grado di produrre, ogni anno, 30 mila litri di bioetanolo da 70 tonnellate di paglia e scarti di mais. L’ha presentato pubblicamente la società Technika di Sassuolo (Modena) al teatro Zinetti. Alla serata hanno assistito poco più di 40 persone, compresi i consiglieri della minoranza e alcuni componenti del «Comitato per il no». Quest’ultimo, da mesi, si batte contro un’altra centrale, la prima a far capolino in Comune: quella che l’Avepo e altre società vogliono costruire in via Campaiaro.

La Technika ha proposto invece il suo «bioconvertitore» come alternativa al precedente impianto. In questo, paglia e scarti di mais non verranno bruciati, come in quello dell’Avepo, bensì «digeriti» da enzimi. Non ci saranno camini né forni nello stabilimento, ma solo grandi serbatoi (i cosiddetti bioreattori), nei quali gli scarti verranno scomposti in elementi più semplici.

Il sindaco Alessandro Braga, presenziando all’incontro, ha puntualizzato: «Trasmetteremo all’Agsm, all’Arpav e all’Ulss 21 la relazione su questo nuovo piano, così come abbiamo fatto precedentemente per l’altra centrale. Se il responso dell’azienda sarà negativo, non procederemo ulteriormente in questo programma. Quando avremo le relazioni di entrambi gli impianti, riuniremo di nuovo i cittadini di Sanguinetto e insieme valuteremo la proposta migliore».

Luciano Patorno, titolare del brevetto della «bioraffineria», ha evidenziato: «Ricaveremo cellulosa, emicellulosa e lignina. Le prime due saranno trasformate in bioetanolo, la terza avrà un uso simile al carbone». Se verrà autorizzato, il sito di Technika verrà costruito entro un anno. I prodotti che risulteranno dalla trasformazione potranno anche venire venduti. Non è escluso, tuttavia, un impiego parziale per la produzione di energia elettrica, con una potenza di otto Megawatt. Marco Bertelli, collaboratore dell’azienda, ha spiegato: «Questa tecnologia consente, con sole tre grosse balle di paglia, di produrre 340 litri di bioetanolo, pari a 1.556 chilowattora».

Fieno e granturco non saranno gli unici elementi necessari all’impianto e trasformabili. «Lo stesso risultato in termini energetici di 70 tonnellate di fieno e mais, si possono ricavare da mille ettari di bosco», ha aggiunto Bertelli, «e, con moduli opportuni, la lignina può essere utilizzata per il teleriscaldamento». L’agronomo ha detto: «Come investimento, converrà iniziare con la produzione di elettricità. L’autorizzazione potrà essere integrata con nuovi permessi, come quello della vendita, in via sperimentale, del bioetanolo ai distributori di carburanti del paese».

Michele Sganzerla, presidente del «Comitato per il no», dalla platea ha osservato: «Sanguinetto si trova a giudicare un secondo impianto a biomasse. Sono proposte che ci piovono addosso e che hanno creato scompensi sociali, poiché metà della popolazione è contraria a queste centrali». Marco Poltronieri, dello stesso gruppo, ha evidenziato: «Già per l’impianto che venne proposto a Nogara, la Provincia rilevò che 70 tonnellate di paglia e mais all’anno, per alimentarlo, erano eccessive».

E’ interressante notare quanto sia appetibile il Comune di Sanguinetto. Tutte queste ditte e tutti questi impianti che, ad ogni costo, vogliono insediarsi sul territorio. Credo sia ora che il Sindaco Braga, assieme alla sua maggioranza, dia una linea politica e programmatica a Sanguinetto e, sopratutto, faccia fronte a questa crisi che non vede, ad oggi, soluzione di continuità.

PG:Centrale a biomasse, Braga: «Adesso parlo io»

sabato, 30 gennaio 2010

Foto tratta da Facebook

Sul Primo Giornale del 26 gennaio 2010 è apparso questo articolo che reputo interessante, non solo per Sanguinetto, ma anche per i paesi limitrofi. Non riesco più a commentare le dichiarazioni del Sindaco di Sanguinetto. Fatelo voi!

SANGUINETTO. Mentre il Comitato per il no si prepara per la serata informativa in calendario il 28 gennaio a Casaleone, il sindaco interviene sul progetto.

Centrale a biomasse, Braga: «Adesso parlo io»

“Fonti di energia alternativa, quali scegliere?” è il titolo dell’incontro informativo sul tema della centrale a biomassa in progetto a Sanguinetto, che si terrà giovedì 28 gennaio alle scuole medie di Casaleone, organizzata dal “Comitato per il No a Centrali a Biomassa nella Pianura Veronese” con il patrocinio del Comune di Casaleone. Saranno presenti alla serata Michele Sganzerla, presidente del Comitato, e Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova ricercatore nel campo degli effetti mutageni e cancerogeni degli inquinanti ambientali. Invitati, inoltre, Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona, Gabriele Ambrosi, sindaco di Casaleone, Alessandro Braga, sindaco di Sanguinetto, i rappresentanti delle ditte proponenti l’impianto ed i rappresentanti dei gruppi consiliari del Comune di Sanguinetto.

«La serata, inizialmente prevista a Sanguinetto, si svolge nel Comune di Casaleone a causa dei ritardi e degli ostacoli opposti alla concessione del Teatro Comunale di Sanguinetto», spiega il volantino distribuito per pubblicizzare l’incontro. «Non ci hannorisposto urgentemente come avevamo chiesto – aggiunge Michele Sganzerla – penso che aspetteranno giusto i 30 giorni richiesti da regolamento così poi sarà troppo tardi. Nel frattempo il sindaco di Casaleone, interpellato a voce, ci ha dato immediatamente la sua disponibilità».

«Hanno protocollato la richiesta l’11 gennaio con la preghiera di rispondere entro il 14, ma serve una delibera di giunta ed in tre giorni non ho nemmeno il tempo di convocarla. Siamo aperti al dialogo ma finché il Comitato non cambia tono e non rispetta il nostro ruolo non ci si può rapportare – ha ribattuto il primo cittadino di Sanguinetto, Alessandro Braga -. Penso di non andare all’incontro perché, fino a quando non ho in mano le relazioni tecniche che mi dicono il reale e concreto impatto sull’ambiente e sull’uomo, non ha senso esprimere pareri, per evitare che si trasformino in chiacchiere inutili».

Il sindaco Braga ha poi spiegato il percorso che l’amministrazione intende fare sul tema: «Trattandosi di un impianto al di sopra di una certa soglia di dimensioni la sua approvazione è di esclusiva competenza della Regione, pertanto abbiamo ricevuto il progetto in via informale ed intendiamo seguire in via informale il procedimento che poi spetterà alla Regione. Abbiamo quindi spedito il progetto ai capigruppo consiliari ed ai Comuni di Cerea, Casaleone, Concamarise, Nogara e Gazzo Veronese, i quali poi potranno presentare le loro osservazioni, opposizioni o proposte entro, rispettivamente, il’1° ed il 10 febbraio, le quali verranno poi girate alle società proponenti. Inoltre abbiamo già convocato Ulss 21 e Arpav per avere una relazione sulle ripercussioni sull’ambiente e sulla salute umana. La convenzione non è stata sottoscritta ed il passaggio in consiglio comunale è stato fatto per due ragioni, innanzitutto per vincolare la società al nostro territorio ed evitare che Sanguinetto subisca ancora passivamente lo sviluppo delle altre zone artigianali, ed in secondo luogo perché la società sarebbe potuta andare direttamente in Regione».

«Nel frattempo abbiamo ricevuto la proposta per la realizzazione di un impianto a biogas – ha poi continuato Braga – alimentato sempre con lo stesso quantitativo di paglia e stocchi di mais, ma sottoposto ad un meccanismo diverso di digestione anaerobica, che produce metano, etanolo, lignina e biodiesel. Il progetto verrà girato agli stessi destinatari dell’altro impianto e più avanti inizieremo gli incontri con i cittadini, una prima serie in cui sarà illustrato il percorso che l’amministrazione ha fatto ed il progetto nelle sue linee essenziali, il quale verrà comunque messo a disposizione dei cittadini con anticipo per farsi un’idea, ed una seconda serie in cui saranno rese note le relazioni di Ulss, Arpav e lo studio di fattibilità. L’ultima parola spetterà ai cittadini».

Nel frattempo anche l’amministrazione comunale di Cerea si mobilita sullo stesso tema ed ha organizzato una serata informativa nell’auditorio Comunale per il1° febbraio dal titolo “Le Centrali a Biomassa nei Comuni di Legnago e Sanguinetto” a cui parteciperanno il Comitato del No, SerEn srl e Bioenergy Legnago srl. Invitati anche in questo caso i sindaci di Legnago, Sanguinetto, Casaleone, Bovolone, Nogara e San Pietro di Morubio.

Chi ha partecipato alla serata con Gianni Tamino può raccontarci l’evento in un commento al post.

P.S. Venerdì 19 febbraio ore 21:00, presso la sala consiliare del Comune di NOGARA (VR), CITTADINO ALZA LA TESTA! La Crisi della Democrazia – incontro con PIERO RICCA

Qui comando io, questa è casa mia…

sabato, 2 gennaio 2010

Mi dispiace aprire l’anno con questo post, ma devo farlo. Il Sindaco Braga non mi lascia altra scelta che parlare ancora di lui e della sua “strabiliante” giunta. L’ultimo giorno dell’anno il quotidiano L’Arena pubblica questo articolo. Leggetelo attentamente.

Giovedì 31 Dicembre 2009 PROVINCIA Pagina 29

SANGUINETTO. Il sindaco adotta la linea «dura» contro le contestazioni informando che farà ricorso a denunce penali o a sedute a porte chiuse

Centrale, Braga vieta i dissensi in Consiglio

No anche a qualsiasi tipo di ripresa video e audio e agli scatti di fotografie Le opposizioni protestano

Alessandro Braga

Sarà sempre più duro, se non impossibile, per le minoranze discutere in Consiglio della scottante questione della centrale a biomasse. Proprio all’inizio dell’ultimo consiglio comunale, di martedì sera, il sindaco Alessandro Braga si è rivolto alle opposizioni e al Comitato contro la centrale, informandoli della nuova «linea dura» contro «qualsiasi forma di dissenso», vietando ogni intervento delle opposizioni non pertinente all’ordine del giorno e cercando di far mancare il numero legale su due interpellanze e una mozione che riguardavano l’impianto.

«D’ora in poi non intendo tollerare alcun dissenso», ha chiarito il sindaco alla presenza di un centinaio di persone. «Durante i Consigli saranno vietati applausi, riprese video e fotografiche di qualsiasi tipo e registrazioni audio. Mi rivolgo in particolare a chi è di Nogara e di Gazzo e che viene in Consiglio per impedire alla gente di Sanguinetto di ascoltare quanto si sta deliberando. La non osservanza di queste mie disposizioni sarà punita ai sensi dell’articolo 340 del codice penale, che prevede la reclusione fino a un anno per gli autori dei dissensi e fino a 5 anni per i capi della protesta ».

Braga si rivolgeva palesemente ad alcuni consiglieri comunali della giunta leghista di Gazzo, ai componenti del comitato del «No» di Nogara e al presidente del Comitato anti centrale di Sanguinetto, Michele Sganzerla, contro il quale si è scagliato sia durante che dopo la turbolenta seduta, tentando inutilmente di allontanarlo dall’aula, facendo intervenire il vigile urbano e i carabinieri.

«Se sarò costretto a sospendere ancora la seduta», ha detto Braga, «dovrò valutare con il Prefetto lo svolgimento delle sedute a porte chiuse. Preciso alle minoranze che il regolamento non prevede di leggere comunicati ma solo mozioni o interpellanze: d’ora in poi ogni loro intervento dovrà essere scritto e protocollato prima del consiglio. Nell’ultima seduta mi sono state lanciate accuse pesanti che non intendo più accettare. Il Comune non ha firmato alcuna convenzione con le ditte della centrale. Dopo le autorizzazioni regionali, spiegheremo alla gente i vantaggi dell’impianto. Un solo dubbio di pericolosità e non firmerò alcuna convenzione. L’unico obiettivo delle opposizioni è far cadere la maggioranza».

Quindi Braga ha spostato le interpellanze sulla centrale in coda agli argomenti. Mossa che ha provocato la mancanza del numero legale per la discussione. Provocando non poche proteste. RI.MI.

Voglio ricordare ad Alessandro Braga che è il Sindaco di tutti i cittadini di Sanguinetto, non solo di quelli che sono dalla sua parte e che molti dei suoi elettori, credo ormai ex, fanno parte del comitato ricoprendo anche ruoli all’interno del direttivo. Voglio ricordare l’articolo 21 della Costituzione Italiana, quella che i Legaioli vorrebbero stravolgere.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

Tutti possono manifestare il proprio dissenso verso qualsivoglia argomento e specialmente verso un argomento importante e delicato come la costruzione di una Centrale a Biomassa. Personalmente non mi interessa che lei tolleri o meno il dissenso del comitato, i ragazzi e tutti quelli che vogliono hanno il diritto di manifestare contro di lei e contro l’assurdità del progetto della Centrale, nefasto per Sanguinetto e i suoi abitanti. Si fermi e rifletta. Non può fare quello che vuole, lei è stato eletto dal popolo e al popolo deve rispondere. Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. (Thomas Jefferson)

i popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi ma i governi dei propri popoli…

Sindaco Tosi permette una domanda?

lunedì, 30 novembre 2009

barra_formati_filecellulareipod

Ieri mattina il Comitato contro la Centrale a Biomasse di Sanguinetto ha avuto un “colloquio” con il Sindaco di Verona Flavio Tosi ospitato a Sanguinetto per un pranzo della Lega Nord assieme al consigliere regionale Cenci, al sindaco di Legnago Rettondini e tanti altri. I ragazzi hanno fatto leggere l’articolo apparso sul quotidiano L’Arena e hanno cercato di spiegargli le motivazioni del No alla costruzione dell’impianto, quando il Sindaco Alessandro Braga e l’Assessore Maurizio Lorenzetti si sono intromessi nella conversazione monopolizzando di fatto la scena. Vi lascio alla visione del video e alla lettura dell’articolo che i ragazzi hanno fatto leggere a Tosi. Il comportamento della giunta Braga è arrivato ormai a livelli veramente bassi.

SANGUINETTO: Braga e Rossignoli «censurano» il filmato

Polemiche e «rivolte» in Consiglio. E scene mai viste. Come quella del sindaco Alessandro Braga e dell’assessore ai lavori pubblici Valentino Rossignoli (e non Maurizio Lorenzetti come indicato in precedenza: quest’ultimo infatti è sempre rimasto seduto al suo posto) che scattano dalla loro sedia per rincorrere per le scale un cittadino che aveva filmato le scene più calde dell’assemblea. Nella quale si doveva discutere di assestamento di bilancio.

L’incontro però si è trasformato in un match senza precedenti sulla contestatissima centrale che la Giunta intende far costruire a Campaiar. Ad accendere la miccia è stato l’ex sindaco Mario Mattioli che ha letto un comunicato secondo il quale il sindaco e l’assessore esterno Maurizio Lorenzetti, avrebbero «minacciato di denunciare» due ragazzi perché stavano distribuendo volantini anti-centrale «senza autorizzazione».

Episodio negato con forza dai due amministratori. Però a quel punto si è levato un boato di contestazioni dal pubblico presente. Braga ha fatto perciò allontanare i presenti, invitando carabinieri e il vigile ad eseguire l’ordine. La scena è stata ripresa da un uomo tra i l pubblico. Braga e Rossignoli lo notano, si alzano e rincorrono il malcapitato giù dalle scale riuscendo a farlo fermare e a consegnare la telecamere ai carabinieri, tra urla e proteste di decine di persone e delle minoranze.

Per evitare altri problemi, il proprietario della telecamera, dopo un colloquio con i carabinieri, si è rassegnato a cancellare il video sulle liti in consiglio. Dopo la bagarre, il Consiglio è stato sospeso per 40 minuti e, in una sala pressoché deserta, si è tenuto un altro scontro durissimo tra i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Mario Mattioli, Roberto Scipolo, Antonella Ponso e la maggioranza. L’oggetto era la centrale, ma nessuno ha sentito perché l’assemblea ha proseguito a porte chiuse: mai successo a Sanguinetto. Ma non era finita. Il pubblico, tenuto a distanza dai carabinieri, è rimasto assiepato lungo lo scalone.

Solo verso le 22 Braga ha fatto preseguire la seduta. Ad attendere sindaco e giunta fuori dalla sala c’erano ancora i sostenitori del comitato del no alla centrale. Braga e la giunta sono dovuti quindi uscire dall’aula scortati dai carabinieri tra applausi polemici. RI.MI.

Ecco le foto scattate fuori dal Consiglio Comunale di venerdì sera, quando il sindaco ha fatto sgomberare l’aula e la seduta è continuata a porte chiuse.

SNC03005SNC03007SNC03009

Fiato sul Collo a Sanguinetto

sabato, 28 novembre 2009

Ieri sera a Sanguinetto si è tenuto il Consiglio Comunale. Una seduta veramente movimentata e “surreale”. Ecco l’articolo de L’Arena

SANGUINETTO. Baraonda ieri sera in Consiglio

Filma in sala, il sindaco lo insegue e lo blocca
La seduta del Consiglio comunale finisce in una rivolta. Ieri sera a Sanguinetto a innescare la baraonda è stato l’intervento dell’ex sindaco Mario Mattioli, attuale consigliere di minoranza, che ha letto un duro documento contro il progetto di realizzare una centrale elettrica a biomasse, progetto già bocciato a suo tempo da Gazzo e Nogara nonché dalla Provincia, criticando l’attuale sindaco Alessandro Braga e la maggioranza.

Il pubblico s’è messo a inveire a sua volta contro il sindaco e Braga, per tutta risposta, ha fatto sgombrare l’aula tra le proteste generali. Ma non è finita qui. Accortosi che una persona tra il pubblico stava riprendendo la scena con una videocamera, il sindaco è letteralmente schizzato dalla sua sedia, prontamente seguito dagli assessori Maurizio Lorenzetti e Valentino Rossignoli, s’è messo a rincorrere il «reporter» giù per le scale, lo ha «stoppato» e si è fatto consegnare il filmato a suo dire «non autorizzato». Intanto i carabinieri hanno proceduto all’identificazione della persona. La seduta è ripresa ma a porte chiuse. R.M.

Il Sindaco, la volta scorsa, ha invocato la legge sulla privacy. Questa volta invece manda i Carabinieri a sequestrare la telecamera, sapendo benissimo che è abuso d’ufficio. Perché è una seduta pubblica e il garante sulla privacy parla chiaro. Sindaco Braga la smetta di impedire le riprese ai Consigli Comunali, tanto lo sa che non può farlo. Essendo lei un avvocato credo conoscerà bene le leggi e credo sappia con certezza che chi vuole può riprendere le sedute. Le ricordo infine che nel regolamento del consiglio comunale di Sanguinetto non esiste nessun articolo che vieta espressamente tale pratica.

La Centrale a Biomassa continua a far discutere

sabato, 21 novembre 2009

Dal Primo Giornale del 17 novembre 2009.

SANGUINETTO. La giunta Braga non autorizza il patrocinio e l’uso dello Zinetti al gruppo “Sanguinetto Cresce”

In teatro non si può parlare di centrale

pg_fraccaroli

Daniele Fraccaroli

Si fa sempre più pesante il clima intorno all’argomento della centrale a biomassa, per la cui realizzazione l’amministrazione comunale di Sanguinetto ha firmato la convenzione. La giunta ha infatti deliberato negativamente alla richiesta del gruppo di opposizione “Sanguinetto cresce” di avere il patrocinio del Comune per una serata informativa nel teatro Zinetti che si doveva tenere mercoledì 11 novembre. Dopo due mesi di grande attivismo in paese contro la realizzazione di questo impianto da 10 megawatt, raccolte di firme e burrascosi consigli comunali, l’amministrazione indispettita ha cercato di mettere i bastoni fra le ruote alla minoranza di Daniele Fraccaroli boicottando la serata dell’11 novembre intitolata “Centrale a biomassa: confronto e sintesi tra favorevoli e contrari”.

Il 3 novembre infatti il gruppo “Sanguinetto cresce” ha inoltrato al sindaco Alessandro Braga la richiesta di poter disporre per quella serata del teatro comunale con il patrocinio del Comune, il cui affitto sarebbe altrimenti costato 1.000 euro, «considerando l’importanza dell’argomento di interesse pubblico», invitando peraltro il primo cittadino stesso e l’assessore competente in materia a parteciparvi. La risposta dell’amministrazione è però pervenuta soltanto il 10 novembre, un giorno prima dell’ipotetico incontro pubblico, comunicando semplicemente il diniego del patrocinio e rimettendo le motivazioni a quanto dichiarato nella delibera, arrivata solo il 12 novembre.

«Tale argomento è già stato dibattuto in più incontri pubblici già patrocinati dall’amministrazione a cui hanno partecipato la cittadinanza ed i componenti delle minoranze – si motiva nella delibera -, tre sedute del consiglio comunale hanno avuto ad oggetto la discussione di mozioni e comunicazioni relativi al tema della centrale a biomasse, è intenzione dell’amministrazione comunale organizzare un incontro con la cittadinanza per un momento di sintesi sul tema» e conclude deliberando di non concedere il patrocinio per la serata e di dare atto che nessun membro dell’amministrazione parteciperà.

Un diniego che invece non è stato mosso all’altro gruppo di opposizione, guidato da Roberto Scipolo, quando a metà ottobre ha organizzato due serate informative sullo stesso argomento. Il gruppo “Nuovi orizzonti per Sanguinetto” infatti al tempo ancora non aveva preso la posizione contraria che disturba l’amministrazione.

Intanto a Gazzo Veronese il Sindaco non vuole impianti confinanti.

GAZZO VERONESE: «Non vogliamo impianti confinanti con noi»

vecchini

Ugo Vecchini

Anche Gazzo Veronese dice no alla centrale a biomassa di Sanguinetto. Il consiglio comunale, nella seduta del 30 ottobre, ha approvato una mozione che esprime un parere politico negativo verso installazioni di impianti a biomassa della tipologia proposta al Comune di Sanguinetto, in prossimità del proprio territorio comunale. Una mozione che mette nero su bianco la posizione nettamente contraria della giunta Vecchini in merito al progetto di una centrale a biomassa, della potenza di 10 mega watt, alimentata a stocchi di cereali che, recentemente approvato dall’amministrazione di Sanguinetto, è al centro di vivaci polemiche.

«È una posizione che portiamo avanti assieme ad altre amministrazioni della zona contro l’insediamento del termovalorizzatore – spiega il vice sindaco Gianpaolo Boninsegna – posizione che peraltro avevamo già espresso quando il progetto era stato proposto sul nostro territorio. Lo stesso piano è stato poi presentato a Nogara, dove l’amministrazione ha fatto marcia indietro dopo il parere negativo della Provincia. Riteniamo che un impianto di tali dimensioni, al di fuori di una programmazione regionale e provinciale, abbia dimensioni tali da creare un notevole aggravio della qualità dell’aria, oltre a far aumentare il traffico pesante necessario a conferire 70.000 tonnellate di combustibile».

Al momento della discussione, il consigliere Claudio Bellani ha lasciato l’aula in quanto persona interessata alla realizzazione della centrale (è titolare della Ser.En. una delle ditte proponenti). Dopo il dibattimento, al momento del voto, i consiglieri di minoranza del gruppo “Riformatori per Gazzo” sono usciti dall’aula, mentre Giacomo Turazza, unico consigliere di “Gazzo volta pagina”, ha votato contro.

«Siamo usciti dall’aula – spiega Giorgio Vecchini – perché la cosa più corretta sarebbe stata di chiedere al collega di Sanguinetto, che tra l’altro è dello stesso partito del sindaco Vecchini (Lega Nord) il progetto dettagliato dell’impianto, quindi convocare i capigruppo e dare loro la possibilità di visionarlo attentamente. Come possiamo esprimere un parere qualsiasi, senza avere la documentazione necessaria a capire di cosa si parla? Sappiamo che anche molte associazioni ambientaliste sono per le energie rinnovabili, e che ci si scaglia contro una centrale che brucerà paglia, mentre a Nogara ne esiste una che va a metano alla Coca-Cola, un’altra alimentata a scarti di legno, è presente da anni a Sustinente presso la ditta Silla e un cogeneratore a olio di palma è attivo presso la Piva Group, qui a Roncanova. Non hanno voluto coinvolgerci nella discussione, quindi abbiamo preferito non partecipare al voto».

La mozione approvata dal consiglio comunale sarà inviata all’assessore regionale all’ambiente, con la richiesta di avviare una moratoria sull’avvio delle autorizzazioni o dei lavori per la costruzione di impianti energetici alimentati con materiale organico da filiera lunga nel territorio dei comuni indicati.

P.S. Nogara 5 Stelle organizza, venerdì 27 novembre alle ore 20:30 presso la sala consiliare del Comune di Nogara, un incontro con l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci dal titolo Sostenibilità a 360°per costruire un futuro possibilie.

Il Sindaco Braga come Bruno Vespa

sabato, 31 ottobre 2009
La sala civica piena ed i cartelli esposti dal «fronte del no» durante la seduta di giovedì

Foto tratta da L'Arena - Dienne Foto

Riporto l’articolo de L’Arena apparso oggi.

SANGUINETTO. Il consiglio comunale boccia la richiesta di revoca della delibera che ha dato il la al progetto di Campaiar

Braga inventa il porta a porta per promuovere la centrale

La minoranza si compatta per il no all’impianto ma non è bastato Il sindaco: «Riunioni coi capifamiglia via per via per evitare infiltrati»

La maggioranza leghista di Sanguinetto va dritta per la sua strada: quella che porta alla costruzione della centrale a biomasse da 10 megawatt in località Campaiar. Nel frattempo il fronte del no si compatta ed acquista forze nuove: anche il gruppo consigliare di Roberto Scipolo, infatti, ha deciso di… decidere da quale parte stare nella vicenda. In compenso delle minacce – vere o presunte – e dei vandalismi contro sindaco ed ex assessore non ne parla più nessuno. Il consiglio comunale di giovedì sera ha regalato un’altra seduta affollatissima e la bocciatura della revoca – chiesta da «Sanguinetto cresce» – della delibera del 14 settembre scorso che ha dato il via libera all’impianto. Maggioranza compatta per il no alla revoca, minoranza – più il transfuga Christian Malini – compatta per il no tra gli ululati di disapprovazione del pubblico presente in sala con tanto di cartelli.

Il dibattito è vissuto sullo scambio di accuse proprio tra l’ex assessore ed i suoi ex compagni politici. Ma anche sull’annuncio del primo cittadino che ha intenzione di passare famiglia per famiglia a spiegare perché la centrale è utile e n on rischiosa. «Ho deciso di stare dalla parte di cittadini», ha spiegato Malini. «La centrale è dannosa per la salute e il territorio e quindi chiedo al sindaco di revocare la delibera».

Più o meno gli stessi argomenti che ha usato Scipolo per spiegare la rinuncia alla neutralità del gruppo «Nuovi orizzonti»: «Siamo giunti alla conclusione che la centrale inquina e le emissioni di diossina, benzene, nano polveri ed altre sostanze chimiche saranno fortemente dannose per la salute dei nostri cittadini», ha detto. «Il sindaco dovrebbe avere il buon senso di ritirare la delibera e i consiglieri di maggioranza dovrebbero votare secondo coscienza e non per ordini di partito. La quasi totalità dei cittadini di Sanguinetto è contraria alla centrale: per questo puntiamo ad aderire al comitato del no; per stare dalla parte della gente».

Durissimo anche Daniele Fraccaroli, le critiche del quale non hanno risparmiato l’ex presidente del Cisi Claudio Bellani, Termomeccanica – riguardo le vicende giudiziarie seguite alla vendita di una centrale alla ditta francese Veolia – ed Avepo – i cui soci produrrebbero solo ortaggi e non paglia e mais per alimentare la centrale -.

Altrettanta dura la posizione del sindaco Braga, il quale prima ha vietato le riprese video e audio della seduta «per tutelare la privacy» e poi ha annunciato l’intenzione di querelare Malini «per le gravissime affermazioni fatte durante l’incontro pubblico del 19 ottobre». Non solo. Dopo aver ribadito che la parola definitiva sulla centrale spetterà alla Regione, Braga ha annunciato una personalissima campagna di informazione: «Faremo incontri solo con i capifamiglia del paese», ha spiegato tra lo stupore generale. «Non più di 30 persone per volta per essere chiari e convincenti, evitando che vi siano intrusioni da parte di esterni».

Il Sindaco Braga non finisce mai di stupirmi. Adesso lancia il Porta a Porta, manco fosse Bruno Vespa. Voglio riportare quello che ha scritto il prof. Valerio, intervenuto a Sanguinetto nella serata per il No, invito il Sindaco a leggerlo:

I lettori più fedeli e pazienti di questo blog si saranno accorti che, da qualche tempo non è stato aggiornato con la consueta frequenza. Non so se vi siete preoccupati, ma il motivo di questa assenza è che negli ultimi 15-20 giorni sono stato impegnato nell’inedito compito di “Biomass Buster”, un nuovo mestiere, quello di demolire, una per una, grazie alla documentazione sui loro impatti ambientali, le tante proposte di centrali a biomasse che stanno sorgendo come funghi in tutto il Paese. E così, per rispondere agli appelli accorati di tanti comitati spontanei, sono andato su e giù per l’Italia. Il primo intervento di “demolizione” è avvenuto la sera del 18 ottobre a Sanguinetto, gradevole cittadina in provincia di Verona.

Qui, all’insaputa di molti, la giunta appena insediata, a maggioranza Lega, ha dato il consenso di massima ad una mega centrale alimentata a paglia e a stroppi di granturco. Sala piena, molta attesa, ma come quasi ovunque, il Sindaco è latitante; comunque, in prima fila c’è il vicesindaco che, con sorpresa, annuisce positivamente ad ogni osservazione critica che faccio al progetto che anche lui ha approvato. Dopo un po capisco che, se non è un tic, è un atteggiamento di sufficienza per quello che dico. Tra le tante cose che la sera del 18 la gente di Sanguinetto si è sentita dire per la prima volta, quella della truffa dei certificati verdi sembra funzionare e, visto che gran parte dei presenti deve aver dato il suo voto al partito che garantisce sicurezza e niente mani nelle tasche del popolo italico, li consiglio di sentire direttamente Maroni e Tremonti per liberare tutti gli italiani dalla tassa del 7% sulla bolletta della luce che serve a foraggiare questi ed altri impianti ad energia erroneamente ritenuti rinnovabili.

Dal silenzio calato in sala quando ho fatto questa proposta, ho avuto la sensazione di aver colpito giusto. Comunque il vice sindaco , occorre riconoscerglielo, si è preparato e al momento delle domande pensa di mettermi in difficoltà chiedendomi se so che in Inghilterra è stata inaugurata la più grande centrale termoelettrica a biomasse. Non m i scompongo di una virgola (lo sapevo) e gli chiedo se sul notiziario ANSA che mi ha letto, si capisce da dove viene il legno che sarà bruciato. Imbarazzato, prova ad indovinare “Dalla produzione locale”, “Mi dispiace” – replico – “da navi provenienti dai Indonesia, carichi dei resti della locale foresta pluviale, abbattuta per far posto alle palme da olio”

E a questo punto ci vado giù un po duro, vedo che vacilla, e lo grazio di ulteriori informazione, anche perché nel frattempo mia moglie che mi accompagna con pazienza in queste avventure, dalla platea, mi fa ampi cenni “Basta così”. E arriviamo all’una di notte, con gran parte del pubblico ancora presente e a questo punto assistiamo ad un incredibile colpo di teatro. Appena tacciato di assenza da un rappresentante dell’opposizione (di destra!) arriva l’assessore all’ambiente e con sorpresa di tutti legge in pubblico le sue dimissioni! In sintesi, accusa la sua Giunta di averlo tenuto all’oscuro di questa scelta, di aver volutamente approvata la convenzione approfittando della sua assenza (licenza per matrimonio), ricorda che nel programma elettorale della Lega non c’era nessun accenno all’impianto a biomasse e che chi lo aveva eletto lo aveva fatto per tutelare i loro interessi e non quelli di qualche congrega di affaristi. Una cosa del genere non mi era ancora successo e ho applaudito anch’io, mentre, fatta la dichiarazione, l’ormai ex assessore si allontanava, visibilmente provato.

Credo che non ci sia più nulla da dire. Il Porta a Porta inventato da Sindaco & Co. fa più piangere che ridere. Intanto eri sera al Consiglio Comunale di Gazzo Veronese è stata approvata la mozione anti-centrale e il signor Claudio Bellani è stato invitato ad uscire dalla sala in quanto parte interessata nella costruzione di tale impianto.

P.S. Continua l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!

Dipendenti timidi anche a Sanguinetto

venerdì, 30 ottobre 2009

Ieri sera a Sanguinetto si è tenuto il Consiglio Comunale. Tra i vari punti all’ordine del giorno si è discussa la mozione presentata dal gruppo di minoranza “Sanguinetto Cresce” formato dal Ragionier Fraccaroli Daniele, dall’Architetto Mattioli Mario e dalla Professoressa Ponso Antonella Maria. Su mia espressa richiesta Daniele Fraccaroli ha chiesto al Sindaco e alla giunta se potevo riprendere con videocamera la seduta. Il Sindaco ha replicato che “per effetto della legge sulla privacy” non si poteva filmare. Il regolamento del Consiglio Comunale di Sanguinetto non prevede nessun punto in merito alla questione da me sollevata quindi sicuramente mi hanno impedito le riprese perché sono timidi e arrossiscono alla sola vista di una telecamera. Dopo la lettura della mozione da parte di Fraccaroli, il Sindaco Braga ha ribadito che la decisione spetta alla Regione Veneto. Questo atteggiamento sa tanto di “Ponzio Pilato”, come sottolineato da Mattioli, e il lavarsene le mani su un tema così importante non è certo di un Sindaco che dice di mettere al centro il cittadino. Scipolo, finalmente, ha deciso da che parte stare e dopo l’illustrazione delle due serate informative sulla Centrale, non ha perso occasione di ringraziare ed elogiare il Sindaco per il patrocinio concesso. L’ex assessore Christian Malini, dopo aver letto le motivazioni delle sue dimissioni, ha fatto appello al Sindaco perché si fermi e rifletta sulla scelta fatta. A nessuna di queste motivazioni è stato dato ascolto e i fuochi d’artificio, promessi da qualcuno, non si sono visti. Intanto i ragazzi del Comitato per il No alla Centrale continuano la loro raccolta firme e l’opera di informazione verso i cittadini con volantini e gazebo. Sindaco si fermi, c’è ancora tempo per tornare indietro.
Loro non molleranno mai, noi neppure!

P.S. Continua l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!