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	<title>Commenti a: L&#8217;Unto del Signore</title>
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	<description>il Blog di Mirco Moreschi</description>
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		<title>Di: florimondo</title>
		<link>http://www.nogaraonline.net/?p=2822&#038;cpage=1#comment-824</link>
		<dc:creator>florimondo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 13:28:48 +0000</pubDate>
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		<description>Esteri &gt; Israele sequestra fondi della Chiesa Ma arriva la precisazione: «Malinteso» Esteri           La notizia è stata confermata dal delegato della Custodia di Terrasanta, padre Jaeger 
Israele sequestra fondi della Chiesa
Ma arriva la precisazione: «Malinteso»
«Bloccati i conti di un&#039;importante istituzione ecclesiastica con sede in Israele». Poi la nota del ministero degli Esteri
CITTÀ DEL VATICANO - Il congelamento di fondi appartenenti a una non meglio precisata istituzione cattolica in Israele è stato «frutto di un errore tecnico», di «un malinteso», ed è stato già revocato. Il chiarimento del ministero degli Esteri israeliano allontana i timori di un incidente diplomatico con il Vaticano, dopo la notizia del sequestro diffusa da fonti ecclesiastiche.

«MALINTESO» - La notizia, a poche settimane dalla visita di Benedetto XVI in Israele, era stata confermata dal delegato della Custodia di Terrasanta, padre David Jaeger, il quale aveva auspicato che «la clamorosa iniziativa, se confermata, risulti quella di un singolo funzionario, poco informato, e che nelle prossime ore venga sconfessata e ribaltata dai suoi Superiori, in ottemperanza al noto impegno pattizio dello Stato (nel quadro del suo Accordo fondamentale con la Santa Sede), di astenersi rigorosamente da tali mosse unilaterali in pendenza di negoziato sul piano del diritto pubblico internazionale». La precisazione arriva poco dopo. Il provvedimento - spiega un rappresentante del ministero degli Esteri - è stato assunto «a livello di funzionari», senza avallo politico. «Si è trattato di un malinteso legato alla mancata conoscenza della lista delle istituzioni cattoliche su cui Israele e Santa Sede stanno negoziando», un accordo in materia fiscale, ha aggiunto, sottolineando che la procedura «è stata già cancellata». Nessun commento dal ministero delle Finanze. Una portavoce del dipartimento affari tributari si è limitata a dire che «i rapporti fra lo Stato e i contribuenti sono coperti da segreto d&#039;ufficio».

IL PROVVEDIMENTO - L&#039;ordinanza era stata recapitata il 20 maggio a una istituzione della Chiesa cattolica. Si tratterebbe, secondo fonti locali, di una «importante istituzione». Ma padre Jaeger non si sbilancia: «Non avendo ricevuto istruzioni in merito e, vista l&#039;estrema delicatezza della materia - ha detto - non sono attualmente in grado di dire se la Custodia di Terra Santa sia bersaglio dei sequestri di fondi della Chiesa decretati dal funzionario del ministero delle Finanze, il sig. Yehezkel Abrahamoff». Il delegato della Custodia di Terrasanta aveva però sottolineato il rischio di condizionare il prosieguo dei negoziati bilaterali per la definizione dei rapporti economici tra Vaticano e Santa Sede che si trascinano da 16 anni e che, dopo varie interruzioni e passi indietro, sembravano essere giunti sul giusto binario, favoriti dalla visita di Benedetto XVI in Israele.

16 ANNI DI NEGOZIATI - Una fonte bene informata sui negoziati, aggiornati l&#039;ultima volta il 30 aprile scorso, si è limitata ad osservare che si sarebbe trattato di una violazione degli «Accordi fondamentali», che escludevano esplicitamente la possibilità di azioni unilaterali a negoziato in corso. I negoziati tesi a definire i rapporti economici tra Israele e Vaticano, che un accordo siglato nel 1993 demandava a successive trattative, sono tuttora in corso. Il cosiddetto «Accordo fondamentale» rimandava a ulteriori intese la regolamentazione dello status delle proprietà e delle attività economiche della chiesa cattolica nella parte di Terrasanta sotto sovranità israeliana. Oltre al possesso di alcuni edifici, tra i quali il luogo dove, secondo la tradizione cattolica, Gesù tenne l&#039;ultima cena, è oggetto di negoziato anche il trattamento fiscale da applicare all&#039;attività della chiesa cattolica in Israele. In sede di negoziato il Vaticano ha sempre sostenuto che Tel Aviv debba onorare i diritti acquisiti della chiesa su quei territori prima della nascita dello Stato di Israele. Il quale, da parte sua, si è mostrato finora poco disponibile a fare concessioni di qualunque tipo alle istituzioni ecclesiastiche, in particolare per quanto riguarda il pagamento delle tasse. L&#039;ultimo incontro della commissione bilaterale in sede plenaria si era svolto il 30 aprile, in vista della visita del Papa in Terrasanta dello scorso maggio. Al termine era stato diffuso un comunicato congiunto che riferiva di «significativi progressi». Era la prima riunione dopo la formazione dell&#039;attuale governo Netanyahu. La delegazione israeliana era guidata dal vice ministro degli esteri Denny Ayalon, del partito di Lieberman, il quale aveva dichiarato in quell&#039;occasione che il nuovo governo di Israele «considera la conclusione di questo accordo con la Santa Sede della massima importanza», tanto più alla luce dell&#039;allora imminente visita di Ratzinger. Un nuovo incontro della commissione in sede plenaria è stato fissato per il prossimo dicembre, ma dovrebbe essere preceduto da altri contatti.

08 giugno 2009 
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Esteri &gt; Israele sequestra fondi della Chiesa Ma arriva la precisazione: «Malinteso» Esteri           La notizia è stata confermata dal delegato della Custodia di Terrasanta, padre Jaeger<br />
Israele sequestra fondi della Chiesa<br />
Ma arriva la precisazione: «Malinteso»<br />
«Bloccati i conti di un&#8217;importante istituzione ecclesiastica con sede in Israele». Poi la nota del ministero degli Esteri<br />
CITTÀ DEL VATICANO &#8211; Il congelamento di fondi appartenenti a una non meglio precisata istituzione cattolica in Israele è stato «frutto di un errore tecnico», di «un malinteso», ed è stato già revocato. Il chiarimento del ministero degli Esteri israeliano allontana i timori di un incidente diplomatico con il Vaticano, dopo la notizia del sequestro diffusa da fonti ecclesiastiche.</p>
<p>«MALINTESO» &#8211; La notizia, a poche settimane dalla visita di Benedetto XVI in Israele, era stata confermata dal delegato della Custodia di Terrasanta, padre David Jaeger, il quale aveva auspicato che «la clamorosa iniziativa, se confermata, risulti quella di un singolo funzionario, poco informato, e che nelle prossime ore venga sconfessata e ribaltata dai suoi Superiori, in ottemperanza al noto impegno pattizio dello Stato (nel quadro del suo Accordo fondamentale con la Santa Sede), di astenersi rigorosamente da tali mosse unilaterali in pendenza di negoziato sul piano del diritto pubblico internazionale». La precisazione arriva poco dopo. Il provvedimento &#8211; spiega un rappresentante del ministero degli Esteri &#8211; è stato assunto «a livello di funzionari», senza avallo politico. «Si è trattato di un malinteso legato alla mancata conoscenza della lista delle istituzioni cattoliche su cui Israele e Santa Sede stanno negoziando», un accordo in materia fiscale, ha aggiunto, sottolineando che la procedura «è stata già cancellata». Nessun commento dal ministero delle Finanze. Una portavoce del dipartimento affari tributari si è limitata a dire che «i rapporti fra lo Stato e i contribuenti sono coperti da segreto d&#8217;ufficio».</p>
<p>IL PROVVEDIMENTO &#8211; L&#8217;ordinanza era stata recapitata il 20 maggio a una istituzione della Chiesa cattolica. Si tratterebbe, secondo fonti locali, di una «importante istituzione». Ma padre Jaeger non si sbilancia: «Non avendo ricevuto istruzioni in merito e, vista l&#8217;estrema delicatezza della materia &#8211; ha detto &#8211; non sono attualmente in grado di dire se la Custodia di Terra Santa sia bersaglio dei sequestri di fondi della Chiesa decretati dal funzionario del ministero delle Finanze, il sig. Yehezkel Abrahamoff». Il delegato della Custodia di Terrasanta aveva però sottolineato il rischio di condizionare il prosieguo dei negoziati bilaterali per la definizione dei rapporti economici tra Vaticano e Santa Sede che si trascinano da 16 anni e che, dopo varie interruzioni e passi indietro, sembravano essere giunti sul giusto binario, favoriti dalla visita di Benedetto XVI in Israele.</p>
<p>16 ANNI DI NEGOZIATI &#8211; Una fonte bene informata sui negoziati, aggiornati l&#8217;ultima volta il 30 aprile scorso, si è limitata ad osservare che si sarebbe trattato di una violazione degli «Accordi fondamentali», che escludevano esplicitamente la possibilità di azioni unilaterali a negoziato in corso. I negoziati tesi a definire i rapporti economici tra Israele e Vaticano, che un accordo siglato nel 1993 demandava a successive trattative, sono tuttora in corso. Il cosiddetto «Accordo fondamentale» rimandava a ulteriori intese la regolamentazione dello status delle proprietà e delle attività economiche della chiesa cattolica nella parte di Terrasanta sotto sovranità israeliana. Oltre al possesso di alcuni edifici, tra i quali il luogo dove, secondo la tradizione cattolica, Gesù tenne l&#8217;ultima cena, è oggetto di negoziato anche il trattamento fiscale da applicare all&#8217;attività della chiesa cattolica in Israele. In sede di negoziato il Vaticano ha sempre sostenuto che Tel Aviv debba onorare i diritti acquisiti della chiesa su quei territori prima della nascita dello Stato di Israele. Il quale, da parte sua, si è mostrato finora poco disponibile a fare concessioni di qualunque tipo alle istituzioni ecclesiastiche, in particolare per quanto riguarda il pagamento delle tasse. L&#8217;ultimo incontro della commissione bilaterale in sede plenaria si era svolto il 30 aprile, in vista della visita del Papa in Terrasanta dello scorso maggio. Al termine era stato diffuso un comunicato congiunto che riferiva di «significativi progressi». Era la prima riunione dopo la formazione dell&#8217;attuale governo Netanyahu. La delegazione israeliana era guidata dal vice ministro degli esteri Denny Ayalon, del partito di Lieberman, il quale aveva dichiarato in quell&#8217;occasione che il nuovo governo di Israele «considera la conclusione di questo accordo con la Santa Sede della massima importanza», tanto più alla luce dell&#8217;allora imminente visita di Ratzinger. Un nuovo incontro della commissione in sede plenaria è stato fissato per il prossimo dicembre, ma dovrebbe essere preceduto da altri contatti.</p>
<p>08 giugno 2009</p>
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		<title>Di: uno qualunque</title>
		<link>http://www.nogaraonline.net/?p=2822&#038;cpage=1#comment-818</link>
		<dc:creator>uno qualunque</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 12:19:09 +0000</pubDate>
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		<description>anch&#039;io sarei curioso di sapere...</description>
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		<title>Di: florimondo</title>
		<link>http://www.nogaraonline.net/?p=2822&#038;cpage=1#comment-816</link>
		<dc:creator>florimondo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 07:50:58 +0000</pubDate>
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		<description>Gia&#039;, a che titolo? piacerebbe saperlo anche a me</description>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ettore Garsetti</title>
		<link>http://www.nogaraonline.net/?p=2822&#038;cpage=1#comment-815</link>
		<dc:creator>Ettore Garsetti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 14:08:07 +0000</pubDate>
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		<description>M ha molto sorpreso leggere che Monsignor Ravasi sia andato al convegno di Publitalia organizzato da Dell&#039;Utri nel 1992 a Montecarlo. Chi sa dirmi a che titolo? E&#039; amico di Dell&#039;Utri? Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>M ha molto sorpreso leggere che Monsignor Ravasi sia andato al convegno di Publitalia organizzato da Dell&#8217;Utri nel 1992 a Montecarlo. Chi sa dirmi a che titolo? E&#8217; amico di Dell&#8217;Utri? Grazie</p>
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