Articoli marcati con tag ‘bossi’

L’ennesima retromarcia di Gianfranco

giovedì, 29 luglio 2010

Il Presidente della Camera ha fatto di nuovo retromarcia. Tempo fa scrivevo che è solo una questione di tempo e l’ex leader di Alleanza Nazionale farà marcia indietro. Così e stato e adesso che Berlusconi ha chiesto la sua testa con una battaglia scatenata a colpi di informazione (?), lanciata dai giornali di famiglia quali Libero e il Giornale, Fini (Gianfri per gli amici) vuole fare “pace”. Come da bambini quando si litiga per un po’ e poi ci si stringe la mano e si dice «facciamo pace?». Fini si sveglia sempre in ritardo e si accorge solo nel 2010 che all’interno del PdL esistono persone che hanno qualche problemino con la giustizia a partire proprio da Berlusconi. Prima Marcello poi Aldo e adesso Denis. Ma Gianfranco, prendi una decisione una volta per tutte. Decidi da che parte stare. Forse Gianfranco Fini sa benissimo che se lasciasse il PdL avrebbe pochissimo seguito. Lo hanno tradito tutti a partire da La Russa fino ad Alemanno, tutti, fino a prima della poltrona data da Silvio. Ma si sa le cose cambiano e perdere uno scranno non fa piacere a nessuno, specialmente a coloro che nella Politica non credo più ma credono solo nei loro interessi. Ormai il teatrino della finta-politica ha raggiunto l’inimmaginabile. Non esiste più la decenza e il rispetto degli Italiani. Ma tanto si sa, agli Italiani bastano spaghetti, pizza e mandolino e tutto il resto è noia.

P.S. Mercoledì 04 agosto alle ore 21:30, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm CIVILTÀ BRUCIATA: la terra degli inceneritori. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Credieuronord

giovedì, 15 aprile 2010

La Lega Nord vuole le Banche, Bossi tuona: «A noi gli istituti di credito, il popolo ce lo chiede». Voglio scrivere questo post per ricordare ai “padani”, sopratutto quelli giovani, di quando la Lega Nord aveva davvero una Banca la Credieuronord.

La piccola Popolare nasce nel 1998 grazie a una campagna a tappeto nelle sezione della Lega, sollecitata con tanto di lettera ai segretari da Umberto Bossi, in cui vengono raccolte tremila sottoscrizioni fino a un massimo di 100 milioni ciascuna. Obiettivo: «Portare avanti gli ideali della Lega: la difesa del risparmio delle famiglie e della piccola e media impresa». Si parte con due sportelli, uno a Milano e uno a Treviso e la tesoreria del Comune di Erbusco, in Franciacorta. Dopo tre anni la situazione è disastrosa: il bilancio 2003 si chiude con 8 milioni di perdite e 12 di sofferenze su 47 di impieghi. Anche frutto di una tecnica creditizia discutibile: la metà delle sofferenze fanno capo a soli cinque soggetti. Tra cui la società Bingo.net che ha tra gli amministratori il sottosegretario Balocchi e un paio di parlamentari. Per correre ai ripari viene abbattuto il capitale sociale da 13,7 a 5 milioni di euro. Ma non basta, perché le regole di Bankitalia parlano di un capitale minimo per le banche di 6,5 milioni. E’ necessario un aumento di capitale da 1,2 milioni, ma l’ appello va deserto e devono intervenire di tasca loro i parlamentari leghisti. A guidare il salvataggio, arriva il segretario della Lega Nord, Giancarlo Giorgetti, che prima chiede aiuto alla Popolare Milano e poi va in cerca di sponde politico-finanziarie più alte. Arriva così a Fiorani. Il quale su sollecitazione – sostengono i maligni – del governatore (Fazio n.d.r.), rileva tutto, debiti compresi, per 2,8 milioni. Ma al quartiere generale della Popolare Lodi, l’ acquisizione di Credieuronord viene fatta passare come una delle tante operazioni compiute in questi anni: «Di piccole Popolari o Casse di risparmio con uno o due sportelli ne abbiamo rilevate molte, da Forlì alla Sicilia. E lo stesso hanno fatto tutti i grandi gruppi italiani. Se ne parla solo perché c’ è di mezzo la Lega»
Luca Pagni – Repubblica — 15 febbraio 2005

Per capire il presente si deve conoscere il passato. L’euforia della vittoria sembra aver dato alla testa a molti padani, compreso il Senatur. Consiglio a tutti la lettura del libro Capitalismo di rapina.


Umberto Garibaldi, l’antifederalista

giovedì, 11 dicembre 2008

Ieri, 10 dicembre 2008, Beppe Grillo ha scritto un post davvero interessante. Lo riporto integralmente

Umberto Garibaldi

Bossi è l’erede di Giuseppe Garibaldi. Il suo vero sogno è uno stato nazionale, centralista, magari un po’ fascista. Quando racconta la storia dei Comuni pensa in realtà a Giulio Cesare e alle glorie dell’Impero Romano. Va a Pontida negli incontri pubblici, ma in privato visita i Fori Imperiali e si reca in gita a Predappio. La Lega è un partito federale, ma solo in periodo elettorale. Passata la festa, gabbato il valligiano bergamasco. Bossi è più furbo di Andreotti, più calcolatore di Gelli, più panzanaro dello psiconano. Un grande Padre della Patria. Si merita una statua equestre in piazza Venezia. Ha fatto più la Lega per l’affermazione di Roma Caput Mundi e dell’unità nazionale che ogni altro partito apparso in Italia, a parte il fascismo. Il Duce diceva cosa voleva fare e spesso non ci riusciva, il Senatùr dice il contrario di quello che farà e ci riesce sempre. Una mente superiore. Da quando la Lega è al Governo, in meno di un anno, ha ottenuto risultati strepitosi per il federcentralismo:

  • ha eliminato l’Ici, unica vera tassa federale, per i Comuni
  • ha privatizzato l’acqua, che passa in gestione dai Comuni alle concessionarie e alle multinazionali
  • ha tolto alle Regioni il potere di decidere in materia di politica ambientale
  • ha permesso la creazione di una nuova base militare statunitense a Vicenza (“Padroni a casa nostra”) con la proibizione di un referendum indetto dal Comune
  • non ha eliminato i Prefetti, ma ha militarizzato le città con l’esercito
  • ha tolto alle Università del Nord, ad esempio 40 milioni di euro al Politecnico di Milano, per dare 150 milioni al Comune di Catania e 500 milioni al Comune di Roma, per evitare il fallimento
  • ha ignorato la presenza di 90 testate atomiche statunitensi a Ghedi Torre nel Bresciano e a Aviano in Friuli
  • ha aumentato i costi della politica
  • ha lasciato che 8/9 miliardi di euro di fondi europei OGNI ANNO (soldi interamente versati con le nostre tasse) vadano a Calabria, Campania e Sicilia senza nessun controllo. E chi vuole controllare che non finiscano ai partiti e alla criminalità organizzata, come Luigi De Magistris, viene trasferito.

Le camicie rosse di Garibaldi hanno fatto l’Italia, le camicie verdi di Bossi l’hanno strafatta. Se dopo alcuni mesi di governo della Lega lo Stato centralista e romano si è rafforzato in questo modo, cosa ci riserva il futuro? La tassa federale per il Nord e gli sgravi fiscali per la mafia? E’ il federalismo che traccia il solco, ma è la poltrona che lo difende!

P.S. Vi ricordo la serata del 18 dicembre 2008 alle ore 21:00, presso il piccolo hotel di Nogara, con Gianluigi Salvador per parlare di Centrale a biomassa, energia e rifiuti. Non mancate. Saremo in diretta via web su Nogara On Line, Nogara Europa e Per Villafranca