Articoli marcati con tag ‘inceneritore’

Padre Alex Zanotelli

lunedì, 12 aprile 2010

Padre Alex Zanotelli è un prete speciale, io lo amo definire un non-prete. Lo seguo da tempo e lo considero una persona eccezionale. Di recente ha fatto visita a Fumane in una serata organizzata dalle associazioni Valpolicella 2000 e Fumane Futura, naturalmente i nostri amici di Villafranca sono andati a trovarlo e a filmare questo speciale evento. Grandi Ragazzi! Questo l’articolo apparso su L’Arena.

FUMANE. Il comboniano già direttore di Nigrizia al convegno sul futuro della Valpolicella

«Rifiuti? Il Nordest non è meglio del Sud»

Folla per padre Alex Zanotelli «Le ceneri pesanti sono pericolose, non vanno mischiate col cemento per le nostre case»

«Pensavo che nel Nordest, per quanto riguarda i rifiuti, ci fosse una situazione migliore che nel napoletano». Così comincia il suo intenso intervento padre Alex Zanotelli all’incontro organizzato dalle associazioni Valpolicella 2000 e Fumane Futura sul «Futuro della Valpolicella», in merito alla presenza del cementificio e all’uso di rifiuti. Dopo l’introduzione dei due presidenti delle due associazioni, Mimmo Conchi e Daniele Todesco, che hanno fatto il quadro della situazione soffermandosi sull’ammodernamento dello stabilimento, con la realizzazione del forno a cicloni dentro una torre impattante di 103 metri di altezza, si sono susseguiti al microfono il dottor Marco Caldiroli di Medicina democratica, che ha parlato di autorizzazioni, limiti e salute, e ancora una rappresentante del comitato Aria Nova di Pederobba, dove si trova un altro stabilimento Cementirossi in cui si bruciano 60 mila tonnellate di pneumatici l’anno, più di qualsiasi altro stabilimento in Italia e all’estero. Moltissimi erano i gruppi, ambientalisti e non, presenti all’incontro nell’impianto di surmaturazione delle uve di Fumane, dove erano stipate quasi 450 persone, venute principalmente per capire se c’è inquinamento e se il cementificio diventi un inceneritore di rifiuti, ma soprattutto per sentire padre Zanotelli, che ha parlato per ultimo. E l’attesa non è stata vana.

Passione e sofferenza per come stanno andando le cose in Italia, mancanza di sensibilità per la natura che dovrebbe essere salvaguardata, la Chiesa che non dimostra questa sensibilità, e i politici neppure: Zanotelli non ha risparmiato nessuno. Più volte il pubblico ha applaudito. «Non aspettatevi più nulla dall’alto, tutto è nelle mani dei potentati economico- finanziari che comandano più dei politici», ha affermato padre Alex, già direttore ed ora opinionista di Nigrizia, «bisogna che la gente capisca, che ci sia più informazione, perché non ci viene detta la verità, non c’è democrazia. C’è paura di parlare, sono meravigliato che anche qui ci sia questo silenzio impressionante sulle decisioni che vengono prese sul cementificio».

«Tutti noi», ha proseguito, «abbiamo accettato come unica legge di vita il mercato e il profitto e la situazione attuale è la conseguenza di questo sistema e di questa cultura. Non importa la salute dei cittadini, importa fare soldi». Zanotelli cita la scritta sul monumento di Monfalcone ai morti per l’amianto: «Li uccise il profitto». Il sistema. Come al sud. «Il problema è più globale», ha continuato, «il profitto sta portando il pianeta alla morte. Alla conferenza di Copenaghen non hanno preso nessun accordo e il surriscaldamento terrestre continua: la situazione è grave, in ballo c’è il futuro del pianeta e della razza umana. Come ecclesiastico non vedo la Chiesa impegnata su questo fronte, è integrata nel sistema e ai modelli di consumo, nessuno viene a confessarsi per aver peccato contro l’ambiente».

Padre Alex parla di «biocidio», cioè stanno uccidendo la vita, e di «geocidio», uccidendo la terra, senza principi morali. «La prima Bibbia è la natura, il creato così bello. Bisogna recuperare la sacralità degli alberi, la terra è viva; il primo tradimento è la mercificazione di tutto e lo stiamo pagando con la morte».

Sempre da L’Arena

L’alternativa è arrivare a rifiuti zero

«L’alternativa c’è», dice padre Alex Zanotelli, «ed è arrivare pian piano a rifiuti zero, come hanno decretato nel comune americano di Seattle, al 70 per cento di raccolta differenziata; l’umido deve diventare compost per la campagna, il resto va riciclato. Dobbiamo trovare altri sistemi per ridurre i rifiuti, questo sistema è insostenibile. E soprattutto ci vuole sobrietà, eliminare gli imballaggi e i sacchetti di plastica, avere responsabilità verso i nostri figli e nipoti». E conclude: «Le ceneri pesanti sono molto pericolose, non devono essere messe nel cemento per fare le nostre case. Sotto tutto questo ci sono guadagni pazzeschi. Dobbiamo porci la domanda: i governi sono lì per fare arricchire di più i già ricchi o per salvaguardare la nostra salute?».

Padre Alex Zanotelli quindi suggerisce: «Bisogna mettersi in rete per diffondere le informazioni e qui va fatto un consiglio comunale aperto a tutti i cittadini di Fumane, per discutere la situazione del cementificio e anche dei rifiuti».

Zanotelli ha fatto riferimento alla sua Napoli e alla tragedia della Campania: «Il problema rifiuti non è stato risolto. Soprattutto non si parl a dei rifiuti tossici che prima andavano in Somalia e ora li seppelliscono nel trinagolo della morte, Agliano, Giuliano, Acerra; producono diossina, creano tumori. La gestione dei rifiuti ordinari è nelle mani della camorra, dei colletti bianchi e delle istituzioni e siamo in emergenza da 15 anni».G.G.

La salute prima di tutto

lunedì, 15 marzo 2010

Domenica io e la mia famiglia siamo andati alla Festa delle Bocche a San Giovanni Lupatoto nel parco dell’Adige proprio a 500 metri in linea d’aria dall’inceneritore di Cà Del Bue. Ho già detto una fesseria, mi correggo, il cancrovalorizzatore di Cà del Bue, quello che fu chiuso nel 2004 dopo il collaudo e che oggi vogliono rimettere in funzione. Ho scelto di fotografare mio figlio con lo striscione in mano donatoci dai membri di Verona Reattiva e con l’inceneritore sullo sfondo, perchè, vedendo i tanti bambini che giocavano spensierati nel parco, ho pensato che saranno proprio loro a pagare per questa folle scelta di incenerire rifiuti inquinando l’aria e il suolo, piuttosto che creare ricchezza con il riciclo degli stessi senza danni all’ambiente. Conseguenze soprattutto sulla salute poichè gli inceneritori emettono nell’aria diossine e altre sostanze cancerogene oltre che le ceneri tossiche che rimangono dalla combustione.
In Italia, le aziende che praticano l’incenerimento di rifiuti rivendono l’energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base alla applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili. Questo perché in Italia per legge si è deciso di considerare l’incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell’energia eolica, geotermica, solare, ecc. È da notare che l’Italia è l’unico Paese nel quale viene concesso l’incentivo anche alla produzione di energia elettrica tramite la combustione dei rifiuti urbani negli inceneritori.
«La salute prima di tutto» continuava a ripetermi mio nonno, nipote di un emigrato in America ed ex deportato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Ma i politici di oggi privilegiano la creazione di nuovi pochi posti di lavoro (nell’inceneritore) piuttosto che salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Nei vari talk show televisivi spesso ho sentito discutere di emergenza rifiuti. Purtroppo, nessun politico ha mai sostenuto che l’unica soluzione per risolvere questa vergogna italiana, è quella di cambiare radicalmente i nostri comportamenti: riduzione dei rifiuti e riciclo.
L’alternativa all’inceneritore esiste: si chiama trattamento a freddo dei rifiuti, secondo il modello del Centro Riciclo di Vedelago (TV) che riesce ad autofinanziarsi con la vendita del rifiuto separato, impiegando circa 50 dipendenti, non si brucia nulla, non si emettono sostanze inquinanti e diossine nell’aria e non si producono ceneri tossiche.
Il 28 e 29 marzo saremo chiamati a votare. L’unica occasione che il cittadino ha per decidere del proprio futuro. Alziamo la testa, informiamoci, non votiamo chi ci promette ricchezze ma chi vorrà tutelare la nostra salute e il nostro pianeta. Il resto verrà da solo.

Marco Motterani – Nogara Virtuosa

P.S. Chi volesse lo striscione contro l’inceneritore di Cà del Bue, può prenotarlo all’indirizzo www.veronareattiva.org

Mail a Nogara On Line

domenica, 24 gennaio 2010

Riporto la mail che mi ha inviato Alessandro Modenini:

Brescia è considerata la provincia più inquinata d’Italia. Ho qualche dubbio sia vero comunque gli ultimi dati dicono questo…
L’inceneritore da quando è stato installato ha inquinato non così tanto come vogliono (passatemi il termine ) inculcarci in testa, teniamo conto che oggi è possibile realizzare inceneritori con minore impatto ambientale.
Concordo che l’inceneritore inquina ed può essere concausa nell’aumento di tumori, ma prima di contestarlo proponete qualcosa che inquini meno. E’ curioso notare che in altre città italiane ci sono industrie che inquinano molto ma molto e ancora moltissime volte di più dell’inceneritore di Brescia ma non se ne parla o raramente, evidentemente sono nella lobby giusta.
Mi considero un sostenitore della biomassa e m’impegno affinché sia una fonte d’energia conosciuta e sfruttata il biogas contrariamente a quanto dicono non inquina, spero arriveremo al livello della Baviera. Comunque se sfruttassimo al massimo tutta la biomassa disponibile in Italia (e nessun impianto in Italia può dirsi moderno tutti sono copiati da impianti tedeschi costruiti almeno 10 anni fa) realizzeremmo circa il 7% del fabbisogno d’elettricità necessaria. Un valore da raggiungere e spero superare, ma servono altre fonti d’energia.
La Baviera con 4000 impianti di biogas (in Italia circa 100) con moltissimi pannelli solari in più di noi non parliamo dell’eolico per il proprio fabbisogno usa inceneritori per il riscaldamento e centrali nucleari per l’elettricità.
non facciamo demagogia e non lasciamoci inculcare in testa facili slogan.

P.S. Venerdì 19 febbraio ore 21:00, presso la sala consiliare del Comune di NOGARA (VR), CITTADINO ALZA LA TESTA! La Crisi della Democrazia – incontro con PIERO RICCA

Qui comando io, questa è casa mia…

sabato, 2 gennaio 2010

Mi dispiace aprire l’anno con questo post, ma devo farlo. Il Sindaco Braga non mi lascia altra scelta che parlare ancora di lui e della sua “strabiliante” giunta. L’ultimo giorno dell’anno il quotidiano L’Arena pubblica questo articolo. Leggetelo attentamente.

Giovedì 31 Dicembre 2009 PROVINCIA Pagina 29

SANGUINETTO. Il sindaco adotta la linea «dura» contro le contestazioni informando che farà ricorso a denunce penali o a sedute a porte chiuse

Centrale, Braga vieta i dissensi in Consiglio

No anche a qualsiasi tipo di ripresa video e audio e agli scatti di fotografie Le opposizioni protestano

Alessandro Braga

Sarà sempre più duro, se non impossibile, per le minoranze discutere in Consiglio della scottante questione della centrale a biomasse. Proprio all’inizio dell’ultimo consiglio comunale, di martedì sera, il sindaco Alessandro Braga si è rivolto alle opposizioni e al Comitato contro la centrale, informandoli della nuova «linea dura» contro «qualsiasi forma di dissenso», vietando ogni intervento delle opposizioni non pertinente all’ordine del giorno e cercando di far mancare il numero legale su due interpellanze e una mozione che riguardavano l’impianto.

«D’ora in poi non intendo tollerare alcun dissenso», ha chiarito il sindaco alla presenza di un centinaio di persone. «Durante i Consigli saranno vietati applausi, riprese video e fotografiche di qualsiasi tipo e registrazioni audio. Mi rivolgo in particolare a chi è di Nogara e di Gazzo e che viene in Consiglio per impedire alla gente di Sanguinetto di ascoltare quanto si sta deliberando. La non osservanza di queste mie disposizioni sarà punita ai sensi dell’articolo 340 del codice penale, che prevede la reclusione fino a un anno per gli autori dei dissensi e fino a 5 anni per i capi della protesta ».

Braga si rivolgeva palesemente ad alcuni consiglieri comunali della giunta leghista di Gazzo, ai componenti del comitato del «No» di Nogara e al presidente del Comitato anti centrale di Sanguinetto, Michele Sganzerla, contro il quale si è scagliato sia durante che dopo la turbolenta seduta, tentando inutilmente di allontanarlo dall’aula, facendo intervenire il vigile urbano e i carabinieri.

«Se sarò costretto a sospendere ancora la seduta», ha detto Braga, «dovrò valutare con il Prefetto lo svolgimento delle sedute a porte chiuse. Preciso alle minoranze che il regolamento non prevede di leggere comunicati ma solo mozioni o interpellanze: d’ora in poi ogni loro intervento dovrà essere scritto e protocollato prima del consiglio. Nell’ultima seduta mi sono state lanciate accuse pesanti che non intendo più accettare. Il Comune non ha firmato alcuna convenzione con le ditte della centrale. Dopo le autorizzazioni regionali, spiegheremo alla gente i vantaggi dell’impianto. Un solo dubbio di pericolosità e non firmerò alcuna convenzione. L’unico obiettivo delle opposizioni è far cadere la maggioranza».

Quindi Braga ha spostato le interpellanze sulla centrale in coda agli argomenti. Mossa che ha provocato la mancanza del numero legale per la discussione. Provocando non poche proteste. RI.MI.

Voglio ricordare ad Alessandro Braga che è il Sindaco di tutti i cittadini di Sanguinetto, non solo di quelli che sono dalla sua parte e che molti dei suoi elettori, credo ormai ex, fanno parte del comitato ricoprendo anche ruoli all’interno del direttivo. Voglio ricordare l’articolo 21 della Costituzione Italiana, quella che i Legaioli vorrebbero stravolgere.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

Tutti possono manifestare il proprio dissenso verso qualsivoglia argomento e specialmente verso un argomento importante e delicato come la costruzione di una Centrale a Biomassa. Personalmente non mi interessa che lei tolleri o meno il dissenso del comitato, i ragazzi e tutti quelli che vogliono hanno il diritto di manifestare contro di lei e contro l’assurdità del progetto della Centrale, nefasto per Sanguinetto e i suoi abitanti. Si fermi e rifletta. Non può fare quello che vuole, lei è stato eletto dal popolo e al popolo deve rispondere. Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. (Thomas Jefferson)

i popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi ma i governi dei propri popoli…

Sindaco Tosi permette una domanda?

lunedì, 30 novembre 2009

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Ieri mattina il Comitato contro la Centrale a Biomasse di Sanguinetto ha avuto un “colloquio” con il Sindaco di Verona Flavio Tosi ospitato a Sanguinetto per un pranzo della Lega Nord assieme al consigliere regionale Cenci, al sindaco di Legnago Rettondini e tanti altri. I ragazzi hanno fatto leggere l’articolo apparso sul quotidiano L’Arena e hanno cercato di spiegargli le motivazioni del No alla costruzione dell’impianto, quando il Sindaco Alessandro Braga e l’Assessore Maurizio Lorenzetti si sono intromessi nella conversazione monopolizzando di fatto la scena. Vi lascio alla visione del video e alla lettura dell’articolo che i ragazzi hanno fatto leggere a Tosi. Il comportamento della giunta Braga è arrivato ormai a livelli veramente bassi.

SANGUINETTO: Braga e Rossignoli «censurano» il filmato

Polemiche e «rivolte» in Consiglio. E scene mai viste. Come quella del sindaco Alessandro Braga e dell’assessore ai lavori pubblici Valentino Rossignoli (e non Maurizio Lorenzetti come indicato in precedenza: quest’ultimo infatti è sempre rimasto seduto al suo posto) che scattano dalla loro sedia per rincorrere per le scale un cittadino che aveva filmato le scene più calde dell’assemblea. Nella quale si doveva discutere di assestamento di bilancio.

L’incontro però si è trasformato in un match senza precedenti sulla contestatissima centrale che la Giunta intende far costruire a Campaiar. Ad accendere la miccia è stato l’ex sindaco Mario Mattioli che ha letto un comunicato secondo il quale il sindaco e l’assessore esterno Maurizio Lorenzetti, avrebbero «minacciato di denunciare» due ragazzi perché stavano distribuendo volantini anti-centrale «senza autorizzazione».

Episodio negato con forza dai due amministratori. Però a quel punto si è levato un boato di contestazioni dal pubblico presente. Braga ha fatto perciò allontanare i presenti, invitando carabinieri e il vigile ad eseguire l’ordine. La scena è stata ripresa da un uomo tra i l pubblico. Braga e Rossignoli lo notano, si alzano e rincorrono il malcapitato giù dalle scale riuscendo a farlo fermare e a consegnare la telecamere ai carabinieri, tra urla e proteste di decine di persone e delle minoranze.

Per evitare altri problemi, il proprietario della telecamera, dopo un colloquio con i carabinieri, si è rassegnato a cancellare il video sulle liti in consiglio. Dopo la bagarre, il Consiglio è stato sospeso per 40 minuti e, in una sala pressoché deserta, si è tenuto un altro scontro durissimo tra i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Mario Mattioli, Roberto Scipolo, Antonella Ponso e la maggioranza. L’oggetto era la centrale, ma nessuno ha sentito perché l’assemblea ha proseguito a porte chiuse: mai successo a Sanguinetto. Ma non era finita. Il pubblico, tenuto a distanza dai carabinieri, è rimasto assiepato lungo lo scalone.

Solo verso le 22 Braga ha fatto preseguire la seduta. Ad attendere sindaco e giunta fuori dalla sala c’erano ancora i sostenitori del comitato del no alla centrale. Braga e la giunta sono dovuti quindi uscire dall’aula scortati dai carabinieri tra applausi polemici. RI.MI.

Ecco le foto scattate fuori dal Consiglio Comunale di venerdì sera, quando il sindaco ha fatto sgomberare l’aula e la seduta è continuata a porte chiuse.

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Dipendenti timidi anche a Sanguinetto

venerdì, 30 ottobre 2009

Ieri sera a Sanguinetto si è tenuto il Consiglio Comunale. Tra i vari punti all’ordine del giorno si è discussa la mozione presentata dal gruppo di minoranza “Sanguinetto Cresce” formato dal Ragionier Fraccaroli Daniele, dall’Architetto Mattioli Mario e dalla Professoressa Ponso Antonella Maria. Su mia espressa richiesta Daniele Fraccaroli ha chiesto al Sindaco e alla giunta se potevo riprendere con videocamera la seduta. Il Sindaco ha replicato che “per effetto della legge sulla privacy” non si poteva filmare. Il regolamento del Consiglio Comunale di Sanguinetto non prevede nessun punto in merito alla questione da me sollevata quindi sicuramente mi hanno impedito le riprese perché sono timidi e arrossiscono alla sola vista di una telecamera. Dopo la lettura della mozione da parte di Fraccaroli, il Sindaco Braga ha ribadito che la decisione spetta alla Regione Veneto. Questo atteggiamento sa tanto di “Ponzio Pilato”, come sottolineato da Mattioli, e il lavarsene le mani su un tema così importante non è certo di un Sindaco che dice di mettere al centro il cittadino. Scipolo, finalmente, ha deciso da che parte stare e dopo l’illustrazione delle due serate informative sulla Centrale, non ha perso occasione di ringraziare ed elogiare il Sindaco per il patrocinio concesso. L’ex assessore Christian Malini, dopo aver letto le motivazioni delle sue dimissioni, ha fatto appello al Sindaco perché si fermi e rifletta sulla scelta fatta. A nessuna di queste motivazioni è stato dato ascolto e i fuochi d’artificio, promessi da qualcuno, non si sono visti. Intanto i ragazzi del Comitato per il No alla Centrale continuano la loro raccolta firme e l’opera di informazione verso i cittadini con volantini e gazebo. Sindaco si fermi, c’è ancora tempo per tornare indietro.
Loro non molleranno mai, noi neppure!

P.S. Continua l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!

A pensar male si fa peccato…

giovedì, 29 ottobre 2009

La Centrale a Biomassa proposta a Sanguinetto continua a far discutere e a scaldare gli animi. Ieri mattina nella mia casella e-mail ho trovato due articoli del quotidiano L’Arena risalenti uno al 2002 e l’altro al 2006. I due articoli vedono come protagonista Claudio Bellani – oggi uno dei soggetti proponenti l’impianto – che nel 2002 dichiarava:

Nonostante la raccolta differenziata dei rifiuti stia dando ottimi risultati dobbiamo registrare un aumento esagerato dei costi per il conferimento della parte secca nella discarica di Torretta. Vogliamo quindi realizzare un termovalorizzatore che risolverà il problema. Il costo di questo impianto sarà di 60 milioni di euro, circa 116 miliardi di lire.

Se la raccolta differenziata funzionava (e funziona) bene, perché costruire un inceneritore? Nell’altro articolo, risalente al 2006, dichiarava:

La localizzazione dell’inceneritore è ancora tutta da discutere, anche perché prima è necessario attendere che la Regione e la Provincia si esprimano ufficialmente. Per quanto a Venezia, seppur in via informale, sia già stato dato un giudizio positivo sulla nostra proposta. A questi enti infatti tocca stabilire se l’impianto è necessario e dove è preferibile posizionarlo. E non solo, perché è da vedere anche che indicazioni arriveranno per quanto riguarda la sua potenza, perché fra le ipotesi che si possono fare è che, se Cà del Bue non dovesse proprio andare, sia necessario costruire un unico impianto al servizio di tutto il territorio provinciale.

E’ dal lontano 2002 che Claudio Bellani ha in mente di bruciare qualcosa a tutti i costi. Nel 2002 voleva bruciare i rifiuti con un inceneritore e adesso vuole bruciare paglia e stocchi con una Centrale a Biomassa. Prima a Gazzo Veronese, poi a Nogara e adesso a Sanguinetto. L’amministrazione leghista, guidata da Alessandro Braga, ha accettato la possibile costruzione della Centrale a Biomassa allettata sicuramente dalla fantasmagorica cifra di 200.000 € e dalla creazione di innumerevoli posti di lavoro. Voglio riportare alcune considerazioni sull’uso energetico delle biomasse del Professor Gianni Tamino dell’Università di Padova.

C’è un grosso inganno che deriva dalla logica che c’è in tutte queste cose e cioè che vi dicono che rispetteranno i limiti di legge. Cosa vuol dire rispettare i limiti di legge, vuol dire che non c’è inquinamento? Assolutamente no. Rispettare i limiti di legge vuol dire accettare quel compromesso che sono i limiti di legge, per cui si ritiene che a quel valore i danni provocati siano accettabili rispetto ai vantaggi economici che si ottengono. Però i vantaggi economici li ha qualcuno e i danni sanitari e ambientali qualcun altro. Non sono gli stessi che hanno vantaggi e svantaggi.

Questa citazione l’ho trascritta dalla terza parte dell’intervento del prof. Gianni Tamino riguardante le Centrali a Biomassa. Vi invito caldamente a visionare tutto il video.

P.S. Vi ricordo che stasera alle 21:00, presso l’ex convento di Sanguinetto, si terrà il Consiglio Comunale dove si discuterà nuovamente della Centrale a Biomassa.

P.P.S. Continua l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!

Le due serate della Centrale

mercoledì, 21 ottobre 2009

A Sanguinetto, presso il teatro Zinetti, si sono svolte le serate informative per la Centrale a Biomassa che dovrebbe sorgere in località Campaiar. Riporto da L’Arena:

Lunedì 19 Ottobre 2009

SANGUINETTO. Nuova assemblea stasera sul progettato impianto

Centrale a paglia e scarti di mais. La parola alle ragioni del «no»

Le ditte che vogliono realizzare la centrale a biomasse da 10 megawatt in località Campaiar hanno incontrato giovedì sera la popolazione per spiegare i motivi per cui Sanguinetto dovrà dotarsi dell’impianto a paglia e a stocchi di mais. Alla serata, organizzata dai consiglieri di minoranza Roberto Scipolo e Rudi Zinetti con il patrocinio della giunta leghista di Alessandro Braga, hanno partecipato 120 persone curiose di sentire quali saranno i benefici per il territorio. A difendere il progetto sono intervenuti lo stesso Braga, i tecnici di Termomeccanica, il presidente di Avepo Pietro Quartaroli e Claudio Bellani di Ser En, che più volte hanno rassicurato il pubblico sulla non pericolosità per l’ambiente e la salute della futura centrale, «poiché i fumi saranno trattati con filtri molto potenti per evitare la dispersione di particelle dannose come diossina e polveri».

«Voglio precisare che non c’è ancora un progetto depositato in comune», ha spiegato Braga, «non appena le tavole saranno presentate in Regione la giunta farà incontri informativi in modo tale che tutta la popolazione sia informata sull’impianto». Molte le domande dal pubblico, con qualche momento di irritazione tra i rappresentanti di Termomeccanica ai quali sono state chieste spiegazioni su presunte irregolarità nella costruzione di un inceneritore, ceduto poi alla ditta francese Veolia, e oggetto di indagini giudiziarie.

In sala erano presenti i sostenitori del comitato del no, presieduto da Michele Sganzerla, protagonisti prima dell’inizio della serata di un vivace scambio di battute con alcuni amministratori. Oggi, alle 21 in teatro comunale, ci sarà l’intervento di Legambiente, medici esperti in malattie da inquinamento e rappresentanti del comitato contro la centrale, per spiegare la pericolosità dell’impianto. Anche questo incontro è organizzato dalla minoranza che fa capo a Roberto Scipolo. R.M.

Durante la serata di lunedì c’è stato il colpo di scena. L’assessore all’ambiente – Architetto Malini – ha rassegnato le dimissioni e ha letto al pubblico due pagine contenenti le motivazioni della scelta. Sempre da L’Arena

Mercoledì 21 Ottobre 2009

SANGUINETTO. Si dimette il responsabile dell’Ecologia contrario al progetto dell’impianto

La centrale «brucia» assessori

A Sanguinetto i forti dissidi sui metodi adottati per far approvare la centrale a biomasse in località Campaiar spaccano la maggioranza leghista del sindaco Alessandro Braga. Lunedì sera l’assessore ad Ecologia ed edilizia privata Christian Malini ha pubblicamente annunciato le proprie dimissioni dalla giunta proprio per i contrasti relativi all’impianto. Un abbandono clamoroso salutato dagli applausi scroscianti delle circa 200 persone che si erano raccolte al teatro comunale dov’era previsto l’incontro voluto dal consigliere di minoranza Roberto Scipolo per informare la popolazione sulla pericolosità della centrale da 10 megawatt.

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Christian Malini

«Sono stato informato dal sindaco solo a cose avvenute». ha spiegato l’oramai ex assessore all’Ecologia. «Sono stato in vacanza e non sono stato nemmeno avvisato che il 5 agosto la giunta si sarebbe riunita per approvare la richiesta di realizzare la centrale. Una delibera che è stata approvata senza la presenza del segretario comunale ed il parere dell’ufficio tecnico. Al mio ritorno ho chiesto al sindaco di spostare la data del consiglio comunale del 14 settembre proprio per informare la popolazione su questo progetto, che andrebbe a cambiare per sempre il volto del paese: ma non sono stato ascoltato. Una dimostrazione di mancanza di rispetto e considerazione nei miei confronti. Sono convinto che un’amministrazione debba stare dalla parte della popolazione ed ascoltare le richieste degli elettori e qui a Sanguinetto questo non è accaduto. Si doveva evitare di imporre le scelte e rilevo anche che è cambiato il rapporto tra l’amministrazione ed i cittadini, visto che in campagna elettorale si prometteva di ascoltarli e poi si è fatto esattamente il contrario. D’ora in poi in consiglio comunale sarò indipendente dalla maggioranza».

Malini pochi mesi fa era stato eletto con 92 preferenze raccolte a Venera, dove la Lega aveva fatto il pieno dei voti. Nessun commento sul terremoto che ha colpito la propria giunta arriva dal sindaco Braga, mentre ieri mattina in municipio si vociferava di una possibile imminente dimissione di un componente leghista della maggioranza.

Ieri ho incontrato personalmente l’assessore Malini. Mi ha rilasciato un intervista per il blog e mi ha fatto leggere la lettera che lui stesso ha letto all’assemblea di lunedì. L’architetto Malini si è dimostrato una persona che va al di là delle logiche di partito, una persona che si è schierata veramente dalla parte della cittadinanza. Ho parlato poco più di mezz’ora con l’architetto, ma sono convinto della sua integrità morale ed intellettuale. Se tutti i politici fossero come l’architetto Malini probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.
Intanto questa mattina al mercato di Sanguinetto è iniziata la raccolta firme promossa dal Comitato dove molti cittadini si sono schierati apertamente contro la realizzazione dell’impianto.

P.S. Il blog ha lanciato l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!

Quei bravi ragazzi anticentrale

sabato, 10 ottobre 2009

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Ieri sul quotidiano L’Arena è uscito un interessante articolo dove il Sindaco di Sanguinetto accusa i contrari alla realizzazione della Centrale a Biomassa di essere i  responsabili dei danni causati alla propria auto.

SANGUINETTO. Episodi inquietanti denunciati dal primo cittadino. L’opposizione minimizza

Il sindaco è nel mirino. Vandali o anticentrale?

Rotti gli specchietti dell’auto e rubati alcuni documenti Intanto nasce il Comitato del no allargato a tutta la Bassa

Nella futura e contestata centrale a biomasse di Sanguinetto bruciano polemiche ma anche sospetti ed intimidazioni. A dimostrare che il progetto stia creando in paese un clima assai più inquinato di quanto potrebbero o dovrebbero i fumi del ciclo produttivo arriva la denuncia del sindaco Alessandro Braga. Il quale ha deciso di rendere pubblici alcuni episodi da lui stesso definiti inquitanti e riconducibili a quella centrale da 10 megawatt alimentata a paglia che la sua giunta ha deciso di far costruire in località Campaiar.

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Alessandro Braga

Alcuni sconosciuti avrebbero infatti preso di mira l’auto del primo cittadino parcheggiata vicino al centro sportivo, distruggendo entrambi gli specchietti retrovisori. Qualche giorno dopo al sindaco sono anche stati rubati alcuni documenti personali. «Subito non ho collegato i due episodi», spiega Braga. «Solamente quando dopo un giorno i documenti sono stati ritrovati a 50 metri da casa mia ho pensato che poteva trattarsi di una ritorsione legata al progetto della centrale». Al punto che lo stesso primo cittadino ha informato i carabinieri della cosa, prima di lanciare un appello: «Invito tutti a mantenere la calma, anche perché stiamo iniziando una campagna informativa sull’impianto e sulla sua non pericolosità».

«Ci spiace per quello che è successo ma credo che non sia stato qualcuno che ha dei rancori con Braga per la centrale», ribatte Daniele Fraccaroli, il capogruppo della minoranza che si oppone alla centrale. «Sono propenso a credere che si tratti di atti vandalici e nulla di più».

Intanto il tema centrale resta al centro dell’interesse locale e non solo. La minoranza di Roberto Scipolo, che non si è espressa né contro né a favore, ha organizzato due incontri per spiegare le ragioni di entrambi gli schieramenti: il prossimo venerdì alle 21 il teatro comunale ospiterà i tecnici chiamati da Termomeccanica, Avepo e SerEn – le ditte che realizzeranno la centrale – i quali illustreranno le ragioni delle loro scelte ed i motivi per i quali l’impianto non sarà pericoloso; il lunedì successivo (19 ottobre), alla stessa ora e nello stesso luogo toccherà ai rappresentanti dei Comitati del no e di LegaAmbiente spiegare perché la centrale è pericolosa sia per l’ambiente che per la salute pubblica. Entrambe le serate saranno patrocinate dall’amministrazione.

Nei giorni scorsi, intanto, si è formalmente costituito il Comitato contro le centrali a biomasse nella Bassa veronese con il chiaro obiettivo di bloccare l’impianto di Sanguinetto ma di contrastare ogni altro possibile «trasloco» del progetto in paesi della pianura. Vi hanno aderito non solo cittadini di Sanguinetto ma anche dei paesi di Gazzo, Casaleone, Salizzole, Concamarise e Cerea. Nei prossimi giorni il comitato eleggerà il proprio presidente e chiederà ai Comuni della Bassa di adottare una delibera simile a quella votata dal consiglio comunale di Casaleone.

Ormai le dichiarazioni degli amministratori di Sanguinetto non mi stupiscono più. Sono, nella maniera più assoluta, vergognose e prive di qualunque fondamento.

Pubblico la replica di Michele Sganzerla

«Le recenti e pubbliche (leggasi quotidiano L’Arena del 09/10/09) esternazioni del Sig. Sindaco Braga sono assai gravi, ma per motivi differenti da quelli che egli denuncia. In primis perché le sue parole dimostrano che solo a “cose fatte”, a decisioni già prese, l’Amministrazione comunale si preoccupa di iniziare a informare i cittadini. Infine perché è del tutto scorretto associare il sacrosanto dissenso a un progetto tanto grossolano, quale quello riguardante questa Centrale, alle azioni vandaliche compiute da chissà quali delinquenti comuni. Colgo l’occasione per citare al Sig. Braga che persino ai miei genitori fu svaligiata l’automobile e sottratta l’autoradio, in occasione di un pranzo presso il loro noto ristorante, solo qualche tempo fa. Ma, a differenza del Sig. Sindaco, mio padre preferì nell’occasione incassare il danno con piena dignità e senza tanto meno gridare allo scandalo o al fantomatico complotto».

Intanto l’Amministrazione Braga ha dato vita ad un blog dove, qualche giorno fa, è stato inserito un post che illustra la Centrale a Biomassa. Vi lascio l’indirizzo così, chi vuole, può commentare.
http://sanguinetto.wordpress.com

P.S. Venerdì 16 ottobre 2009 alle ore 21:00, presso la sala civica Aldo Ciresa di Nogara, incontro con EZIO ORZES dal titolo: risparmiare energia, migliorare i servizi e spendere meno si può? L’esperienza di un Comune Virtuoso.

Un Consiglio Comunale vergognoso

mercoledì, 16 settembre 2009

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Lunedì sera, 14 settembre, ho assistito al Consiglio Comunale di Sanguinetto che fra i punti all’ordine del giorno ha avuto quello scottante e atteso della Centrale a Biomassa. Riporto gli articoli de L’Arena di oggi.

SANGUINETTO. Il Consiglio ha votato a maggioranza la convenzione con le ditte costruttrici. Anche l’opposizione è divisa: Scipolo si astiene

La centrale che spacca la Lega

Tosi e Montagnoli tentano la mediazione tra il sindaco di Gazzo, contrario, e Braga Obiettivo fallito: il Carroccio resta neutrale

A Sanguinetto la centrale a biomasse che dovrebbe sorgere in località Campaiar spacca la Lega nord e le minoranze in consiglio comunale e compatta, invece, l’intera maggioranza del sindaco leghista Alessandro Braga. La quale lunedì sera ha approvato la convenzione con Termomeccanica spa, Avepo e SerEn per dare il via alle procedure amministrative sulla costruzione dell’impianto. Che la frattura tra il sindaco di Gazzo Ugo Vecchini – acerrimo nemico della centrale – e il collega di partito Braga fosse giunta a un punto di non ritorno era evidente già da qualche giorno, ma la questione è diventata ancora più insanabile dopo l’incontro al vetriolo tenutosi lunedì pomeriggio, poche ore prima del consiglio di Sanguinetto, alla presenza di Flavio Tosi e del deputato Alessandro Montagnoli. Nessuno dei due contendenti ha voluto fare un passo indietro. Anzi: si sono scambiati accuse pesanti, lasciando ai vertici del partito pochissime possibilità di mediazione. Tanto che il Carroccio ha deciso di non prendere posizione sulla diatriba.

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Il pubblico in sala

Spaccatura anche tra le file dell’opposizione consiliare, evidenziatasi ancora di più durante il dibattito: nettamente contrario Mario Mattioli, che ad un certo punto ha addirittura lasciato l’aula; astenuto e più possibilista Roberto Scipolo. Fatto sta che la discussione sulla futura centrale a biomasse ha attirato in sala civica almeno 150 persone, equamente divise tra favorevoli e contrari. tra loro anche l’intera giunta di Gazzo, sindaco Vecchini in testa, e molti rappresentanti del Comitato anti centrale di Nogara. Dopo avere letto l’intera convenzione e ribadito che l’accordo porterà nelle casse comunali 6 milioni di euro da qui al 2039, al ritmo di 200mila all’anno, Braga ha aperto la discussione sull’argomento concedendo rigorosamente 5 minuti per ogni consigliere di opposizione, applicando alla lettera il regolamento comunale.

«La giunta ha approvato la delibera di massima della centrale senza il parere del responsabile dell’ufficio tecnico e senza la presenza del segretario comunale», ha attaccato subito Daniele Fraccaroli. «Il parere tecnico è stato espresso stranamente dall’assessore ai Lavori pubblici Valentino Rossignoli a soli due giorni di distanza dalla presentazione della domanda da parte delle ditte. L’impianto non si deve fare perché è dannoso per la salute dei cittadini visto che si emetteranno nell’aria diossina e polveri sottili».

Il dibattito è diventato poi tesissimo quando Mario Mattioli ha accusato il suo successore di «non voler salvaguardare il proprio territorio», ricevendo applausi dal pubblico che hanno indispettito non poco sia Braga che Rossignoli. A tal punto che il sindaco ha minacciato di far sgombrare l’aula e far tenere il consiglio a porte chiuse, scatenando ancora di più le polemiche. Braga, ribadendo che in municipio non è stato presentato alcun progetto della centrale, ha negato la possibilità di organizzare un incontro pubblico sulla questione: «Non ci sarà fino a quando non verrà depositato un progetto dettagliato e ciò avverrà quando la Regione, unico ente competente a dare le autorizzazioni a questo tipo di impianto, darà il propri pareri favorevoli. Solo alla luce di un progetto discuteremo con i cittadini dei pro e dei contro».

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«Sanguinetto cresce»

La convenzione è quindi stata approvata con i voti favorevoli dell’intera maggioranza, quello contrario dei tre consiglieri della lista «Sanguinetto cresce» e l’astensione di «Nuovi orizzonti». Al termine della discussione la lista «Sanguinetto cresce» ha abbandonato l’aula per protestare contro il sindaco che ha impedito ad Antonella Ponso di terminare il proprio discorso per aver superato i 5 minuti concessi.

Sanguinetto lo conosco bene, parte della mia infanzia è trascorsa felicemente in questo paese, conosco tante persone, anche quelle che hanno votato a favore dell’impianto. Posso dire convintamente che è stato uno dei peggiori consigli comunali a cui io abbia mai assistito. Un Sindaco che riprende gli assessori e consiglieri gridando più degli stessi. Una discussione che avrebbe meritato ampio spazio di discussione, senza limiti di tempo, come si è fatto a Nogara.

COSA ACCADRÀ. L’iter burocratico potrebbe durare nove mesi

Cantieri aperti già a maggio. Ma gli ostacoli restano molti

Se mai si farà, la nuova centrale a biomasse di località Campaiar potrebbe iniziare ad essere costruita tra solo nove mesi. Ma sul suo cammino il progetto troverà ancora molti ostacoli in grado di bloccarla o di allungare i tempi della realizzazione. L’approvazione della convenzione tra il Comune e le ditte costruttrici votata lunedì sera dal consiglio comunale ha fatto letteralmente prendere il volo al progetto dell’impianto che dovrebbe creare energia bruciando paglia e stocchi di mais. Entro pochi giorni, infatti, Avepo, Termomeccanica e SerEn, forti del pronunciamento politico prima della giunta e poi del consiglio comunale, presenteranno in Regione tutta la documentazione necessaria per ottenere i permessi alla costruzione. Poi passeranno un paio di mesi appena e la documentazione sarà valutata dai tecnici regionali e dalla giunta Galan in modo tale da avere il via libera al progetto entro fine anno.

Già a gennaio, o al massimo a febbraio, si potrebbe quindi tenere la riunione per la valutazione di impatto ambientale e la conferenza di servizi tra Comune, Provincia, Regione e ditte costruttrici per dare il via definitivo al cantiere. In seguito toccherà solo che il Comune rilasci, dopo la presentazione di un progetto dettagliato, il permesso di costruire a Termomeccanica Ecologia spa nell’area di circa 60mila metri quadrai di via Campaiaro, all’estremo sud del territorio comunale confinante con Casaleone. La commissione edilizia potrebbe quindi esprimersi già a marzo, consentendo così di ipotizzare l’inizio dei lavori già a fine maggio dell’anno prossimo.

Da quel momento dovrà passare almeno un anno per l’entrata in funzione dei forni a griglia che bruceranno quasi esclusivamente paglia e stocchi di mais per trasformarli in energia elettrica. Tutto questo se, nel frattempo, soprattutto in Regione ed in Provincia qualcuno non metterà i bastoni tra le ruote della centrale. RI.MI.

I cittadini di Sanguinetto che credono che la scelta fatta dall’amministrazione sia una scelta azzardata e senza nessuna logica, devono formare un Comitato e battersi per difendere la loro salute, il loro territorio, i loro figli e i loro nipoti. Non possono lasciare decidere ad un pugno di persone, anche se democraticamente elette, il futuro del paese per i prossimi trent’anni. Non possono accettare passivamente quanto deciso, devono arrabbiarsi di una sana rabbia, di una sana voglia di difendere il bene comune che è di tutti e per questo deve essere preservato.

Accuse velate tra «padrini» e bestemmie

«La centrale si farà a tutti i costi, anche se il padrino e assessore regionale Massimo Giorgetti si metterà di mezzo per fermarci»
Valentino Rossignoli, assessore ai Lavori pubblici.

«Sarà una battaglia all’ultimo sangue perché la Provincia e la Regione non approveranno questo progetto scellerato»
Mario Mattioli, consigliere di minoranza.

«Siete contrari alla centrale perché inquinerebbe ma non rinunciate a guidare i vostri suv per le strade del paese inquinando più della centrale»
Alessandro Braga, sindaco.

«Gli applausi a Mattioli non sono dovuti, perché non ci sarà nessun risvolto negativo sul territorio»
Valentino Rossignoli.

«Mi rifiuto di stare in consiglio comunale con un consigliere che bestemmia»
Antonella Ponso, consigliere di minoranza.

«Non posso aver bestemmiato perché sono cattolico, apostolico e romano»
Maurizio Lorenzetti, assessore esterno al Bilancio.

«Consigliere Fraccaroli le resta un minuto a disposizione: il tempo per lei è quasi scaduto… Consigliere Mattioli lei non può più parlare perché ha utilizzato tutti i 5 minuti che le spettavano… Consigliere Ponso finisca in fretta perché il tempo sta per scadere»
Alessandro Braga, sindaco.

«Come mai ci viene dato un indennizzo di 200mila euro l’anno? Per quali danni se non per quelli relativi alla salute pubblica e l’ambiente?»
Daniele Fraccaroli, consigliere di minoranza.

«Nessuno si è mai chiesto come mai a Nogara la centrale è stata osteggiata dalla quasi totalità della popolazione?»
Roberto Scipolo, consigliere di opposizione.

«Siamo qui per governare e non per ottenere consensi di pubblico»
Alessandro Braga, sindaco.

Chiudo questo post con una frase di Lorenzo Tomatis:
«Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale»
(Incenerire i rifiuti resta una follia – Corriere di Forlì, 23 aprile 2007 )