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La sagra di Nogara

venerdì, 23 luglio 2010

Quest’anno la sagra di Nogara è stata un vero disastro. La corrente elettrica che salta, giostre che si fermano, spettacoli che restano al buio e per finire sicurezza zero. Sabato una signora alle giostre si è sentita male, lunedì alcuni ragazzi se le sono promesse e martedì se le sono date di santa ragione facendosi anche parecchio male. Ma con la Lega non eravamo tutti al sicuro? Mah! Allo Sportello On Line mi è arrivata questa mail che pubblico integralmente:

Carissimi miei compaesani sono incazzata nera per il fatto che è successo a mio figlio martedì sera nel campo sportivo di via sterzi durante la sagra del paese. Trovo veramente ingiusto che dei ragazzi tranquilli debbano rimetterci la pelle per una rissa che è avvenuta tra bande di extracomunitari, è ora che ci siano più controlli! BASTA!

E la beffa vuole che mio figlio con un buco sanguinante in testa non è stato soccorso perchè avevano la precedenza gli exra comunitari (la ragazza marocchina)! Ho chiamato allora il 118 e mi hanno risposto che erano già fuori due ambulanze e che la terza sarebbe arrivata dopo mezz’ora o un’ora allorchè grazie all’aiuto del maresciallo dei carabinieri sono andata in sagra ho preso la macchina che avevo in parcheggio e mi sono diretta a Legnago.

Arrivata lì, mentre attendevo che dessero i punti in testa a mio figlio, vedo la ragazza marocchina che passeggia per l’ospedale come se non avesse niente! Anzi rideva! E PENSARE CHE è STATA LA PRIMA AD ESSERE SOCCORSA! Allora io corro all’ospedale con la mia macchina a 120 km all’ora con mio figlio sanguinante e trovo lei in corsia che ride ditemi voi come ci posso essere rimasta! G. F.

Credo sia il caso che a questa mail risponda il Sindaco Falco, in qualità di primo cittadino nonché esponente di un partito che fa della sicurezza il suo cavallo di battaglia.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Quel che rimane della sagra

venerdì, 25 giugno 2010

Il rifiuto è una risorsa. Molti continuano a ripeterlo ma pochi, sopratutto tra i nostri amministratori, sembrano esserne convinti veramente. Non basta molto. Basta solo un po’ di buona volontà per cambiare delle piccole cose che, oltre che a migliorarci la vita, ci migliorano anche il portafoglio. Marco mi ha mandato una lettera che pubblico integralmente.

E’ giunta al termine la sagra di fine primavera di Maccacari, nel comune di Gazzo Veronese. Un evento importante per il paese, un’occasione per incontrarsi e far divertire i bimbi sulle giostre. La festa però ha anche prodotto montagne di rifiuti non differenziati: i cassonetti rigurgitano rifiuti di ogni tipo e montagne di sacchi giacciono ammucchiati pronti per essere caricati sul camion. Durante la sagra ho visto passeggiare davanti i cassonetti della frazione secca, contenenti cartoni, nylon, lattine e bottiglie di plastica, componenti della maggioranza e della minoranza. Nessuno però si è fermato a riflettere davanti a quello scempio e perché no, perdita di denaro.

I ragazzi gettavano a terra la bottiglia di birra perché non c’erano cestini tra le giostre; vicino alle tavole non c’erano cestini per la raccolta della plastica, dell’umido, del secco, della carta, ma solo i vecchi bidoni neri della spazzatura dove dentro si getta di tutto indistintamente. Ecocisi si vanta di aver portato la raccolta differenziata al 60%, ma quando vedi che nei cassonetti  della frazione secca vengono gettati cartoni, nylon, lattine e bottiglie di plastica e che Ecocisi raccoglie tutto indistintamente mi viene da pensare: differenziata al 60%, sarà mai vero? Se durante la sagra i cittadini se ne infischiano del rifiuto, il giorno dopo e quelli successivi ancora, a casa propria differenzieranno bene i rifiuti?

Voglio fare un appello alla giunta comunale, in particolare all’assessore all’ambiente Zanardi, è ora di insegnare ai cittadini a differenziare, far capire loro che più si differenzia meno si paga in bolletta, insegnare ai bambini delle scuole a ridurre i rifiuti poiché dalla riduzione del rifiuto dipenderà la sopravvivenza della nostra Terra. Vogliamo insegnare agli ignoranti che il rifiuto può diventare risorsa? Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti riempiono le discariche del mondo, ed ogni anno se ne aprono di nuove, inquinando per sempre migliaia di ettari della nostra terra.

I rifiuti ben differenziati possono invece essere avviati agli impianti di trattamento che permettono di recuperare molti materiali, col duplice vantaggio di non immettere sostanze inquinanti nell’ambiente e risparmiare materie prime (legno, minerali, petrolio) sempre più rare e costose. Un’iniziativa da copiare subito è sicuramente quella del comune di Verona, tanto per citarne uno, che ha posto l’obbligo di usare stoviglie in mater bi durante le manifestazioni pubbliche.

L’assessore all’ambiente Zanardi mi aveva detto che avrebbe organizzato un incontro informativo ed educativo sulla raccolta differenziata ma sono già passati due mesi! Spero che le vacanze estive siano per lui un momento di riposo e riflessione per poi mettere in pratica i buoni propositi. Vi lascio a queste splendide foto, che ho scattato io stesso, simbolo del menefreghismo ambientale che dilaga nel nostro paese.

Marco Motterani

Queste le foto che mi ha mandato Marco