Articoli marcati con tag ‘Sanguinetto’

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giovedì, 19 agosto 2010

Nessuna dichiarazione, nessuna parola di sdegno. I Sindaci dei Comuni limitrofi non hanno detto nulla sulla vicenda accaduta all’ospedale di Nogara. A parte il nostro Sindaco, il quale ha spedito un fax e continua a sostenere che il problema è la cartellonistica stradale, gli altri Sindaci non hanno rilasciato nessuna dichiarazione sull’accaduto. Forse perché anche i Sindaci dei paesi limitrofi sono tutti sotto la stessa bandiera? O forse perché l’uomo deceduto era straniero? La figlia dell’uomo pubblica su Facebook un commento ad un mio post, ve lo riporto:

e si, siamo messi davvero MALE .. la persona deceduta era mio padre.. e credemi.. a dovuto de morire non solo perché quella merda di ospedale e fantasma.. ma anche perché mancha quello basico in un ospedale.. il ossigeno.. a dovuto di morire sopra un tavolino in la porta del ospedale con mia mamma faccendo massagio cardiaco e respirazione boca a boca… que VERGOGNA … andiamo avanti cosi..

Il post è in un italiano non proprio perfetto ma credo si capisca molto bene cosa intenda dire. In queste parole c’è tutto il dolore e lo sdegno di aver perso il proprio padre in circostanze assurde in un paese che si definisce civile.
Se qualche Sindaco vuole dire qualcosa in merito come sempre il blog è a disposizione. Abbiate il coraggio di prendere una posizione, alzate la testa almeno una volta!

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Continuano le iscrizioni per il Sit-in pro ospedale di Nogara. A chi sta a cuore l’ospedale di Nogara venga ad aiutarci per far valere il diritto alla salute. Ho preparato un form apposito dove inserire nome e mail. Questi serviranno per contattarvi e  mandarvi di volta in volta le istruzioni e l’eventuale materiale da stampare e distribuire. Iscrivetevi!

Fiato sul Collo: Sanguinetto e Vigasio

sabato, 17 luglio 2010

Ormai hanno rotto i coglioni. Permettetemi questa esclamazione così colorita ma quanto mai azzeccata. I Sindaci che si ostinano a vietare le riprese dei Consigli Comunali ormai sono davvero ridicoli. Personalmente, in merito alla questione, ho avuto a che fare recentemente con il Sindaco di Sanguinetto, Alessandro Braga. Stessa storia per gli amici di Vigasio, come riporta L’Arena.

VIGASIO. Muro contro muro tra maggioranza e opposizione durante l’ultima seduta dell’assemblea cittadina

Pro loco e no alle telecamere infiammano la discussione

Invocato il conflitto di interessi per il presidente Daniele Manin che è pure consigliere comunale. Bocciate le riprese nell’aula

Dalla presunta incompatibilità del presidente della Pro loco, Daniele Manin, con l’incarico di consigliere comunale, al divieto delle telecamere in aula. Maggioranza e minoranza si sono trovate in disaccordo praticamente su tutto, nell’ultimo Consiglio comunale. I due schieramenti hanno approvato all’unanimità solo due delle dodici delibere in elenco: quella sulle aree in diritto di proprietà e la variante al piano regolatore per la costruzione dell’isola ecologica.

Sul resto, tranne le nomine dei rappresentanti del Comune negli asili e nella Pro loco, gli schieramenti hanno tenuto posizioni separate, con l’opposizione che ha preferito l’astensione. All’inizio della seduta Annunziata Rudella, della Lega nord, ha chiesto delucidazioni sul presunto conflitto di interessi di Manin che, oltre a essere il consigliere delegato dalla maggioranza alle associazioni è anche a capo di una di queste: la Pro loco, che riceve contributi annui dall’amministrazione.

«Avevo sollevato la questione anche nell’altra seduta», ha osservato Rudella. Secondo la Lega e il gruppo «Giusti per Vigasio», Manin non è compatibile, anche se alla presidenza fu designato, prima delle elezioni, dagli stessi soci del sodalizio. Rudella ha citato quanto accadde tre anni fa a Isola della Scala: «Allora il presidente della Pro loco, Luca Brutti, dopo che fu eletto in Consiglio, si dimise dal sodalizio. Riassunse la carica solo dopo che fu accertato che il Comune versava contributi inferiori al 10 per cento delle entrate dell’associazione». «Secondo il decreto 267 del 2000 Manin deve decidere se rimanere nella Pro loco o in Comune. Hanno diritto a entrambi i ruoli solo i rappresentanti desig! nati dal Consiglio comunale», ha sottolineato Daniele Visparelli, di «Giusti per Vigasio».

«È una vostra interpretazione», ha ribattuto il sindaco Daniela Contri, «poiché la questione si pone solo per le società controllate». Rudella, poi, ha chiesto lumi sui bilanci del 2009 della Pro loco. «All’albo dei beneficiari risulta che l’associazione ha ricevuto 25 mila euro dal Comune», ha rimarcato, «ma dal consuntivo dell’amministrazione ne risultano versati 57 mila. Sui registri della Pro loco, infine, ne sono registrati 41 mila». «È normale», ha risposto Corrado Brutto, assessore al bilancio, «che ci siano cifre diverse: nelle società si fa la contabilità per competenza, nei Comuni avviene per cassa».

Le divergenze si sono riaccese quando la maggioranza ha respinto la mozione della minoranza, sull’utilizzo delle telecamere nelle sedute consiliari, tema molto caro soprattutto al Gruppo Grillo che però non ha suoi rappresentanti in Consiglio.

«Ogni consigliere», ha ribadito Visparelli, «non può nascondersi dietro l’imbarazzo per non mostrarsi davanti all’obiettivo. È una questione di trasparenza». In maggioranza Luigi Finezzo ha sentenziato: «Sono contrario alle riprese». E Angelo Curinga, ha puntualizzato: «Se ci fosse una registrazione istituzionale sarei d’accordo. Diversamente non voglio finire su youtube: lì ci vanno solo le stupidaggini». Simone Brisighella ha invece detto: «Due mesi fa fui intervistato fuori dal Consiglio e mi sono ritrovato sbeffeggiato su internet. Perciò ora sono contrario».

Carlo Reggiani, degli Amici di Beppe Grillo di Villafranca, tra il pubblico, a fine riunione ha commentato: «È assurdo che un Consiglio comunale deliberi contro l’uso delle telecamere, è un atto contrario alla legge. Scriveremo al prefetto, al presidente della Repubblica e, per le prossime sedute, organizzeremo sistemi alternativi per informare i cittadini».

La trasparenza è alla base del rapporto che devono avere le amministrazioni con i propri cittadini.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

La vittoria del Comitato

mercoledì, 7 luglio 2010

Questa mattina il quotidiano L’Arena riporta la notizia che a Sanguinetto la Termemoccanica rinuncia alla costruzione della ormai “famosa” centrale a biomassa.

SANGUINETTO. Gravoso l’impegno imposto da Agsm alla ditta che dovrebbe sostenere la spesa del teleriscaldamento

La centrale della discordia sparisce per motivi economici

La Termomeccanica ecologica getta la spugna perché non ritiene suo obbligo farsi carico di tutta la rete di trasporto del calore; intanto va avanti un altro impianto

Stop al progetto della centrale a biomasse di via Campaiaro. Mentre in paese si discute del «bioconvertitore», proposto da Technika di Modena per produrre bioetanolo e lignina da paglia e stocchi di mais «digeriti» da enzimi, in Comune è arrivata la lettera di rinuncia della Termomeccanica ecologia di La Spezia alla costruzione di un termovalorizzatore che doveva essere alimentato con gli stessi scarti agricoli. Il ripensamento della ditta verrà comunicato dal sindaco Alessandro Braga nel Consiglio che si terrà oggi, alle 19, a Venera.

La centrale a biomasse, da sette megawatt, doveva essere alimentata con 70 mila tonnellate di paglia e steli di mais all’anno. Per oltre un anno ha fatto discutere e litigare due amministrazioni, Nogara e Sanguinetto: ora sparisce. A spingere Aldo Sammartano, presidente di Termomeccanica ecologia, a non proseguire il progetto è stata la relazione dell’Azienda generale dei servizi municipalizzati di Verona (Agsm), interpellata dal Comune per uno studio di fattibilità dell’impianto di teleriscaldamento connesso alla centrale. Il 20 maggio scorso, l’azienda scaligera confermò la «fattibilità tecnica» della centrale. Tuttavia, per rendere l’impianto sostenibile economicamente, propose tre soluzioni diverse: o porre tutti gli investimenti sul teleriscaldamento «a carico di chi propone l’impianto» oppure prevedere che la ditta ceda il calore prodotto a costo quasi nullo. La terza proposta, infine, prevedeva «di non far pagare l’allaccio al cliente, bensì di incrementare in modo significativo la quota di contribuzione a suo carico».

Tutte e tre le ipotesi, in particolare quella dell’investimento totale a carico del privato, sono state scartate dalla Termomeccanica. Sammartano il 30 giugno ha scritto al sindaco che l’investimento di fondi senza limiti «non è contemplato nel progetto da noi proposto». E ha aggiunto: «Pur consapevoli che il teleriscaldamento è un elemento fondamentale per la centrale, non sussistono le condizioni tecnico economiche affinché gli investimenti ad essa relativi vengano sostenuti dalla nostra società».

Queste parole, per il sindaco Braga, suonano come una rinuncia al progetto. «L’impossibilità di realizzare la rete di teleriscaldamento», dice, «è una condizione che ostacola la prosecuzione del rapporto e della sottoscrizione della convenzione, già adottata in Consiglio e sottoscritta da Termomeccanica, Avepo e Seren». Braga aggiunge: «Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale».

Intanto si fa avanti l’altra centrale, il bioconvertitore della Technika di Modena che ha illustrato l’impianto: sarà più piccolo di quello di Termomeccanica, funzionerà con 8.500 tonnellate di paglia e stocchi di mais all’anno che saranno trasformati da fermenti ed enzimi in bioetanolo, anidride carbonica e lignina. Dubbi sugli effettivi sostegni economici che avrà la nuova struttura e sui suoi limiti sono stati già espressi, rispettivamente, da Daniele Fraccaroli, capogruppo di «Sanguinetto Cresce» e da Michele Sganzerla, portavoce del Comitato del no alla centrale a biomasse.F.T.

Spero che questo sia l’ultimo post che scrivo in merito a questa centrale e auspico che coloro i quali si ostinano costantemente ad andare in giro per i paesi della bassa a proporre questo inceneritore camuffato da centrale a biomassa, la smettano di cercare qualche sindaco pollo, pronto a farsi spennare. Fate altre cose e rassegnatevi all’idea. Altro aspetto interessante è che, come detto nell’articolo, la rinuncia arriva per motivi economici. Questione che il Comitato ha sempre sostenuto, ovvero il fatto che realizzare il teleriscaldamento in zone come queste è praticamente impossibile dal punto di vista economico. Interessante poi, la dichiarazione di Braga:

«Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale»

Non si dispiaccia caro sindaco Braga perché la figuraccia l’ha fatta lei, non certo i consiglieri di opposizione né tanto meno l’ex assessore Malini. Lei si è ostinato a credere in un progetto che la maggioranza della popolazione non voleva e non vuole tutt’ora. Salendo addirittura agli onori della cronaca per performance che hanno sfiorato a dir poco il ridicolo. Spero veramente che alla prossima tornata elettorale i cittadini di Sanguinetto si ricordino di lei, della sua parte politica e di tutti i personaggi “politici” che hanno sostenuto la sua personale scelta di voler continuare su una strada senza uscita. Ricordatevi di questo quando andate a votare.

NG. Intervista a Claudio Bellani

lunedì, 21 dicembre 2009

Il Nuovo Giornale continua il suo speciale sulla Centrale a Biomassa in progetto a Sanguinetto. Dopo l’intervista al Comitato Contro la Centrale a Biomassa adesso è la volta dell’intervista al sig. Bellani Claudio.

Intervista a Claudio Bellani, titolare di SerEn, una delle tre ditte interessate alla costruzione di una centrale a biomassa e sottoscrittore della convenzione con il comune di Sanguinetto.

«Non inquinate il progetto»

claudio_bellani

Claudio Bellani

A che punto siete con la realizzazione del progetto relativo alla centrale a biomassa? Quando contate di presentarlo in Regione? Il progetto è stato sottoposto all’attenzione del sindaco di Sanguinetto che, assieme alla sua giunta, ne prenderà visione. Poi seguirà un incontro tra le parti così da verificare che sia conforme alla convenzione che, solo a questo punto sarà sottoscritta. Lʼamministrazione potrà muovere eventuali osservazioni sulla base delle quali il progetto potrà essere modificato. Solo a questo punto il tutto verrà presentato in Regione. Si tratta, e ci tengo a sottolinearlo, di un iter procedurale che abbiamo voluto stravolgere proprio per dare collegialità al progetto e non farlo cadere dall’alto.

Quali sono le caratteristiche del progetto? Essendo relativo a un impianto che utilizza esclusivamente biomassa (paglie e stocchi di mais), il progetto si inquadra nell’ambito della crescente necessità di produrre energia da fonti rinnovabili in attuazione delle direttive comunitarie che impongono all’Italia di raggiungere, entro il 2020, la quota del 20 per cento di energia generata da fonti rinnovabili.

Quali le differenze tra l’impianto di Sanguinetto, quello bocciato a Nogara o quello di prossima costruzione a San Pietro di Legnago? Dal punto di vista impiantistico non cʼè nessuna differenza rispetto a quello di Nogara. Si tratta dello stesso progetto, presentato a più amministrazioni accomunate da alcune caratteristiche come: una rete viabile idonea, la vicinanza alla materia prima, una rete elettrica in grado di ricevere lʼenergia prodotta e gli spazi necessari in vista della successiva costruzione di un impianto termico. Non conosco le caratteristiche di quello di San Pietro di Legnago, quindi non mi posso esprimere in merito, anche semi risulta che quest’ultimo dovrebbe bruciare materiale dedicato, vale a dire prodotto appositamente.

Tra i soci interessati alla costruzione e firmatari della convenzione cʼè anche la società agricola Avepo che dovrebbe garantire, a detta del sindaco di Sanguinetto, l’approvvigionamento del combustibile. In realtà Avepo è una cooperativa agricola che annovera tra i suoi soci solo produttori di verdura. Come può garantire la produzione costante di biomasse? Avepo è una società agricolo-cooperativa costituita nel 1998 da un gruppo di soci che avevano lʼesigenza di commercializzare insieme alcuni prodotti orticoli, in primis il pomodoro e le produzioni da surgelati. Si tratta di una cooperativa che opera nelle province di Verona, Padova, Vicenza, Rovigo, Venezia e Mantova, che è passata dalle 80 aziende iniziali alle attuali 451. La superficie coltivata a produzioni orticole per conto della cooperativa è pari a 3.200 ettari, a fronte di una superficie globale delle aziende associate pari a 23/25 mila. Il 65 per cento delle aziende socie si trova nel Basso veronese, in un raggio di 20/30 chilometri da Sanguinetto. Le aziende associate coltivano in media il 70/75 per cento della loro Superficie Agraria Utilizzata a mais da granella, cereali a paglie e oleaginose. Pertanto sulla base di questi dati si prevedono le seguenti produzioni di paglie e stocchi: 5.050 ettari coltivati a cereali per una produzione di paglia di 20 mila tonnellate, a cui vanno aggiunti 12.400 ettari coltivati a mais per una produzione di 99.200 tonnellate di stocchi. La produzione annuale di paglie e stocchi è quindi di 119.200 tonnellate.

Di quanto carburante necessiterà la centrale per funzionare? Dove contate di recuperarlo? Lʼimpianto necessita di circa 60/70 mila tonnellate all’anno di paglie e stocchi di mais, corrispondenti a una superficie coltivata pari a 9.300 ettari, facilmente reperibili nella zona del Basso veronese tra le aree in possesso dei 451 soci Avepo la cui disponibilità di superficie dedicata a queste coltivazioni ammonta a circa 20 mila ettari, ampiamente sufficienti a garantire lʼapprovvigionamento di queste biomasse per tutto il periodo di funzionamento dell’impianto. I fornitori unici di “combustibile” saranno quelli indicati da Avepo che porteranno in centrale il loro sottoprodotto, vale a dire i residui agricoli che altrimenti verrebbero interrati. Il “combustibile” è quindi un prodotto di scarto; in questo modo gli agricoltori riusciranno a “economicizzare” un prodotto a cui prima non veniva dato valore. Vorrei infine sottolineare che il territorio non verrà sterilizzato con coltivazioni dedicate, gli equilibri non verranno in nessun modo alterati perché il calcolo è stato fatto con il materiale “in più”.

La convenzione con il comune di Sanguinetto all’art. 5 comma 3 dice che «Ad inizio dell’attività, la società farà funzionare e gestirà lʼimpianto a sua discrezione, nel rispetto delle regole del buon operare e delle normative vigenti in materia. Ogni intervento di ordinaria e/o straordinaria manutenzione sarà eseguito a suo insindacabile giudizio». Questo significa anche che la centrale potrà essere trasformata per bruciare rifiuti? Assolutamente no, significa solo che la società costruttrice dell’impianto sarà la sola responsabile della sua gestione e degli eventuali interventi di manutenzione finalizzati alla migliore gestione dell’impianto così come costruito e nel rispetto della normativa vigente. È nel nostro interesse, anche economico, che lʼimpianto funzioni al meglio. Se dovessi inserire rifiuti al posto di biomassa lʼimpianto non solo non sarebbe in grado di bruciarli ma ne ricaverebbe un potere calorifero di gran lunga inferiore (3600 calorie da biomassa contro le 1.200/2.200 da rifiuto), che provocherebbe una produzione termica sfasata andando a compromettere la funzionalità dell’impianto.

Il comune di Sanguinetto parlava di unʼimportante occasione di occupazione. Quanto personale contate di impiegare nella gestione della centrale? Lʼimpianto darà occupazione a 18/20 persone che saranno direttamente impiegate sull’impianto, a cui vanno aggiunte 35 persone impiegate nella raccolta e nel trasporto della biomassa. È presumibile che a queste se ne aggiunga unʼaltra decina, in questo caso figure che lavoreranno nell’indotto generato dalla costruzione e manutenzione di un impianto di questa portata.

Nel 2006, quando lei era presidente del CISI parlava di un «progetto che esiste già da tempo» di un inceneritore da costruire nel Basso veronese (vedi LʼArena 31/01/06 che le allego) e da accostare, o addirittura per sostituire, Cà del Bue. Del progetto, da lei definito nello stesso articolo di «pubblica utilità» non se ne è più parlato, però in compenso oggi hanno preso piede le centrali a biomasse. Qual è lo stato delle cose? Cʼè un legame tra le due? Il contesto è completamente diverso e la materia prima da trattare anche. Nessun legame.

Non ritiene legittimo il sospetto che la centrale di Sanguinetto possa essere trasformata in un inceneritore? Tra lʼaltro non depone a favore il fatto che una delle aziende firmatarie della convenzione (la ditta TM.E spa) costruisca termovalorizzatori. Inoltre la cronaca italiana riporta esempi di centrali a biomasse riconvertite a inceneritori in seguito a condizioni di accertata “emergenza”. Assolutamente no. Sono due le ragioni che giocano a sfavore di queste illazioni irragionevoli. La prima risiede nellʼampia disponibilità di paglia e stocchi di mais da parte dei soci di Avepo che ne garantisce, con un contratto, la fornitura allʼimpianto per 15 anni. La seconda risiede nella particolarità dell’impianto i cui sistemi di stoccaggio della biomassa, di alimentazione, di combustione e di depurazione dei fumi di scarico sono progettati per trattare esclusivamente paglia e stocchi. La sua trasformazione in inceneritore di rifiuti comporterebbe il rifacimento completo dell’impianto (con un costo superiore a quello iniziale), una nuova Valutazione di Impatto Ambientale e una nuova autorizzazione da parte di tutti gli enti interessati. La TM.E è la principale azienda nel settore con grande esperienza nei processi di combustione e di generazione di energia che sono gli stessi sia che si parta da rifiuti che da biomassa; quello che cambia è il progetto dellʼimpianto che, nel caso delle biomasse, è oltretutto impiantisticamente specifico e non convertibile a rifiuti.

Come contate di controllare le emissioni della centrale (diossina, nanoparticelle di azoto e metalli pesanti solo per citarne alcuni)? Che ricadute avranno sulla salute della popolazione e sulle coltivazioni locali, se è vero che vengono disperse in un raggio di 10 chilometri? Lʼimpianto è dotato dei più avanzati sistemi di depurazione dei fumi che sono in grado di far sì che vengano rispettati i limiti di emissione imposti dalla vigente normativa per tutti i tipi di inquinanti. Il rispetto di tali limiti garantisce che le ricadute al suolo degli inquinanti siano contenute entro i valori di salvaguardia delle coltivazioni e della salute della popolazione. Si evidenzia, per contro, come la realizzazione e la successiva gestione di una centrale alimentata a biomasse rappresentino un notevole contributo alla salvaguardia dell’ambiente in termini di minor consumo di fonti combustibili tradizionali e di conseguente minore emissione di gas influenti sull’effetto serra. Il controllo sul rispetto dei limiti di emissione verrà effettuato dagli Enti preposti a tale scopo, come ad esempio lʼARPAV. Se lʼamministrazione volesse istituire una commissione di controllo, allargata anche ad alcuni membri del “comitato del No” ben venga, perché è anche nel nostro interesse che il materiale e le emissioni vengano costantemente controllati.

Mirka Tolini

Aspetto i vostri commenti.

PG:Centrale, Braga e Tosi su You Tube

mercoledì, 16 dicembre 2009

Ieri 15 dicembre 2009 il Primo Giornale riporta la “telecronaca” del video girato dai ragazzi del comitato di Sanguinetto e pubblicato dal blog due settimane fa.

SANGUINETTO. Messo in rete dal Comitato contro l’impianto il video girato davanti ad un ristorante dove si riunivano i vertici della Lega

Centrale, Braga e Tosi su You Tube

Il dibattito sul progetto della centrale a biomasse a Sanguinetto finisce su You Tube. A portarcelo, i giovani del Comitato contro la Centrale a Biomasse di Sanguinetto, che domenica 29 novembre, hanno atteso il sindaco di Verona, Flavio Tosi, all’ingresso del ristorante Ilva per «informarlo della gravità della situazione». Ne esce un video su internet nel quale Tosi fa scena muta, “difeso” e “scortato” dai vari sindaci, consiglieri regionali e provinciali del Carroccio presenti all’incontro. Con le

Alessandro Braga

Alessandro Braga

domande rivolte dal Comitato a Tosi a cui rispondono invece il sindaco di Sanguinetto, Alessandro Braga e l’assessore Maurizio Lorenzetti. Tosi era ospitato a Sanguinetto per un pranzo della Lega Nord assieme al consigliere regionale Vittorino Cenci, al sindaco di Legnago, Roberto Rettondini e tanti altri. Ma come il primo cittadino di Verona arriva si fanno vivi, muniti di telecamera, i ragazzi del Comitato.

«Hanno già approvato il progetto della centrale, hanno già firmato una convenzione, ci stanno vietando di riprendere le sedute del consiglio comunale, ci stanno vietando di parlare, non ci concedono il teatro per gli incontri, hanno chiesto mille euro per fare una serata pubblica con dei consiglieri regionali - hanno spiegato a Tosi quelli dei Comitato -. La centrale va a puro interesse di tre società private che hanno costruito inceneritori in tutt’Italia».

A quel punto arriva il consigliere regionale Vittorino Cenci: «Avete visto il progetto? Prima vediamo il progetto». Al che quelli del Comitato ribattono: «Il progetto l’avete fatto anche se abbiamo già raccolto 1500 firme contro la scelta di realizzare la centrale. E avete già firmato anche la convenzione con la ditta». E qui arriva il colpo di scena del sindaco Braga che esordisce: «Sei sicuro che sia stata firmata la convenzione – dice il primo cittadino ad uno dei ragazzi del Comitato -. Stai dicendo delle sciocchezze. Non è firmata la convenzione. Vai in Comune ad informarti». «Ma se è così – riprendono quelli del Comitato rivolti al sindaco – devi dirlo a tutti i cittadini -. E allora cosa avete firmato il 14 settembre?».

«Una convenzione, ma non l’ho firmata io – dice tranquillo il sindaco – non c’è la mia firma. Ed ho già spiegato il percorso che intende seguire il consiglio comunale. Nel momento in cui questi signori presenteranno il progetto andremo dalle autorità competenti a capire se è positivo. Incontreremo la cittadinanza con incontri da 30-40 persone per evitare che ci siate voi a fare casino. E poi decideremo». «Come essere in Afghanistan, con i capi famiglia, i capi tribù, con le donne che non possono partecipare», replicano quelli del Comitato. «Io convoco chi voglio – sfida Braga -. Io convoco i capi famiglia, ho l’elenco, ve lo faccio vedere? C’è l’elenco capifamiglia». «E allora perché non quello dei responsabili acquisti – sottolineano seri quelli del Comitato -. Comunque, sindaco Tosi, abbiamo raccolto 1500 firme…».

«Sapete come le avete raccolte? - irrompe nel video l’assessore Lorenzetti -. Dovete vergognarvi, andate in giro a dire alle persone dicendo che la centrale fa venire tumori e leucemie». «Questo è procurato allarme – aggiunge Cenci -. Dovete vergognarvi». Secca la risposta del Comitato: «Vergognatevi voi che non informate i cittadini dei pericoli che corrono».

E alla fine, mentre il gruppo di amministratori del Carroccio con in testa Tosi entra nel ristorante, uno del Comitato grida: «Paroni in casa nostra. Loro padroni in casa nostra».

Per chi volesse vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=Pt4Evyi-CAW4, oppure sul sito Nogara On line di Mirko Moreschi (www.nogaraonline. net).

Non voglio fare nessun altro commento perché credo non ci sia più nulla da dire. Questi sono i Leghisti, non rispondono alle domande, non contemplano la democrazia e la concertazione.

Fiato sul Collo a Sanguinetto

sabato, 28 novembre 2009

Ieri sera a Sanguinetto si è tenuto il Consiglio Comunale. Una seduta veramente movimentata e “surreale”. Ecco l’articolo de L’Arena

SANGUINETTO. Baraonda ieri sera in Consiglio

Filma in sala, il sindaco lo insegue e lo blocca
La seduta del Consiglio comunale finisce in una rivolta. Ieri sera a Sanguinetto a innescare la baraonda è stato l’intervento dell’ex sindaco Mario Mattioli, attuale consigliere di minoranza, che ha letto un duro documento contro il progetto di realizzare una centrale elettrica a biomasse, progetto già bocciato a suo tempo da Gazzo e Nogara nonché dalla Provincia, criticando l’attuale sindaco Alessandro Braga e la maggioranza.

Il pubblico s’è messo a inveire a sua volta contro il sindaco e Braga, per tutta risposta, ha fatto sgombrare l’aula tra le proteste generali. Ma non è finita qui. Accortosi che una persona tra il pubblico stava riprendendo la scena con una videocamera, il sindaco è letteralmente schizzato dalla sua sedia, prontamente seguito dagli assessori Maurizio Lorenzetti e Valentino Rossignoli, s’è messo a rincorrere il «reporter» giù per le scale, lo ha «stoppato» e si è fatto consegnare il filmato a suo dire «non autorizzato». Intanto i carabinieri hanno proceduto all’identificazione della persona. La seduta è ripresa ma a porte chiuse. R.M.

Il Sindaco, la volta scorsa, ha invocato la legge sulla privacy. Questa volta invece manda i Carabinieri a sequestrare la telecamera, sapendo benissimo che è abuso d’ufficio. Perché è una seduta pubblica e il garante sulla privacy parla chiaro. Sindaco Braga la smetta di impedire le riprese ai Consigli Comunali, tanto lo sa che non può farlo. Essendo lei un avvocato credo conoscerà bene le leggi e credo sappia con certezza che chi vuole può riprendere le sedute. Le ricordo infine che nel regolamento del consiglio comunale di Sanguinetto non esiste nessun articolo che vieta espressamente tale pratica.

La Centrale a Biomassa continua a far discutere

sabato, 21 novembre 2009

Dal Primo Giornale del 17 novembre 2009.

SANGUINETTO. La giunta Braga non autorizza il patrocinio e l’uso dello Zinetti al gruppo “Sanguinetto Cresce”

In teatro non si può parlare di centrale

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Daniele Fraccaroli

Si fa sempre più pesante il clima intorno all’argomento della centrale a biomassa, per la cui realizzazione l’amministrazione comunale di Sanguinetto ha firmato la convenzione. La giunta ha infatti deliberato negativamente alla richiesta del gruppo di opposizione “Sanguinetto cresce” di avere il patrocinio del Comune per una serata informativa nel teatro Zinetti che si doveva tenere mercoledì 11 novembre. Dopo due mesi di grande attivismo in paese contro la realizzazione di questo impianto da 10 megawatt, raccolte di firme e burrascosi consigli comunali, l’amministrazione indispettita ha cercato di mettere i bastoni fra le ruote alla minoranza di Daniele Fraccaroli boicottando la serata dell’11 novembre intitolata “Centrale a biomassa: confronto e sintesi tra favorevoli e contrari”.

Il 3 novembre infatti il gruppo “Sanguinetto cresce” ha inoltrato al sindaco Alessandro Braga la richiesta di poter disporre per quella serata del teatro comunale con il patrocinio del Comune, il cui affitto sarebbe altrimenti costato 1.000 euro, «considerando l’importanza dell’argomento di interesse pubblico», invitando peraltro il primo cittadino stesso e l’assessore competente in materia a parteciparvi. La risposta dell’amministrazione è però pervenuta soltanto il 10 novembre, un giorno prima dell’ipotetico incontro pubblico, comunicando semplicemente il diniego del patrocinio e rimettendo le motivazioni a quanto dichiarato nella delibera, arrivata solo il 12 novembre.

«Tale argomento è già stato dibattuto in più incontri pubblici già patrocinati dall’amministrazione a cui hanno partecipato la cittadinanza ed i componenti delle minoranze – si motiva nella delibera -, tre sedute del consiglio comunale hanno avuto ad oggetto la discussione di mozioni e comunicazioni relativi al tema della centrale a biomasse, è intenzione dell’amministrazione comunale organizzare un incontro con la cittadinanza per un momento di sintesi sul tema» e conclude deliberando di non concedere il patrocinio per la serata e di dare atto che nessun membro dell’amministrazione parteciperà.

Un diniego che invece non è stato mosso all’altro gruppo di opposizione, guidato da Roberto Scipolo, quando a metà ottobre ha organizzato due serate informative sullo stesso argomento. Il gruppo “Nuovi orizzonti per Sanguinetto” infatti al tempo ancora non aveva preso la posizione contraria che disturba l’amministrazione.

Intanto a Gazzo Veronese il Sindaco non vuole impianti confinanti.

GAZZO VERONESE: «Non vogliamo impianti confinanti con noi»

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Ugo Vecchini

Anche Gazzo Veronese dice no alla centrale a biomassa di Sanguinetto. Il consiglio comunale, nella seduta del 30 ottobre, ha approvato una mozione che esprime un parere politico negativo verso installazioni di impianti a biomassa della tipologia proposta al Comune di Sanguinetto, in prossimità del proprio territorio comunale. Una mozione che mette nero su bianco la posizione nettamente contraria della giunta Vecchini in merito al progetto di una centrale a biomassa, della potenza di 10 mega watt, alimentata a stocchi di cereali che, recentemente approvato dall’amministrazione di Sanguinetto, è al centro di vivaci polemiche.

«È una posizione che portiamo avanti assieme ad altre amministrazioni della zona contro l’insediamento del termovalorizzatore – spiega il vice sindaco Gianpaolo Boninsegna – posizione che peraltro avevamo già espresso quando il progetto era stato proposto sul nostro territorio. Lo stesso piano è stato poi presentato a Nogara, dove l’amministrazione ha fatto marcia indietro dopo il parere negativo della Provincia. Riteniamo che un impianto di tali dimensioni, al di fuori di una programmazione regionale e provinciale, abbia dimensioni tali da creare un notevole aggravio della qualità dell’aria, oltre a far aumentare il traffico pesante necessario a conferire 70.000 tonnellate di combustibile».

Al momento della discussione, il consigliere Claudio Bellani ha lasciato l’aula in quanto persona interessata alla realizzazione della centrale (è titolare della Ser.En. una delle ditte proponenti). Dopo il dibattimento, al momento del voto, i consiglieri di minoranza del gruppo “Riformatori per Gazzo” sono usciti dall’aula, mentre Giacomo Turazza, unico consigliere di “Gazzo volta pagina”, ha votato contro.

«Siamo usciti dall’aula – spiega Giorgio Vecchini – perché la cosa più corretta sarebbe stata di chiedere al collega di Sanguinetto, che tra l’altro è dello stesso partito del sindaco Vecchini (Lega Nord) il progetto dettagliato dell’impianto, quindi convocare i capigruppo e dare loro la possibilità di visionarlo attentamente. Come possiamo esprimere un parere qualsiasi, senza avere la documentazione necessaria a capire di cosa si parla? Sappiamo che anche molte associazioni ambientaliste sono per le energie rinnovabili, e che ci si scaglia contro una centrale che brucerà paglia, mentre a Nogara ne esiste una che va a metano alla Coca-Cola, un’altra alimentata a scarti di legno, è presente da anni a Sustinente presso la ditta Silla e un cogeneratore a olio di palma è attivo presso la Piva Group, qui a Roncanova. Non hanno voluto coinvolgerci nella discussione, quindi abbiamo preferito non partecipare al voto».

La mozione approvata dal consiglio comunale sarà inviata all’assessore regionale all’ambiente, con la richiesta di avviare una moratoria sull’avvio delle autorizzazioni o dei lavori per la costruzione di impianti energetici alimentati con materiale organico da filiera lunga nel territorio dei comuni indicati.

P.S. Nogara 5 Stelle organizza, venerdì 27 novembre alle ore 20:30 presso la sala consiliare del Comune di Nogara, un incontro con l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci dal titolo Sostenibilità a 360°per costruire un futuro possibilie.

Marco Ambrosini e i Comitati anti-centrale

sabato, 7 novembre 2009
falco_ambrosini

Simone Falco con Marco Ambrosini

Ieri sera si è svolta la consacrazione di Falco Simone a futuro Sindaco di Nogara. Sono intervenuti esponenti della Lega Nord come il Sindaco Tosi e l’Onorevole Montagnoli. C’era anche l’Assessore Marco Ambrosini il quale avrebbe dichiarato, in riferimento alla Costruzione della Centrale a Biomassa in programma a Sanguinetto, che i Comitati sono strumentali e nascono solo per contrastare la Lega.
Niente di più falso. I Comitati nascono per difendere la salute, il territorio e la libertà di opinione. Si può dissentire dal proprio Sindaco magari anche della propria corrente politica. Prova ne è il fatto che a Nogara il comitato non si è scontrato con un’amministrazione Leghista ma bensì con un’amministrazione di Centro-Sinistra. Ricordo inoltre, all’assessore Marco Ambrosini, che all’interno del Comitato vi erano persone che avevano votato la giunta attualmente in carica a Nogara.
Stessa cosa per Sanguinetto. All’interno del Comitato Contro la Centrale nella Bassa Veronese, ci sono sicuramente persone che hanno votato Lega e di conseguenza il Sindaco Braga. Il Comitato è nato per difendere la salute pubblica, la salute del territorio e il futuro delle generazioni avvenire.

Dipendenti timidi anche a Sanguinetto

venerdì, 30 ottobre 2009

Ieri sera a Sanguinetto si è tenuto il Consiglio Comunale. Tra i vari punti all’ordine del giorno si è discussa la mozione presentata dal gruppo di minoranza “Sanguinetto Cresce” formato dal Ragionier Fraccaroli Daniele, dall’Architetto Mattioli Mario e dalla Professoressa Ponso Antonella Maria. Su mia espressa richiesta Daniele Fraccaroli ha chiesto al Sindaco e alla giunta se potevo riprendere con videocamera la seduta. Il Sindaco ha replicato che “per effetto della legge sulla privacy” non si poteva filmare. Il regolamento del Consiglio Comunale di Sanguinetto non prevede nessun punto in merito alla questione da me sollevata quindi sicuramente mi hanno impedito le riprese perché sono timidi e arrossiscono alla sola vista di una telecamera. Dopo la lettura della mozione da parte di Fraccaroli, il Sindaco Braga ha ribadito che la decisione spetta alla Regione Veneto. Questo atteggiamento sa tanto di “Ponzio Pilato”, come sottolineato da Mattioli, e il lavarsene le mani su un tema così importante non è certo di un Sindaco che dice di mettere al centro il cittadino. Scipolo, finalmente, ha deciso da che parte stare e dopo l’illustrazione delle due serate informative sulla Centrale, non ha perso occasione di ringraziare ed elogiare il Sindaco per il patrocinio concesso. L’ex assessore Christian Malini, dopo aver letto le motivazioni delle sue dimissioni, ha fatto appello al Sindaco perché si fermi e rifletta sulla scelta fatta. A nessuna di queste motivazioni è stato dato ascolto e i fuochi d’artificio, promessi da qualcuno, non si sono visti. Intanto i ragazzi del Comitato per il No alla Centrale continuano la loro raccolta firme e l’opera di informazione verso i cittadini con volantini e gazebo. Sindaco si fermi, c’è ancora tempo per tornare indietro.
Loro non molleranno mai, noi neppure!

P.S. Continua l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!

A pensar male si fa peccato…

giovedì, 29 ottobre 2009

La Centrale a Biomassa proposta a Sanguinetto continua a far discutere e a scaldare gli animi. Ieri mattina nella mia casella e-mail ho trovato due articoli del quotidiano L’Arena risalenti uno al 2002 e l’altro al 2006. I due articoli vedono come protagonista Claudio Bellani – oggi uno dei soggetti proponenti l’impianto – che nel 2002 dichiarava:

Nonostante la raccolta differenziata dei rifiuti stia dando ottimi risultati dobbiamo registrare un aumento esagerato dei costi per il conferimento della parte secca nella discarica di Torretta. Vogliamo quindi realizzare un termovalorizzatore che risolverà il problema. Il costo di questo impianto sarà di 60 milioni di euro, circa 116 miliardi di lire.

Se la raccolta differenziata funzionava (e funziona) bene, perché costruire un inceneritore? Nell’altro articolo, risalente al 2006, dichiarava:

La localizzazione dell’inceneritore è ancora tutta da discutere, anche perché prima è necessario attendere che la Regione e la Provincia si esprimano ufficialmente. Per quanto a Venezia, seppur in via informale, sia già stato dato un giudizio positivo sulla nostra proposta. A questi enti infatti tocca stabilire se l’impianto è necessario e dove è preferibile posizionarlo. E non solo, perché è da vedere anche che indicazioni arriveranno per quanto riguarda la sua potenza, perché fra le ipotesi che si possono fare è che, se Cà del Bue non dovesse proprio andare, sia necessario costruire un unico impianto al servizio di tutto il territorio provinciale.

E’ dal lontano 2002 che Claudio Bellani ha in mente di bruciare qualcosa a tutti i costi. Nel 2002 voleva bruciare i rifiuti con un inceneritore e adesso vuole bruciare paglia e stocchi con una Centrale a Biomassa. Prima a Gazzo Veronese, poi a Nogara e adesso a Sanguinetto. L’amministrazione leghista, guidata da Alessandro Braga, ha accettato la possibile costruzione della Centrale a Biomassa allettata sicuramente dalla fantasmagorica cifra di 200.000 € e dalla creazione di innumerevoli posti di lavoro. Voglio riportare alcune considerazioni sull’uso energetico delle biomasse del Professor Gianni Tamino dell’Università di Padova.

C’è un grosso inganno che deriva dalla logica che c’è in tutte queste cose e cioè che vi dicono che rispetteranno i limiti di legge. Cosa vuol dire rispettare i limiti di legge, vuol dire che non c’è inquinamento? Assolutamente no. Rispettare i limiti di legge vuol dire accettare quel compromesso che sono i limiti di legge, per cui si ritiene che a quel valore i danni provocati siano accettabili rispetto ai vantaggi economici che si ottengono. Però i vantaggi economici li ha qualcuno e i danni sanitari e ambientali qualcun altro. Non sono gli stessi che hanno vantaggi e svantaggi.

Questa citazione l’ho trascritta dalla terza parte dell’intervento del prof. Gianni Tamino riguardante le Centrali a Biomassa. Vi invito caldamente a visionare tutto il video.

P.S. Vi ricordo che stasera alle 21:00, presso l’ex convento di Sanguinetto, si terrà il Consiglio Comunale dove si discuterà nuovamente della Centrale a Biomassa.

P.P.S. Continua l’iniziativa “Sindaco ritira la delibera!”. Spedisci una mail al sindaco di Sanguinetto per chiedere di ritirare la delibera riguardante la possibile costruzione di una Centrale a Biomassa in località Campaiar. Fai sentire la tua voce!