Articoli marcati con tag ‘verona’

Daniela Carraro

venerdì, 27 agosto 2010

Ieri sono andato ad intervistare l’avv. Daniela Carraro, direttore generale dell’U.L.S.S. 21 di Legnago. L’intervista, inizialmente concordata in 15 minuti, è durata quasi un’ora. La mia visita alla dottoressa Carraro si è trasformata in una bella chiacchierata sulla situazione sanitaria, non solo di Nogara, ma di tutta l’U.L.S.S. 21. L’intervista è stata divisa in due parti da 25 minuti l’una, vale la pena vederla tutta. Voglio ringraziare il direttore generale per la sua ospitalità e la sua collaborazione. Fino ad ora è stata la sola a rispondere alla mia mail.

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Continuano le iscrizioni per il Sit-in pro ospedale di Nogara. A chi sta a cuore l’ospedale di Nogara venga ad aiutarci per far valere il diritto alla salute. Ho preparato un form apposito dove inserire nome e mail. Questi serviranno per contattarvi e mandarvi di volta in volta le istruzioni e l’eventuale materiale da stampare e distribuire. Iscrivetevi!

Una e-mail a Luca Coletto

mercoledì, 25 agosto 2010

Ho scritto una mail all’assessore Luca Coletto.

Gentile Assessore,
Le scrivo questa mail per informarLa della situazione grave che si sta vivendo a Nogara e nei paesi limitrofi, dopo la decisione di chiudere il Pronto Soccorso. Negli ultimi giorni la stampa ha riportato la notizia della morte di un cittadino spagnolo. Le riporto uno stralcio dell’articolo apparso sul quotidiano L’Arena.

Un cittadino spagnolo di 54 anni, sabato scorso, è stato colpito da un infarto a Maccacari di Gazzo ed è stato portato dai parenti in quello che credevano essere una vera struttura ospedaliera, come lasciavano intendere le indicazioni stradali. Giunti allo «Stellini» purtroppo il paziente e i familiari si sono trovati il pronto soccorso non in funzione e la presenza della sola guardia medica che, nonostante le cure prestate, non ha potuto far nulla per salvare la vita all’infartuato. L’ambulanza da Bovolone con il medico a bordo è arrivata a Nogara quando ormai il cuore dell’uomo aveva cessato di battere. (L’Arena – 14/08/10 – Pagina 33)

Ho deciso di scrivere a Lei in quanto titolare dell’assessorato che si occupa della riorganizzazione sanitaria del nostro territorio. Sono dalla sua parte quando si tratta di tagliare gli sprechi e ripianare i debiti della sanità veronese ma va doverosamente ricordato che l’assessorato in merito è da molti anni in mano alla Lega Nord. Con questo non voglio fare polemica ma Le scrivo per avere delle risposte. Risposte che il mio Sindaco, Simone Falco, non riesce a darmi o non vuole darmi.

Le chiedo cosa intende fare dell’ospedale di Nogara, dato che la struttura mi sembra in buone condizioni (stanno eseguendo addirittura lavori per la sistemazione del tetto) e la posizione per un nosocomio mi sembra più che ottima. Inoltre, assessore, le chiedo se non sia il caso di mettere in funzione un centro di primo soccorso per stabilizzare eventuali pazienti che si recassero a Nogara per poi essere trasferiti a Legnago o Verona. Infine Le ricordo che l’ospedale di Nogara serve non solo il comune di Nogara, ma anche i paesi limitrofi quali Gazzo Veronese, Roncanova, Maccacari, Correzzo, Sanguinetto, Salizzole, Bionde, Sorgà, Bonferraro e addirittura paesi della Lombardia, vicini al nostro territorio, quali Villimpenta e Castel D’Ario. Mi scuso per la lunga mail e le auguro buon lavoro e aspetto fiducioso una sua risposta.

Mirco Moreschi

La mail è stata spedita in data 18 agosto 2010 all’indirizzo assessore.coletto@regione.veneto.it , ad oggi l’assessore Coletto non ha risposto. Oggi sono stato contattato dalla segreteria della dottoressa Daniela Carraro, stiamo organizzando l’incontro per la video-intervista da me richiesta. Stay Tuned!

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Continuano le iscrizioni per il Sit-in pro ospedale di Nogara. A chi sta a cuore l’ospedale di Nogara venga ad aiutarci per far valere il diritto alla salute. Ho preparato un form apposito dove inserire nome e mail. Questi serviranno per contattarvi e mandarvi di volta in volta le istruzioni e l’eventuale materiale da stampare e distribuire. Iscrivetevi!

Traforo e Morgan: lettera a Tosi

mercoledì, 11 agosto 2010

Pubblico questa lettera inviatami da Mao Valpiana di Verona dirigente nazionale del Movimento Nonviolento, esponente dei Verdi della Colomba.

Caro Sindaco, innanzitutto Le auguriamo una buona vacanza in quella splendida terra che è la Sardegna.

Le scriviamo al riguardo di due delicate questioni su cui Lei è intervenuto prima di lasciare Verona. Ci piace pensare che in questi giorni di relax Lei possa prendere in considerazione il nostro punto di vista, anche se siamo avversari politici.

TRAFORO. Il suo argomento forte è che il traforo si deve fare perchè i veronesi hanno votato Lei e il suo programma, che comprendeva la realizzazione del passante nord. Lei dice anche che se ne discute da 40 anni, e che è giunta l’ora di realizzarlo.

Appunto. Se ne discute da 40 anni, e non lo si è mai fatto: un motivo ci deve pur essere. Nei decenni passati non mancavano nè i soldi, nè la tecnologia. Eppure gli amministratori che l’hanno preceduta non hanno ritenuto di avviare i lavori, e sono stati molto prudenti anche nella programmazione dello sviluppo della città, disegnato a sud della città (Fiera, Zai, Quadrante Europa, Aeroporto, Scalo merci, interporto, ecc.), lasciando a nord la naturale barriera del fiume e delle colline. Non le viene il dubbio che la scelta strategica fatta, una qualche ragione ce l’abbia?

E poi, signor Sindaco, Lei deve rappresentare e governare non solo i veronesi che l’anno votata, ma anche quelli – come noi – che non Le hanno dato il consenso. Un’opera importante come il Traforo, che indebiterà anche le prossime generazioni e che cambierà la fisionomia della città, dovrebbe essere realizzata con un larghissimo consenso (diversamente il principio di precauzione consiglierebbe di astenersi). Noi crediamo, invece, che su tale scelta i veronesi siano grosso modo divisi a metà: 50% a favore, 50% contrari. Per verificarlo c’è un solo modo, fare il Referendum.

Non comprendiamo la Sua ostilità al voto referendario, tanto meno i Suoi attacchi alla Magistratura che sta semplicemente tutelando i diritti di quei cittadini che utilizzando metodi democratici hanno legittimamente chiesto il Referendum.

Signor Sindaco, il ruolo che Lei ricopre – il più importante per la nostra comunità – La dovrebbe spingere a tutelare soprattutto i cittadini che non la pensano come Lei. In questo modo otterrebbe davvero il rispetto da parte di tutti i veronesi.

MORGAN. Lei dice che chi ha fatto uso di droghe non deve essere indicato come esempio per i giovani. Su questo siamo d’accordo. Ma ci sembra che “il caso Morgan” ponga problemi diversi.

E’ sempre molto pericoloso quando la “politica” si pone come giudice dell’ “arte”. L’arte (di qualsiasi tipo, dalla pittura alla musica) deve essere libera di esprimersi ed il giudizio di consenso o di condanna può venire solo dal pubblico. E’ l’opera d’arte, inoltre, che deve essere giudicata, e non la condotta morale dell’artista (chi si permetterebbe di impedire la vista delle sue opere, solo perchè Caravaggio era un violento e un omicida? Anche Paul McCartney dichiarò di aver fatto uso di stupefacenti: Lei rifiuterebbe un suo concerto in Arena?). Il Comune di Verona è proprietario dell’Arena e del Teatro Romano, magnifici luoghi dove l’arte della musica e del teatro deve essere messa a disposizione di tutti. Questo è il ruolo dell’Amministrazione pubblica, non quello di giudicare e dividere gli artisti in “buoni” e “cattivi”, atteggiamento tipico dei regimi totalitari che hanno sempre cancellato gli artisti critici o “irregolari” (come si faceva in Italia ai tempi del fascismo).

Signor Sindaco, possiamo ben capire che il musicista Morgan non le sia simpatico (ma Le assicuriamo che le sue interpretazioni delle canzoni di Luigi Tenco o di De Andrè, sono eccezionali), ma questo non c’entra niente con il diritto del pubblico veronese che ama la sua musica, di ascoltarla.

La ringraziamo se avrà la bontà di leggerci e di rispondere, e Le auguriamo ancora una buona e salutare vacanza sarda.

Per i Verdi della Colomba
Mao Valpiana
Verona, 10 agosto 2010

Vi lascio con qualche link utile per approfondire l’argomento.

Esempi di piccoli ma grandi virtuosismi

lunedì, 9 agosto 2010

Ivan mi manda questa mail e mi chiede di pubblicarla. Lo faccio molto volentieri.

Domenica primo agosto ho partecipato alla Magnarustega in Folgaria. Un evento bellissimo che consiste in una camminata in mezzo alla natura intervallata da parecchie pause in cui si mangia. Pensiamo che all’evento hanno partecipato circa 3000 persone, quindi non è una cosa proprio piccolissima.

Io e molti altri partecipanti abbiamo molto apprezzato che tutto: piatti, posate, bicchieri, ed i sacchi lungo il percorso, erano in materiale biodegradabile, già, come i nostri sacchettini dell’umido. Poi mi sono infomato ed ho scoperto che molti Comuni in quella zona hanno deliberato di acquistare solo ed esclusivamente materiale biodegradabile in tutti gli eventi e feste locali.

Se pensiamo alla lettera di Marco Motterani di qualche tempo fa in cui spiccavano le foto dei cassonetti ripieni di tutto…mi viene spontaneo girarti questa lettera, per dimostrare concretamente che alla fine basta poco per ridurre enormemente il nostro impatto ambientale in un pianeta che sta gridando pietà.

Spero che le amministrazioni locali, a partire proprio da Nogara, Gazzo Veronese, senza inventarsi niente di nuovo possano solamente copiare una strada che altri Comuni hanno già percorso. Ad esempio sul sito del Comune di Rovereto si può copiare la delibera già in essere. Speriamo ci sia buona volontà in questo senso.

Ivan Melandri

Invito l’assessore all’ecologia nonché vice Sindaco Emanuele Montemezzi ad attivarsi nella direzione suggerita da Ivan. Esorto il Sindaco Falco a copiare dal suo “mentore” di Verona, il Sindaco Flavio Tosi, non solo l’ordinanza anti-bivacco ma anche l’ordinanza che a partire dallo scorso primo giugno, rende obbligatorio l’utilizzo di materiali biodegradabili per asporto e consumazione di alimenti durante le manifestazioni temporanee su aree pubbliche di Verona.

Il ricorso al Presidente

domenica, 1 agosto 2010

A Vigasio la Regione Veneto ha dato il via alla realizzazione della più grande devastazione della campagna veronese mai vista fino ad ora. La costruzione del Motorcity distruggerà quattro milioni e mezzo di metri quadrati di territorio. I nostri amici di Villafranca e Vigasio non ci stanno e continuano a lottare contro la cementificazione, senza senso, del nostro territorio. Riporto l’articolo da L’Arena.

VIGASIO. Il gruppo Grillo scrive al Presidente della Repubblica per impedire la costruzione del mega insediamento

Nuovo ricorso contro il Motorcity. Stavolta l’appello va a Napolitano

Reggiani: «L’atto inviato sottoscritto non solo da veronesi ma anche da cittadini di altre città»

Spunta un nuovo ricorso per impedire la realizzazione dell’autodromo “Motorcity”. Dopo la Provincia di Mantova e Legambiente, anche i grillini hanno chiesto l’annullamento della delibera con cui la Regione, il 29 dicembre scorso, autorizzò il piano di lottizzazione, che occuperà quattro milioni e mezzo di metri quadrati di terreno. Gli Amici di Beppe Grillo di Villafranca hanno inoltrato il ricorso al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anziché rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale (Tar), come invece hanno fatto l’amministrazione mantovana e l’associazione ambientalista.

«Non abbiamo chiesto aiuto ad avvocati o giuristi», ha scritto sul sito internet del gruppo Carlo Reggiani, uno dei grillini. «Ci appelliamo a Napolitano da cittadini», ha evidenziato, «con le nostre osservazioni originali. Abbiamo posto domande, ad oggi senza risposta, come quella di una valutazione dell’insieme degli interventi, approvati nella fascia da Mozzecane a Isola della Scala». Michele Maria Morabito, funzionario del segretariato generale della Presidenza della Repubblica, ha confermato ad Ivo Mondini, altro rappresentante del gruppo, la trasmissione al ministero dell’Ambiente del fascicolo con le contestazioni.

«Alle amministrative della scorsa primavera presentammo una lista civica “virtuosa” a Vigasio», ha evidenziato Reggiani, «anche per parlare di questo progetto. Abbiamo avuto conferma che pochissimi cittadini hanno qualche informazione sull’intervento. Il nostro ricorso è stato sottoscritto da decine di persone non solo veronesi, ma anche di altre province italiane».

Il progetto “Motorcity”, continua a far discutere anche in Provincia. Vincenzo D’Arienzo, capogruppo del Partito democratico, è intervenuto sulle ultime dichiarazioni del vicepresidente leghista Fabio Venturi. «I privati, tra cui la società Autodromo del Veneto, hanno sottoscritto un atto unilaterale d’obbligo sulla viabilità, profondamente diverso da quello proposto dalla Provincia», ha sottolineato D’Arienzo, «e di fronte a questa “furbata” la Lega nord è sempre stata zitta. Non solo: nel testo della Provincia era stabilita la firma dell’ente entro 90 giorni dalla proposta dei privati. Il termine è scaduto il 21 aprile del 2009. Perché la Lega non riporta tutto in Consiglio?». F.T.

Carlo Reggiani dal suo blog ringrazia per il supporto tutti i grillini veronesi, i componenti dei GAS locali, le Associazioni, e i cittadini che hanno firmato.

P.S. Mercoledì 04 agosto alle ore 21:30, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm CIVILTÀ BRUCIATA: la terra degli inceneritori. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Chiudono tutto

giovedì, 22 luglio 2010

La notizia è di ieri e a riportarla è il Corriere del Veneto: Sacconi accusa la sanità veneta. Zaia: «Presto i tagli nel Veronese». L’articolo inizia con la dichiarazione del Ministro Sacconi che dice:

«Credo sia doveroso un check up approfondito perché vedo molte asimmetrie all’interno del sistema sanitario veneto»

Probabilmente il ministro si riferisce al buco di 250 milioni di euro scoperto nell’azienda ospedaliera Veronese. Il presidente del Veneto Luca Zaia replica:

«Apriremo ogni cassetto e renderemo noti tutti i conti. Per il momento non ho motivi di pensare che troveremo una situazione più grave di quella che ci è stata prospettata». Il presidente continua dichiarando: «Presto chiuderemo gli ospedali di Isola della Scala, Malcesine e Bovolone»

Meno male che noi a Nogara abbiamo la «filiera», la linea diretta con i vertici della Lega. Linea diretta con Venezia e sopratutto con Roma (ladrona?). L’articolo si conclude con la dichiarazione dell’assessore alla sanità del Veneto, Luca Coletto, che dice:

«Quando avremo una fotografia chiara della situazione procederemo con la riorganizzazione del sistema a cominciare da Verona dove molto negli anni è stato fatto, riducendo gli ospedali da diciassette a sette, ma dove si può fare ancora qualcosa per ridurre i costi, ad esempio chiudendo la struttura di Isola della Scala, che solo il Tar sta tenendo aperta, e poi quelle di Malcesine e Bovolone»

Tempo fa sono andato dall’assessore Luca Coletto a fargli una domanda sul pronto Soccorso di Nogara. L’assessore mi rassicurò sul futuro della struttura. Stessa cosa fece l’ex assessore alla sanità Sandro Sandri, venuto a Nogara per sponsorizzare la candidatura di Simone Falco, che assicurò alla platea assiepata in teatro comunale che l’ospedale di Nogara sarebbe tornato a nuova vita. Le solite promesse da campagna elettorale buone solo per i polli, i quali abboccano sempre. La filiera e tutte le «menate» sui vantaggi di avere uomini dello stesso schieramento nei punti chiave della politica hanno prodotto questi risultati. Stanno chiudendo tutto. Svegliatevi!

Aggiornamento: il buco della sanità Veneta cresce!

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

VS: Cenci bocciato, passa Bonfante

martedì, 27 aprile 2010

Verona Sera, quotidiano on-line, pubblica questo articolo che riporto integralmente.

Regione: una nuova mazzata per i veronesi

Alla vicepresidenza del consiglio bocciato Cenci, va meglio solo a Bonfante

Il ridimensionamento politico di Verona in Regione non si ferma. Dopo che l’avvento dell’era Zaia ha comportato il dimezzamento degli assessori scaligeri, sono passati dai quattro della giunta Galan ai due attuali, ora anche con le nomine dei vertici del consiglio hanno detto piuttosto male ai veronesi. O, quantomeno, molto meno bene di quanto ci si attendeva.

Se, come era ormai assodato, alla presidenza del consiglio questa mattina è stato eletto il pidiellino padovano area Sacconi Clodovaldo Ruffato (detto per inciso i capigruppo di Pdl e Lega sono rispettivamente il bellunese Dario Bond ed il trevigiano Federico Caner) l’elezione della vicepresidenza non ha portato l’attesa informata tutta veronese. Alla vigilia del voto si dava per probabile l’incarico per la maggioranza al leghista della Bassa, è di Bonavigo, Vittorino Cenci, oggi invece è spuntato un altro nome, quello di Matteo Toscani.

Anche lui uomo del Carroccio ma unico consigliere del partito di Bossi proveniente da Belluno, a fronte dei ben cinque veronesi. Sarà per questo, ma la scelta di tagliare fuori Cenci qualche malumore sembra averlo fatto nascere. Anche perché alla fine l’unico leghista veronese ad essere stato premiato è Luca Coletto, che ha ottenuto l’assessorato più pesante – quello alla sanità, che da solo vale il 75 per cento del bilancio regionale – ma che in giunta ci è entrato da esterno. Quindi senza nemmeno prendersi un voto.

Perlomeno per l’altro posto da vicepresidente il pronostico veronese è stato rispettato. Ad essere stato eletto per la minoranza è stato infatti il Pd Franco Bonfante, consigliere al suo secondo mandato ed ex-sindaco di lungo corso a Cerea. Bonfante che ha sfruttato al meglio il fatto di essere risultato il secondo più votato dell’intera opposizione, dopo la sua collega di partito Laura Puppato, che ha optato per il ruolo da capogruppo, anche se il gioco delle correnti interne stava rischiando di farlo accantonare. Per vedere qualche altro veronese nei posti di spicco regionali occorre quindi attendere ancora.

Bisogna aspettare non tanto gli ipotizzati incarichi da “sottosegretari” – ruolo piuttosto nebuloso che avrebbe dovuto essere stato creato ad hoc per il sindaco di Garda Davide Bendinelli, pupillo del sottosegretario Pdl Aldo Brancher, ma che lo stesso Bendinelli non vuole più perché sarebbe privo di valore politico – quanto le nomine delle presidenze delle commissioni. Nomine che però potrebbero rivelarsi una nuova fonte di delusione, visti i tanti pretendenti veronesi in corsa. In casa Pdl lo stesso Bendinelli ed il galaniano Giancarlo Conta (per il quale si parla del conferimento dell’incarico a dirigere la commissione più importante, la prima) e nel carroccio, oltre a Cenci, anche l’assessore uscente Sandro Sandri e Paolo Tosato. Essendo le commissioni in tutto sette, è però difficile che più d’una finisca in mano ad un veronese. Insomma le mazzate non sarebbero terminate.

In chiave veronese va però sottolineato anche un ultimo dato. A condurre il primo consiglio è stato Massimo Giorgetti, in quanto consigliere più votato del Veneto. Quel Giorgetti che è stato l’unico del Pdl scaligero sinora premiato, è assessore a Lavori pubblici, edilizia, energia e sicurezza, ma che in questi giorni sta seguendo con trepidazione lo scontro Fini-Berlusconi. Essendo lui, almeno in teoria, un adepto del fondatore di Alleanza nazionale, c’è quindi da chiedersi cosa accadrà se lo scontro dovesse trasformarsi in strappo.

P.S. Giovedì mattina, durante il mercato settimanale, organizzeremo il banchetto (davanti alla Gelateria 7° cielo) per la raccolta firme per i referendum a favore della ripubblicizzazione dell’acqua!

Km zero e Nucleare zero

domenica, 25 aprile 2010

Il comitato  AntiNucleare a Legnago ha rilasciato questo comunicato stampa.

25 APRILE, Sì AL KM ZERO E Sì AL NUCLEARE ZERO: ARRIVA A LEGNAGO LA CAMPAGNA DI LEGAMBIENTE E DEL COMITATO ANTINUCLEARE

«Siamo contentissimi del successo del Mercato a km zero a Legnago, anzi per quanto ci riguarda andremo più avanti. Questo 25 aprile mostreremo a tutti quali prodotti sono puliti e quale sarà la fine dell’agricoltura e degli agricoltori di tutta la Bassa veronese se accetteremo la costruzione di una centrale nucleare a Torretta, che ci sta passando sotto il naso col silenzio-assenso dei partiti della maggioranza che governa il comune di Legnago»

E’ Lino Pironato, presidente del Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese ad annunciare che il 25 aprile in Via Avrese, in pieno centro a Legnago, commercianti e negozianti del settore biologico legnaghese mostreranno i loro prodotti (sani), confrontandoli con quelli (inquinati e radioattivi) che prelevano le materie prime da territori ad alto inquinamento.

La presenza dei volontari del Comitato Antinucleare in un gazebo in Via Avrese sarà sostenuta da Legambiente che ha lanciato una apposita campagna nazionale (“Liberiamo L’Italia dal nucleare”) che arriva a Legnago in concomitanza con la mostra Flora Market.

«Chiederemo ai cittadini di non accettare senza reazioni il piano energetico del governo che con il nucleare abbatterà una risorsa economica che da secoli sostiene l’economia e la vita della Bassa e non solo’, dice Pironato che si rivolge anche agli agricoltori e alle loro associazioni: ‘Ci chiediamo se gli agricoltori, gli agriturismi e tutte le associazioni piccole e grandi che li rappresentano sono disposti ad accettare che i loro prodotti siano scartati o deprezzati perché resi radioattivi dalla centrale, rendendo il territorio un deserto o per bene che vada una discarica.»

Oltre alle dimostrazioni di prodotti, saranno distribuiti gadgets sia di Legambiente che dello stesso Comitato Antinucleare: bandiere, adesivi e altro materiale autoprodotto in cambio del sostegno al comitato.

Pironato inoltre osserva anche che, dopo le recenti elezioni regionali, i vincitori (una volta ottenuti i voti) stanno già voltando le spalle a chi li ha eletti: «Il presidente della regione Zaia in campagna elettorale era contrario al nucleare, anche se come ministro dell’agricoltura aveva firmato il decreto del piano energetico che prevede l’utilizzo di centrali atomiche. Ora infatti nelle sue dichiarazioni è già possibilista, mentre Galan da ministro dell’agricoltura ora sostiene gli OGM, a cui Zaia è contrario: ma che gioco è? Gli agricoltori e il nostro territorio, la nostra economia e la nostra gente non sono più importanti dei loro giochi di potere?»

E’ Lino Pironato, presidente del Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese ad annunciare che il 25 aprile in Via Avrese, in pieno centro a Legnago, commercianti e negozianti del settore biologico legnaghese mostreranno i loro prodotti (sani), confrontandoli con quelli (inquinati e radioattivi) che prelevano le materie prime da territori ad alto inquinamento.

(il)legittimo impedimento

mercoledì, 21 aprile 2010

Da sinistra: Calderoli, Brancher, Tremonti. Foto tratta dal Corriere delle Alpi

Il legittimo impedimento o meglio l’(il) illegittimo impedimento non fa comodo solo al premier ma anche, evidentemente, ai suoi amici. Il Corriere del Veneto titola: «Scalata Antonveneta chiuse le indagini. Le accuse a Brancher». Molti a Nogara conoscono Aldo Brancher ma molti altri non sanno nemmeno chi sia. Credo che un po’ di storia faccia bene.

Aldo Brancher (Trichiana, 30 maggio 1943) è un politico italiano. Prima di intraprendere la carriera politica è stato prete paolino e braccio destro di Don Emilio Mammana, il sacerdote che ha aperto il primo ufficio pubblicità di “Famiglia Cristiana”, ed ha portato il settimanale dalle parrocchie ad essere uno dei periodici italiani più venduti.

La carriera politica è iniziata nel 1999 dopo una collaborazione come dirigente del gruppo Fininvest a partire dal 1982. Venne eletto alla Camera nel maggio 2001. Durante la XIV Legislatura, sotto entrambi i governi Berlusconi, è stato sottosegretario di Stato nel Ministero per le riforme istituzionali e la devoluzione. Rieletto alla Camera nell’aprile 2006, è stato vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera durante la XV Legislatura. Nel 2008 è stato rieletto nelle liste del Popolo della Libertà.

Arrestato per 3 mesi nel carcere di San Vittore, fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall’ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi quando raccontò che “quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui”.

Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. Brancher si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte.

Viene indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani all’Antonveneta: la Procura trova un conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila euro in due anni. Tratto da Wikipedia

Il legittimo impedimento a cascata. Virgilio Notizie riporta questo flash.

Milano, 19 apr. (Apcom) – E’ stato rinviato al prossimo 17 maggio il processo al sottosegretario Aldo Brancher (Pdl) imputato di appropriazione indebita in uno stralcio della vicenda relativa alla scalata di Antonveneta. Brancher ha ottenuto il rinvio a causa di un legittimo impedimento a essere presente in aula trovandosi alla Fiera di Hannover in rappresentanza del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Gli alberi di piazza Corrubio

lunedì, 5 aprile 2010

A cosa servono gli alberi? Non servono a niente anzi rompono solo i coglioni! Meglio tagliargli e fare parcheggi per auto che non sappiamo più dove mettere. Auto che invadono ormai ogni secondo della nostra vita ed ogni angolo del nostro spazio. Ormai usiamo l’auto anche per andare in bagno. Se non arriviamo fino alla tazza senza fare un passo a piedi piuttosto ce la facciamo addosso.
Riporto l’articolo de L’Arena di Piazza Corrubio a Verona.

PIAZZA CORRUBBIO. Tagliate le piante
Sanzenati furiosi per il blitz contro 16 alberi
Valpiana sconsolato: «Piante di oltre 50 anni che con un po’ di sforzo si poteva tentare di salvare»

Alcuni, fatta la scoperta, sono scoppiati in lacrime. Altri ora non passano più di lì perché, spiegano, «quella visione provoca dolore fisico». Ciò che ieri si vedeva in piazza Corrubbio, ormai tutta un groviera di scavi archeologici, erano grossi ceppi e tronchi fatti a pezzi dalle motoseghe. Il taglio dei 16 alberi delle ex aiuole (15 storici e uno giovane), effettuato da una ditta privata il giorno dopo le elezioni, ha colto di sorpresa tutti i sanzenati. I quali già da mesi hanno i nervi a fior di pelle per il fatto di assistere impotenti alla «rivoluzione» della piazza del quartiere, causa la futura costruzione del parcheggio sotterraneo. Ieri gli operai erano intenti proprio a sollevare la grande quantità di legna con i muletti, caricandola su camioncini per liberare il cantiere, dove proseguono i sondaggi per far affiorare i reperti e toglierli dalla piazza. Nei bar del quartiere non si parla d’altro che del «blitz» per eliminare gli alberi alla cui ombra i sanzenati hanno giocato da bambini. «Piante di oltre 50 anni, sane, belle, che con un po’ di sforzo si poteva tentare di salvare», commenta sconsolato Mao Valpiana, portavoce del comitato «Salviamo piazza Corrubbio». E aggiunge: «Questa azione dipende, probabilmente, dalla necessità della ditta appaltatrice Rettondini di accelerare i tempi per la costruzione del parcheggio. Sapevamo che il taglio era previsto, ma pensavamo fosse fatto a ridosso dei lavori veri e propri, e non durante la fase dei sondaggi archeologici». La gente del quartiere è furiosa. «Il Comune si merita che quel dannato parcheggio rimanga sempre vuoto», esclama un gruppo di residenti. La prossima manifestazione del comitato è fissata per il 12 aprile, dalle 18, in piazza San Zeno, con il titolo «San Zen, aiutene ti». L.CO.

Non so che dire, ma non c’era proprio altra soluzione?