Archivio di febbraio 2009

Diretta Verona – Scontro Ca’ del Bue

venerdì, 27 febbraio 2009

Ieri giovedì 26 Febbraio la redazione di Telearena, attraverso il programma “Diretta Verona”, ha parlato dello scontro che è in corso, fra Sindaco e Agsm, per la riapertura dell’inceneritore di Cà Del Bue. Ospiti della serata sono stati Daniele Nottegar rappresentante dell’associazione “Verona Reattiva”, il sindaco di San Giovanni Lupatoto Fabrizio Zerman, l’assessore regionale all’ambiente Giancarlo Conta, Il presidente Agsm Gian Paolo Sardos Albertini,  l’assessore del comune di Verona alle aziende partecipate Toffali. In sala fra il pubblico sono intervenuti Silvano Massaro rappresentante del comitato contro l’inceneritore, Carlo Reggiani per il gruppo “Grilli di Villafranca”il presidente del consiglio comunale di S.Giovanni Daniele Turella, il vicesindaco Giuseppe Stoppato e Maurizio Franciosi funzionario commerciale dell’azienda “ARROW-BIO” per “trattamento a freddo” dei rifiuti.
La serata, dal tono alquanto acceso, ha visto parecchi interventi da parte del pubblico e molta partecipazione anche attraverso le tante telefonate da casa. Il tempo a disposizione è sempre poco,  ma la speranza rimane quella di aver fatto, attraverso un confronto diretto, della buona informazione. Ringraziamo in particolar modo “Verona Reattiva” che da sempre porta avanti questa lotta per tutta la provincia, con il solo scopo di tutelare e migliorare la salute di tutti i cittadini. Speriamo che, sia la Regione che la Provincia, si accorgano e prendano in seria considerazione il fatto che esistono delle soluzioni alternative come il trattamento meccanico biologico detto anche “trattamento a freddo”. Sistemi che, con minore spesa e minor impatto ambientale, riescono a risolvere il problema dei rifiuti per il nostro territorio.  Ovviamente questo metodo deve essere affiancato ad una riduzione degli imballaggi e a una più attenta selezione dei rifiuti attraverso un porta a porta spinto. Il Sindaco Zerman, durante la trasmissione ha citato lo  Studio Casula, Ricci, Zambon.

L’indagine nel suo complesso suggerisce che lo smaltimento dei rifiuti segua percorsi alternativi a quello dell’incenerimento, dal momento che si rende responsabile della dispersione in atmosfera di cancerogeni che, oltre a riconoscere una molteplicità di cellule bersaglio, sono in grado di agire per effetto di una bio-accumulazione. Un fenomeno difficilmente evitabile da misure di prevenzione basate sul solo contenimento delle concentrazioni di inquinante ammesse per singole fonti di emissione in atmosfera.

Il file PDF della relazione lo potete scaricare nella sezione Download del blog.

Simone Bernabè e Mirko Moreschi

La favola del nucleare

mercoledì, 25 febbraio 2009

Ieri Berlusconi e Sarkozy hanno firmato l’accordo che riguarda la produzione di energia da centrali nucleari. Da Il Giornale:

Il principale accordo riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in Paesi terzi. Nel clima della pax electrica sancita all’ultimo summit di Nizza nel 2007, l’intesa prevede – secondo indiscrezioni di stampa – che Edf partecipi alla costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione in Italia, mentre per Enel si profila una quota (12,5%) della futura centrale Epr di Penly che sarà costruita da Edf. Non solo. Non appena la legge che prevede il ritorno del nostro paese al nucleare sarà approvata, i due colossi elettrici dovrebbero dare vita ad un consorzio guidato da Enel (60%) ma aperto al contributo di altri operatori – A2A, Eon, gruppi energivori, Eni, Sorgenia – che ha come obiettivo quello di costruire nel nostro paese almeno 4 reattori Epr prodotti dalla francese Areva. Ora la legge si trova ferma in commissione industria al Senato. I tempi utili di approvazione saranno di non meno due mesi. Dopo il governo avrà sei mesi di tempo per la scelta dei siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari italiane.

L’energia nucleare, definita da molti come energia pulita, tanto pulita non è. Paesi come gli Stati Uniti hanno forti problemi di smaltimento delle scorie radioattive. Altro problema, al quale nessun politico accenna mai, è lo smantellamento delle centrali ormai vecchie ed obsolete. Da Wikipedia:

Lo smantellamento di una centrale richiede tempi estremamente lunghi e diverse volte superiori al tempo di costruzione e di funzionamento. Ad esempio l’Autorità inglese per il decommissioning ritiene che per il reattore di Calder Hall a Sellafield in Gran Bretagna, chiuso nel 2003, i lavori potranno terminare all’incirca nel 2115, cioè circa 160 anni dall’inaugurazione, avvenuta negli anni ’50. Naturalmente deve anche essere trovato un sito atto ad accogliere le scorie ed i materiali provenienti dallo smantellamento.

Un altro “falso mito” è quello di credere che l’energia prodotta con questo sistema sia conveniente e meno costosa. Il costo di un kilowattora prodotto con il nucleare deve tenere conto di molti fattori, che i nostri politici nascondono bene o si dimenticano di dire. Da Ecoage.com:

Il costo variabile del nucleare appare a prima vista tra i più bassi (es. in Francia 0,015 € per chilowattora). Riprendiamo una tabella comparativa del 2003 per rendere meglio l’idea:

  • 0,02 € centrali idroelettriche esistenti
  • 0,02 € carbone
  • 0,03 € nucleare
  • 0,04 € gas
  • 0,05 € biogas
  • 0,07 € geotermico
  • 0,07 € eolico
  • 0,07 € nuove centrali idroelettriche
  • 0,12 € celle a combustibile
  • 0,57 € fotovoltaico
    (dati costo medio KWora in euro)

Il costo variabile dell’energia nucleare può trarre in inganno poiché non include l’intera spesa che il pubblico deve sostenere per realizzare, gestire e infine smantellare una centrale nucleare. Analizzando complessivamente il sistema energetico, ovvero partendo dalla costruzione delle centrali sino anche alla complessa gestione dei rifiuti, si riscontra un notevole incremento nei costi sociali e una scarsa convenienza economica sociale. Questi i principali handicap:

  • Una centrale nucleare necessita un lungo periodo di tempo per essere costruita (in media 10 anni). In questo lungo periodo di tempo vanno poi aggiunti i costi opportunità, ossia le perdite “potenziali” pari al tasso di interesse perso se i fondi fossero stati depositati in banca o occupati in altre attività economiche.
  • Le centrali nucleari producono rifiuti radioattivi (scorie) la cui gestione è ancora un capitolo aperto per l’intero occidente. Soltanto gli Usa, dopo oltre 25 anni di studi, hanno realizzato una soluzione definitiva realizzando un deposito in profondità (geologico) in cui stoccare le scorie radioattive. Il deposito negli Usa sarà dedicato solo alle scorie di II grado mentre resta ancora incerto il destino delle scorie di III grado (ad alta radioattività) stoccate temporaneamente all’interno delle centrali nucleari.
  • Al termine del ciclo di vita della centrale nucleare va considerato anche il costo del suo smantellamento, la bonifica del territorio e lo stoccaggio delle scorie radioattive.

Esempio: per costruire la centrale nucleare Usa di Maine Yankee negli anni ’60 sono stati investiti 231 milioni di dollari correnti. Recentemente questa centrale ha terminato il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati allocati 635 milioni di dollari correnti. Soltanto per smantellare le quattro centrali nucleari italiane l’International Energy Agency ha stimato un costo pari a 2 miliardi di dollari.

Credo sarebbe ora di smetterla con queste “favole”, con i media che continuano a dire che l’unica soluzione è il nucleare, che non si può fare altrimenti. Sistemi diversi di produzione di energia esistono già da parecchi anni, con soluzioni meno impattanti per l’ambiente e più sicure per l’uomo.

P.S. Circola voce che il Governo avrebbe individuato, come sito per la costruzione di una centrale nucleare, il territorio Mantovano. Chi ha notizie in merito può commentare su questo post.

Iniziative: continua l’iniziativa “Bertelli, ritira il voto!”. Manda una mail all’assessore all’ecologia Gianni Bertelli perché ritiri il voto favorevole alla Centrale a Biomassa.

Bertelli, ritira il voto!

lunedì, 23 febbraio 2009

Da oggi parte una nuova iniziativa dal titolo “Bertelli, ritira il voto!”. Qui sotto trovate un form già pronto per l’invio di una mail con il seguente testo

Gentile assessore Bertelli le invio questa mail per chiederLe di ritirare il voto favorevole alla realizzazione di una Centrale a Biomassa nel territorio di Nogara

Inserite la vostra mail e cliccate su invia. Spedirete così una mail direttamente all’assessore all’ecologia, ambiente e tutela del territorio. Fate la sentire la vostra voce. Loro non molleranno mai. Noi neppure.

mail-bertelli

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La resa dei conti/2

venerdì, 20 febbraio 2009

Ieri su L’Arena è apparso l’ennesimo articolo sulla “lotta” fra Ceolini e Silvestrini. Riporto integralmente.

Silvestrini «sfiduciato» dal Pd

«I panni sporchi vanno lavati dentro il partito»

Intanto a Verona Ruzzenente «ritira» il suo no alla centrale

Federico Silvestrini non è più il vicecoordinatore né il tesoriere del Partito democratico di Nogara. Lo ha deciso martedì sera il coordinamento del circolo locale che ha approvato la mozione di sfiducia proposta dal segretario – nonché vicesindaco del paese – Paolo Ceolini. All’incontro erano presenti 18 dei 26 componenti: in 13 si sono espressi sfiduciando Silvestrini; 5 i contrari. Tra i sostenitori della linea di Ceolini c’erano gli assessori Denis Marcomini, Gianni Bertelli, Claudia Dusi e Remo Soave, oltre al capogruppo di Insieme Fausto Cottarelli. Tra le colpe che Ceolini ha imputato al suo ex vice spicca quella di «aver portato fuori dal circolo del Pd lo scontro che lui stesso aveva creato, mettendo in piazza questioni ed argomenti che secondo buon senso dovevano essere risolte all’interno del gruppo, arrivando anche al punto di ricorrere ad interrogazioni al sindaco nelle quali ha messo in discussione l’operato degli stessi colleghi di partito».
Accuse condivise della maggioranza del coordinanento del Pd locale che rappresentano l’epilogo di una guerra che si trascinava da quando, il 10 settembre scorso, l’amministrazione Olivieri aveva deciso di far approvare in consiglio comunale una delibera per dare il consenso di massima all’insediamento di una centrale a biomasse da 10 megawatt in località Pezzone. La rottura tra Ceolini e Silvestrini è diventata via via insanabile, al punto che due mesi fa la maggioranza di Insieme ha deciso all’unanimità di espellere dal proprio gruppo consiliare il dissidente. «L’atteggiamento di Silvestrini», spiega Ceolini, «è stato un progressivo isolamento personale con interventi tesi a delegittimare il gruppo di cui faceva parte». Dal canto suo l’ex vice coordinatore è deciso a passare al contrattacco. «Quello che hanno fatto contro di me è solo acqua fresca», ribadisce. «Resterò all’interno del comitato esecutivo e continuerò a portare avanti le mie idee. Di sicuro parteciperò a tutte le riunioni per cercare di cambiare quello che non va nel Pd di Nogara». Il «caso Nogara» si sta intanto riflettendo anche a Verona, dove Sergio Ruzzenente, capogruppo del Pd in consiglio provinciale, ha chiesto al presidente dell’assemblea Massimo Galli Righi di sospendere il voto da lui stesso espresso l’11 febbraio contro la centrale di Pezzone e di convocare con urgenza il sindaco Olivieri nella commissione ambiente. RI.MI.

Personalmente ritengo che Paolo Ceolini debba prendere esempio da Walter Veltroni, lasciare la guida del Pd che attualmente è il terzo partito a Nogara. Qualche domanda, a mio avviso, sarebbe giusto che il vice sindaco se la ponesse dato l’andamento del suo schieramento. Per quanto riguarda Ruzzenente credo che il ritiro del voto abbia un effetto boomerang per il Pd non solo Nogarese.

Le interviste del Blog

giovedì, 19 febbraio 2009

Nogara On Line ha intervistato il sindaco di Isola della Scala Giovanni Miozzi. Abbiamo posto tre domande al sindaco.

  1. Cosa ne pensa della costruzione di una centrale a biomassa nel territorio di Nogara.
  2. Quale politica energetica intende adottare Isola della Scala.
  3. A che punto è l’acquedotto di Nogara e Gazzo Veronese.

Il sindaco è stato molto cortese nel riceverci e nel rispondere alle nostre domande. Nogara On Line ha proposto la stessa intervista anche al sindaco di Sanguinetto a Sorgà, al momento non è stata data risposta alle mail. Attendiamo con pazienza. Buona visione.

Coletto vs Andreoli

martedì, 17 febbraio 2009

Sul sito Veronaoggi.it, il 14 febbraio, l’assessore all’Ecologia, Luca Coletto (Lega Nord), precisa quanto segue in merito all’impianto a biomassa di Nogara.

“E’ giusto chiarire che il documento licenziato dal Consiglio

Luca Coletto

Luca Coletto

provinciale non è la mozione 116 presentata del consigliere Paolo Andreoli, bensì l’emendamento preparato dal presidente della Quarta commissione, Andrea Tognetti, che ha completamente sostituito la mozione. L’emendamento sottolinea la contrarietà – non in generale agli impianti a biomassa – bensì a quello proposto a Nogara per via delle sue dimensioni. Infatti, con quelle potenzialità, la centrale avrebbe bisogno di reperire la paglia in tutta la regione, quindi non rispettando la filiera corta, prevista dalla legge 387/2003, che impone di reperire le risorse nel raggio di 70 chilometri. Politicamente, aggiungo, che mi stupisce molto che il centrosinistra, per bocca di Andreoli, sia contrario agli impianti che funzionano ad energie rinnovabili, come le biomasse”

Per tutta risposta il consigliere Paolo Andreoli (Sinistra) ha scritto a Veronaoggi con una dura replica indirizzata all’assessore Luca Coletto.

Tale dichiarazione è manifestamente e beceramente infondata, come si può evincere dalla corrispondenza e dalle stesse votazioni nella seduta di Consiglio Provinciale dell’ 11 febbraio scorso. Infatti:

  1. La mia mozione originaria è stata presentata il 12 novembre 2008, è stata da me ritirata su richiesta, da me accolta, del Presidente della IV Commissione Tognetti che, pur dicendo di condividerne lo spirito, preferiva che se ne redigesse un’altra che fosse condivisa trasversalmente ad ogni schieramento: tant’è che il risultato non è cambiato, perché l’obiettivo originario di far esprimere contrarietà della Provincia al progetto di Nogara è stato mantenuto e raggiunto;

    paolo_andreoli

    Paolo Andreoli

  2. Si sono tenute 3 riunioni di Commissione IV, in cui è stato sentito per due volte il Comitato di Nogara contro la centrale, che ha illustrato le proprie motivazioni al riguardo;
  3. Al termine delle audizioni in Commissione, il documento votato è stato concordato dal Presidente della IV Commissione Tognetti con il sottoscritto (la corrispondenza e-mail del 10 febbraio, giorno antecedente a quello della seduta del Consiglio provinciale dell’11-02-2009, lo può documentare in ogni momento);
  4. Nessun esponente di sinistra, né di centrosinistra ha mai detto che le biomasse siano combustibile da evitare in assoluto: questa Coletto se l’è inventata di sana pianta, tant’è vero che tutto il Consiglio Provinciale, subito prima della mozione in questione, ha votato all’unanimità (quindi anch’io) un inutile documento della Lega in cui si ribadiva l’ovvietà che le risorse rinnovabili sono preferibili a quelle non rinnovabili. Il documento è stato presentato per intorbidire le acque sulle bizzarre giravolte del consigliere comunale leghista di Nogara che prima era contrario, poi favorevole con correttivi e, oggi, forse di nuovo contrario…

Di tutto quanto sopra sono disponibili documenti e registrazioni ampiamente probanti.

Le dichiarazioni dell’assessore Luca Coletto sono un chiaro tentativo di salvare in corner il consigliere comunale Simone Falco. Ho detto più volte che non si capisce bene da che parte sia Falco, questa ne è la riprova. Credo, fortunatamente, che la gente abbia capito da che parte stare. I Nogaresi stanno capendo che non si può barattare o scendere a patti con un impianto come questo. La popolazione sta dalla parte della tutela della salute, dei figli, del territorio e del futuro di Nogara.

Questi gli articoli completi

Comunicato stampa di Legambiente

domenica, 15 febbraio 2009

Lorenzo Albi di Legambiente Verona il 15 dicembre 2008 era stato invitato all’incontro organizzato dall’amministrazione comunale con tema la Centrale a Biomassa. Per motivi non ben precisati non partecipò all’evento e contestualmente  girava voce in paese che avrebbe rilasciato un comunicato stampa. Il testo integrale lo potete leggere qui, di seguito cito solo il passaggio riguardante Nogara.

Un ultimo accenno riguardo all’impianto proposto a Nogara: nella relazione descrittiva si propone una centrale con un consumo medio di biomassa pari a 70.000 t/anno e si sostiene che l’approvvigionamento deriverebbe dalla disponibilità della società cooperativa AVEPO che opera in ambito comunale; ma i 20.000 ettari di terreni in loro possesso, ad una stima approssimata, possono fornire un quantitativo non superiore alle 35.000 t/anno: è legittimo sospettare che il rimanente 50% di combustibile che manca all’impianto possa essere recuperato dai rifiuti?
L’assessore regionale all’ambiente Giancarlo Conta ha più volte sostenuto che ai 4 inceneritori attivi nel Veneto se ne dovranno aggiungere altri, e uno di questi potrebbe essere individuato nella bassa veronese: è solo un caso la proposta di Nogara?
La pianificazione è il solo metodo che permette una corretta valutazione dello stato di fatto per intervenire sapientemente: bene ha fatto la Provincia, coerentemente al Piano Rifiuti, ad esprimere un parere negativo alla proposta di impianto. Confidiamo che una volta tanto il principio di sussidiarietà venga rispettato e che quindi la Regione faccia altrettanto.

Lorenzo AlbiLEGAMBIENTE VERONA