Ieri è stata una giornata intensa e bellissima. Assieme a Carlo Reggiani e ai ragazzi del gruppo di Villafranca siamo andati a volantinare per la città di Verona. Per finire in bellezza abbiamo organizzato un incontro a Verona con Luigi de Magistris e Carlo Vulpio arrivati da Paese (TV) dove i nostri Nadia e Luigi insieme a “I GRILLI” hanno festeggiato le liste civiche a 5 stelle, li ringraziamo per la loro disponibilità e per l’intervista esclusiva che ci hanno rilasciato.
Questa mattina durante il mercato settimanale, c’è stato come di consueto, il volantinaggio dei candidati al consiglio provinciale di Verona. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, se non che chi volantina a favore del candidato del Pd sono gli assessori Remo Soave, Gianni Bertelli nonché il vice sindaco Paolo Ceolini. La scorsa settimana c’era pure l’assessore Claudia Dusi, che rivolgendosi a me e al consigliere Alessandro Andreoli ci ha invitato ad andare a casa. Ho scritto questo post per porre una domanda ai visitatori del blog:
vi sembra giusto che assessori e vice sindaco, pagati con i soldi dei nogaresi, perdano una intera mattinata per propaganda elettorale, invece di occuparsi dei problemi del paese?
Chi avesse qualcosa da dire il blog è a disposizione.
Siamo entrati in Campania, dalla Puglia. La Campania è anche centinaia di impianti eolici sulle colline. Un paesaggio veramente straordinario. E qui vediamo l’abbinamento del secolo: vento ed energia, pubblico e privato. Noi siamo i più grandi produttori al mondo di quei piloni che vedete. La fabbrica è a Priolo, dove c’è anche un raffineria di Garrone. Ecco la schizofrenia di oggi: petrolio e vento. Ci si buttano tutti su questa energia. È il futuro. Ci si buttano i petrolieri. Ci si buttano Moratti, Garrone. Ci si buttano l’Enel, l’ENI. Ma il loro core business, il centro del loro lavoro, per il 95% rimarrà sempre il petrolio marcio. Sono dei fossili. Si buttano su queste cose perché hanno i finanziamenti pubblici. Allora succede così: cosa vuol dire “pubblico” e cosa vuol dire “privato”? Il pubblico ci mette il vento, il privato ci mette l’impianto. Ora, si rischia di fare come in Sardegna, come in Sicilia, in questi posti. Che il pubblico mette il vento e i ricavi dell’energia vanno in una finanziaria in Lussemburgo. Vanno dai grandi manager. La tecnologia esiste ed è straordinaria. Ci vuole la politica che regoli queste cose. Non lasciarla in mano a questi privati che si stanno scannando per pulirsi, per mettersi una giacchina nuova. Hanno capito il business. Hanno i finanziamenti anche lì. Questa energia deve rimanere nel paese e nei paesi vicini. Qui ci saranno cento impianti, ma qui non ne vedono neanche un watt di questa energia, perché va in una rete monopolista che la distribuirà ad altri paesi, in altri posti. La politica è questa: far convergere il pubblico, col privato. I pubblico mette la materia prima, il vento. I Danesi fanno ormai il 20% della loro energia così. I Tedeschi entro il 2030 toglieranno tutte le centrali. Non fanno più centrali nucleari. Allora, è meglio una cosa così o i tralicci dell’Enel? È meglio una cosa così o delle centrali nucleari o a carbone? È questo di cui dovete rendervi conto. Qui siamo immersi nel verde, nel futuro. Questi impianti danno sempre energia, perché c’è sempre vento. E possono dare energia anche di notte. Quando le fabbriche sono chiuse e non ne hanno bisogno. E dove fa a finire l’energia? La svendono magari. Come in Danimarca, dove la maggior parte dell’energia da impianti eolici viene fatta di notte. La fanno di notte e la svendono. Allora si sono immaginati una cosa. La circolazione delle automobili nelle città. Io ho una macchina elettrica qua. Questa macchina potrebbe essere caricata di notte con l’energia prodotta da questi impianti, di notte. Succede una cosa meravigliosa in Danimarca. Un progetto Israeliano-Danese per far circolare centomila auto elettriche, caricate di notte con l’eolico. E di giorno l’energia inutilizzata dalle automobili viene restituita alla società fornitrice. Un rapporto ambivalente tra chi da e chi riceve energia. Una macchina può restituire l’energia che non usa di giorno eliminando così i picchi di consumo nelle città. È straordinario. Qui non ci sono inquinanti. Non c’è niente. Non si brucia niente. Non bruciando niente la salute diventa una cosa primaria. Questo è veramente il futuro. Non fatevi ingannare. Io vengo dalla più grande esposizione di energia solare in Europa, alla Fiera di Verona – insieme a Monaco è la più grande d’Europa – e c’erano espositori di qualsiasi genere: eolico, solare, geotermico. Questi settori raddoppiano ogni anno. Saranno nuovi posti di lavoro. Obama punta a tre milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2010-2015. Ho visto questa fiera dove c’erano tutti gli espositori del mondo, Cinesi, Australiani, Coreani, Giapponesi … Chi mancava in quella fiera lì, la più grande d’Europa? Mancava un politico. Non c’è andato nemmeno un politico. Dov’erano i nostri politici, i nostri fossili politici, le nostre salme? A inaugurare un inceneritore di Acerra che ha una tecnologia di venti anni fa. Han pigiato un bottone e si sono guardati tutti in faccia perché non è partito niente.
Buon 168 e avanti col futuro!
Questa mattina ho partecipato alla registrazione, presso la sede regionale Rai di Venezia, della Tribuna Politica Elezioni Amministrative 6-7 giugno 2009. Invitato da Carlo Reggiani a partecipare alle riprese, ho deciso di accettare e di portare il mio piccolo contributo alla lista Verona Provincia Virtuosa. Dopo un viaggio travagliato, il treno da Nogara a Verona delle 6:24 è stato soppresso alle 6:20, sono arrivato a Venezia con un’ora di ritardo.
Avevo il cuore in gola, di fatto era la mia prima volta in televisione, così alla prima domanda rivoltami dal conduttore Angelo Pangrazio, mi sono impappinato. Alla seconda domanda, a mio avviso, sono andato molto meglio. Non ero mai andato in televisione. Devo dire che la cosa mi ha divertito molto. Ringrazio ancora Giovanni Stefani, Angelo Pangrazio e Manuela Fabris per avermi “aspettato” e fatto entrare a registrazione iniziata. La registrazione andrà in onda Mercoledì 27 maggio ore 8:00 – 8:45 RAI3.
Ringrazio Carlo per il commento.
La scorsa settimana ho passato una giornata con Mirko a Nogara: abbiamo volantinato al mercato e poi girato tutte le plance di Nogara e frazioni per attaccare i nostri manifesti sotto un sole pazzesco.
Dopo quella giornata, ho pensato a lui per rappresentare lo spirito della nostra lista, nata da persone normali che magari non sono mai andate in televisione, ma che hanno il coraggio delle idee e voglia di costruire un futuro migliore mettendoci anche la propria faccia.
Abbiamo visto all’opera Mirko nei consigli comunali di Nogara con la sua videocamera, letto il suo blog NogaraOnLine con attenzione e divertimento, partecipato alle serate organizzate con il comitato contro la centrale a biomassa (vittoria del comitato, sia ben chiaro!).
Mirko e’ un amico, mio carissimo ma anche di tutto il gruppo che sta portando avanti questa avventura della lista provinciale.
Grazie ancora Mirko. Ma tanto lo sai già che abbiamo solo cominciato
Il consuntivo 2008 si è chiuso con un avanzo di 76 mila euro. Il conto è stato approvato nell’ultimo consiglio, con il voto favorevole della maggioranza, del consigliere Federico Silvestrini, l’astensione di Emanuele Montemezzi e i voti contrari di Paolo Andreoli e Flavio Pasini. Il leghista Simone Falco si è invece allontanato dall’aula. «Abbiamo rispettato il patto di stabilità e le opere programmate stanno per essere realizzate», ha spiegato Olivieri. «Questo nonostante le accuse di inefficienza. I progetti per Nogara stanno prendendo tutti forma». Le critiche della minoranza si sono concentrate sul rifacimento di Piazzetta Franceschetti e di Piazza Umberto Primo.
«Lo spreco di denaro pubblico per rifare marciapiedi e piazza sistemati pochi anni fa, grida vendetta», ha attaccato Paolo Andreoli. «La pavimentazione in porfido è stata distrutto per posare mattoni autobloccanti. Per non parlare dei disagi causati dai cantieri». Accuse, quelle dell’ex sindaco, respinte al mittente da Olivieri. Le opposizioni hanno poi contestato sindaco e giunta per la diffusione di «un comunicato politico contro il consigliere Silvestrini». Iniziativa pagata dal Com une, con logo dell’ente, ma della lista «Insieme per Nogara».
«Sono stati spesi soldi pubblici per attaccare il consigliere», ha detto Montemezzi, «che la giunta restituisca i soldi pubblici usati per scopi di lista». L’assessore Bruno Padovani ha minimizzato: «Si sono usate 2 risme di carta del comune». RI.MI.
L’interporto di Isola della Scala è stato cancellato. Riporto l’articolo de L’Arena di venerdì 22 maggio 2009.
ISOLA DELLA SCALA. Sorpresa nell’accordo firmato a Roma: la grande piattaforma da costruire in paese eliminata dal ministero dei Trasporti
Cancellato lo scalo ferroviario
L’interporto sparisce dalla lista delle opere nel patto tra Italia, Austria e Germania sul tunnel del Brennero e sul corridoio 1
La sorpresa è arrivata lunedì, a Roma, quando Italia, Austria e Germania hanno firmato l’accordo per il tunnel al Brennero. Nelle 32 pagine che accompagnano il patto, lo scalo ferroviario di Isola della Scala non c’era più. Cassato, cancellato. Eppure nel documento di due anni fa, l’interporto, così lo chiama l’Autobrennero che vuole costruirlo, era nella lista con tutti gli altri interventi su rotaia previsti per il corridoio 1, l’asse ferroviario che da Berlino arriva fino a Palermo. L’impatto sul territorio sarà pesante, se non ci sarà più la possibilità di ripescare il progetto e di inserirlo negli accordi internazionali. Con la grande opera, l’Autobrennero avrebbe potuto togliere dalla strada migliaia e migliaia di camion che transitano verso il nord e il sud, facendo caricare le merci sui treni a Isola della Scala che, inevitabilmente, sarebbe diventato il cuore di una serie di nuove aree logistiche, compresa l’ultima progettata, una zona di 600mila metri quadrati a ridosso del futuro interporto. IL MOTIVO. La scelta di eliminare l’interporto non ha una motivazione ufficiale. È probabile che le Ferrovie dello Stato, già attive nel Veronese con lo scalo al Quadrante Europa, abbiano temuto la concorrenza dell’Autobrennero e che abbiano ottenuto dallo staff del ministro dei Trasporti Altero Matteoli la cancellazione del polo ferroviario a Isola della Scala. Ma su questa ipotesi, circolano soltanto indiscrezioni, anche perché lo scalo di Isola della Scala non avrebbe svolto alcuni servizi, come le operazioni di dogana o rotture dei carichi, tipici del polo al Quadrante Europa. A Roma l’Autobrennero era rappresentata dal suo presidente, Paolo Duiella. La firma sulla dichiarazione d’intenti prevede che l’A22 giochi un ruolo finanziario strategico per la costruzione del tunnel e, pertanto, non è escluso che si faccia sentire per far reinserire nuovamente lo scalo di Isola della Scala nelle opere da realizzare. Secondo fonti vicine ai vertici dell’Autobrennero, il ministero ha dato rassicurazioni verbali sul possibile reinserimento dello scalo di Isola della Scala nella lista delle trenta piattaforme confermate contenute nel documento. Ma, per ora, un atto scritto non c’è. PERCORSO IN SALITA. Non sarà pertanto un’operazione semplice far ripescare il piano dell’interporto e, per riuscirci, conteranno molto i rapporti di forza. Se per la realizzazione del tunnel sarà necessario attingere dagli utili accantonati dall’Autobrennero, dall’altra parte gioca un ruolo importante anche la Rete ferroviaria italiana, proprietaria dei binari e controllata dalle Ferrovie dello Stato. La partita a scacchi che sarà giocata dovrà tener conto di un’infinità di equilibri tra le grandi opere e la mobilità nell’area. L’Autobrennero, infatti, ha in cantiere una serie di iniziative, compreso il finanziamento della Mediana da Nogarole Rocca a Isola della Scala, l’arteria a pagamento che avrebbe consentito il transito dei camion diretti allo scalo ferroviario. L’A22 sarà ancora intenzionata a concedere quei sol di qualora l’interporto venisse definitivamente accantonato? LE INCOGNITE. Tante altre domande sorgono alla luce della cancellazione dell’interporto dalla lista degli scali ferroviari. Alla Mediana, per esempio, sono legate le sorti di altri grandi opere come, per esempio, l’Autodromo del Veneto e il District Park a Vigasio e il Centro agroalimentare a Trevenzuolo. Le società che vogliono costruirli si sono accordate per realizzare una strada a quattro corsie lunga nove chilometri e che andrebbe a immettersi proprio sulla Mediana. LE TAPPE. Il documento di programmazione economica e finanziaria contiene l’importo per il tunnel del Brennero. È di 2.860 milioni di euro, necessari all’Italia per realizzare l’opera su finanziamento europeo, garantito dal commissario ai Trasporti Antonio Tajani. Entro il 30 maggio, il progetto con gli allegati (compreso l’elenco degli scali ferroviari) dovrà essere approvato Dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe). Poi, la documentazione finirà in Parlamento che a luglio sarà chiamato a decidere sull’intero pacchetto di interventi. Di conseguenza, già tra sette giorni sarà possibile sapere quali saranno le sorti del progetto dell’interporto. L’AFFONDO POLITICO. Sulla cancellazione dalla lista dell’interporto è intervenuto il consigliere del Pd Vincenzo D’Arienzo. «Come mai il governo di centrodestra, dello stesso colore del sindaco Giovanni Miozzi, ha eliminato Isola della Scala? Il danno è inimmaginabile. Verona, incrocio naturale dei traffici delle merci, viene così retrocessa. Adesso si stracceranno le vesti e ne diranno di tutti i colori, ma passeranno anni prima di riparare a questo disastro. Il passaggio dei container dai camion ai treni, infatti, avrebbe consentito la riduzione dell’inquinamento».
Se il Sindaco Giovanni Miozzi vuole replicare il blog è a disposizione.
Nel 1999 la Regione Veneto, con l’idea di costruire un autodromo nella bassa veronese, aveva intenzione di contribuire a diversificare ed incrementare lo sviluppo dell’area. Nello stesso anno, con la delibera del “Piano d’Area Quadrante Europa” viene individuata un area di 100 ettari a nord di Trevenzuolo. Nello stesso PAQE la maggior parte del territorio tra Vigasio e Trevenzuolo viene indicato come tutelato, insieme agli alvei fluviali, in quanto ambito di interesse paesistico-ambientale e destinato al futuro parco fluviale del Tartaro-Tione.
Col passare degli anni gli amministratori locali, provinciali ma soprattutto regionali si sono fatti prendere un po’ la mano: tra il 2004 ed il 2005 a colpi di varianti e deroghe (prima agli obbiettivi di sviluppo inserendo le nuove funzioni produttive e commerciali, poi ai vincoli di tutela degli ambiti paesistico-ambientali ed infine ai limiti dimensionali della grande distribuzione), hanno messo mano alla legge regionale del Veneto n° 27/1999 consentendo la realizzazione di un progetto che prevede la sottrazione di 4,5 milioni di mq di territorio in una zona in cui sono già programmati 8 milioni di mq di aree industriali/logistiche disseminate tra Vigasio, Isola della Scala e Nogarole Rocca!
Motorcity sarà un centro commerciale grande 5 volte la Grande Mela, un parco divertimenti grande una volta e mezza Gardaland con un parcheggio da 44 mila posti auto (sono 3 mila quelli della Grande Mela ), un mega show room per le case automobilistiche, un Polo tecnologico universitario, una zona residenziale… e quasi dimenticavo: un autodromo. Un casello dedicato sulla A22 con 29 porte (sono 20 a Verona sud ) ed una strada a 4 corsie di collegamento tra il casello e la futura mediana Isola della Scala – Nogarole Rocca andrà a servire il tutto. Saranno piantati 50 mila alberi, sarà energeticamente autosufficiente e porterà più di 10 mila posti di lavoro a regime. Insomma… un progetto faraonico che prevede di attirare tra 20 ed i 25 milioni di visitatori all’anno! Ovvero 400.000 visitatori alla settimana! Avete presente cosa fa il Vinitaly a Verona in 5 giorni? Bene: 3 volte tanto!! Piccolo particolare: ad oggi nessuna e ripeto nessuna opera è stata programmata sulla viabilità ordinaria da e per il Motorcity!!!
Al dibattito organizzato qualche giorno fa ad Isolalta di Vigasio dal Movimento indipendentista I Veneti, il fronte politico presente (assente il PDL che non ha risposto all’invito degli organizzatori e che risulta essere l’unico partito rimasto ad appoggiare ancora l’opera) ha praticamente concordato sulla totale contrarietà non all’autodromo in se, ma a tutto quello che gli interessi privati con l’appoggio delle amministrazioni locali, provinciali e regionali hanno consentito di programmargli attorno!
Anche la Lega Nord (forza di maggioranza in questi anni in Provincia ed in Regione) con l’evidente imbarazzo del Consigliere Provinciale Codognola, si defila. Confermando lo storico sostegno all’autodromo ma anche la totale contrarietà attuale per quel che è diventato dichiara :
“..tutto il resto è cresciuto in modo enorme negli ultimi anni.. e quando me ne sono accorto..”
Mi chiedo come faranno i “Paroni a casa nostra” a giustificare ai loro elettori l’afflusso di manovalanza straniera che si riverserà nei cantieri della zona!
E i cittadini? Quando se ne accorgeranno? Questo progetto sembra che nessuno lo conosca: a malapena nei paesi interessati si sa che faranno un circuito sperando di andarci a vedere un giorno la F1 o la MotoGP e niente di più. In città o nei paesi limitrofi nessuno ne parla. E pensare che le ripercussioni a livello di traffico ed inquinamento saranno pesantissime per un bacino ben più ampio della zona direttamente circostante in un area in cui, come ha ricordato nel suo intervento Sergio Mantovani del comitato di Borgo Roma, dell’inquinamento non sentiamo assolutamente la mancanza (vedi procedura d’infrazione europea).
Il nostro Carlo Reggiani ha ricordato come l’amministrazione di Vigasio non si è certo distinta per trasparenza quando ha negato le riprese del Consiglio Comunale o quando di fatto ha negato ai cittadini la possibilità di una consultazione popolare su un progetto di questa portata. Sono certo che sarebbe stata una ottima occasione per fare finalmente circolare un po di informazioni fra la popolazione. Purtroppo non e’ stato possibile e questo deve far riflettere molto i cittadini.
L’unica voce “a favore” della serata è arrivata dagli esponenti del comitato pro-Autodromo. Un gruppo di cittadini “del SI’” che si dichiarano interessati ad “informare” e “controllare”, raccolgono firme a sostegno del progetto con grande successo ed accusano i “contrari” di dare i numeri per disinformare.
Dal mio punto di vista definirsi pro-Autodromo è di per se un operazione di disinformazione. Abbiamo capito che verrà realizzato ben altro. Raccogliere adesioni su facebook , firme con petizioni online o lasciando i moduli nei bar e nei moto club decantando i motivi del SI senza specificare chiaramente “a cosa” non è informare! Mi permetto di invitarli a dare un po’ di spazio sui loro siti/volantini al megacentrocommerciale, al parco tematico ed al resto, ai dati di affluenza prevista e della viabilità non prevista, alle valutazioni degli impatti economici e sociali che una città di queste dimensioni creerà nei paesi circostanti.
Per chi firma online “cliccando” da Roma, Padova, Pisa, Milano, Firenze ecc.. possono essere dettagli trascurabili ma per chi invece si vorrebbe informare, magari direttamente presso la loro sede di Vigasio, sono “particolari” che andrebbero certamente sottolineati. In questo senso la mia esperienza diretta è stata assolutamente negativa.
Si è parlato dunque di posti di lavoro, tema scottante di questi tempi. Ma a che prezzo? A discapito di chi? In una zona in cui il tasso di disoccupazione è al 3% , un tasso che certamente sarà messo sotto pressione dalla attuale crisi economica, si può comunque giustificare la creazione di 10 mila posti di lavoro? Quante attività locali e non chiuderanno a causa del megacentrocommerciale? Ne risentiranno anche i centri commerciali già esistenti in cui molte attività già adesso non sembrano godere di ottima salute? Il parco farà concorrenza a Gardaland? Insomma ce n’è per tutti? Questi i temi trattati dagli interlocutori della serata come già detto allineati contro il megaprogetto Motorcity.
Molti altri argomenti sarebbero da affrontare: uno su tutti chi è disposto ad investire 1,5 miliardi di euro in un progetto simile in momento come questo? Hanno forse confuso Vigasio con Dubai?
Resta l’amarezza per quello che poteva essere un buon progetto: quello scelto nel 2000 prevedeva la tutela dei corsi d’acqua, percorsi verdi e parchi con campeggi, circoli di golf ed equitazione. Le corti agricole sarebbero state tutelate ed eventualmente trasformate in agriturismi, alberghi, circoli senza la creazione di edifici ex novo.
Un sogno per tutti gli appassionati, compreso il sottoscritto che fino a qualche anno fa con carrello e moto al seguito ha frequentato i principali circuiti italiani da Misano al Mugello, da Imola a Monza con la speranza che il famoso progetto dell’autodromo di Trevenzuolo e Vigasio prima o poi si realizzasse davvero!
Purtroppo grazie al prevaricare dei soliti interessi economico-speculativi di pochi in nome del “progresso” e dello “sviluppo” lo stesso progetto è stato trasformato in un mostro da incubo.
A queste condizioni la mia tuta resta volentieri appesa al chiodo. MOTORCITY, NO GRAZIE!