L’acquedotto fantasma/3

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Ieri mi è arrivata l’ultima missiva dalla Comunità Europea riguardante la petizione n° 0643/2008  in merito all’acquedotto di Nogara. Riporto integralmente la lettera.

Egregio Signore, facendo seguito alla mia lettera del 26 novembre 2008 mi pregio di comunicarLe che la commissione per le petizioni ha proseguito l’esame della Sua petizione nel corso della riunione del 31 marzo 2009, tenendo debito conto delle informazioni fornite per iscritto dalla Commissione europea.

A titolo informativo Le allego, sotto forma di comunicazione ai membri, una copia del parere formulato dalla Commissione europea. Sulla base di tali informazioni la commissione per le petizioni ha deciso di concludere l’esame della Sua petizione, chiudendo il relativo fascicolo.

Voglia gradire i miei più distinti saluti.

Marcin Libicki

Presidente della commissione per le petizioni

Allegato: risposta della Commissione europea (PE 418.075 – CM 759789)

Parlamento Europeo – Commisione per le petizioni

17.12.2008 – Comunicazione ai membri

Oggetto: Petizione 643/2008, presentata da M.M., cittadino italiano, sulla connessione del suo paese alla rete idrica principale.

  1. Sintesi della petizione: Il firmatario denuncia che il suo comune non è collegato alla rete di distribuzione idrica principale, mentre altri comuni vicini lo sono. Sostiene che il contenuto di arsenico delle fonti di acqua potabile privata nel suo paese è ben superiore ai valori limite europei. La soluzione ai problemi dell’acqua potabile sarebbe quella di collegarsi alla rete idrica principale, ma le autorità regionali e locali non presentano ascolto alle richieste dei cittadini in tal senso. Secondo il firmatario, ogni cittadino ha diritto a un’acqua potabile pulita e sicura e le autorità competenti hanno l’obbligo di fornirla e si chiede perché un paese a tre chilometri di distanza, sia invece collegato alla rete di distribuzione idrica.
  2. Ricevibilità: Dichiarata ricevibile il 16 ottobre 2008. la Commissione è stata invitata a fornire informazioni (articolo 192, paragrafo 4, del regolamento).
  3. Risposta della Commissione, ricevuta il 17 dicembre 2008.
  • “La petizione: la petizione descrive l’attuale situazione dell’approvigionamento di acqua potabile nel comune di Nogara (regione Veneto, Italia), che a differenza di altri centri vicini, non dispone di una rete pubblica di distribuzione dell’acqua potabile. Al tempo stesso, le fonti private presentano elevati contenuti di arsenico superiori alle norme di qualità in materia di acqua potabile conformi alla legislazione europea. Secondo il firmatario, l’accesso a un’acqua potabile sicura è un diritto fondamentale dei cittadini che le amministrazioni dovrebbero garantire.
  • Osservazioni della Commissione: la normativa europea in materia di acqua potabile contempla tutte le forniture di acqua che approvvigionano più di 50 persone o erogano in media più di 10 m³ al giorno e stabilisce norme vincolanti per la qualità dell’acqua potabili in termini di microbiologia e chimica. Tuttavia, se la normativa europea definisce criteri di qualità per le reti di approvvigionamento di acqua potabile una volta che sono presenti, non obbliga però gli Stati membri a costruire strutture pubbliche finalizzate a tale servizio.
  • Conclusioni: la decisione riguardo all’eventuale costruzione di una rete pubblica di acqua potabile per il comune di Nogara spetta pertanto alle autorità italiane nell’ambito delle rispettive politiche, normative e priorità a livello nazionale. Non sussiste quindi alcuna base giuridica che giustifichi l’intervento della Commissione”.

La vicenda si conclude qui. Per chi avesse perso l’intera storia i post sono i seguenti “L’acquedotto fantasma” – “L’acquedotto fantasma/2

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