Siamo entrati in Campania, dalla Puglia. La Campania è anche centinaia di impianti eolici sulle colline. Un paesaggio veramente straordinario. E qui vediamo l’abbinamento del secolo: vento ed energia, pubblico e privato. Noi siamo i più grandi produttori al mondo di quei piloni che vedete. La fabbrica è a Priolo, dove c’è anche un raffineria di Garrone. Ecco la schizofrenia di oggi: petrolio e vento. Ci si buttano tutti su questa energia. È il futuro. Ci si buttano i petrolieri. Ci si buttano Moratti, Garrone. Ci si buttano l’Enel, l’ENI. Ma il loro core business, il centro del loro lavoro, per il 95% rimarrà sempre il petrolio marcio. Sono dei fossili. Si buttano su queste cose perché hanno i finanziamenti pubblici. Allora succede così: cosa vuol dire “pubblico” e cosa vuol dire “privato”? Il pubblico ci mette il vento, il privato ci mette l’impianto. Ora, si rischia di fare come in Sardegna, come in Sicilia, in questi posti. Che il pubblico mette il vento e i ricavi dell’energia vanno in una finanziaria in Lussemburgo. Vanno dai grandi manager. La tecnologia esiste ed è straordinaria. Ci vuole la politica che regoli queste cose. Non lasciarla in mano a questi privati che si stanno scannando per pulirsi, per mettersi una giacchina nuova. Hanno capito il business. Hanno i finanziamenti anche lì. Questa energia deve rimanere nel paese e nei paesi vicini. Qui ci saranno cento impianti, ma qui non ne vedono neanche un watt di questa energia, perché va in una rete monopolista che la distribuirà ad altri paesi, in altri posti. La politica è questa: far convergere il pubblico, col privato. I pubblico mette la materia prima, il vento. I Danesi fanno ormai il 20% della loro energia così. I Tedeschi entro il 2030 toglieranno tutte le centrali. Non fanno più centrali nucleari. Allora, è meglio una cosa così o i tralicci dell’Enel? È meglio una cosa così o delle centrali nucleari o a carbone? È questo di cui dovete rendervi conto. Qui siamo immersi nel verde, nel futuro. Questi impianti danno sempre energia, perché c’è sempre vento. E possono dare energia anche di notte. Quando le fabbriche sono chiuse e non ne hanno bisogno. E dove fa a finire l’energia? La svendono magari. Come in Danimarca, dove la maggior parte dell’energia da impianti eolici viene fatta di notte. La fanno di notte e la svendono. Allora si sono immaginati una cosa. La circolazione delle automobili nelle città. Io ho una macchina elettrica qua. Questa macchina potrebbe essere caricata di notte con l’energia prodotta da questi impianti, di notte. Succede una cosa meravigliosa in Danimarca. Un progetto Israeliano-Danese per far circolare centomila auto elettriche, caricate di notte con l’eolico. E di giorno l’energia inutilizzata dalle automobili viene restituita alla società fornitrice. Un rapporto ambivalente tra chi da e chi riceve energia. Una macchina può restituire l’energia che non usa di giorno eliminando così i picchi di consumo nelle città. È straordinario. Qui non ci sono inquinanti. Non c’è niente. Non si brucia niente. Non bruciando niente la salute diventa una cosa primaria. Questo è veramente il futuro. Non fatevi ingannare. Io vengo dalla più grande esposizione di energia solare in Europa, alla Fiera di Verona – insieme a Monaco è la più grande d’Europa – e c’erano espositori di qualsiasi genere: eolico, solare, geotermico. Questi settori raddoppiano ogni anno. Saranno nuovi posti di lavoro. Obama punta a tre milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2010-2015. Ho visto questa fiera dove c’erano tutti gli espositori del mondo, Cinesi, Australiani, Coreani, Giapponesi … Chi mancava in quella fiera lì, la più grande d’Europa? Mancava un politico. Non c’è andato nemmeno un politico. Dov’erano i nostri politici, i nostri fossili politici, le nostre salme? A inaugurare un inceneritore di Acerra che ha una tecnologia di venti anni fa. Han pigiato un bottone e si sono guardati tutti in faccia perché non è partito niente.
Buon 168 e avanti col futuro!
Tratto dal blog di Beppe Grillo
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Il 26 marzo il “termovalorizzatore” di Acerra (NA) è stato inaugurato. All’inaugurazione il fior fiore della nomenclatura milanese: il milanese Berlusconi, il milanese sindaco Letizia Moratti, il milanese presidente Ponzellini della milanese Impregilo, il milanese dirigente Giuliano Zuccoli della milanese A2A, il milanese (o Tosco-padano) Bertolaso della protezione civile e, muti più delle cariatidi, i responsabili di quel disastro ambientale che “il Sole 24 Ore” ha definito “vietnam napoletano”, Bassolino, Iervolino, Sandra Lonardi in Mastella, i quali, nel trionfo dell’orgoglio milanese, devono aver sentito su di loro il disprezzo “subliminale ed esplicito” per la loro incapacità.
Il più muto di tutti, il sindaco di Acerra, assente perchè sfiduciato dal Consiglio comunale.
Il Sole 24 Ore di venerdi 27 marzo 2009, ne ha dato notizia nei termini seguenti: “Mai visti così tanti milanesi, e mai visti tanti potenti napoletani e campani spettatori silenziosi di una passerella di imprenditori, manager e sindaci lombardi. L’antifona si capisce da tre lunghissime aste piantate all’ingresso del termovalorizzatore, sulle quali garriscono tre bandiere: Europa, Italia e Protezione civile. Di bandiere della Regione Campania, in un paese regionalista e neofederalista come l’Italia, nessuna traccia. Oggi lo Stato e la Lombardia celebrano la loro vittoria, una vittoria che molti campani bolleranno di colonialismo”
Che dire? Tutto cambia, per non cambiare nulla!
La “monnezza” che per decenni il Nord ha spedito in Campania, viene adesso “bruciato” dalle stesse persone che direttamente o indirettamente l’hanno spedita.
Monnezza c’era prima, monnezza c’è adesso.
Diffidate!!! I “Salvatori della Patria”, sono gli stessi che la uccidono.
Meditate gente, meditate.