Archivio di luglio 2009

Chiuso per ferie

mercoledì, 29 luglio 2009

sardegnaL

Il blog e il suo autore vanno in ferie. Da oggi e fino a mercoledì 5 agosto il blog non verrà aggiornato e le approvazioni dei nuovi commenti ritarderanno. Continuate a scrivere e a mandare mail, al mio ritorno verranno tutte lette e a tutte verrà data una risposta. Un saluto e a arrivederci a mercoledì 5 agosto.

La riconversione dell’ospedale

giovedì, 23 luglio 2009

ospedale3

Riporto l’articolo apparso su L’Arena di mercoledì 22 luglio 2009, riguardante l’ospedale di Nogara.

NOGARA. Regione ed Ulss 21 hanno annunciato ai sindaci Olivieri, Vecchini e Bazzani il via libera alla riconversione

La rinascita dello Stellini comincerà a settembre

L’ex ospedale avrà 150 posti letto suddivisi tra Residenza sanitaria assistita, recupero psichiatrico, malati terminali ed anziani

L’ex ospedale di Nogara tornerà ad avere un ruolo di spicco nella sanità veronese. L’annuncio della riconversione entro la fine del 2009 della struttura nogarese è stato dato lunedì sera in municipio durante una riunione tecnica che ha visto la partecipazione degli assessori regionali alla Sanità Sandro Sandri e ai Servizi sociali Stefano Valdegamberi, del direttore generale dell’Ulss 21 Daniela Carraro e dei sindaci di Nogara, Gazzo e Sorgà.

Erano almeno sette anni che si attendeva il via libera definitivo al progetto che consentirà allo «Stellini» di tornare ad essere una struttura con quasi 150 posti letto specialistici suddivisi tra residenza sanitaria assistita (90 posti letto), country hospital (20), centro per il recupero dei pazienti psichiatrici (20) e un numero ancora non definito di stanze per malati terminali (il cosiddetto hopsice).

Nell’incontro sono stati spiegati ai sindaci tutti i dettagli dell’operazione che avrà un costo di circa 5 milioni di euro, parte dei quali potrebbero arrivare dalla vendita dei terreni di proprietà dell’Ulss e frutto del lascito fatto da Francesco Stellini, fondatore dell’ospedale, circa 80 anni fa.

I tempi sembrano essere molto stretti. Entro settembre, infatti, l’Ulss 21 inizierà a ristrutturare l’edificio rifacendo completamente il tetto, adeguando i servizi igienici e tinteggiando tutte le stanze. Al termine di questa manutenzione straordinaria si potrà procedere ai primi ricoveri di residenza sanitaria assistita previsti tra dicembre e gennaio prossimi.

Nella Rsa troveranno posto quegli anziani non autosufficienti che oggi sono ospiti nelle case di riposo della zona, ma sarà comunque necessaria un’approvazione della conferenza dei sindaci che deliberi, appunto, il trasferimento nella struttura nogarese. Successivamente l’Ulss 21 conta di trovare gli spazi anche per i pazienti psichiatrici attualmente ricoverati in strutture di cura sparse in tutto il Veneto, in modo da trasferirli in un reparto con personale specialistico.

«Per la prima volta due assessori regionali sono arrivati nella nostra Ulss per un progetto così importante come quello di Nogara», spiega senza nascondere la sua soddisfazione il direttore generale Daniela Carraro. «L’intero territorio che gravita attorno allo Stellini è fortemente interessato a far rinascere la struttura e quindi le sinergie stanno portando ad una realizzazione di quel progetto che come Azienda sanitaria avevamo approvato circa un anno fa. C’è bisogno di una serie di servizi innovativi rivolti agli utenti e stiamo spingendo molto sui Comuni perché, ad esempio, vengano adottate le fibre ottiche per le comunicazioni veloci. La ristrutturazione dell’ex ospedale sarà fatta a stralci proprio per permettere in tempi veloci l’attuazione di parte del progetto: seguiranno poi gli altri interventi ma sempre nell’ottica di una ottimizzazione delle spese». R.L.

Ottobre Rosso: aspettando il default?

lunedì, 20 luglio 2009

Riceviamo ogni giorno bombardanti rassicurazioni da portavoce di organi istituzionali che il peggio sembra sia passato e che per rilanciare l’economia bisogna solo iniziare a spendere e consumare. Tutto questo in evidente contraddizione con quanto si sta paventando invece negli States, innanzi alla più grande crisi occupazionale della loro storia, forse peggiore di quella degli Anni Trenta. Più che affermare che il crollo è terminato mi sento di dire che siamo innanzi ad un rallentamento della caduta. La mia personale view vede infatti un sostanziale miglioramento del climax finanziario a livello interbancario dovuto soprattutto agli interventi di stato ed a un ridimensionamento degli impieghi. Su quest’ultima voce ritengo che abbiano molto da raccontarci tutti i piccoli e medi imprenditori che in questi ultimi mesi oltre ad una contrazione violenta dei loro fatturati, adesso si vedono negato o revocato l’accesso al credito: inutile dire di come tutto questo avrà spiacevoli conseguenze sulla fiscalità diffusa.
Qui sta il vero pericolo in questo momento di mercato ovvero come gestire nei prossimi trimestri il crollo dei fatturati che in prima battuta si riversa in contenziosi occupazionali e successivamente va a ledere la vita intrinseca dell’apparato statale. Vedo infatti che nonostante si possano reperire dati agghiaccianti sulla dimensione della crisi, nessuna forza (o forse bisognerebbe dire farsa) politica si sta preoccupando di come gestire o tamponare l’ormai annunciato crollo del gettito fiscale che si sta delineando per l’anno d’imposta 2009. Già alla fine del primo bimestre di quest’anno Bankitalia ha emesso un gravoso monito sulla sensibile contrazione delle entrate, suscitando non poche preoccupazioni su come verranno gestiti le minori entrate. A riguardo per ben comprendere i rischi che si stanno delineando per il sistema Italia (al pari di altri paesi occidentali) mi permetto di riassumere la dinamica evolutiva della fiscalità diffusa, in modo da consentire a tutti di voi di percepire la reale dimensione della spesa pubblica italiana. Dai dati riferiti alla fine del 2008 possiamo ricavare la seguente torta che ripartisce il debito italiano (oltre 1.660 miliardi di euro) in quattro contenitori: 3/4 del debito sono titoli a medio lungo termine (metà dei quali in mano ad investitori non residenti) ed il restante suddiviso in prestiti e debiti a breve termine. Significativo è il contributo della raccolta postale che concorre a finanziare quasi un decimo del debito. Tutto questo montante di debito genera interessi passivi per oltre 80 miliardi di euro, oltre il 5 % del PIL (significa che l’azienda Italia è finanziariamente oppressa e a meno di fenomenali colpi di spugna non vi è possibilità di ripresa, in quanto gli oneri finanziari incidono eccessivamente sulla vita del paese minandone la capacità di ripresa).

torta_debito

Lo stato italiano è un azienda come tante altre con costi e ricavi propri: i costi sono le spese necessarie a mantenere la sua infrastruttura ed a pagare gli stipendi al personale statale, mentre i ricavi rappresentano le entrate che derivano dall’imposizione fiscale diretta ed indiretta. Il duplice grafico a torta descrive invece come spende e come incassa lo stato italiano, suddividendo per aree di spesa e categorie di entrata.
Tanto per iniziare potete notare come le entrate siano superiori alle uscite di circa 15 miliardi di euro, questo statisticamente è in linea delle attese in quanto si verifica regolarmente negli ultimi cinque anni, tuttavia non rappresenta il bilancio complessivo delle spese ed entrate per lo stato in quanto dobbiamo aggiungere anche le voci di entrata e spesa delle partite in conto capitale (come investimenti e contributi alla produzione) che negli ultimi cinque anni sono state sempre superiori ai 50 miliardi, portando quindi l’indebitamento netto ad oltre i 40 miliardi (questo significa che l’azienda Italia ha necessitato negli ultimi cinque anni di almeno 40 miliardi, 43 per essere precisi nel 2008, al fine di essere finanziariamente in equilibrio): questa considerazione spiega perché il debito pubblico è in continua lievitazione.

entrate_uscite

Il bilancio dello stato per quel che concerne la fiscalità diffusa pesa circa la metà del debito pubblico a medio e lungo termine, con 666 miliardi suddivisi tra imposte dirette, indirette e contributi sociali: questo fa comprendere l’effettivo carico di oneri a cui sono gravati contribuenti e mondo imprenditoriale. Particolarmente inquietante è il peso che ha il welfare italiano sul PIL (ovvero il pagamento di pensioni sociali, di anzianità e di vecchiaia) che assorbe quasi il 40 % delle entrate correnti, a dimostrazione di come ormai il Titanic Italia si stia trasformando sempre più in un cimitero di elefanti. Curiosità: nella voce altre entrate il peso delle accise sugli idrocarburi si attesta a 20 miliardi di euro (in linea con la media degli ultimi cinque anni), mentre raddoppia decisamente il contributo apportato da lotto e lotterie, passando dai 6 miliardi del 2003 ai 12 del 2008.
La voce di spesa più interessante in termini di analisi per macroaree è relativa agli stipendi del personale, oltre 170 miliardi, suddivisa in 94 miliardi per il personale delle amministrazioni pubbliche ed in 78 miliardi per gli enti locali e previdenziali (gli impiegati e dirigenti di INPS & Company costano nemmeno 4 miliardi). Focalizzandosi sulle spese per il personale per tenere in piedi gli apparati ministeriali si scopre quanto segue (guardate la torta):

stipendi

Pubblica istruzione, difesa e ministero dell’economia rappresentano oltre il 70 % della spesa per stipendi all’apparato statale (fa riferimento al ministero dell’economia per esempio tutto il corpo della Guardia di Finanza). Da una attenta analisi si palesa come la voce riferita un tempo alla “sanità” sia del tutto inconsistente: nella fattispecie il nuovo Ministero della Salute e del Lavoro risulta semplicemente coordinare e gestire l’Istituto del Servizio Sanitario Nazionale, il quale eroga prestazioni sul territorio attraverso enti locali quali le aziende ospedaliere (facenti parte del bilancio delle amministrazioni locali e non centrali). Pertanto il peso della cosiddetta sanità pubblica (almeno dal punto di vista dell’onere occupazionale) deve essere estrapolato dai 78 miliardi di cui si menzionava precedentemente: per ragioni espositive me ne occuperò in un prossimo redazionale.
Sulla base di quanto sino ad ora esposto proviamo a fare una disamina sullo scenario dei conti pubblici italiani, se le entrate caleranno in proporzione al crollo del PIL possiamo stimare un gettito minore di 20/25 miliardi rispetto al 2008, senza considerare che ci sono piccole e medie imprese che stanno valutando addirittura di chiudere per sempre la propria attività (a mio avviso stanno percorrendo la strada migliore). I costi di esercizio dell’azienda Italia purtroppo sono difficilmente negoziabili, dispetto magari un’azienda industriale che può chiedere l’intervento della Cassa Integrazione Guadagni o meglio ancora ridefinire parte dei propri costi industriali come gli oneri di manodopera. Non è possibile delocalizzare gli insegnanti delle scuole italiane e ne diminuire le prestazioni del servizio sanitario o il pattugliamento del territorio da parte delle forza dell’ordine. Ad ottobre pertanto bisognerà pensare dove iniziare a tagliare oppure come raccogliere velocemente 40/50 miliardi di euro, in questo senso abbiamo in pole position il prossimo condono per il rientro di nuovi capitali oltre frontiera, il quale se produrrà i risultati finanziari attesi non farà altro che spostare in avanti il problema.
Le uniche area di spesa sulle quali è possibile intervenire velocemente sono rappresentate dagli oneri sul debito pubblico, che se fossero semplicemente la metà degli attuali permetterebbero un avanzo netto annuale di oltre 40 miliardi, significa che ogni anno lo stato italiano avrebbe 40 miliardi (quasi il 3 % del PIL) da poter spendere per abbattere ancora il montante di debito residuo oppure per politiche sociali con interventi a pioggia sul territorio. Considerando che metà del debito a medio lungo termine è in mano ad investitori non residenti potrebbe essere proposta una qualche forma di congelamento degli interessi al fine di limitare l’onere finanziario: questa affermazione vi potrà sembrare azzardata o ridicola, tuttavia la matematica ormai non lascia molto all’immaginazione per quanto abbiamo sinora trattato. Ricordo che quando l’Argentina dichiarò il proprio default (ovvero impugnò il proprio debito), il rapporto debito/PIL si attestava oltre il 120 per cento ed i 3/4 del debito erano sottoscritti da investitori esteri. Alla fine del 2008 il rapporto debito/PIL italiano era al 105 per cento: ora considerando che al momento in cui scrivo, questi dati riguardavano più di sei mesi fa, mentre oggi sappiamo che il debito pubblico italiano si attesta a 1.750 miliardi di euro e le proiezioni sul PIL italiano parlano di una contrazione superiore al cinque per cento (visione ottimistica), mi verrebbe da dire che il debito/PIL italiano per la fine del 2009 potrebbe stimarsi oltre il 115 per cento.
Ognuno di voi pertanto tragga le relative conclusioni: almeno questi sono dati contabili oggettivi che non possono essere smentiti o tacciati di catastrofismo. Purtroppo anche per il nostro paese si delinea sempre più il cosiddetto scenario argentino ovvero uno scenario per il paese con un’economia debole e una moneta troppo forte che porta alla perdita di competitività e al continuo ricorso all’indebitamento. Non mi stupirei se venisse paventata anche una super patrimoniale improvvisa sui depositi con prelievi coatti per tamponare il più possibile l’emorragia finanziaria che si sta delineando per i prossimi semestri (vi ricordo che già nel 1991 il Governo Amato si invento il prelievo del 6 per mille su tutti i depositi dalla sera alla mattina).
Altre soluzioni che consentano di risolvere velocemente quanto sollevato non ne vedo, a meno di iniziare a tassare la prostituzione o ridefinire la spesa di rappresentanza popolare (dal consigliere comunale all’europarlamentare passando dal dirigente dell’ASL). Su queste considerazioni intravedo pertanto un clima politico da ottobre rosso per il nostro paese con l’attuale governo che potrebbe esporsi ad una improvvisa destabilizzazione politica a causa della continua cantilena messa in onda ogni giorno sul tubo catodico del tutto va bene a fronte di un peggioramento ingestibile dei conti pubblici. La recente candidatura di Beppe Grillo alla guida del PD (che mi sento di appoggiare pienamente), qualora lo portasse alla guida del partito, forse potrebbe dare quella sterzata improvvisa al timone del Titanic Italia per evitare di colpire l’iceberg che ormai si è avvistato a prua. E per una volta tanto non ci sarebbe niente da ridere con un comico alla guida di un movimento popolare che punta ad un rinnovamento e rinascita nazionale.

tratto da EugenioBenettazzo.com

Villa Raimondi troppo rumorosa durante l’estate

domenica, 19 luglio 2009

musica_radici

La polemica che è sfociata nell’ultimo Consiglio Comunale, riguardante la musica ad alto volume durante le feste in villa Raimondi, oggi viene riportata anche dal quotidiano L’Arena.

L’Arena – Sabato 18 Luglio 2009 PROVINCIA Pagina 37

NOGARA. Protesta di un centinaio di persone

«Villa Raimondi troppo rumorosa durante l’estate»

L’Arpav ha rilevato i decibel su chiamata dei residenti

La quinta edizione di «Rock Soul», che si è svolta lo scorso fine settimana nel parco di villa Raimondi, si è chiusa tra le polemiche. Troppo rumore, secondo coloro che abitano – un centinaio di persone – nella zona adiacente al parco della villa. Un rumore «insopportabile» durante e dopo i concerti che avrebbe fatto passare molti notti insonni, al punto da far intervenire l’Arpav con una propria centralina di rilevamento dei decibel. Proprio l’arrivo dei tecnici dell’Arpav, che si sono posizionati nel cortile di una casa vicino a villa Raimondi, avrebbe destato non pochi malumori da parte del vicesindaco Paolo Ceolini, organizzatore della manifestazione. Ceolini non si aspettava questo intervento, anche perché aveva incontrato, nei mesi scorsi, una delegazione di residenti per trovare una soluzione alle proteste.

«Ci siamo sentiti presi in giro dal Comune», spiega a questo proposito Lamberto Gallinaro in rappresentanza dei firmatari di una petizione con un centinaio di adesioni. «Abbiamo incontrato il sindaco e ci aveva promesso una soluzione ma non è stato fatto nulla. Speravamo che quest’anno i concerti venissero spostati lontano dalle case, ma non è stato così. Villa Raimondi è adatta al teatro, a manifestazioni che non disturbano la quiete fino a tarda notte».

Ceolini ritiene la cosa una sfida: «È assurdo chiamare l’Arpav, dopo i due incontri. Non abbiamo mai promesso lo spostamento di Rock Soul per il 2009, ma forse per il prossimo anno». RI.MI.

Il peggior Consiglio Comunale

sabato, 18 luglio 2009

cc15072009

Mercoledì 15 luglio si è tenuto il Consiglio Comunale di Nogara e, a mio modesto avviso, ho assistito al peggior Consiglio Comunale a cui io abbia mai partecipato. Alla seduta di mercoledì scorso si è notato molto nervosismo e molta approssimazione e come se non bastasse si sono usati dei toni e un linguaggio degni del “peggior bar di Caracas”. Per chi non avesse partecipato, nella pagina Consigli Comunali potete trovare i video dell’intera seduta.

Aggiornamento post. Inserimento dell’articolo apparso su L’Arena il 22 luglio 2009.

È muro contro muro per la lottizzazione dell’ex centrale Enel

A Nogara muro contro muro in consiglio comunale per il via libera alla realizzazione di un complesso residenziale di circa 8mila metri cubi nell’area di via Torrazzo che un tempo ospitava la centrale di smistamento dell’Enel. A dar fuoco alle polveri è stata la proposta della ditta lottizzante di realizzare a proprie spese la pista ciclabile di via 25 Aprile (al costo di 220mila euro) per ottenere dal Comune un indice di edificabilità più elevato. La critica più pesante è arrivata dall’ex consigliere di maggioranza Federico Silvestrini che l’ha bollata come inaccettabile:

«Per la giunta è diventata una prassi far realizzare opere pubbliche ai privati, anche se svantaggiose per il Comune come in questo caso. Un intervento come questo è troppo pesante dal punto di vista urbanistico in quell’area già densamente abitata. Ancora di più se fatto prima dell’approvazione del Pat. Bastava che il Comune incamerasse la cifra per far realizzare per proprio conto la ciclabile».

Dichiarazioni che sono state bollate come «fesserie» dal sindaco Oliviero Olivieri, il quale non ha lesinato critiche anche al resto della minoranza: in particolare a Paolo Andreoli che ha chiesto il ritiro del punto per consentire al Comune di contrattare con i proprietari una cifra superiore a 220mila euro.

Sempre sulla questione è scoppiato infine uno scontro verbale molto acceso tra l’assessore all’Urbanistica Denis Marcomini e Vittoria Di Biase. Il «casus belli» è stato il contenuto della delibera nella quale si prevedeva la realizzazione della ciclabile in via Stellini anziché in via 25 Aprile. Di Biase ha fatto notare l’incongruenza, facendo andare su tutte le furie l’assessore.

Errori grossolani, quelli contenuti nelle delibere, che si sono verificati anche in altri punti all’ordine del giorno come ad esempio un finanziamento di 70mila euro da parte della Regione che era destinato alla sistemazione delle scuole anziché alla costruzione di piste ciclabili.

Dopo le proteste delle minoranze il sindaco ha preso atto della questione rimproverando senza mezzi termini il segretario Massimo Di Marco per i troppi errori nei testi delle delibere. RI.MI.

La continua crescita di Isola della Scala

venerdì, 17 luglio 2009
torrescaligera

Torre Scaligera

Ieri sera sono stato ad Isola della Scala nella chiesa abbaziale, dove il Sindaco Miozzi, l’Assessore Regionale Giorgetti, il presidente della Banca Popolare di Verona ed altri esponenti fra tecnici del comune e progettisti hanno presentato, alla cittadinanza intervenuta, il Palariso. Il Palariso è una struttura che sarà realizzata con il contributo della Regione Veneto e la Banca Popolare di Verona, ma sopratutto verrà realizzato un sogno a cui il Sindaco e Presidente della Provincia Miozzi, tiene particolarmente. La struttura sarà innovativa e rispettosa degli attuali standard di costruzione, attorniata da un grande parco, da una ciclabile e da tutta una serie di servizi che verranno a crearsi nel futuro prossimo. Durante la serata l’Assessore Giorgetti, nel suo intervento, ha spiegato come Isola della Scala, con la futura costruzione del Palariso, diverrà sicuramente la capitale della Bassa e il punto di riferimento del Nord-Italia. Giorgetti ha anche ricordato che Isola della Scala ha preparato il risotto ai grandi del mondo all’ultimo G8 e ha fatto conoscere all’Italia e al mondo intero il riso vialone nano.
Ho deciso di scrivere questo post per sottolineare il continuo sviluppo di Isola della Scala e al contempo la continua regressione di Nogara. L’unica “joint venture” fra Isola della Scala e Nogara è l’accorpamento del comando dei Vigili Urbani. Da notare il fatto che a Nogara questa convenzione costa 14.000 €uro. La realizzazione del Palariso darà sicuramente lustro e nuova spinta economica al paese e a i cittadini di Isola della Scala porterà sviluppo e nuova occupazione.

P.G. Nogara, operazione “estate sicura”

martedì, 14 luglio 2009

Telelaser

L’ultima edizione del Primo Giornale del 7 luglio 2009, riporta un interessante articolo su Nogara. Per chi non ricevesse il Primo Giornale lo riporto integralmente di seguito.

Operazione “estate sicura”, vigili di pattuglia di notte.

Operazione estate sicura a Nogara. Anche per 2009 il Comune di Nogara propone per il periodo estivo il progetto di potenziamento del servizio di polizia locale. E infatti oggetto di una delibera di giunta il progetto “Isola della Scala-Nogara: Cittadini Sicuri”, che costerà ai due Comuni 15 mila euro.
“Si tratta del progetto “Comuni Sicuri” che già lo scorso anno ha avuto buon esito e che quest’anno viene potenziato”, spiega il vicesindaco Paolo Ceolini. L’opportunità di organizzare ulteriori turni serali-notturni di vigilanza è stata presentata già ad aprile dal Comitato di coordinamento del Corpo di polizia convenzionato tra Nogara e Isola della Scala. La consistenza del corpo di Polizia Locale non permette, infatti, di poter organizzare un terzo turno di sorveglianza, ma soltanto due turni diurni. Con la previsione di un terzo turno si riescono a coprire le ore serali e notturne fino alle 2, indispensabile nei mesi caldi in cui la gente si ritrova spesso nei parchi e nelle piazze dove sono frequenti le manifestazioni paesane.
“Come l’anno scorso il servizio assicura una maggiore vigilanza del territorio e quindi una maggiore sicurezza e vivibilità con la prevenzione e repressione degli illeciti sia penali che amministrativi – conclude Ceolini -. Mentre da quest’anno in particolare sono stati predisposti anche nuovi servizi mirati alla sicurezza urbana e al monitoraggio dei casolari, controlli della Polizia stradale con autovelox e telelaser e la lotta al degrado ambientale”. (A.T.)

Personalmente ritengo che autovelox e telelaser dovrebbero essere posizionati in vie del paese come via Falcone-Borsellino, strada molto frequentata da pedoni e ciclisti, dove sfrecciano auto e moto ad alta velocità. Invece si preferisce posizionarli nella frazione di Brancon, dove la concentrazione di pedoni e ciclisti è sicuramente inferiore, ma le probabilità di multare i veicoli sono molto più alte. Chiaro intento di fare cassa.
Qualche giorno fa sono stato testimone involontario di una multa ai danni di una ragazza per un divieto di sosta in via Falcone-Borsellino. Credo che date le condizioni della piazza e il conseguente calo di parcheggi sarebbe il caso, ogni tanto, di chiudere un occhio.

P.S. Il Consiglio Comunale di Nogara è convocato mercoledì 15 luglio 2009 alle ore 20:30 per discutere e deliberare in merito agli argomenti riportati nell’allegato all’Ordine del Giorno.