Riporto l’articolo de L’Arena apparso oggi.
SANGUINETTO. Il consiglio comunale boccia la richiesta di revoca della delibera che ha dato il la al progetto di Campaiar
Braga inventa il porta a porta per promuovere la centrale
La minoranza si compatta per il no all’impianto ma non è bastato Il sindaco: «Riunioni coi capifamiglia via per via per evitare infiltrati»
La maggioranza leghista di Sanguinetto va dritta per la sua strada: quella che porta alla costruzione della centrale a biomasse da 10 megawatt in località Campaiar. Nel frattempo il fronte del no si compatta ed acquista forze nuove: anche il gruppo consigliare di Roberto Scipolo, infatti, ha deciso di… decidere da quale parte stare nella vicenda. In compenso delle minacce – vere o presunte – e dei vandalismi contro sindaco ed ex assessore non ne parla più nessuno. Il consiglio comunale di giovedì sera ha regalato un’altra seduta affollatissima e la bocciatura della revoca – chiesta da «Sanguinetto cresce» – della delibera del 14 settembre scorso che ha dato il via libera all’impianto. Maggioranza compatta per il no alla revoca, minoranza – più il transfuga Christian Malini – compatta per il no tra gli ululati di disapprovazione del pubblico presente in sala con tanto di cartelli.
Il dibattito è vissuto sullo scambio di accuse proprio tra l’ex assessore ed i suoi ex compagni politici. Ma anche sull’annuncio del primo cittadino che ha intenzione di passare famiglia per famiglia a spiegare perché la centrale è utile e n on rischiosa. «Ho deciso di stare dalla parte di cittadini», ha spiegato Malini. «La centrale è dannosa per la salute e il territorio e quindi chiedo al sindaco di revocare la delibera».
Più o meno gli stessi argomenti che ha usato Scipolo per spiegare la rinuncia alla neutralità del gruppo «Nuovi orizzonti»: «Siamo giunti alla conclusione che la centrale inquina e le emissioni di diossina, benzene, nano polveri ed altre sostanze chimiche saranno fortemente dannose per la salute dei nostri cittadini», ha detto. «Il sindaco dovrebbe avere il buon senso di ritirare la delibera e i consiglieri di maggioranza dovrebbero votare secondo coscienza e non per ordini di partito. La quasi totalità dei cittadini di Sanguinetto è contraria alla centrale: per questo puntiamo ad aderire al comitato del no; per stare dalla parte della gente».
Durissimo anche Daniele Fraccaroli, le critiche del quale non hanno risparmiato l’ex presidente del Cisi Claudio Bellani, Termomeccanica – riguardo le vicende giudiziarie seguite alla vendita di una centrale alla ditta francese Veolia – ed Avepo – i cui soci produrrebbero solo ortaggi e non paglia e mais per alimentare la centrale -.
Altrettanta dura la posizione del sindaco Braga, il quale prima ha vietato le riprese video e audio della seduta «per tutelare la privacy» e poi ha annunciato l’intenzione di querelare Malini «per le gravissime affermazioni fatte durante l’incontro pubblico del 19 ottobre». Non solo. Dopo aver ribadito che la parola definitiva sulla centrale spetterà alla Regione, Braga ha annunciato una personalissima campagna di informazione: «Faremo incontri solo con i capifamiglia del paese», ha spiegato tra lo stupore generale. «Non più di 30 persone per volta per essere chiari e convincenti, evitando che vi siano intrusioni da parte di esterni».
Il Sindaco Braga non finisce mai di stupirmi. Adesso lancia il Porta a Porta, manco fosse Bruno Vespa. Voglio riportare quello che ha scritto il prof. Valerio, intervenuto a Sanguinetto nella serata per il No, invito il Sindaco a leggerlo:
I lettori più fedeli e pazienti di questo blog si saranno accorti che, da qualche tempo non è stato aggiornato con la consueta frequenza. Non so se vi siete preoccupati, ma il motivo di questa assenza è che negli ultimi 15-20 giorni sono stato impegnato nell’inedito compito di “Biomass Buster”, un nuovo mestiere, quello di demolire, una per una, grazie alla documentazione sui loro impatti ambientali, le tante proposte di centrali a biomasse che stanno sorgendo come funghi in tutto il Paese. E così, per rispondere agli appelli accorati di tanti comitati spontanei, sono andato su e giù per l’Italia. Il primo intervento di “demolizione” è avvenuto la sera del 18 ottobre a Sanguinetto, gradevole cittadina in provincia di Verona.
Qui, all’insaputa di molti, la giunta appena insediata, a maggioranza Lega, ha dato il consenso di massima ad una mega centrale alimentata a paglia e a stroppi di granturco. Sala piena, molta attesa, ma come quasi ovunque, il Sindaco è latitante; comunque, in prima fila c’è il vicesindaco che, con sorpresa, annuisce positivamente ad ogni osservazione critica che faccio al progetto che anche lui ha approvato. Dopo un po capisco che, se non è un tic, è un atteggiamento di sufficienza per quello che dico. Tra le tante cose che la sera del 18 la gente di Sanguinetto si è sentita dire per la prima volta, quella della truffa dei certificati verdi sembra funzionare e, visto che gran parte dei presenti deve aver dato il suo voto al partito che garantisce sicurezza e niente mani nelle tasche del popolo italico, li consiglio di sentire direttamente Maroni e Tremonti per liberare tutti gli italiani dalla tassa del 7% sulla bolletta della luce che serve a foraggiare questi ed altri impianti ad energia erroneamente ritenuti rinnovabili.
Dal silenzio calato in sala quando ho fatto questa proposta, ho avuto la sensazione di aver colpito giusto. Comunque il vice sindaco , occorre riconoscerglielo, si è preparato e al momento delle domande pensa di mettermi in difficoltà chiedendomi se so che in Inghilterra è stata inaugurata la più grande centrale termoelettrica a biomasse. Non m i scompongo di una virgola (lo sapevo) e gli chiedo se sul notiziario ANSA che mi ha letto, si capisce da dove viene il legno che sarà bruciato. Imbarazzato, prova ad indovinare “Dalla produzione locale”, “Mi dispiace” – replico – “da navi provenienti dai Indonesia, carichi dei resti della locale foresta pluviale, abbattuta per far posto alle palme da olio”
E a questo punto ci vado giù un po duro, vedo che vacilla, e lo grazio di ulteriori informazione, anche perché nel frattempo mia moglie che mi accompagna con pazienza in queste avventure, dalla platea, mi fa ampi cenni “Basta così”. E arriviamo all’una di notte, con gran parte del pubblico ancora presente e a questo punto assistiamo ad un incredibile colpo di teatro. Appena tacciato di assenza da un rappresentante dell’opposizione (di destra!) arriva l’assessore all’ambiente e con sorpresa di tutti legge in pubblico le sue dimissioni! In sintesi, accusa la sua Giunta di averlo tenuto all’oscuro di questa scelta, di aver volutamente approvata la convenzione approfittando della sua assenza (licenza per matrimonio), ricorda che nel programma elettorale della Lega non c’era nessun accenno all’impianto a biomasse e che chi lo aveva eletto lo aveva fatto per tutelare i loro interessi e non quelli di qualche congrega di affaristi. Una cosa del genere non mi era ancora successo e ho applaudito anch’io, mentre, fatta la dichiarazione, l’ormai ex assessore si allontanava, visibilmente provato.
Credo che non ci sia più nulla da dire. Il Porta a Porta inventato da Sindaco & Co. fa più piangere che ridere. Intanto eri sera al Consiglio Comunale di Gazzo Veronese è stata approvata la mozione anti-centrale e il signor Claudio Bellani è stato invitato ad uscire dalla sala in quanto parte interessata nella costruzione di tale impianto.





