Mail a Nogara On Line

Riporto la mail che mi ha inviato Alessandro Modenini:

Brescia è considerata la provincia più inquinata d’Italia. Ho qualche dubbio sia vero comunque gli ultimi dati dicono questo…
L’inceneritore da quando è stato installato ha inquinato non così tanto come vogliono (passatemi il termine ) inculcarci in testa, teniamo conto che oggi è possibile realizzare inceneritori con minore impatto ambientale.
Concordo che l’inceneritore inquina ed può essere concausa nell’aumento di tumori, ma prima di contestarlo proponete qualcosa che inquini meno. E’ curioso notare che in altre città italiane ci sono industrie che inquinano molto ma molto e ancora moltissime volte di più dell’inceneritore di Brescia ma non se ne parla o raramente, evidentemente sono nella lobby giusta.
Mi considero un sostenitore della biomassa e m’impegno affinché sia una fonte d’energia conosciuta e sfruttata il biogas contrariamente a quanto dicono non inquina, spero arriveremo al livello della Baviera. Comunque se sfruttassimo al massimo tutta la biomassa disponibile in Italia (e nessun impianto in Italia può dirsi moderno tutti sono copiati da impianti tedeschi costruiti almeno 10 anni fa) realizzeremmo circa il 7% del fabbisogno d’elettricità necessaria. Un valore da raggiungere e spero superare, ma servono altre fonti d’energia.
La Baviera con 4000 impianti di biogas (in Italia circa 100) con moltissimi pannelli solari in più di noi non parliamo dell’eolico per il proprio fabbisogno usa inceneritori per il riscaldamento e centrali nucleari per l’elettricità.
non facciamo demagogia e non lasciamoci inculcare in testa facili slogan.

P.S. Venerdì 19 febbraio ore 21:00, presso la sala consiliare del Comune di NOGARA (VR), CITTADINO ALZA LA TESTA! La Crisi della Democrazia – incontro con PIERO RICCA

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6 Commenti a “Mail a Nogara On Line”

  1. Giulia scrive:

    “Non facciamo demagogia e non lasciamoci inculcare in testa facili slogan” concordo pienamente.
    Ma se rincorriamo le scelte di altri paesi quando questi puntano già ad altro, saremo sempre indietro.
    Credo che oggi, in Italia, sia necessario puntare al “meglio” per avere, a lungo andare, un risultato accettabile o nella media.
    Molti paesi hanno il nucleare è vero, ma è importante saper leggere i dati: hanno intenzione di costruire altre centrali? la loro politica energetica in che direzione sta andando?

  2. Massimo Moratto scrive:

    riporto per Alessandro la mail di Monguzzi… dovrebbe far capire qualcosa:

    “Dipendiamo dall’estero per il gas e l’olio che fanno funzionare le nostre centrali termoelettriche ed è quindi logico limitare/azzerare queste importazioni per motivi economici, ambientali e di sicurezza di approvvigionamento.

    La sostituzione dei combustibili fossili deve essere quindi il fulcro del nuovo piano energetico. Zabot ed io in un nostro libricino, abbiamo fatto i conti con alcuni docenti del Politecnico di Milano e suggeriamo questo scenario da qui al 2020.

    Con interventi, da subito praticabili, di efficienza energetica e uso razionale dell’energia si possono risparmiare 20.000 MW di potenza installata equivalente a 80.000 GWh/anno con la creazione di 63.000 posti di lavoro stabili.

    Con micro e mini cogenerazione a gas saremmo in grado di installare 10.000 MW ( la sola provincia di Milano ne ha autorizzati più di 2.000 l’anno scorso) con una produzione di 25.000 GWh/anno e 165.000 posti di lavoro stabili.

    Con le fonti rinnovabili, copiando semplicemente ciò che c’è in Germania adesso, ma noi ci riferiamo al 2020, avremo una potenza installata di 14.450 MW e 28000 GWh e 440.000 posti di lavoro stabili.

    La questione dei posti di lavoro è particolarmente importante perché si tratta di idraulici, elettricisti, falegnami e muratori, cioè artigiani legati al territorio che sono proprio quelli che maggiormente subiscono la crisi. Immaginiamo le possibili implicazioni sociali e politiche di questa azione.

    Il Ministro Scajola e il Presidente Berlusconi invece lavorano per avere nel 4 centrali nucleari pronte forse nel 2020 con 6.400 MW di potenza installata e 48.000 GWh/anno di potenza di energia con qualche migliaio di posti di lavoro non stabili, ma a termine.

    Il confronto tra i due scenari è semplice , la scelta ancora di più.”

    Mi premetto una precisazione finale sempre per Alessandro che non conosco personalmente. Sappi che in Germania c’è un grosso deposito nazionali di scorie radioattive ubicato in una ex miniera di salgemma, che è a rischio di penetrazione d’acqua. I tedeschi non hanno nemmeno idea esatta di cosa dovranno fare e spendere per recuperare quelle scorie. Non aggiungo altro. Impariamo dagli errori altrui.

  3. andrea scrive:

    domando a chi ne sa più di me …. comitati del no a centrali a biomasse , sono nati sia a nogara , che a sanguinetto , … a legnago niente , tutto ok per la centrale a biomasse ….nessuna rimostranza … allora com’è la questione …. è un problema di cultura , di ignoranza, di nimby, di opportunismo politico, perchè a 20 km di distanza tra un luogo e un’altro … una centrale è accettata e un’altra no ….. non penso che i legnaghesi non si siano informati …..

  4. Michele scrive:

    Perché a Legnago “sì” e a Sanguinetto “no”?

    Stanno affiorando perplessità e critiche riguardanti il nostro presunto disinteresse per la questione della costruenda centrale a biomasse che dovrebbe sorgere a S. Pietro di Legnago (VR)

    Riportiamo a titolo di esempio un paio di commenti:

    mariangela dice:
    io mi chiedo solo una cosa, perchè tutto questo can can mentre ho letto che a S.pietro di legnago è pronta a partire un nuovo inceneritore a biomasse e di questo non si sa nulla? perchè nessuno ne parla? non vorrei che da parte vs sia solo a questo punto una strumentazione politica. non ditemi che a legnago va bene e a sanguinetto no
    andrea scrive:
    domando a chi ne sa più di me …. comitati del no a centrali a biomasse , sono nati sia a nogara , che a sanguinetto , … a legnago niente , tutto ok per la centrale a biomasse ….nessuna rimostranza … allora com’è la questione …. è un problema di cultura , di ignoranza, di nimby, di opportunismo politico, perchè a 20 km di distanza tra un luogo e un’altro … una centrale è accettata e un’altra no ….. non penso che i legnaghesi non si siano informati …

    Il nostro comitato è formato più che altro da persone di Sanguinetto, Nogara, Casaleone e Gazzo Veronese e nasce in risposta al bisogno di arginare il progetto di costruzione dell’impianto (lo stesso) proposto a Gazzo Veronese prima, a Nogara poi, e infine a Sanguinetto. Abbiamo attivato una risposta ferma a partire dalla situazione che abbiamo ereditato, ovvero un progetto che bussava di comune in comune, alla ricerca dell’amministrazione più compiacente.

    L’approvazione avvenuta a Legnago (nel 2008) precede l’inizio del nostro impegno, e siamo i primi a volerci interessare del problema. Ciò a dimostrazione che non si tratta affatto di una questione di becero antagonismo “politico” locale. Siamo comunque costretti a operare principalmente laddove le nostre capacità e i nostri oggettivi limiti ce lo consentono. Auspichiamo che la faccenda a Sanguinetto si concluda al più presto, in modo da poterci concentrare al meglio anche su altre realtà a noi vicine.

    Ben vengano, dunque, gli aiuti e gli interventi da parte di cittadini di Legnago, ai quali potremmo immediatamente fornire e trasferire i frutti delle nostre attività e delle informazioni raccolte.

  5. andrea scrive:

    grazie delle precisazioni .. michele ..