Archivio di maggio 2010

Luca Coletto

lunedì, 31 maggio 2010

La chiusura del pronto soccorso di Nogara è un tema importante, tanto importante che questa mattina Giulia ed io siamo andati all’ospedale di Legnago per incontrare l’assessore alla sanità della regione veneto Luca Coletto. Giunto a Legnago per un evento abbiamo colto l’occasione per chiedergli la riapertura del pronto soccorso.
Ho potuto rivolgergli solo una domanda e la risposta, a mio avviso, non è stata soddisfacente. Ho chiesto all’assessore di tenere in considerazione il problema e di farsene carico personalmente. Infine abbiamo promesso all’assessore Coletto che ritorneremo a trovarlo.

P.S. Continua a gonfie vele l’iniziativa del blog “Riapriamo il Pronto Soccorso”. Manda all’assessore Coletto una mail per riaprire il pronto soccorso di Nogara.

Riapriamo il Pronto Soccorso di Nogara

sabato, 29 maggio 2010

La chiusura del pronto soccorso di Nogara continua a far discutere e a destare parecchia preoccupazione tra la cittadinanza. Giovedì 27 maggio il quotidiano L’Arena pubblica questo articolo.

NOGARA. Da lunedì a ieri gli infermieri hanno dirottato via via i pazienti in altri ospedali

Iniziata la migrazione dall’ex pronto soccorso

Da lunedì, dirottamenti continui di pazienti dall’ormai ex ambulatorio chirurgico – ma meglio conosciuto come «pronto soccorso» – dell’ospedale di Nogara in altre strutture ospedaliere dell’Ulss 21, come Legnago e Bovolone, o a Isola della Scala, dell’azienda sanitaria 20.

Gli accessi sono però diminuiti via via che passavano i giorni: il primo di chiusura, hanno dovuto prendere strade diverse in 10, ma martedì, per esempio, solo in 5, cioé la metà. Segno, questo, che ormai la voce dell’assenza del pronto soccorso si è diffusa molto velocemente. A indicare ai pazienti dove potevano rivolgersi e a chi sono stati gli stessi infermieri che prestavano servizio nell’ambulatorio chirurgico e che sono rimasti in servizio a Nogara, su disposizione della direzione sanitaria dell’Ulss 21, proprio per garantire l’informazione. La cosiddetta riorganizzazione ha comportato, da lunedì scorso, la sola presenza di una ambulanza con infermieri per il servizio di 118. Il disagio, almeno iniziale, della chiusura dell’ambulatorio tocca non solo chi abita a Nogara, Gazzo Veronese e Sorgà – ovvero del distretto numero 4 – ma anche a Castel d’Ario e a Villimpenta, i due comuni mantovani confinanti i quali, per vicinanza, si servivano dell’ambulatorio nogarese.

Intanto, lunedì, il neo sindaco di Nogara Simone Falco con altri colleghi dei Comuni limitrofi, ha incontrato i dirigenti dell’Ulss 21 di Legnago. «Ci è stato assicurato che questa situazione durerà fino a dicembre di quest’anno. In questi sei mesi ci consulteremo tra Ulss, sindaci e assessore regionale alla Sanità, per ridistribuire, ottimizzandoli, una serie di servizi sul territorio dal 2011».

Il neo sindaco leghista sottolinea che «con l’Ulss legnaghese ci sarà piena collaborazione per trovare insieme una soluzione al problema che si è creato con la soppressione del pronto soccorso». Aggiunge che si farà portavoce della questione con l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, consapevole dell’importanza che ricopre la struttura ospedaliera di Nogara per il territorio: «Ad essa fanno capo tre case di riposo, di Nogara, Sanguinetto e di Correzzo, ma anche importanti industrie manifatturiere che occupano numerosi operai e per le quali il pronto soccorso nogarese rappresentava un punto di riferimento importante». Intanto, la locale sezione Avis rassicura i propri iscritti che la soppressione dell’ambulatorio chirurgico nogarese non avrà alcuna influenza sull’operatività del centro trasfusionale e sui prelievi dei volontari: il punto Avis si trova all’interno dell’ex ospedale di via Raffa. L.F.

Facciamoci sentire in regione. Mandiamo una mail all’assessore Luca Coletto chiedendo che venga riaperto il Pronto Soccorso di Nogara. Non aspettiamo che altri parlino per noi, parliamo da soli e facciamo sentire forte la nostra voce. Ho preparato un form dove, in automatico, potete mandare una mail all’assessore regionale alla sanità. Sveglia!

Sportello On Line: lamentele al CISI

venerdì, 28 maggio 2010

Ho sempre detto più volte che il blog è uno spazio aperto a tutti. Oggi voglio pubblicare una mail che mi è arrivata qualche tempo fa che, purtroppo, è sempre attuale.

Succede già da due volte, che al ritiro del rifiuto umido, vengano ritrovati al di là della recinzione di confine di un’altra proprietà privata, i contenitori vuoti, causandone oltre al disagio di dover chiedere il permesso per andarli a riprendere,la rottura degli stessi. Chiediamo maggior rispetto per un servizio che noi paghiamo. Anticipatamente, ringraziamo. Gli abitanti di Via Torino, Palù (VR)

Pubblico questa mail anche perché il CISI non ha un sito funzionante.
Un sito dove da molti mesi appare la scritta “Il sito è temporaneamente indisponibile per manutenzione.”

Fiato sul Collo: Nogara CC 20/05/2010

mercoledì, 26 maggio 2010

Giovedì scorso si è svolta la seduta del Consiglio Comunale di Nogara. Una seduta molto movimentata e molto agitata, dove continua senza tregua l’opposizione di Oliviero Olivieri che non perde occasione per attaccare la maggioranza e in particolar modo il Sindaco. Il consigliere di «Insieme per Nogara» ha sollevato il problema dell’ospedale e Falco ha promesso di farsi carico della questione. E’ stata poi eletta la commissione edilizia, seppur con qualche frecciatina da parte del solito Olivieri, il quale ha puntualizzato che un eletto della nuova commissione è il cognato della consigliera Fernanda Maestrelli. Vi lascio al video della seduta, divertitevi!

Non disturbate il manovratore

martedì, 25 maggio 2010

La legge bavaglio sta per essere approvata. Non siamo più in Italia ma siamo in Cina, perchè non siamo più in democrazia ma siamo in dittatura. Una dittatura morbida, che non fa rumore o se lo fa lo sentono in pochi. Tantissimi dormono o se non dormono sono ipnotizzati dal telegiornale di Umilio Fido. Altrettanti credono alle balle che confeziona su misura Bruno Vespa con il suo programma Porta a Porta. Questa è l’Italia e questa è la nostra informazione. Quella di Minzolini e di tutti quei giornalisti lecca culo e servi del potere. Giornalisti che si auto censurano per non disturbare il manovratore. Milena Gabanelli domenica sera a Report ha detto:

Questa legge vieterà di dare notizia di indagine prima delle udienze preliminari, vuol dire che verremo a conoscenza dei fatti dopo due o tre anni per esempio se fosse in vigore a desso non sapremo nulla dello scandalo che riguarda i grandi appalti. Inoltre, gli autori di riprese o registrazioni effettuate senza il consenso dei diretti interessati rischiano fino a quattro anni di carcere, a meno che non si tratti di giornalisti professionisti. Una distinzione sottile ma di sostanza, perché una buona parte dei giornalisti televisivi che lavorano nei programmi d’inchiesta sono iscritti all’albo pubblicisti. Circa la metà di quelli che lavorano per noi, per le Iene, per Striscia o i filmmaker di Exit non potranno più entrare dentro agli ospedali per esempio e documentare come alcuni medici trattano i pazienti, oppure dentro i cantieri dove vengono violate le norme che riguardano la sicurezza sul lavoro e raccogliere abusi e soprusi, documentare evasione, truffe, corruzione . Siccome un’informazione completa serve a scegliere in libertà i destinatari e i destinatari di questa informazione siete voi, valutate. Se non siete d’accordo fatevi sentire nelle sedi opportune perché a breve sarà legge.

In rete è partita la petizione contro questa legge schifosa/vergognosa. Per chi volesse leggerla e firmarla questo è il link: fermiamo la Legge Bavaglio. Ad oggi hanno firmato la petizione 19498 persone. Probabilmente questi sono le ultime cartucce che sparo.

Il Pronto Soccorso chiude

lunedì, 24 maggio 2010

Oggi 24 maggio, chiude il pronto soccorso di Nogara. Questo a mio avviso è un fatto gravissimo perché non solo Nogara ma anche i paesi limitrofi saranno penalizzati. Su L’Arena sono apparsi due articoli.

ULSS 21. Sorpresa: da domani i cosiddetti «ambulatori chirurgici» attivati nei due ospedali chiuderanno i battenti

Pronto soccorso al capolinea. Protestano Zevio e Nogara

Decisivo lo stop alla convenzione con la Croce rossa Saranno sostituiti da servizi con auto medicalizzata Immediato incontro fra i dirigenti sanitari e i sindaci

Il pronto soccorso chiude i battenti sia a Zevio che a Nogara. Da domani i cosiddetti «ambulatori chirurgici» all’interno dell’ex ospedale nogarese e del «Chiarenzi» non saranno più operativi: lo ha annunciato con una lettera il direttore sanitario dell’Ulss 21, Francesco Buonocore. A seguito della scadenza della convenzione con la Croce rossa italiana, verranno soppressi. A Nogara, al suo posto, dalle ore 20 alle 8, sarà attiva un’ambulanza medicalizzata con base all’ospedale «San Biagio» di Bovolone che interverrà per le urgenze anche del distretto 4 cui fanno capo anche Gazzo e Sorgà, con una popolazione residente di circa 18 mila abitanti. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, durante l’ultimo consiglio comunale nogarese, data dall’ex sindaco Oliviero Olivieri che ha evidenziato la gravità di questa decisone a danno dei cittadini.

«Siamo partiti con proclami e ora ci troviamo di fronte ad una ulteriore penalizzazione del nostro territorio», ha rilevato l’ex sindaco rivolgendosi al suo successore, Simone Falco. «Credo sia opportuno che questa amministrazione intervenga immediatamente per evitare che venga soppresso il pronto soccorso di Nogara. Ricordo che uno dei pregi che dicevate di avere, ossia la “filiera” Comune-Provincia-Regione-Stato, debba ora essere fatta valere».

Il sindaco Falco, nel confermare di essere a conoscenza del problema, ha informato il Consiglio, e quindi i numerosi cittadini presenti, delle prossime mosse: «Contatterò al più presto l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto per approfondire la situazione». Nel frattempo, per domani è già stato fissato un incontro tra i responsabili dell’Ulss 21 e i tre sindaci dei Comuni interessati dal provvedimento (Nogara, Gazzo e Sorgà) per affrontare il problema. Olivieri ha voluto ricordare all’assemblea come l’Ulss 21 sia tra le più penalizzate nel riordino della sanità veneta e ha invitato, ancora una volta, il sindaco «ad intervenire affinché la Regione cambi registro nei confronti dei cittadini della Bassa».

Indubbiamente la decisone unilaterale dell’Ulss 21 di Legnago crea un vuoto assistenziale, o quantomeno viene percepito come tale dalla gente, venendo a mancare un punto di riferimento sanitario vicino, considerando anche che nel distretto sanitario numero 4 di Nogara si contano diverse industrie con qualche migliaio di operai e che gli infortuni sul lavoro, di lieve entità, sono all’ordine del giorno, per cui la presenza di un pronto soccorso, attivo dalle 8 alle 16 e situato nelle vicinanze, dava una certa tranquillità. Inoltre, dopo le 16, erano presenti un’ambulanza con infermieri e medico dell’Ulss fino alle 20; quindi, fino alle 8 del mattino successivo, una ambulanza medicalizzata della Croce Rossa ( con a bordo un medico) che stazionava all’esterno dell’ex ospedale di via Raffa.

Da domani tutto questo sparirà e ogni eventuale necessità di intervento sarà garantita da un’ambulanza con infermieri a bordo dalle 8 alle 20, mentre di notte entrerà in funzione il veicolo medicalizzato di stanza al San Biagio di Bovolone. Ovviamente, durante il giorno, in caso di necessità del pronto soccorso, i cittadini del distretto 4 dovranno percorrere la tortuosa strada per Bovolone. In alternativa ci sono Isola della Scala e il più lontano ospedale di Legnago, ma hanno anche l’alternativa di recarsi fuori regione: a Pieve di Coriano o a Mantova, sempre percorrendo strade trafficatissime e senza tener conto della nebbia durante il periodo invernale. «Una razionalizzazione delle risorse», come si usa giustificare i tagli di servizi, che per i cittadini risulta davvero incomprensibile.

L’altro articolo in merito è questo.

«Nessun disservizio: le emergenze garantite su tutto il territorio»

«Non potevamo fare diversamente: il forfait anticipato della Croce Rossa, che copriva finora con due ambulanze medicalizzate Zevio e Nogara, ci ha obbligato a rivedere in pochi giorni l’intero sistema di urgenza-emergenza con un nuovo piano che non intaccherà comunque i livelli di assistenza finora erogati nei quattro ospedali aziendali».

Così Francesco Buonocore, direttore sanitario dell’Ulss 21, giustifica la riorganizzazione del servizio di ambulanza, che produrrà i suoi effetti a partire da domani quando i volontari della Cri, «costretti per ragioni organizzative ad interrompere l’attività», passeranno le consegne a «Legnago Soccorso»: la onlus alla quale l’Azienda ha affidato, con una gara d’urgenza, l’incarico che prevede la fornitura di un’autoambulanza, provvista di medico, infermiere ed autista soccorritore, a fronte di un compenso annuo di 540mila euro. Malgrado la continuità sia stata assicurata come verrà strutturato ora il servizio? A svelarlo è lo stesso Buonocore, il quale annuncia «di aver già chiesto i preventivi per l’acquisto di due macchine attrezzate per l’emergenza per garantire l’intervento medicalizzato 24 ore su 24 su tutto il territorio dell’Ulss 21».

«Durante il giorno», spiega il direttore, «a Nogara sarà disponibile, come a Bovolone, l’ambulanza infermierizzata in funzione ora a Legnago, che conserverà quella medicalizzata al pari di Zevio dove il servizio sarà fornito invece dal nuovo gestore. A partire dalle 20, a Zevio resterà l’ambulanza con a bordo l’infermiere mentre il medico si sposterà a Bovolone per coprire anche le urgenze di Nogara e dei Comuni limitrofi».

A questo gioco di incastri andrà a sommarsi, sempre da domani, la chiusura degli ambulatori chirurgici dello «Stellini» e del «Chiarenzi» dove, per un certo periodo, il personale resterà comunque a disposizione degli utenti. «La cosa importante», precisa Buonocore, «è garantire le emergenze e con quattro mezzi in dotazione la copertura è assicurata in tutta l’Ulss. Non possiamo invece permetterci, con le risorse attuali, di tenere in vita queste strutture che effettuano perlopiù medicazioni ed hanno una bassissima affluenza: una media di 3-4 accessi giornalieri a Nogara e 6-7 a Zevio». S.N.

Durante la campagna elettorale Falco sosteneva a gran voce il fatto che avendo in Regione e alla Provincia uomini della Lega era “normale” avere una corsia preferenziale rispetto ad altri Sindaci di altri schieramenti politici. Suggerisco a Falco di telefonare al Presidente Zaia e all’assessore alla sanità Sandri e di mettere rimedio a questa situazione a dir poco vergognosa. Nell’attesa vi consiglio vivamente di toccarvi i c……i e di sperare di essere nei pressi di Legnago o Bovolone se dovesse capitarvi un malore.

Il mio amico è sparito

domenica, 23 maggio 2010

Uno dei miei amici è sparito da Facebook. L’account da lui aperto molto tempo fa improvvisamente è sparito senza sapere il perché. Questa settimana leggevo un’intervista de L’Espresso a Richard Stallman un mito della cultura hacker, dove spiega che internet non è più libera e di Facebook dice:

Facebook ha dato uno scossone enorme alla privacy: io pubblico delle cose che penso saranno viste solo dai miei amici, che invece possono essere viste anche dagli amici degli amici, e poi dagli amici degli amici degli amici. Bisogna avere la consapevolezza che si stanno rendendo le proprie informazioni pubbliche. Facebook è l’occhio del Grande Fratello. E’ un’intrusione nella vita privata senza che la gente se renda conto.

Io uso Facebook e mi piace ma quello che dice Stallman è davvero inquietante. Forse pubblicare notizie scomode, magari che vanno a rompere le uova nel paniere a qualche “potente” di turno, fa si che Facebook chiuda un account non proprio allineato. Una cosa viene da chiedersi: ma Facebook che uso fa dei nostri dati?