
Oggi 24 maggio, chiude il pronto soccorso di Nogara. Questo a mio avviso è un fatto gravissimo perché non solo Nogara ma anche i paesi limitrofi saranno penalizzati. Su L’Arena sono apparsi due articoli.
ULSS 21. Sorpresa: da domani i cosiddetti «ambulatori chirurgici» attivati nei due ospedali chiuderanno i battenti
Pronto soccorso al capolinea. Protestano Zevio e Nogara
Decisivo lo stop alla convenzione con la Croce rossa Saranno sostituiti da servizi con auto medicalizzata Immediato incontro fra i dirigenti sanitari e i sindaci
Il pronto soccorso chiude i battenti sia a Zevio che a Nogara. Da domani i cosiddetti «ambulatori chirurgici» all’interno dell’ex ospedale nogarese e del «Chiarenzi» non saranno più operativi: lo ha annunciato con una lettera il direttore sanitario dell’Ulss 21, Francesco Buonocore. A seguito della scadenza della convenzione con la Croce rossa italiana, verranno soppressi. A Nogara, al suo posto, dalle ore 20 alle 8, sarà attiva un’ambulanza medicalizzata con base all’ospedale «San Biagio» di Bovolone che interverrà per le urgenze anche del distretto 4 cui fanno capo anche Gazzo e Sorgà, con una popolazione residente di circa 18 mila abitanti. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, durante l’ultimo consiglio comunale nogarese, data dall’ex sindaco Oliviero Olivieri che ha evidenziato la gravità di questa decisone a danno dei cittadini.
«Siamo partiti con proclami e ora ci troviamo di fronte ad una ulteriore penalizzazione del nostro territorio», ha rilevato l’ex sindaco rivolgendosi al suo successore, Simone Falco. «Credo sia opportuno che questa amministrazione intervenga immediatamente per evitare che venga soppresso il pronto soccorso di Nogara. Ricordo che uno dei pregi che dicevate di avere, ossia la “filiera” Comune-Provincia-Regione-Stato, debba ora essere fatta valere».
Il sindaco Falco, nel confermare di essere a conoscenza del problema, ha informato il Consiglio, e quindi i numerosi cittadini presenti, delle prossime mosse: «Contatterò al più presto l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto per approfondire la situazione». Nel frattempo, per domani è già stato fissato un incontro tra i responsabili dell’Ulss 21 e i tre sindaci dei Comuni interessati dal provvedimento (Nogara, Gazzo e Sorgà) per affrontare il problema. Olivieri ha voluto ricordare all’assemblea come l’Ulss 21 sia tra le più penalizzate nel riordino della sanità veneta e ha invitato, ancora una volta, il sindaco «ad intervenire affinché la Regione cambi registro nei confronti dei cittadini della Bassa».
Indubbiamente la decisone unilaterale dell’Ulss 21 di Legnago crea un vuoto assistenziale, o quantomeno viene percepito come tale dalla gente, venendo a mancare un punto di riferimento sanitario vicino, considerando anche che nel distretto sanitario numero 4 di Nogara si contano diverse industrie con qualche migliaio di operai e che gli infortuni sul lavoro, di lieve entità, sono all’ordine del giorno, per cui la presenza di un pronto soccorso, attivo dalle 8 alle 16 e situato nelle vicinanze, dava una certa tranquillità. Inoltre, dopo le 16, erano presenti un’ambulanza con infermieri e medico dell’Ulss fino alle 20; quindi, fino alle 8 del mattino successivo, una ambulanza medicalizzata della Croce Rossa ( con a bordo un medico) che stazionava all’esterno dell’ex ospedale di via Raffa.
Da domani tutto questo sparirà e ogni eventuale necessità di intervento sarà garantita da un’ambulanza con infermieri a bordo dalle 8 alle 20, mentre di notte entrerà in funzione il veicolo medicalizzato di stanza al San Biagio di Bovolone. Ovviamente, durante il giorno, in caso di necessità del pronto soccorso, i cittadini del distretto 4 dovranno percorrere la tortuosa strada per Bovolone. In alternativa ci sono Isola della Scala e il più lontano ospedale di Legnago, ma hanno anche l’alternativa di recarsi fuori regione: a Pieve di Coriano o a Mantova, sempre percorrendo strade trafficatissime e senza tener conto della nebbia durante il periodo invernale. «Una razionalizzazione delle risorse», come si usa giustificare i tagli di servizi, che per i cittadini risulta davvero incomprensibile.
L’altro articolo in merito è questo.
«Nessun disservizio: le emergenze garantite su tutto il territorio»
«Non potevamo fare diversamente: il forfait anticipato della Croce Rossa, che copriva finora con due ambulanze medicalizzate Zevio e Nogara, ci ha obbligato a rivedere in pochi giorni l’intero sistema di urgenza-emergenza con un nuovo piano che non intaccherà comunque i livelli di assistenza finora erogati nei quattro ospedali aziendali».
Così Francesco Buonocore, direttore sanitario dell’Ulss 21, giustifica la riorganizzazione del servizio di ambulanza, che produrrà i suoi effetti a partire da domani quando i volontari della Cri, «costretti per ragioni organizzative ad interrompere l’attività», passeranno le consegne a «Legnago Soccorso»: la onlus alla quale l’Azienda ha affidato, con una gara d’urgenza, l’incarico che prevede la fornitura di un’autoambulanza, provvista di medico, infermiere ed autista soccorritore, a fronte di un compenso annuo di 540mila euro. Malgrado la continuità sia stata assicurata come verrà strutturato ora il servizio? A svelarlo è lo stesso Buonocore, il quale annuncia «di aver già chiesto i preventivi per l’acquisto di due macchine attrezzate per l’emergenza per garantire l’intervento medicalizzato 24 ore su 24 su tutto il territorio dell’Ulss 21».
«Durante il giorno», spiega il direttore, «a Nogara sarà disponibile, come a Bovolone, l’ambulanza infermierizzata in funzione ora a Legnago, che conserverà quella medicalizzata al pari di Zevio dove il servizio sarà fornito invece dal nuovo gestore. A partire dalle 20, a Zevio resterà l’ambulanza con a bordo l’infermiere mentre il medico si sposterà a Bovolone per coprire anche le urgenze di Nogara e dei Comuni limitrofi».
A questo gioco di incastri andrà a sommarsi, sempre da domani, la chiusura degli ambulatori chirurgici dello «Stellini» e del «Chiarenzi» dove, per un certo periodo, il personale resterà comunque a disposizione degli utenti. «La cosa importante», precisa Buonocore, «è garantire le emergenze e con quattro mezzi in dotazione la copertura è assicurata in tutta l’Ulss. Non possiamo invece permetterci, con le risorse attuali, di tenere in vita queste strutture che effettuano perlopiù medicazioni ed hanno una bassissima affluenza: una media di 3-4 accessi giornalieri a Nogara e 6-7 a Zevio». S.N.
Durante la campagna elettorale Falco sosteneva a gran voce il fatto che avendo in Regione e alla Provincia uomini della Lega era “normale” avere una corsia preferenziale rispetto ad altri Sindaci di altri schieramenti politici. Suggerisco a Falco di telefonare al Presidente Zaia e all’assessore alla sanità Sandri e di mettere rimedio a questa situazione a dir poco vergognosa. Nell’attesa vi consiglio vivamente di toccarvi i c……i e di sperare di essere nei pressi di Legnago o Bovolone se dovesse capitarvi un malore.