Archivio di giugno 2010

Il ministro impresentabile

mercoledì, 30 giugno 2010

Un lettore del blog mi segnala questo articolo di Francesco Merlo, apparso sul sito del quotidiano La Repubblica il 28 giugno 2010.

Il ministro impresentabile

L’ultima mutazione genetica del berlusconismo: il Bertoldo di Stato, lo stralunato compare, il finto tonto perfetto, il furbissimo sciocco che si nasconde dietro una disperante inadeguatezza e una imbranataggine comica, insomma il falso scemo che ci prende per scemi veri. Ieri, per esempio, proprio quando era stato smascherato come simulatore dal capo dello Stato, si è meravigliato perché i cronisti insistevano a ficcare il naso nelle sue vicende, e ha detto al Tg3 che non è educato disturbare un brav’uomo la domenica, che forse è il giorno riservato alla contabilità delle mazzette e non certo alle domande dei giornalisti.

E ha aggiunto di non capire, il povero Brancher, perché non sfruculiano Lippi, che se le merita davvero, invece di importunare il povero neoministro di non si sa che cosa. Con un’aria da furfante gentiluomo che non sente rimorsi né prova vergogna ha sostenuto che gli italiani sfogano su di lui la rabbia per l’eliminazione dai Mondiali, che è una genialità da imbonitore, la “mossa” dello scugnizzo di Belluno. Insomma, ascoltato in tv, Aldo Brancher non è più solo il presunto collettore della banda Bassotti, il sensale di Berlusconi e della Lega, ricompensato e soccorso con un ministero, ma è la perfezione del nuovo commis dello Stato italiano, quello che fa finta di non capire e di non sapere: “Che male c’è?”. Come Scajola, che non si è accorto che gli compravano la casa; come Lunardi che spaccia per innocente favore l’impudicizia dell’affarismo; come Bertolaso che non si spiega mai e si indigna sempre. Come loro, anche Brancher non si è reso conto che l’hanno fatto ministro proprio quando il processo per appropriazione indebita è arrivato a dibattimento e quindi vicino alla sentenza. Se ne sono accorti tutti tranne lui.

Ma Brancher è il più bravo, sfoggia un’ingenuità da campagnolo, da Mister Bean della politica, da Chance il giardiniere, e ogni volta che parla regala suggestioni nuove, disorienta, spiazza come fosse un Dostoevskij della sceneggiata celtica: “Per idiota mi prendono tutti, non so perché…”. È ormai noto, fin nei dettagli, l’imbarazzante intreccio a proposito delle sue competenze ministeriali, le famose deleghe annunziate e ancora non assegnate, con il federalismo che è stato derubricato a decentramento, il tentativo di raggiro istituzionale e il trucco da magliaro ai danni del Capo dello Stato. Ebbene, ieri in tv Brancher invece che parare i colpi ha cercato di sferrarne, in nome di una onorabilità offesa: “È una vergogna”, “sono sorpreso da tanta cattiveria”, “le mie deleghe sono quelle scritte, andate a leggerle”. Dove? “Sulla Gazzetta Ufficiale”, è stata la sua sfrontata bugia.

Brancher sa che nessuno legge la Gazzetta Ufficiale, l’ha evocata per intimidire e per legittimarsi. Ma il punto è che la Gazzetta Ufficiale non ha ancora comunicato la sua nomina e quindi nemmeno le sue deleghe. Una volta i ministri venivano scelti per competenza o per appartenenza politica, mai per ricompensare un silenzio complice e per sfuggire alla giustizia. Ma Brancher, che non vuole dimettersi, non è un cialtrone, non è pittoresco e si capisce benissimo che la combriccola che lo vuole ministro a tutti i costi ha più ragioni di temerlo che di premiarlo. Con le tasche piene di segreti si è umiliato sino a diventare il Bertoldo di Stato e ha conquistato sul campo i suoi gradi di ministro. All’Impresentabilità.

Credo che solo in Italia succedano certe cose e sono convinto che all’estero ci prendano tutti per il culo. Quando ci sveglieremo da questo letargo mediatico sarà sempre troppo tardi.

Marcello Dell’Utri

martedì, 29 giugno 2010

Piero Ricca è un amico del blog. E’ venuto a Nogara a febbraio di quest’anno e ci ha deliziato con la sua presenza raccontandoci le sue interviste ai potenti di turno. Marcello Dell’Utri lo ha incontrato il 13 marzo del 2008. Piero Ricca sul suo blog scrive:

Non si vedono i cannoli siciliani con i quali Salvatore Cuffaro festeggiò la condanna a cinque anni in primo grado, ma poco ci manca. I portavoce governativi cantano vittoria. Il tg1 di Minzolini non riferisce che Marcello Dell’Utri, braccio destro del cosiddetto presidente del consiglio in carica, è stato condannato per concorso esterno in mafia. Quella, in teoria, sarebbe la notizia. Una notizia che in un paese normale costituirebbe uno scandalo di inaudite proporzioni. In Italia, no. Anzi, il tg1 di Minzolini preferisce valorizzare la riduzione della pena di ben due anni rispetto al primo grado. Poi racconta lo sconforto del rappresentante della pubblica accusa. Per servire in tavola ai telesudditi l’assoluzione piena per i fatti successivi al 1992, la pietra tombale – sembrerebbe di capire, ma non è così: lo spiega bene il pm Antonio Ingroia – su qualsiasi “teorema” di trattativa fra mafia e politica dopo le stragi. Il caso è di scuola. Come non dare una notizia, il suo senso, il suo contesto. Come impedire a chi guarda senza già sapere da altre fonti di formarsi un’opinione sui fatti ed eventualmente indignarsi. Come umiliare fino all’ultimo, senza alcun rispetto di sé e degli altri, la funzione giornalistica pur di ritardare il tracollo del padrone.

L’informazione in Italia fa schifo e con la legge bavaglio, prossima all’approvazione, sarà anche peggio. Prove tecniche di regime. Viva l’Italia.

Se riaprisse il Pronto Soccorso?

lunedì, 28 giugno 2010

Voglio fare un gioco. Mettiamo, per scherzo, che il Pronto Soccorso di Nogara venga riaperto. Mettiamo, sempre per scherzo, che al posto di rinnovare la convenzione con la Croce Rossa, i vertici della sanità veneta stipulino una nuova convenzione con la Croce Verde, magari per condizioni economiche migliori o magari solo per “assonanza” di colore. Pensate per un attimo se queste cose, che io ho scritto per scherzo, si avverassero domani mattina, cosa succederebbe? Probabilmente il sindaco Falco salirebbe agli onori della cronaca come colui che ha riaperto il Pronto Soccorso di Nogara, colui che è stato in grado, grazie alla “filiera” e alla sua appartenenza alla Lega, di riaprire una struttura di fondamentale importanza non solo per Nogara ma per tutto il territorio della bassa. Viene poi da chiedersi: quelli che hanno raccolto le firme cosa ne faranno? Probabilmente nulla e magari il lavoro fin qui svolto non sarà servito a niente. Ma siccome il mio è solo un gioco, meglio che chi raccoglie le firme continui a farlo, nella speranza che si possa riaprire il Pronto Soccorso.

P.S. L’assessore all’ambiente del Comune di Gazzo Veronese ha fatto pressioni alle persone che gestiscono la sagra di Correzzo perché venga fatta la raccolta differenziata nel migliore dei modi. Ha inoltre avvisato che potrebbero aggirarsi, durante le serate della sagra,  baldi giovani armati di telecamera!

Benedizione Nucleare

sabato, 26 giugno 2010

La Chiesa, come spesso accade, invece di occuparsi delle anime dei fedeli si occupa d’altro. Questa volta il Vaticano si occupa di energia, come riporta l’articolo de Il Fatto Quotidiano del 13 giugno 2010, parlando di nucleare per bocca del Cardinale Renato Martino, il quale dichiara:

«L’energia nucleare non va guardata con gli occhi del pregiudizio ideologico, ma con quelli dell’intelligenza, della ragionevolezza umana e della scienza, accompagnate dall’esercizio sapiente della prudenza, nella prospettiva di realizzare uno sviluppo integrale e solidale dell’uomo e dei popoli»

L’idea della Chiesa non è poi così male e mi permetto di integrarla proponendo una cosa al Vaticano: facciamo una centrale nucleare a due passi da piazza san Pietro e poi lo scorie le seppelliamo sotto ai musei vaticani. L’idea non mi sembra poi così male. Visto che il Cardinale definisce l’energia dell’atomo «L’energia per il futuro», non avrà nessun problema a mettere una buona parola per ospitare all’interno delle mura pontificie una centrale nucleare.

Quel che rimane della sagra

venerdì, 25 giugno 2010

Il rifiuto è una risorsa. Molti continuano a ripeterlo ma pochi, sopratutto tra i nostri amministratori, sembrano esserne convinti veramente. Non basta molto. Basta solo un po’ di buona volontà per cambiare delle piccole cose che, oltre che a migliorarci la vita, ci migliorano anche il portafoglio. Marco mi ha mandato una lettera che pubblico integralmente.

E’ giunta al termine la sagra di fine primavera di Maccacari, nel comune di Gazzo Veronese. Un evento importante per il paese, un’occasione per incontrarsi e far divertire i bimbi sulle giostre. La festa però ha anche prodotto montagne di rifiuti non differenziati: i cassonetti rigurgitano rifiuti di ogni tipo e montagne di sacchi giacciono ammucchiati pronti per essere caricati sul camion. Durante la sagra ho visto passeggiare davanti i cassonetti della frazione secca, contenenti cartoni, nylon, lattine e bottiglie di plastica, componenti della maggioranza e della minoranza. Nessuno però si è fermato a riflettere davanti a quello scempio e perché no, perdita di denaro.

I ragazzi gettavano a terra la bottiglia di birra perché non c’erano cestini tra le giostre; vicino alle tavole non c’erano cestini per la raccolta della plastica, dell’umido, del secco, della carta, ma solo i vecchi bidoni neri della spazzatura dove dentro si getta di tutto indistintamente. Ecocisi si vanta di aver portato la raccolta differenziata al 60%, ma quando vedi che nei cassonetti  della frazione secca vengono gettati cartoni, nylon, lattine e bottiglie di plastica e che Ecocisi raccoglie tutto indistintamente mi viene da pensare: differenziata al 60%, sarà mai vero? Se durante la sagra i cittadini se ne infischiano del rifiuto, il giorno dopo e quelli successivi ancora, a casa propria differenzieranno bene i rifiuti?

Voglio fare un appello alla giunta comunale, in particolare all’assessore all’ambiente Zanardi, è ora di insegnare ai cittadini a differenziare, far capire loro che più si differenzia meno si paga in bolletta, insegnare ai bambini delle scuole a ridurre i rifiuti poiché dalla riduzione del rifiuto dipenderà la sopravvivenza della nostra Terra. Vogliamo insegnare agli ignoranti che il rifiuto può diventare risorsa? Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti riempiono le discariche del mondo, ed ogni anno se ne aprono di nuove, inquinando per sempre migliaia di ettari della nostra terra.

I rifiuti ben differenziati possono invece essere avviati agli impianti di trattamento che permettono di recuperare molti materiali, col duplice vantaggio di non immettere sostanze inquinanti nell’ambiente e risparmiare materie prime (legno, minerali, petrolio) sempre più rare e costose. Un’iniziativa da copiare subito è sicuramente quella del comune di Verona, tanto per citarne uno, che ha posto l’obbligo di usare stoviglie in mater bi durante le manifestazioni pubbliche.

L’assessore all’ambiente Zanardi mi aveva detto che avrebbe organizzato un incontro informativo ed educativo sulla raccolta differenziata ma sono già passati due mesi! Spero che le vacanze estive siano per lui un momento di riposo e riflessione per poi mettere in pratica i buoni propositi. Vi lascio a queste splendide foto, che ho scattato io stesso, simbolo del menefreghismo ambientale che dilaga nel nostro paese.

Marco Motterani

Queste le foto che mi ha mandato Marco

Fiato sul Collo: Nogara CC 23/06/2010

giovedì, 24 giugno 2010

Ieri sera il consiglio comunale è durato più di tre ore. Tutta la discussione si è concentrata sul secondo punto all’ordine del giorno:

Presentazione delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato (art. 46, C.3 D.LGS.267/2000 e ART.15, C.1 statuto comunale)

L’amministrazione, per buona parte del tempo dedicato a questo punto, non ha fatto altro che incassare. Sia il gruppo «Nogara prima di tutto» che il gruppo «Insieme per Nogara» hanno rivolto aspre critiche alla maggioranza, una maggioranza che non ha saputo controbattere ai continui attacchi. Maggioranza che sembra essere in balia del mare in tempesta, che sembra non saper come dare una direzione politica al paese e che promette costantemente che farà, ma che al momento nei fatti non si vede ancora nulla di concreto all’orizzonte. Questa settimana il gruppo «Nogara Virtuosa», di cui faccio parte, ha distribuito un volantino dove in modo molto eloquente esprime il disappunto verso questa amministrazione ed invita ad attivarsi e a mantenere quanto promesso in campagna elettorale. Vi lascio al video, buona visione!

La fabbrica della vergogna

martedì, 22 giugno 2010

Il caso Pomigliano è davvero scandaloso. Come può uno Stato permettere che si faccia un referendum per decidere se morire di fame o andare a lavorare con un contratto antidemocratico e anticostituzionale. Uno Stato che si rispetti non avrebbe mai dovuto permettere al manager Marchionne di proporre una cosa simile. A Pomegliano d’Arco sicuramente esiste una realtà lavorativa diversa da quella del nord-est, l’assenteismo è da guinness dei primati. Un giorno dell’aprile 2008 sono risultati non pervenuti 1.518 dipendenti su 4.473. Il dato è davvero allarmante, ma questo dato deve anche far riflettere e dar adito a domande: chi ha firmato tutti quei certificati di malattia? Perché il ministro Brunetta non manda dei controlli per vedere se tutto è regolare? I mezzi per contrastare l’assenteismo esistono, bisogna adoperarli o perlomeno bisogna volerlo fare. Questa è l’ennesima scusa per voler distruggere lo Statuto dei lavoratori e far ritornare il Paese indietro di cinquant’anni. Stanno distruggendo la Costituzione pezzo per pezzo, distruggeranno lo Statuto dei lavoratori nello stesso modo.