Archivio di luglio 2010

La sagra di Nogara

venerdì, 23 luglio 2010

Quest’anno la sagra di Nogara è stata un vero disastro. La corrente elettrica che salta, giostre che si fermano, spettacoli che restano al buio e per finire sicurezza zero. Sabato una signora alle giostre si è sentita male, lunedì alcuni ragazzi se le sono promesse e martedì se le sono date di santa ragione facendosi anche parecchio male. Ma con la Lega non eravamo tutti al sicuro? Mah! Allo Sportello On Line mi è arrivata questa mail che pubblico integralmente:

Carissimi miei compaesani sono incazzata nera per il fatto che è successo a mio figlio martedì sera nel campo sportivo di via sterzi durante la sagra del paese. Trovo veramente ingiusto che dei ragazzi tranquilli debbano rimetterci la pelle per una rissa che è avvenuta tra bande di extracomunitari, è ora che ci siano più controlli! BASTA!

E la beffa vuole che mio figlio con un buco sanguinante in testa non è stato soccorso perchè avevano la precedenza gli exra comunitari (la ragazza marocchina)! Ho chiamato allora il 118 e mi hanno risposto che erano già fuori due ambulanze e che la terza sarebbe arrivata dopo mezz’ora o un’ora allorchè grazie all’aiuto del maresciallo dei carabinieri sono andata in sagra ho preso la macchina che avevo in parcheggio e mi sono diretta a Legnago.

Arrivata lì, mentre attendevo che dessero i punti in testa a mio figlio, vedo la ragazza marocchina che passeggia per l’ospedale come se non avesse niente! Anzi rideva! E PENSARE CHE è STATA LA PRIMA AD ESSERE SOCCORSA! Allora io corro all’ospedale con la mia macchina a 120 km all’ora con mio figlio sanguinante e trovo lei in corsia che ride ditemi voi come ci posso essere rimasta! G. F.

Credo sia il caso che a questa mail risponda il Sindaco Falco, in qualità di primo cittadino nonché esponente di un partito che fa della sicurezza il suo cavallo di battaglia.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Chiudono tutto

giovedì, 22 luglio 2010

La notizia è di ieri e a riportarla è il Corriere del Veneto: Sacconi accusa la sanità veneta. Zaia: «Presto i tagli nel Veronese». L’articolo inizia con la dichiarazione del Ministro Sacconi che dice:

«Credo sia doveroso un check up approfondito perché vedo molte asimmetrie all’interno del sistema sanitario veneto»

Probabilmente il ministro si riferisce al buco di 250 milioni di euro scoperto nell’azienda ospedaliera Veronese. Il presidente del Veneto Luca Zaia replica:

«Apriremo ogni cassetto e renderemo noti tutti i conti. Per il momento non ho motivi di pensare che troveremo una situazione più grave di quella che ci è stata prospettata». Il presidente continua dichiarando: «Presto chiuderemo gli ospedali di Isola della Scala, Malcesine e Bovolone»

Meno male che noi a Nogara abbiamo la «filiera», la linea diretta con i vertici della Lega. Linea diretta con Venezia e sopratutto con Roma (ladrona?). L’articolo si conclude con la dichiarazione dell’assessore alla sanità del Veneto, Luca Coletto, che dice:

«Quando avremo una fotografia chiara della situazione procederemo con la riorganizzazione del sistema a cominciare da Verona dove molto negli anni è stato fatto, riducendo gli ospedali da diciassette a sette, ma dove si può fare ancora qualcosa per ridurre i costi, ad esempio chiudendo la struttura di Isola della Scala, che solo il Tar sta tenendo aperta, e poi quelle di Malcesine e Bovolone»

Tempo fa sono andato dall’assessore Luca Coletto a fargli una domanda sul pronto Soccorso di Nogara. L’assessore mi rassicurò sul futuro della struttura. Stessa cosa fece l’ex assessore alla sanità Sandro Sandri, venuto a Nogara per sponsorizzare la candidatura di Simone Falco, che assicurò alla platea assiepata in teatro comunale che l’ospedale di Nogara sarebbe tornato a nuova vita. Le solite promesse da campagna elettorale buone solo per i polli, i quali abboccano sempre. La filiera e tutte le «menate» sui vantaggi di avere uomini dello stesso schieramento nei punti chiave della politica hanno prodotto questi risultati. Stanno chiudendo tutto. Svegliatevi!

Aggiornamento: il buco della sanità Veneta cresce!

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Le parole fanno paura

martedì, 20 luglio 2010

Voglio riportarvi un post di Piero Ricca.

Vietato l’accesso ai dissidenti

Ormai sgomberano le piazze, per silenziare il dissenso. Il capobanda ha paura di essere svergognato a scena aperta. Sa che la fiction imposta dal regime mediatico non basta più. E la fine di Craxi è un brutto incubo delle notti senza escort. Ecco allora che la polizia viene usata per allontanare dal set televisivo i potenziali guastafeste. Ieri sera mister B. veniva festeggiato in cima al Duomo di Milano come eccelso statista «della gente e tra la gente». Con lui Lele Mora, Confalonieri, Fede e tutto il generone di cortigiani e lacchè che gli gira intorno. L’occasione era un concerto di Aznavour per il restauro della Madonnina. Arriviamo in piazza Duomo verso le 21, reduci dalla commemorazione di Paolo Borsellino. Siamo una quindicina, senza cartelli né megafoni né striscioni. La polizia riconosce tra noi facce non gradite per precedenti di turbativa del quieto vivere e ci impedisce di accedere alla piazza. Per loro siamo rei di “manifestazione non autorizzata”. La solita scusa, già smentita da una recente sentenza che ci ha assolti per un fatto analogo di tre anni fa. C’è un primo confronto dialettico: noi a voler entrare, loro a impedircelo fisicamente. Mi viene riferita la frase di un carabiniere: “io non blocco nessuno”. Una coscienza libera, lo ringrazio da qui. Io e altri riusciamo ad arrivare a metà piazza. Qui accade l’assurdo. Una scena da ultima (e disperata) fase del regime bananiero. Due o tre funzionari di questura cercano di portarci via con le spicce. L’obiettivo numero uno sono io: loro a rincorrermi, io a divincolarmi urlando tutto il mio sdegno. Si raduna una folla di curiosi, alcuni ci appaiono perfino indignati per l’abuso che si sta consumando sotto i loro occhi. Ma pochi osano fiatare parole di riprovazione. Metto in rilievo a viva voce la gravità dell’episodio. Resistere a quella forma di repressione preventiva del dissenso significa difendere la libertà di tutti, non solo la nostra. A un certo punto arriva una falange di poliziotti in tenuta anti-sommossa, a occhio e croce un centinaio. Agli ordini dei dirigenti della questura, ci circondano. E ci deportano a forza fino in via Mercanti, indifferenti alle nostre proteste. Lì veniamo piantonati a vista fino a mezzanotte da almeno sessanta agenti (tanti risultano da un conteggio effettuato alle 23, quando in tutto siamo in venti) schierati in modo da sbarrarci l’accesso a piazza Duomo. Soltanto a festicciola conclusa torniamo liberi di camminare per la piazza centrale della nostra città. Resta un dubbio: alla prossima esibizione pubblica dell’amato leader ci verrà impedito di uscire di casa o verremo tradotti direttamente in commissariato, come accadeva ai dissidenti nei giorni gloriosi del (primo) Ventennio? Quanta paura fanno le parole.

Le parole fanno paura, ma sopratutto fa paura la verità. Chi ha il coraggio di disturbare il manovratore viene allontanato e viene bollato come dissidente. Forza Piero, siamo con te. Sempre a testa alta!

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Sanità da terzo mondo

lunedì, 19 luglio 2010

Sabato sera al Luna Park di Nogara si è sentita male una persona. Un malore dovuto quasi sicuramente al caldo opprimente. L’ambulanza, chiamata da un cittadino Nogarese, è arrivata dopo 30 minuti. Sicuramente sarà arrivata dall’ospedale san Biagio di Bovolone, dato che il Pronto Soccorso di Nogara non esiste più. La tanto sbandierata sicurezza dov’è? Nessuna ambulanza presente sul posto, nessuna pattuglia delle forze dell’ordine che girava per la manifestazione.
Ieri sera sono andato di nuovo al Luna Park e, con mio stupore, ho visto i vigili urbani che giravano per le bancarelle e le giostre. Con altrettanto stupore ho visto l’ambulanza di «Zevio Soccorso» parcheggiata di fianco al bar Black and White.
La tanto sbandierata sicurezza da parte della Lega, non solo a livello Comunale ma anche a livello Regionale, dov’è finita? Ricordo al Sindaco Falco che i Vigili sono ancora a Isola della Scala e delle telecamere, promesse dall’amministrazione precedente, non vi è ancora nessuna traccia. Basta con propaganda sulle TV locali, basta proclami sui giornali, adesso devono parlare i fatti. Ma a Nogara tutto tace. Ieri mattina leggo su L’Arena questo articolo apparso in prima pagina.

POLITICA E CONTI. I dirigenti della Regione stanno controllando i conti in tutte le province venete. L’assessore veneto Coletto: «Non ci sono disavanzi occultati»

Azienda ospedaliera, buco da 250 milioni

Il governatore Zaia: «È l’unico problema emerso finora, ma faremo il punto in autunno. Nella sanità voglio bilanci certificati: non mi porto in pancia guai di altri»

Brutte notizie per la sanità veronese: l’Azienda ospedaliera universitaria integrata, insomma l’azienda che gestisce i due ospedali di Borgo Roma e Borgo Trento avrebbe accumulato nel tempo un buco-record nel bilancio. Quanto? Qualcosa come 250 milioni di euro, vale a dire, tradotto in lire, quasi 500 miliardi. Che la notizia sia fondata, lo conferma indirettamente lo stesso presidente della Regione, Luca Zaia, interpellato da L’Arena e trova ulteriori conferme nell’assessorato al Bilancio. Come sia stato possibile creare questa voragine o se sia solo un problema di contabilità tecnica, lo diranno tra un paio di mesi gli esperti incaricati dalla Regione.

La notizia nasce dal fatto che la Regione sta studiando i conti della sanità in tutte le province venete. Un dirigente regionale è incaricato di ricostruire i conti dell’Azienda ospedaliera veronese e i passivi che si sono accumulati negli anni: pare infatti che il problema nasca da lontano e che il cambio del precedente direttore generale Valerio Alberti con l’attuale Sandro Caffi sia stato deciso dall’allora presidente Galan proprio per cercare di mettere riparo a una situazione contabile che aveva bisogno di cure urgenti.

Presidente Zaia, conferma che c’è questo buco record? «Guardi, il punto lo faremo a settembre, ottobre, quando avremo chiarezza su tutta la situazione della sanità veneta. Ad oggi non mi risultano altri guai, oltre a questo ma magari tra un mese saranno emersi altri problemi. Del resto è un’operazione doverosa quella che abbiamo avviato per fare il massimo della chiarezza: quando prendi in mano qualsiasi azienda dopo 15 anni di gestione, devi fare il punto sulla situazione, esaminare conti e bilanci per capire come si sono evoluti nel tempo». «Questo», prosegue, «è un lavoro che stiamo facendo per tutti i comparti della Regione: l’assessore Ciambetti ha l’incarico di fare il punto in tutti i settori, tanto più nella sanità che rappresenta l’80 per cento del bilancio».

Questo significa che arriverà ad azzerare la gestione Galan nella sanità? «No, io non metto nessuno sul alcuno degli imputati tanto meno i manager eccellenti che abbiamo nella sanità veneta che funziona. Ma devo fare chiarezza su situazioni come queste e infatti ho sempre detto che serve una dirigenza nuova: oltre al segretario generale per la sanità ci sarà anche un direttore generale; inoltre i due assessori, Ciambetti al Bilancio e Coletto alla Sanità sono sul pezzo. Penso di avere per settembre la squadra operativa e poi faremo il punto. Ma con il passaggio delle consegne dovranno esserci anche bilanci certificati: io non mi porto in pancia guai di altri. In autunno faremo chiarezza e chi avrà sbagliato verrà allontanato».

Resa dei conti? «No, criteri manageriali: non si possono fare proiezioni di spesa e di investimento se prima non sai qual è lo stato di salute di un’azienda. Noi abbiamo uno dei nostri dirigenti, un manager, che sta lavorando sui conti di Verona; altri stanno esaminando i conti della sanità in altre province. Quando avremo le carte ufficiali vedremo la situazione».

Ma il disavanzo di Verona dipende dalla costruzione del Polo chirurgico? «Io non so a che cosa sia dovuto», risponde Zaia , «non ne so nulla proprio perché voglio essere libero da preconcetti. Vedremo con i bilanci alla mano perché e per come ci sono certe situazioni e poi saranno le stesse carte a parlare e a dire ai manager che cosa devono fare. Per settembre, massimo ottobre avremo i primi dati. E sarà un lavoro propedeutico e strategico: non puoi pensare di accendere un mutuo se prima non sai quanto ti entra in casa di stipendio».

Sulla vicenda dell’Azienda ospedaliera è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità, il veronese Luca Coletto che assicura: «Buchi occultati non ce ne sono. La fusione in Azienda Integrata con l’Università ha comportato tutta una serie di passaggi tecnico contabili molto trasparenti. Semmai si tratta della quantificazione di debiti verso fornitori che ovviamente andranno ripianati prima del passaggio definitivo ad Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata. A maggior ragione le nostre verifiche del caso saranno precise ed approfondite».

Insomma, dice l’assessore, «I balletti di cifre sono un’annosa costante, ma la realtà è che sin dal mio insediamento ho incaricato nostri esperti di provata professionalità ed esperienza di verificare a fondo la situazione dei conti di tutte le Ullss e Aziende Ospedaliere, a cominciare da quelle più in difficoltà. Non appena questo lavoro sarà terminato, ne valuteremo i risultati con il Presidente Zaia e i colleghi di Giunta, e definiremo le eventuali azioni da attivare, non mancando di darne pronta informazione all’esterno. Questa è la verità oggi e di sicuro non mi farò coinvolgere in balletti di cifre prima di avere in mano dati e situazioni certe e tecnicamente verificate».

Dal 2005 la sanità veneta è in mano ad assessori del Lega Nord: 2005/2007: Flavio Tosi; 2007/2008: Francesca Martini; 2008/2010: Sandro Sandri; 2010: Luca Coletto. Ricordo, inoltre, che l’assessore Sandro Sandri venne a Nogara, durante la scorsa campagna elettorale, a promettere che l’ospedale di Nogara sarebbe tornato a nuova vita.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Fiato sul Collo: Sanguinetto e Vigasio

sabato, 17 luglio 2010

Ormai hanno rotto i coglioni. Permettetemi questa esclamazione così colorita ma quanto mai azzeccata. I Sindaci che si ostinano a vietare le riprese dei Consigli Comunali ormai sono davvero ridicoli. Personalmente, in merito alla questione, ho avuto a che fare recentemente con il Sindaco di Sanguinetto, Alessandro Braga. Stessa storia per gli amici di Vigasio, come riporta L’Arena.

VIGASIO. Muro contro muro tra maggioranza e opposizione durante l’ultima seduta dell’assemblea cittadina

Pro loco e no alle telecamere infiammano la discussione

Invocato il conflitto di interessi per il presidente Daniele Manin che è pure consigliere comunale. Bocciate le riprese nell’aula

Dalla presunta incompatibilità del presidente della Pro loco, Daniele Manin, con l’incarico di consigliere comunale, al divieto delle telecamere in aula. Maggioranza e minoranza si sono trovate in disaccordo praticamente su tutto, nell’ultimo Consiglio comunale. I due schieramenti hanno approvato all’unanimità solo due delle dodici delibere in elenco: quella sulle aree in diritto di proprietà e la variante al piano regolatore per la costruzione dell’isola ecologica.

Sul resto, tranne le nomine dei rappresentanti del Comune negli asili e nella Pro loco, gli schieramenti hanno tenuto posizioni separate, con l’opposizione che ha preferito l’astensione. All’inizio della seduta Annunziata Rudella, della Lega nord, ha chiesto delucidazioni sul presunto conflitto di interessi di Manin che, oltre a essere il consigliere delegato dalla maggioranza alle associazioni è anche a capo di una di queste: la Pro loco, che riceve contributi annui dall’amministrazione.

«Avevo sollevato la questione anche nell’altra seduta», ha osservato Rudella. Secondo la Lega e il gruppo «Giusti per Vigasio», Manin non è compatibile, anche se alla presidenza fu designato, prima delle elezioni, dagli stessi soci del sodalizio. Rudella ha citato quanto accadde tre anni fa a Isola della Scala: «Allora il presidente della Pro loco, Luca Brutti, dopo che fu eletto in Consiglio, si dimise dal sodalizio. Riassunse la carica solo dopo che fu accertato che il Comune versava contributi inferiori al 10 per cento delle entrate dell’associazione». «Secondo il decreto 267 del 2000 Manin deve decidere se rimanere nella Pro loco o in Comune. Hanno diritto a entrambi i ruoli solo i rappresentanti desig! nati dal Consiglio comunale», ha sottolineato Daniele Visparelli, di «Giusti per Vigasio».

«È una vostra interpretazione», ha ribattuto il sindaco Daniela Contri, «poiché la questione si pone solo per le società controllate». Rudella, poi, ha chiesto lumi sui bilanci del 2009 della Pro loco. «All’albo dei beneficiari risulta che l’associazione ha ricevuto 25 mila euro dal Comune», ha rimarcato, «ma dal consuntivo dell’amministrazione ne risultano versati 57 mila. Sui registri della Pro loco, infine, ne sono registrati 41 mila». «È normale», ha risposto Corrado Brutto, assessore al bilancio, «che ci siano cifre diverse: nelle società si fa la contabilità per competenza, nei Comuni avviene per cassa».

Le divergenze si sono riaccese quando la maggioranza ha respinto la mozione della minoranza, sull’utilizzo delle telecamere nelle sedute consiliari, tema molto caro soprattutto al Gruppo Grillo che però non ha suoi rappresentanti in Consiglio.

«Ogni consigliere», ha ribadito Visparelli, «non può nascondersi dietro l’imbarazzo per non mostrarsi davanti all’obiettivo. È una questione di trasparenza». In maggioranza Luigi Finezzo ha sentenziato: «Sono contrario alle riprese». E Angelo Curinga, ha puntualizzato: «Se ci fosse una registrazione istituzionale sarei d’accordo. Diversamente non voglio finire su youtube: lì ci vanno solo le stupidaggini». Simone Brisighella ha invece detto: «Due mesi fa fui intervistato fuori dal Consiglio e mi sono ritrovato sbeffeggiato su internet. Perciò ora sono contrario».

Carlo Reggiani, degli Amici di Beppe Grillo di Villafranca, tra il pubblico, a fine riunione ha commentato: «È assurdo che un Consiglio comunale deliberi contro l’uso delle telecamere, è un atto contrario alla legge. Scriveremo al prefetto, al presidente della Repubblica e, per le prossime sedute, organizzeremo sistemi alternativi per informare i cittadini».

La trasparenza è alla base del rapporto che devono avere le amministrazioni con i propri cittadini.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

La rivoluzione industriale

venerdì, 16 luglio 2010

E’ stata inaugurata la nuova zona industriale di Nogara e alla cerimonia inaugurale era presente anche il Sindaco Tosi (una novità!). Ecco l’articolo apparso su L’Arena.

NOGARA. Inaugurata ieri mattina

La zona industriale cresce di 200mila metri quadrati

Con il sindaco Falco anche Tosi. Previsti 100 nuovi posti di lavoro

Una nuova area industriale di 200mila metri quadrati, con parcheggio di 20 mila metri, è stata inaugurata ieri mattina dal sindaco Simone Falco con gli assessori comunali, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il direttore dello stabilimento nogarese della Coca-Cola, Paolo Lonardi e ad Ermanno Marigo, direttore amministrativo della Sti, società di trasporti su gomma, che ha la sua sede, appena ampliata, a ridosso della nuova lottizzazione. L’area industriale si aggiunge a quella già esistente, ampliata nel 2004, posta sulla statale 12. Si tratta di un vasto piano di lottizzazione, di iniziativa privata, della ditta Paroli, di Castelnuovo del Garda, che ha acquistato il terreno realizzando la viabilità e i sotto servizi.

«Vi sono una decina di lotti, l’80 per cento dei quali già venduti per ampliamenti di ditte esistenti, oltre a ditte esterne» rileva Paroli. Tra gli acquirenti, la Sti e la Hinowa, che costruisce macchine su cingolatura in gomma, che prevede di allargarsi. Soddisfatto il sindaco Falco: «Gli investimenti in questa area ampliata sono segnali positivi per lo sviluppo economico ed occupazionale del nostro territorio: con i futuri insediamenti si avranno circa 100 nuovi posti di lavoro». L.F.

Speriamo che i 100 posti di lavoro che dichiara il Sindaco Falco siano corrispondenti al vero e che non siano solo propaganda. Personalmente non sono convinto che la continua lottizzazione a favore di  aree industriali sia la soluzione al problema del lavoro. Il lavoro è finito, dobbiamo reinventarci il modo di lavorare.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Il caldo fa male

giovedì, 15 luglio 2010

Il caldo a volte fa male, sopratutto ad una certa età. Un amico mi ha segnalato, tra le risa, questo articolo apparso sul Corriere.

Don Verzè rivela: «Berlusconi mi ha chiesto: fammi campare 150 anni»

Il fondatore del San Raffaele: «Il premier pensa che arrivando a quell’età potrà mettere a posto l’Italia»

MILANO – «Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni e lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l’Italia». Lo rivela, in una intervista a La Stampa, Don Luigi Verzè, fondatore dell’ospedale San Raffaele di Milano. Secondo il sacerdote, grazie alla scienza «torneremo a vivere fino a 120 anni. Credo – ha spiegato don Verzè – a ciò che è stato scritto su Matusalemme».

«120 ANNI ETÀ MEDIA» – Per il fondatore del San Raffaele «è scientificamente provato che si può arrivare a un’età media di 120 anni. Siamo arrivati alla mappatura del genoma. Io leggo il suo genoma anche quando è bambino. Sono 30 mila geni e se vedo una mutazione di geni allora vado a cercare il perchè». Il progetto di don Verzè prevede l’istituzione di un centro chiamato «Quo Vadis» sulla medicina predittiva. «Abbiamo il terreno e stiamo cercando i soldini», ha aggiunto Verzè. «Si predice quale sarà la patologia di ogni persona leggendo il genoma con un microchip sottopelle che avverte se c’è qualcosa che non va». Quanto al connubio tra medicina e Chiesa, fede e scienza, Verzè non ha dubbi. «Ferma i suoi ricercatori se vanno in una direzione che la Chiesa non vuole?» «No. La scienza – ha risposto don Verzè – non la ferma nessuno, nemmeno la Chiesa».

Eh si, ne sono convinto. Il caldo di questi giorni fa proprio male e a sentir quello che dichiara Don Verzè «Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni e lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l’Italia». Mi permetto di commentare questa frase, che secondo me ha del paradossale se non del ridicolo. Silvio Berlusconi ha avuto tempo a sufficienza per metter a posto l’Italia, ma in questo tempo ha fatto solo il comodo suo. Leggi ad personam per salvare lui ed i suoi amici dalla galera e per salvare le sue aziende dalla bancarotta. Lascio a voi i commenti.

Vi segnalo questo link davvero interessante. Vendola regala 60 milioni a Don Verzé, socio di Berlusconi.

P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.