Sabato sera al Luna Park di Nogara si è sentita male una persona. Un malore dovuto quasi sicuramente al caldo opprimente. L’ambulanza, chiamata da un cittadino Nogarese, è arrivata dopo 30 minuti. Sicuramente sarà arrivata dall’ospedale san Biagio di Bovolone, dato che il Pronto Soccorso di Nogara non esiste più. La tanto sbandierata sicurezza dov’è? Nessuna ambulanza presente sul posto, nessuna pattuglia delle forze dell’ordine che girava per la manifestazione.
Ieri sera sono andato di nuovo al Luna Park e, con mio stupore, ho visto i vigili urbani che giravano per le bancarelle e le giostre. Con altrettanto stupore ho visto l’ambulanza di «Zevio Soccorso» parcheggiata di fianco al bar Black and White.
La tanto sbandierata sicurezza da parte della Lega, non solo a livello Comunale ma anche a livello Regionale, dov’è finita? Ricordo al Sindaco Falco che i Vigili sono ancora a Isola della Scala e delle telecamere, promesse dall’amministrazione precedente, non vi è ancora nessuna traccia. Basta con propaganda sulle TV locali, basta proclami sui giornali, adesso devono parlare i fatti. Ma a Nogara tutto tace. Ieri mattina leggo su L’Arena questo articolo apparso in prima pagina.
POLITICA E CONTI. I dirigenti della Regione stanno controllando i conti in tutte le province venete. L’assessore veneto Coletto: «Non ci sono disavanzi occultati»
Azienda ospedaliera, buco da 250 milioni
Il governatore Zaia: «È l’unico problema emerso finora, ma faremo il punto in autunno. Nella sanità voglio bilanci certificati: non mi porto in pancia guai di altri»
Brutte notizie per la sanità veronese: l’Azienda ospedaliera universitaria integrata, insomma l’azienda che gestisce i due ospedali di Borgo Roma e Borgo Trento avrebbe accumulato nel tempo un buco-record nel bilancio. Quanto? Qualcosa come 250 milioni di euro, vale a dire, tradotto in lire, quasi 500 miliardi. Che la notizia sia fondata, lo conferma indirettamente lo stesso presidente della Regione, Luca Zaia, interpellato da L’Arena e trova ulteriori conferme nell’assessorato al Bilancio. Come sia stato possibile creare questa voragine o se sia solo un problema di contabilità tecnica, lo diranno tra un paio di mesi gli esperti incaricati dalla Regione.
La notizia nasce dal fatto che la Regione sta studiando i conti della sanità in tutte le province venete. Un dirigente regionale è incaricato di ricostruire i conti dell’Azienda ospedaliera veronese e i passivi che si sono accumulati negli anni: pare infatti che il problema nasca da lontano e che il cambio del precedente direttore generale Valerio Alberti con l’attuale Sandro Caffi sia stato deciso dall’allora presidente Galan proprio per cercare di mettere riparo a una situazione contabile che aveva bisogno di cure urgenti.
Presidente Zaia, conferma che c’è questo buco record? «Guardi, il punto lo faremo a settembre, ottobre, quando avremo chiarezza su tutta la situazione della sanità veneta. Ad oggi non mi risultano altri guai, oltre a questo ma magari tra un mese saranno emersi altri problemi. Del resto è un’operazione doverosa quella che abbiamo avviato per fare il massimo della chiarezza: quando prendi in mano qualsiasi azienda dopo 15 anni di gestione, devi fare il punto sulla situazione, esaminare conti e bilanci per capire come si sono evoluti nel tempo». «Questo», prosegue, «è un lavoro che stiamo facendo per tutti i comparti della Regione: l’assessore Ciambetti ha l’incarico di fare il punto in tutti i settori, tanto più nella sanità che rappresenta l’80 per cento del bilancio».
Questo significa che arriverà ad azzerare la gestione Galan nella sanità? «No, io non metto nessuno sul alcuno degli imputati tanto meno i manager eccellenti che abbiamo nella sanità veneta che funziona. Ma devo fare chiarezza su situazioni come queste e infatti ho sempre detto che serve una dirigenza nuova: oltre al segretario generale per la sanità ci sarà anche un direttore generale; inoltre i due assessori, Ciambetti al Bilancio e Coletto alla Sanità sono sul pezzo. Penso di avere per settembre la squadra operativa e poi faremo il punto. Ma con il passaggio delle consegne dovranno esserci anche bilanci certificati: io non mi porto in pancia guai di altri. In autunno faremo chiarezza e chi avrà sbagliato verrà allontanato».
Resa dei conti? «No, criteri manageriali: non si possono fare proiezioni di spesa e di investimento se prima non sai qual è lo stato di salute di un’azienda. Noi abbiamo uno dei nostri dirigenti, un manager, che sta lavorando sui conti di Verona; altri stanno esaminando i conti della sanità in altre province. Quando avremo le carte ufficiali vedremo la situazione».
Ma il disavanzo di Verona dipende dalla costruzione del Polo chirurgico? «Io non so a che cosa sia dovuto», risponde Zaia , «non ne so nulla proprio perché voglio essere libero da preconcetti. Vedremo con i bilanci alla mano perché e per come ci sono certe situazioni e poi saranno le stesse carte a parlare e a dire ai manager che cosa devono fare. Per settembre, massimo ottobre avremo i primi dati. E sarà un lavoro propedeutico e strategico: non puoi pensare di accendere un mutuo se prima non sai quanto ti entra in casa di stipendio».
Sulla vicenda dell’Azienda ospedaliera è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità, il veronese Luca Coletto che assicura: «Buchi occultati non ce ne sono. La fusione in Azienda Integrata con l’Università ha comportato tutta una serie di passaggi tecnico contabili molto trasparenti. Semmai si tratta della quantificazione di debiti verso fornitori che ovviamente andranno ripianati prima del passaggio definitivo ad Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata. A maggior ragione le nostre verifiche del caso saranno precise ed approfondite».
Insomma, dice l’assessore, «I balletti di cifre sono un’annosa costante, ma la realtà è che sin dal mio insediamento ho incaricato nostri esperti di provata professionalità ed esperienza di verificare a fondo la situazione dei conti di tutte le Ullss e Aziende Ospedaliere, a cominciare da quelle più in difficoltà. Non appena questo lavoro sarà terminato, ne valuteremo i risultati con il Presidente Zaia e i colleghi di Giunta, e definiremo le eventuali azioni da attivare, non mancando di darne pronta informazione all’esterno. Questa è la verità oggi e di sicuro non mi farò coinvolgere in balletti di cifre prima di avere in mano dati e situazioni certe e tecnicamente verificate».
Dal 2005 la sanità veneta è in mano ad assessori del Lega Nord: 2005/2007: Flavio Tosi; 2007/2008: Francesca Martini; 2008/2010: Sandro Sandri; 2010: Luca Coletto. Ricordo, inoltre, che l’assessore Sandro Sandri venne a Nogara, durante la scorsa campagna elettorale, a promettere che l’ospedale di Nogara sarebbe tornato a nuova vita.
P.S. Martedì 27 luglio alle ore 21:00, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm Una Montagna di Balle. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.