Archivio di ottobre 2010

Fiato sul Collo: Gazzo Veronese CC 29/10/2010

sabato, 30 ottobre 2010

Il Consiglio Comunale di Gazzo Veronese era convocato in seduta per venerdì 29 ottobre. Tale seduta non si è potuta svolgere in quanto mancavano all’appello le seguenti persone: Boninsegna, Sbizzera, Coelati Rama, Ferrarini e Turazza. Mancando di fatto il numero legale il sindaco ha rimandato il tutto alla settimana prossima. Questi i punti all’ordine del giorno:

  1. Lettura ed approvazione verbali n° 31, 32, 33 e 34 del 30 settembre 2010.
  2. Comunicazione dimissioni dell’assessore Vito Martinelli.
  3. Revoca Delibera C. C. n. 16 del 30/05/2002 ad oggetto “Adozione regolamento Comunale per il controllo dei campi elettromagnetici “
  4. Concessione di un terreno di proprietà Comunale in frazione Maccacari per tutela territorio e installazione antenna telefonia mobile ambiente alla società Telecom Italia.
  5. Risposta all’interpellanza del Capogruppo consiliare “Riformatori per Gazzo” presentata in data 30 settembre 2010 e registrata con il n° 9757  di protocollo.

Il video, anche se breve, merita di essere visto.

Giancarlo Galan

venerdì, 29 ottobre 2010

A volte i politici non hanno tempo di parlare dei problemi dei cittadini, spesso hanno di meglio da fare. E’ il caso del Sindaco Giovanni Miozzi di Isola della Scala, il quale ci ha interrotti mentre facevamo un’intervista al Ministro Giancarlo Galan, in occasione della festa di Massimo Giorgetti. Al Ministro Galan ho chiesto di darci un suo parere sulla situazione degli ospedali dell’Ulss 21 e nello specifico di Nogara.
Essendo pochissime le chance per avere udienza da un Ministro della Repubblica, l’occasione era ghiotta. Vista anche la situazione attuale della sanità veneta ero, come si suol dire, sul pezzo. Miozzi mi ha interrotto dicendo «dobbiamo fare una cosa…ne parliamo dopo». Infatti dovevano fare una cosa molto importante, nel video si vede benissimo, dovevano sedersi a tavola  e mangiare il risotto.
Il ministro era interessato alla domanda perché aveva già cominciato a darmi la risposta. Giovanni Miozzi mi ha interrotto su una questione di fondamentale importanza, quale è quella degli ospedali della Bassa Veronese. Li stanno chiudendo tutti, Nogara, Bovolone, Zevio e l’anno prossimo toccherà a Isola della Scala e questo Miozzi lo sa benissimo. La sentenza del Tar parla chiaro: quando l’ospedale di Villafranca sarà a pieno regime, l’ospedale di Isola della Scala cesserà gradualmente la sua attività. Praticamente finirà come lo Stellini di Nogara. I ragazzi ed io cercavamo solo una risposta ad un problema che ci sta veramente a cuore.

Intervista a Marco Caldiroli

giovedì, 28 ottobre 2010

Abbiamo posto due domande, chiare e semplici, al professor Marco Caldiroli, esperto chimico ed esponente di Medicina Democratica.

NoL. Premesso che a Verona abbiamo il problema della riapertura dell’inceneritore di Ca’ del Bue Ca’ del Bue. II sindaco di Verona, Flavio Tosi afferma che lo studio da lui commissionato riguardante l’inquinamento provocato dagli inceneritori di Venezia non è attendibile, in quanto trattasi di inceneritori di prima generazione. Sostiene, inoltre, che l’inceneritore sarà di nuova generazione e le emissione saranno entro i termini di legge.

Le chiediamo quindi: è vero che gli inceneritori di prima generazione, ovvero gli inceneritori degli anni 80, installati nei pressi di Venezia erano molto più inquinanti degli inceneritori di ultima generazione? Quale è la differenza sostanziale tra i vecchi inceneritori ed i nuovi?

Professor Caldiroli. Lo studio di Venezia lo conosco. In sintesi: tutti gli studi epidemiologici di un adeguato spessore e durata sono riferiti a impianti di prima generazione perchè questi impianti sono gli unici ad aver funzionato un periodo sufficiente di tempo (20 anni) per poter far emergere possibili conseguenze sanitarie su una popolazione sufficientemente vasta. Siccome gli inceneritori emettono una quantità notevole di sostanze pericolose con molteplici effetti sulla salute gli studi epidemiologici sugli inceneritori devono valutare patologie rare (es. linfomi non hodgin) e quindi “contare” un numero di pazienti relativamente limitato, per poter individuare eccessi occorre che lo studio sia su una popolazione sufficientemente ampia e per un periodo di tempo elevato (i tumori hanno tempi di latenza medi di almeno 20 anni) anche per riuscire a togliere i fattori di confondimento noti (abitudini alimentari, fumo ecc).

In altri termini potremo (potrete) sapere se quello che dice il Sindaco (Flavio Tosi ndr) è vero tra vent’anni, quando qualcuno farà uno studio epidemiologico serio, l’impianto sarà oramai fermo e qualcuno vi dirà che gli impianti di terza generazione non sono così pericolosi come quelli di seconda (lo stanno dicendo già per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti nucleari).

Il concetto è chiaro e noto: gli impianti di incenerimento emettono sostanze pericolose, i nuovi impianti (in virtù di norme più stringenti, effetto delle lotte contro gli impianti) ne emettono di meno (perchè una quantità maggiore viene “spostata” nei residui solidi che finiscono in discarica o, peggio, vengono “riciclati” nel cemento) ma con la medesima pericolosità.

Il problema pertanto è definire se e quanto si modifica il rischio (non il pericolo – ricordo che per rischio si intende la probabilità che un pericolo possa evolvere fino a divenire un danno), vi sono modelli che cercano di quantificare (prevedere) il rischio e poi vi sono decisioni “politiche” che indicano quale sia la soglia “accettabile” (gli studi di impatto ambientale contengono o dovrebbero contenere anche tali aspetti).

Per i cancerogeni però non vi è mai un rischio zero, ogni esposizione determina un rischio. La discussione verte pertanto su “quanto rischio” si “merita” una popolazione (intorno a un inceneritore, a un’autostrada, a un impianto chimico, nel proprio luogo di lavoro ecc).

Possiamo anche metterla così, il Sindaco afferma che è stato inventato un nuovo filtro per le sigarette che riduce talmente il pericolo del fumo da non rappresentare più un rischio, continuereste a fumare tranquilli o vi porreste comunque l’esigenza di smettere ?

Detto questo ricordo che gli studi epidemiologici non devono essere l’unico o il principale motivo di contrarietà agli inceneritori. Rimanendo agli impatti ambientali e sanitari, per esempio, deve essere chiara che l’impatto di un singolo impianto è principalmente “globale”: se io brucio una bottiglia di plastica anzichè riciclarla (o meglio non produrla) l’inceneritore riattiva una catena che va dall’estrazione del petrolio, al trasporto, alla trasformazione fino alla produzione di una nuova bottiglia di plastica da “consumare”. Questa filiera determina inquinamento e uso di energia che non vengono conteggiati negli impatti dell’inceneritore (e del modello di produzione e consumo sotteso).

Se non si riesce a andare oltre il dato locale e a mostrare come si lega l’inceneritore con la produzione di merci non riusciremo mai a mettere in discussione non tanto il singolo impianto ma tutto il “castello” dello spreco.

Saluti
Marco Caldiroli

Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro (Castellanza – VA); Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute ONLUS (Milano)

Marco Caldiroli, esperto chimico, esponente di Medicina Democratica, si occupa di tematiche ambientali. In particolare, si occupa di gestione dei rifiuti, attività ad elevato impatto ambientale (inceneritori, discariche, impianti di trattamento, cementifici, centrali termoelettriche, industrie a rischio di incidente rilevante). Di professione svolge l’attività di Tecnico della Prevenzione dell’Ambiente e dei Luoghi di Lavoro in una ASL della Provincia di Milano.

Marco Caldiroli, esperto chimico, esponente di Medicina Democratica

Spesso tacere è peggio che parlare

mercoledì, 27 ottobre 2010

A volte tacere non è facile. A volte tacere non è possibile. Davanti a certi discorsi e a certe affermazioni tacere risulta davvero difficile, almeno per noi. Ormai i cittadini che si indignano sono davvero pochi, si possono contare sulle dita di una mano. Ci si chiede se i modi con cui si domanda conto di certe affermazioni siano giusti e se siano gli unici modi possibili per farci ascoltare, per far sentire la nostra voce. Voce assetata di domande e di rendiconti, che molto spesso viene soffocata.
Non so se il nostro modo di porre le domande, che spesso risulta scomodo al “potente” di turno, sia politically correct, so solo che a volte è l’unico possibile per farci ascoltare. Noi non siamo degli “urlatori” ma qualche volta dobbiamo alzare la voce per farci sentire, non solo dai politici, ma soprattutto dalla società civile che dorme e che noi vogliamo svegliare.
Quella società civile che ormai dorme un sonno profondo, un sonno ormai perenne. La stessa società civile che non si indigna più, che si preoccupa del suo territorio solo ed esclusivamente quando ad essere toccati sono i propri interessi personali. La stessa società civile che non si batte più per il bene comune.
Ecco perché a volte urliamo. Ecco perché a volte ci arrabbiamo. Ecco perché a volte protestiamo. Perché abbiamo il bisogno impellente di far sentire la nostra voce. Abbiamo il dovere impellente di difendere le nostre ragioni, il nostro territorio, la nostra salute e i nostri figli.

P.S. Rispondendo a Marco, il sindaco Tosi dice: «se vuoi parlare di quello quando vuoi». Benissimo! Accettiamo molto volentieri l’invito del sindaco mandando al più presto una richiesta di colloquio per parlare dello studio citato. Stay tuned!

Libera informazione in libero Stato

martedì, 26 ottobre 2010

Ho scritto una e-mail ad alcuni Sindaci dei Comuni della Bassa Veronese. Questo il testo della e-mail:

Gentile Sindaco, mi chiamo Mirco Moreschi e sono il titolare del blog NogaraOnLine.net
Le scrivo questa mail per chiederLe cortesemente la possibilità di riprendere con telecamera personale e a titolo gratuito le sedute del Consiglio Comunale. Questo per dare modo di assistere alle sedute del Consiglio Comunale anche a quei cittadini che, per motivi di varia natura, non possono partecipare.
La informo inoltre che sul mio blog sono già presenti due sezioni dedicate dove vengono caricate le riprese dei Consigli Comunali di Nogara e di Gazzo Veronese. Sono convinto (le statistiche e gli accessi me lo confermano)  che il servizio da me offerto gratuitamente è sempre più apprezzato dalla cittadinanza di Nogara e Gazzo Veronese e proprio l’amministrazione di Gazzo Veronese inserisce nel sito comunale i video caricati sul mio blog. Questo a riprova dell’utilità di tale servizio.
In attesa di gentile riscontro le porgo distinti saluti.

Ho spedito le e-mail in data 17 ottobre 2010 ai Comuni di: Concamarise, Sanguinetto, Isola della Scala, Sorgà e Bovolone. Le uniche amministrazioni che, ad oggi, hanno risposto sono state Sorgà e Bovolone. La risposta pervenuta da Bovolone è arrivata direttamente dal Sindaco e in tempi strettissimi.

Gentile sig. Moreschi

Le sue riprese come privato, in riferimento a pareri ministeriali, sarebbero possibili solo se anche il comune provvedesse a tali riprese in modo ufficiale. Ci deve essere sempre un documento archiviato e certificato a disposizione in caso di necessità in contraddittorio. La prassi instaurata con gli altri comuni va contro questo principio, ma ognuno si regola come crede. Non potendo il Comune sostenerne l’onere in questo momento non mi è possibile acconsentire alla richiesta.

Distinti saluti
Fagnani Riccardo

Oggi mi ha risposto il Comune di Sorgà nella persona di Barbara Tregnago, assessore alla cultura e all’istruzione.

Egregio Sig. Moreschi

pur riconoscendo il valore del Suo operato, atto ad incentivare l’informazione su quanto accade nel nostro territorio, sono a comunicare che, in assenza di Sua iscrizione all’Ordine dei Giornalisti del Veneto (e quindi di una deontologica professione a supporto) la Giunta Comunale ha deciso di rinunciare all’opportunità in oggetto da Lei offerta.

Sempre a disposizione (in quanto giornalista professionista n° 061483), saluto cordialmente.

L’assessore alla cultura e all’istruzione
Barbara Tregnago

Non sanno più cosa inventarsi pur di non farmi entrare in Consiglio Comunale con le telecamere. Hanno paura dei cittadini informati. Hanno paura perché con le telecamere si portano a conoscenza tutte le decisioni che vengono prese nelle stanza dei bottoni. Addirittura l’assessore Barbara Tregnago dice: «in assenza di Sua iscrizione all’Ordine dei Giornalisti del Veneto…la Giunta Comunale ha deciso di rinunciare all’opportunità in oggetto da Lei offerta.»
Secondo l’assessore Tregnago dovrei essere un giornalista per entrare e documentare quello che succede nella casa dei cittadini quale è il Comune di Sorgà.
Invito tutti i ragazzi, che credono in una informazione libera, ad andare alle sedute dei Consigli Comunali con la telecamera e a documentare quanto accade. Il blog caricherà tutti i filmati pervenuti. Per informazioni e contatti scrivete a Mirco.

L’odore della campagna…elettorale

lunedì, 25 ottobre 2010

Giovedì 21 ottobre presso il teatro parrocchiale di Bonferraro si è svolto un incontro organizzato dalla Lega Nord, sezione locale, per esprimere la contrarietà al progetto della Water & Soil. Alla serata hanno partecipato vari esponenti del movimento padano fra cui l’onorevole Matteo Bragantini, l’assessore all’ambiente Fabio Venturi e il sindaco di Verona Flavio Tosi. E’ stata, a mio avviso, una serata davvero interessante. In certi frangenti sembrava di essere a pochi giorni dalle elezioni perché “l’odore” di campagna elettorale era davvero forte. Le forze messe in campo per accaparrarsi le simpatie del comitato sono state davvero interessanti, a partire proprio dal referente locale.
Tutti gli ospiti invitati hanno tenuto un discorso e quello che mi ha colpito di più è stato il discorso dell’onorevole Matteo Bragantini. Un discorso appassionato, coinvolgente che invito il sindaco Tosi, non ancora arrivato al momento dell’intervento, ad ascoltare con attenzione. L’onorevole in un passaggio dichiara:

…perché noi non siamo quelli che dicono di no a tutto (riferendosi agli amministratori della Lega Nord – ndr), noi siamo dell’idea che prima bisogna sentire i cittadini, se i cittadini vedono che sono d’accordo per un certo impianto, per una certa azienda, per una certa scelta all’ora si può fare questa scelta. Se la popolazione è contraria bisogna seguire la popolazione

Invito caldamente il sindaco Flavio Tosi a seguire i consigli del collega di partito, l’onorevole Matteo Bragantini, affinché si cominci a concertare e a dialogare con i comitati contro l’inceneritore di Ca’ del Bue e non di imporre la scelta di tale impianto come l’unica possibile ed attuabile.

Lo spettro della sanità privata

sabato, 23 ottobre 2010

Tutti i media, in testa i telegiornali, continuano a parlare di casi di malasanità. Che la sanità italiana in questi ultimi anni non vada affatto bene è sotto gli occhi di tutti. Basta guardare la nostra realtà, la nostra zona. Nogara, Bovolone, Zevio sono ormai Centri Polifunzionali, non si possono più chiamare ospedali. L’unico che resta ancora in piedi è l’ospedale di Legnago.
Questo continuo martellamento, da parte degli organi di informazione, riguardante il malfunzionamento della sanità pubblica mi induce ad avere qualche sospetto e a pensare che si voglia, in un certo qual modo, “invogliare” la gente a preferire la sanità privata a quella pubblica. Mi torna in mente Noam Chomsky:

Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.

Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà.

O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

Continuare a parlare male della sanità pubblica può fare accettare il fatto che l’unica alternativa e l’unica soluzione sia quella di trasformare la sanità da pubblica a privata. Sicko, di Michael Moore, descrive benissimo la situazione sanitaria americana (prima della riforma di Obama). Se non l’avete visto vi invito caldamente a farlo.