Il polipropilene si ricicla, il Mater-Bi no

A volte mi chiedo perché continuano a prenderci per il culo. Perché continuano a trattarci come dei disabili mentali. Leggo sul quotidiano L’Arena questo articolo dove si dice che la plastica è meglio del Mater-Bi. Tenetevi forte ve lo riporto.

IL CASO. Il materiale biodegradabile ha costi più alti, non è riutilizzabile e muore subito

La plastica? Si ricicla «È meglio del mater bi»

La Isap ha sperimentato a Nogara il riuso e riciclo delle stoviglie monouso in polipropilene: sono state ricavate 2mila biopattumiere

Feste e sagre paesane e attenzione ecologica: attraverso l’uso di materiali ecosostenibili per tutto quello che riguarda la ristorazione, dai piatti alle posate ai bicchieri. Proprio nel solco di una maggiore attenzione all’aspetto ambientale il Comune di Verona ha già fissato nello scorso aprile la norma che impone di utilizzare stoviglie in Mater bi, cioè totalmente biodegradabili, mentre Legambiente aveva avanzato a luglio una proposta di legge regionale per la messa al bando delle stoviglie di plastica in tutto il Veneto, sostituite da quelle biodegradabili.

Ora però arriva dalla 24ma edizione della festa Riso Co’ le Nose di Nogara, che si è conclusa la scorsa domenica, il lancio di un nuovo progetto sperimentale, sempre in linea con i principi ecologisti, ma che rilancia l’uso della plastica proponendo il riciclo e il successivo riutilizzo delle stoviglie monouso in un tipo particolare di plastica (polipropilene, come appunto è avvenuto durante la festa nogarese). A presentare l’iniziativa, ieri, sono stati lo stesso sindaco di Nogara Simone Falco, il presidente di Eco Cisi spa Pietro Caucchioli e il direttore Maurizio Barbati, la società a partecipazione pubblica con sede a Nogara che si occupa di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani, Marco Omboni, direttore marketing di Isap Packaging, l’azienda veronese, con sede in lungadige Attiraglio, che produce stoviglie in plastica monouso, e Enrico Maria Chialchia, presidente di Ippr, l’Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo.

«Isap ha voluto avviare con il Comune di Nogara un’iniziativa concreta, chiamata RI-evento, promossa in collaborazione con Ippr, ed Eco Cisi, che consiste nell’adozione di piatti, bicchieri, posate, ciotole e piattini utilizzati negli stand! gastronomici della sagra realizzati in un unico materiale plastico (il polipropilene), che sono stati poi raccolti nei compattatori di Eco Cisi per essere trasformati in granuli e rinascere in nuovi, utili oggetti», ha spiegato Omboni.

«RI-evento è stato il primo vero progetto sperimentale di riciclo e riutilizzo delle stoviglie monouso in polipropilene a livello provinciale e regionale». Ha proseguito Caucchioli.

«Come prova effettiva che il riciclo non è cosa vana, con il polipropilene riciclato proveniente dalla festa sono state realizzate circa 2.000 biopattumiere da 10 litri del peso di 578 grammi, a dimostrazione che è possibile coniugare l’ecosostenibilità alla funzionalità, trasformando i rifiuti in risorse.

Lo stesso nome RI-evento e il relativo slogan “dacosanascecosa” sono stati adottati per dare l’idea delle infinite possibilità di trasformazione e riutilizzo di una semplice fornitura di stoviglie monouso in plastica: il mater bi al contrario finisce con se stesso, è biodegradabile ma non porta alla realizzazione di nuovi prodotti e ha un costo molto più alto, che imporrebbe a chi realizza la manifestazione una spesa nettamente superiore.

Dati alla mano, confrontando l’edizione 2010 con il 2009 ne emerge che la percentuale di rifiuto selezionato e differenziato è passata dal 40% del 2009 all’88% nel 2010. Solo il 12% finisce in discarica, tutto il resto diventa prodotto nuovo».

Ho evidenziato in rosso il perché si elogia la plastica rispetto al Mater-Bi. Perché la plastica costa sicuramente meno del Mater-Bi. E’ tutto qui! E’ nel costo il vero motivo di scelta di un materiale piuttosto che un altro. Continuiamo a trasformare la plastica, ma questa ce la troviamo sempre qui! Anche fra cent’anni. Trasformiamo un piatto in un tappo o, per esempio, mille piatti in una panchina. Ma è sempre plastica.
La domanda che mi viene in mente è questa: con quello che costa un risotto alle sagre paesane (dai 4 ai 5 euro) non è possibile ricavare anche i soldi per ripagarsi le stoviglie in Mater-Bi?
Gradirei che qualcuno, ad esempio l’assessore all’ambiente, rispondesse alla mia domanda.

P.S. Consiglio al sindaco Falco di dire al sindaco di Verona Flavio Tosi che la plastica va riciclata e non bruciata.

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6 Commenti a “Il polipropilene si ricicla, il Mater-Bi no”

  1. marco motterani scrive:

    quanto hai ragione mirco.
    l’ignoranza la fa sempre da padrona a quanto vedo. Sarà pur vero che riciclare è la soluzione migliore, ma bisogna educare la popolazione a NON dipendere dal petrolio. Per creare le stoviglie in plastica bisogna estrarre il petrolio, con tutte le conseguenze che abbiamo visto ieri sera a Report per esempio, per poi consumare ancora energia per distruggerle e trasformarle in pattumiere! Eppure l’ISAP produce stoviglie in mater-bi!!
    per informazione all’amministrazione di Nogara, gli alpini alla festa di San Tommaso usano stoviglie in ceramica, lavabili e riutilizzabili!! questo è ingegno non il vostro!! la vostra è solo pubblicità ingannevole! mista a tanta ignoranza…..
    Si sa però che l’importante è il prezzo, guadagnare sempre più nella vendita dei risotti, senza pagare un euro in tasse, (gli scontrini della festa non sono fiscali!!)
    visto comunque che, con il riciclo delle stoviglie, si è prodotto meno rifiuto secco almeno il sindaco Falco ha avuto il coraggio di chiedere lo sconto sullo smaltimento al cisi?
    Mi viene da ridere………

    p.s. Mirco, la comunicazione tra Falco e Tosi è a senso unico, da Tosi a Falco!! loro si definiscono militanti e devono rispettare i gradi, mettersi sull’attenti e obbedire!

  2. ivan melandri scrive:

    è difficile rispondere in modo pacifico e pacato a queste affermazioni.
    La prima reazione alla lettura di ciò che dice Caucchioli è cadere dalla sedia!

    Qui stanno giocando con le parole…già il fatto di riusare una stoviglia monouso è una contraddizione in termini (vale a dire: tutto regolare dal punto di vista sanitario??)…
    Cosa numero 2: le affermazioni sono proprio da dirigente di una società che fa smaltimento rifiuti e guadagna su questo. Infatti la logica generale dovrebbe farci dire che occorre, è urgente ridurre i rifiuti, quindi il mater bi va proprio in questa direzione per una volta…dovremmo ridurre gli imballaggi in plastica, evitarli come una malattia…e invece sentiamo dire che va bene così???

    Dovrebbero farsi un lungo esame di coscienza, da chi fa certe affermazioni a chi le pubblica….

    il problema è che alla gente va bene tutto…
    buon 1 novembre a tutti!

  3. Michele Turazza scrive:

    un passo avanti e tremila indietro…

    • Michele Turazza scrive:

      a proposito di passi indietro, avete visto il disastro nella zona dell’est veronese? bastano 2 ore di pioggia e tutto viene travolto… e basterebbero pochi alberi in più, in posti strategici, per prevenire tutto questo… ringraziamo vivamente le amministrazioni comunali che invece di piantarli (e piantarla di fare cavolate) li tagliano senza motivo.

  4. Cesare Gizzi scrive:

    Si potrebbe dire, a proposito di dipendenza del petrolio, che questa termina nel momento in cui riciclo il prodotto mono-uso, perchè questa non ha bisogno, o non dovrebbe aver bisogno, di materia prima.
    Ma riguardo al maggior costo di acquisto del prodotti Mater-b rispetto agli equivalenti di plastica, vanno considerati poi i costi in termini di smaltimento e di impatto ambientale che, in un modo o nell’altro, paghiamo con le nostre tasche e con la nostra salute.
    Per smaltire il Mater-B basta un impianto di compostaggio, anche domestico quando si parla di esigenze appunto domestiche e non di fiere e sagre, ma questo processo non giustifica un lavoro ulteriore e quindi, all’atto pratica, altre risorse economiche a copertura di questo lavoro.
    E’ un pò quello che accade con i termo-valorizzatori che, a prescindere dal loro impatto ambientale, per funzionare hanno bisogno di rifiuti e senza di questi non trovano la loro gisutificazione.

    • marco motterani scrive:

      secondo lei è meglio un impianto di compostaggio o un inceneritore?

      i maggiori costi per l’acquisto del mater bi vengono ripianati dal minore costo di smaltimento del rifiuto secco (visto che fino ad oggi le stoviglie erano rifiuto secco). una volta creata la plastica non se ne andrà più dal nostro pianeta. il riciclo oggi serve perchè produciamo troppa plastica ed è giusto venga riciclata, ma non deve essere la soluzione al problema.
      bisogna bandire la plastica (come le borse della spesa per sostituirle con borse in cotone riutilizzabili) e soprattutto educare la popolazione!

      inoltre, riguardo il compostaggio, la soluzione migliore è questa: ogni comune dovrebbe dotarsi di un impianto a biogas dimensionato ad hoc in base alla produzione di rifiuto umido del comune stesso. in questo modo l’umido non rappresenterebbe più un costo in termini di smaltimento ma il carburante necessario per produrre energia elettrica la quale rappresenterà una fonte di guadagno per il comune.

      questo è federalismo! e voglia di fare…….
      purtroppo queste idee sono difficilmente realizzabili (ammenoche non ci siano persone lungimiranti al governo) grazie al patto di stabilità che immobilizza i comuni persino nel pagare le aziende che hanno lavorato anche se il comune dispone di liquidità.
      alla faccia del federalismo che la lega dovrebbe aver già attivato invece di proteggere il presidente dai suoi festini e alla faccia di quei cittadini che ci credono ancora, e che aime non conoscono nemmeno il significato del termine federalismo, ma li votano!!

      riguardo agli inceneritori, per funzionare non hanno bisogno dei rifiuti ma degli incentivi statali (cip6 o certificati verdi) che grazie ad una legge vergognosa (creata ad hoc per i petrolieri e non solo) vengono sottratti alle vere energie sostenibili.