I danni del cancrovalorizzatore di Brescia

Chi è ancora convinto che l’inceneritore sia la soluzione al problema dei rifiuti è un povero illuso oltre che uno stupido cronico. In questo articolo tratto da Brescia Point vengono denunciati i danni collaterali derivati da questi mostri tecnologici.

Inceneritore di Brescia, impianto talmente tecnologico e moderno che è severamente vietato tutto nei terreni circostanti.

In un precedente articolo: “A Brescia non solo ricchezza”, veniva denunciata la presenza di diossina e PBC nel latte in quantità superiore ai limiti di legge, con conseguente aumento del cancro, malformazioni fetali, Parkison, Alzeheimer, infarto, ictus a causa del termovalorizzatore di Brescia. Ma oltre ai danni sopra evidenziati, se ne contano altri che normalmente vengono sottovalutati. Ci ha pensato il sito “Ambiente Brescia” a raccontarci quali altre problematiche ha portato il termovalorizzatore di questa città di 191.618 abitanti (nel 2009). Il teleriscaldamento (distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda) è una scelta difficilmente reversibile poiché richiede investimenti notevoli.

Gli impianti di gas metano che pervenivano nei vari fabbricati, sono stati smantellati, poiché la distribuzione di gas per l’utilizzo nelle sole cucine, risultava antieconomica (causa i costi di manutenzione). Pertanto, per cucinare, gli abitanti sono stati costretti ad utilizzare cucine ad induzione elettromagnetica, con conseguente aumento dei consumi elettrici; la città viene scaldata anche d’estate con conseguente aumento di calore di due o tre gradi. Nel 2009, Brescia è diventata la città più calda d’Italia, ricorrendo massicciamente ai condizionatori; è tra le città italiane con più alti consumi elettrici pro-capite. Il teleriscaldamento determina una spinta allo spreco dei consumi di acqua calda che viene utilizzata nei servizi igienici  anche in estate.

L’inceneritore e la centrale a carbone restano accese anche nel periodo estivo. Quando il traffico si dimezza, le acciaierie sono chiuse, il PM10 (particelle dovute all’attività dell’uomo nei processi di combustione), le polveri e l’ozono restano a Brescia oltre i limiti di legge. All’inizio il termovalorizzatore di Brescia produceva energia termica per scaldare le case in inverno, poi gli abitanti di questa città si sono ritrovati una centrale termoelettrica funzionante a carbone e rifiuti, altamente inquinanti, poco costosi, in pieno centro cittadino. Tutto a vantaggio dell’ASM  Energia e Ambiente S.R.L. di Brescia e società collegate.

Il costo enorme di questo investimento mirante soprattutto a produrre energia elettrica durante l’intero arco dell’anno, implica ed implicherà per Brescia la dipendenza dalla Centrale Termoelettrica per parecchio tempo. Tutto questo allontanerà la prospettiva di poter  utilizzare  a breve altre soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

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16 Commenti a “I danni del cancrovalorizzatore di Brescia”

  1. marco motterani scrive:

    adesso mi piacerebbe sentire cosa ha da dire Pozzati!!!!!!!!!!!!!!

    alla faccia della minoranza (ignorante) di Gazzo che volevano la centrale a biomasse e che ora distribuiscono volantini contro un’antenna della telefonia……………..

    amministrare è un’altra cosa!

  2. Dimpemekug scrive:

    Brescia è la città con maggiore inquinamento atmosferico della Lombardia da PM10, e lo era già prima dell’entrata in funzione del termovalorizzatore. Le fonti di “polveri sottili” sono per la maggior parte le emissioni industriali (Fonte: APAT, Qualità dell’ambiente urbano, III rapporto, Roma 2006). Discorso analogo per quanto riguarda le contaminazioni da diossina della popolazione bresciana, superiore a quella riscontrabile a Seveso.
    Ma nulla di tutto ciò è riconducibile all’attività del termovalorizzatore.

    Esiste una segnalazione di infrazione del 2007 da parte dell’Unione Europea, che però riguarda unicamente le procedure burocratiche comunitarie preliminari all’attivazione della “terza linea” di lavorazione. In sostanza, le direttive europee imponevano una VIA che la normativa italiana non prevedeva. (http://www.criticamente.it/ambiente/5062-manca-la-via-nellinceneritore-di-brescia-corte-ue-condanna-italia)

    Tutto ciò non ha nulla a che fare con la presunta pericolosità dell’impianto che, al contrario, è stato riconosciuto dal Waste to Energy Research and Technology Council (associazione formata da tecnici, scienziati ed industrie di tutto il mondo) come miglior impianto di termovalorizzazione al mondo per efficienza nel recupero di energia elettrica e termica, per livello di emissioni, per qualità nel riutilizzo e trattamento dei residui, per accettazione della comunità locale e per qualità estetica e architettonica.

    (V.: http://www.federambiente.it/open_attachment.aspx?I0=1dd66158-2408-47ca-a6a5-dc1476ca3369 ; http://www.rifiutilab.it/dettaglio_doc.asp?id=1306&menuindex= ; http://www.seas.columbia.edu/earth/wtert/wmeeting_awards.html)

    In altre parole è un impianto sicuro e consente di risparmiare in termini di elettricità e riscaldamento. Più sicuro – va sottolineato – addirittura dell’analogo impianto di Vienna, che si trova all’interno dell’insediamento residenziale della città.

    Ci sono emissioni tossiche di diossine e furani, come avviene – inutile nasconderlo – per qualsiasi tipo di trattamento dei rifiuti. Tuttavia il livello di tali emissioni è molte volte inferiore a quello di ciascuno degli impianti industriali che circondano il termovalorizzatore, e comunque al di sotto dei limiti di pericolosità stabiliti dalla legge.

    Gli studi epidemiologici compiuti fino ad oggi non evidenziano alcun maggior rischio di malattia correlato in qualche modo con la presenza di impianti di termovalorizzazione. Stessa cosa si può dire della zona di Brescia. Non esiste alcun dato oggettivo per cui si può affermare che il termovalorizzatore di Brescia sia pericoloso per la salute. Ci sono invece fatti (la produzione di elettricità e calore dai rifiuti) che dimostrano l’impatto positivo che l’impianto ha avuto sulla vita popolazione.

    Come è evidente, risulta del tutto fuorviante e disinformativo, in questo caso, indicare in tale impianto la causa dell’inquinamento atmosferico di Brescia. Sembra quasi che si sia voluta deformare la realtà oggettiva allo scopo di convalidare una propria convinzione (quella della pericolosità dei termovalorizzatori) che non trova altrimenti alcun fondamento nella realtà.

    • doctor mystere scrive:

      Finalmente un commento razionale su questo sito di monomaniaci grillini.

      Le centrali elettriche a biomasse, specie quelle costruite negli ultimi dieci anni, rappresentano un metodo sicuro e non inquinante per il trattamento dei RSU. Questi sono i fatti che emergono dalle esperienze.

      Aggiungo alle fonti già citate, un articolo divulgativo sulle conseguenze a lungo termine dell’esposizione umana alla diossina.
      L’articolo è stato pubblicato sul numero 212 di “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, di aprile 1986; autore Fred H. Tschirley, titolo “La diossina”.

      Vi si dimostra che, data la rapida metabolizzazione (ed eliminazione) della sostanza nell’organismo umano, a fronte di una esposizione a dosi non elevate, non si rilevano effetti di accumulo della diossina nell’organismo e quindi non ci sono effetti tossici a lungo termine negli esseri umani.

      Questo dato scientifico rafforza le conclusioni più recenti sull’assoluta sicurezza degli impianti di termovalorizzazione per quanto riguarda le emissioni di diossina che sono molto al di sotto dei livelli tossici (e molto al di sotto delle emissioni industriali nella stessa area).

      Per contro non c’è alcuna indicazione di fonti per i dati affastellati senza criterio nel post che peraltro non trovano alcun riscontro negli studi seri ed affidabili pubblicati fino ad oggi. Sembra che l’autore abbia inventato di sana pianta le sue informazioni, tanto sono diverse dalla realtà documentata.

      Qual è lo scopo di tale disinformazione?

      • Mirco Moreschi scrive:

        Se fossi convinto delle veridicità di quello che hai scritto avresti firmato il commento con Nome e Cognome. Probabilmente non credi nemmeno tu a quello che asserisci e vuoi solo qualche minuto di visibilità.
        Approvandoti il commento ti ho permesso di dire la tua e, al contrario di quanto hai fatto tu, nessuno ti ha offeso o apostrofato con strani epiteti,
        Comincia a firmarti con Nome e Cognome e poi potremmo iniziare una conversazione.

        P.S. Invito gli altri visitatori del blog a non dare del cibo a questo troll

        • doctor mystere scrive:

          Il commento contiene informazioni chiare e documentate che riguardano l’argomento del post, con tanto di precisi riferimenti bibliografici. Chiunque può verificare la correttezza delle mie affermazioni.

          Pubblicando il commento hai soltanto compiuto il tuo dovere. Se tu fossi interessato a scrivere la verità, risponderesti ai fatti che ho presentato, senza ricorrere a pretestuose ed infantili accuse ed a “strani epiteti”.

          Confutare le tue affermazioni prive di fondamento non è un comportamento da “troll”, ma soltanto un invito al dialogo per far emergere la verità scientifica. Sta a te dimostrare sufficiente apertura mentale da prendere in considerazione la realtà, anche quando non corrisponde ai tuoi desideri.

          • ivan melandri scrive:

            fa piacere anche a me vedere delle risposte ben documentate, ma volevo chiedervi:
            gli studi fin qui citati risalgono al 2007 se non ho letto male, quindi comprendono anche gli effetti delle nanoparticelle oltre che dei PM10?
            Non vorrei che dopo domani scoprissimo di ammalarci per cause che semplicemente non erano ancora state “misurate” nelle vostre fonti riportate… mi sembra che qualche studio in proposito ci sia già e superi i dati da voi riportati…

            Grazie.

          • Mirco Moreschi scrive:

            Questa persona non ha intenzione di dialogare o creare spunti riflessivi. Questo personaggio ha già scritto su questo blog ed è stato bannato perché continua a fomentare zizzania senza creare nulla di positivo. So chi sei, ho aspettato questa risposta per avere la certezza, ma con lo pseudonimo che hai si capisce subito.
            Torna a fare teatro e a occuparti del mistero, dell’occulto e delle bufale. Alcune persone che scrivono su questo blog hanno scritto anche sul tuo e tu le hai censurate. Ti dò un consiglio: lasciami perdere.

            Per tutti i visitatori del blog: non date da mangiare a questo Troll. Non rispondete ai messaggi. Vuole solo fomentare zizzania e basta. A questa persona stanno sui coglioni i grillini e sto sui coglioni io. Qualsiasi cosa dico non gli andrà mai bene. Fidatevi di me. Lasciate perdere.

      • marco motterani scrive:

        gli inviti a cena non si rifiutano mai.
        caro doctor, hai detto:

        “Vi si dimostra che, data la rapida metabolizzazione (ed eliminazione) della sostanza nell’organismo umano, a fronte di una esposizione a dosi non elevate, non si rilevano effetti di accumulo della diossina nell’organismo e quindi non ci sono effetti tossici a lungo termine negli esseri umani.”

        dalla rivista “LE SCIENZE” l’articolo “Seveso, gli effetti a lungo termine della diossina” recita:

        “La diossina è una sostanza tossica che si origina come prodotto di scarto dell?incenerimento dei rifiuti e che persiste nell?ambiente e si accumula nell?organismo umano. La 2,3,7,8-tetraclorodibenzo -p-diossina (TCDD) rilasciata nel disastro di Seveso è il tipo di diosssina più tossico e nel 1997 è stato classificato come cancerogeno di classe 1 dall?Organizzazione mondiale della sanità (Oms).”

        invito i lettori del blog a leggere tutto l’articolo in questione che trovate qui:
        http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Seveso,_gli_effetti_a_lungo_termine_della_diossina/1332846

        Questo è un classico esempio di distorsione della realtà in perfetta linea con la malainformazione perpetrata dal nostro caro mister B.
        dire sempre e comunque il contrario di tutto, della serie negare sempre, anche l’evidenza, difronte al tradimento scoperto dalla moglie!

        inoltre riporto questo studio fatto sugli inceneritori di Venezia:
        http://www.regione.veneto.it/NR/rdonlyres/9911CDDC-0018-4320-BBA5-E79FA240B539/0/diossina.pdf

        inoltre onde evitare i soliti discorsi ” ma è uno studio fatto sui vecchi inceneritori adesso abbiamo quelli di nuova generazione…..”
        idem per il nucleare riporto questo intervista fatta dal blog a Marco Caldiroli, che trovate qui:
        http://www.nogaraonline.net/?p=8882

        caro doctor mystere leggi meno fumetti!

        P.S. una risposta mi sembrava doverosa, ma non ho intenzione di rispondere ancora a questa persona, per me l’argomento è chiuso.

        • doctor mystere scrive:

          1. Gli “effetti a lungo termine” della diossina a Seveso riguardano quantità molto alte rilasciate a seguito di un incidente. Citarlo qui è del tutto fuori luogo, allarmistico ed insensato.
          2. Il rilascio di diossine in atmosfera è una conseguenza comune a tutte le attività umane che prevedono combustione.
          3. La presenza di diossina a bassi livelli di concentrazione non è correlata in alcun modo a problemi di salute in nessuna parte del mondo.
          4. La rapida metabolizzazione nell’organismo umano impedisce accumuli pericolosi di diossina.
          5. L’unica distorsione della realtà è quella operata da incompetenti che tentano di adattarla alle proprie convinzioni fino al punto di censurare chiunque sia in grado di scoprire le vostre manipolazioni.

        • doctor mystere scrive:

          I dati certi restano sempre gli stessi:

          1. Nessuno studio dimostra una qualsiasi correlazione tra la presenza a Brescia del più grande termovalorizzatore d’Europa ed una qualsiasi patologia degli abitanti.

          2. Il termovalorizzatore di Brescia è il più pulito e sicuro secondo i maggiori esperti mondiali.

          Tanto basta a definire false le affermazioni di questo post. Il vostro rifiuto di discutere è sintomatico delle vostre difficoltà ad accettare i fatti. Ed è ovviamente indicativo dell’onestà delle vostre azioni.

          • ivan melandri scrive:

            con “vostro rifiuto” cosa intendi? per es. hai evitato accuratamente di rispondere alle mie domande e con la tua ultima frase offendi pure: “Ed è ovviamente indicativo dell’onestà delle vostre azioni.”
            Io non ti conosco, ma da queste premesse chi non vuole dialogare sei tu che ti permetti di dare dei disonesti a persone che si fanno il mazzo tutto il giorno per il loro paese…
            Se hai indicazioni esatte e recenti benvengano, ma non puoi dire che chi non la pensa come te sia un disonesto…

          • doctor mystere scrive:

            La disonestà è palese, la mia non è un’accusa, ma una costatazione di fatto. C’è poco da negare.
            Di fronte alle obiezioni corrette e documentate è stato opposta ottusamente l’accusa di essere un “Troll”, invitando a non rispondere.

            Comoda scappatoia per mettere a tacere chi scopre le vostre menzogne? I fatti dimostrano questo, e mi consentono di definire senza alcuna esitazione tale comportamento come palesemente disonesto.

            Sta a voi dimostrare il contrario ritirando insulti ed accuse.

    • marco motterani scrive:

      http://www.rifiutilab.it/dettaglio_doc.asp?id=1306&menuindex=

      questo è un premio dato dal consiglio per la ricerca e la tecnologia della termovalorizzazione. mi sembra ovvio che premino i termovalorizzatori no?

      poi recita: “per il migliore impianto di termovalorizzazione nel mondo. I criteri di valutazione sono: efficienza nel recupero di energia elettrica e termica; livello di emissioni conseguito; qualità nel riutilizzo e trattamento dei residui; ”

      certo, ma significa anche che inquina, a norma di legge ma inquina!
      ci basta questo? che inquini a norma di legge? e se domani alzano i limiti di legge? andrà ancora meglio?
      le alternative ci sono e non inquinano, io voglio queste!

    • marco motterani scrive:

      i termovalorizzatori, guarda caso, vengono posizionati lungo le autostrade o nei pressi di altri impianti industriali così da rendere difficile l’attribuzione di eventuali agenti inquinanti trovati sul territorio.

      mai una volta che si citi il risparmio energetico, la riduzione di rifiuti.
      in questo paese prevalgono sempre gli interessi economici.

      complimenti!

  3. soriato scrive:

    un impianto per essere sicuro deve dimostrare la propria non pericolosità. Se io apro un’azienda ho l’obbligo per legge di assicurare i miei clienti sugli impianti o sulle forniture che gli offro. Per energia, gas, acqua le aziende pubblicano dei bandi di gara e si assicurano sugli eventi diciamo “eccezionali”. AVETE LA CERTEZZA CHE NON PROVOCANO DANNI E SONO SICURI!! TROVATE UNA POLIZZA PER GLI INCENERITORI, ASSICURATE IL CITTADINO/CLIENTE. CONTANDO CHE IL RISCHIO PER UN’AGENZIA PRIVATA NON E’ NEMMENO VALUTABILE E DUNQUE NON RIESCONO A FARE QUESTE POLIZZE, POTREBBERO PROPORLE LO STATO/REGIONE/COMUNE. ALLORA COMINCEREI A CREDERE CHE NON ESISTE PERICOLOSITA’.

  4. marco motterani scrive:

    io e soprattutto i miei amici non siamo disonesti ne menzonieri.
    pensiamo che alternative meno inquinanti ci siano e che il nostro governo dovrebbe innanzitutto tutelare la nostra salute e non solo curare i propri inertessi economici.

    noi non siamo al governo e non abbiamo nessun interesse a mentire per quanto riguarda gli inceneritori piuttosto che il nucleare. Non capisco per quale motivo ci sono persone che continuano a difendere a qualunque costo le scelte fatte dalla propria parte politica. Tutti possiamo sbagliare e il dovere di tutti i cittadini è di criticare le scelte che possono essere sbagliate e consigliare alternative!

    vi lascio con questo post riguardante gli inceneritori e il parere di un’oncologa (non l’oncologo Veronesi che sostiene gli inceneritori e il nucleare per gli evedenti conflitti di interessi):
    http://www.beppegrillo.it/2011/01/tumori_il_punto_di_non_ritorno/index.html