Archivio di gennaio 2011

Lettera anonima

lunedì, 31 gennaio 2011

Questa mattina nella mia cassetta della posta mi sono trovato questa lettera, per così dire, anonima. Ve la riporto integralmente.

Alla c.a. Mirco Moreschi

Nogara On Line

Abbiamo saputo da amici (Alessandro Andreoli lo sta dicendo in giro e si sa dopo le notizie volano) che sarà cambiato il corrispondente de L’Arena. A posto del sig. Fontana tornerà a scrivere Riccardo Mirandola.

Volevamo solo far emergere una questione di opportunità: il signor Mirandola è stato candidato alle elezioni amministrative ultime scorse con la lista Nogara Prima di Tutto; in occasione della caduta di Falco ci hanno detto che faceva i salti di gioia con tanto di bottiglia; attualmente insieme all’ex consigliere Poltronieri sta sondando in giro per eventuali candidature;

Ora noi ci chiediamo se è opportuno che il signor Mirandola possa tornare a scrivere di politica per Nogara. Dove sta l’imparzialità? Forse tutto quello che abbiamo sentito non è vero, ma se fosse vero crediamo sia giusto sollevare nei confronti degli organi di informazione tale questione. E’ chiedere troppo?

Nogara, gennaio 2011

Cittadini desiderosi di una campagna elettorale pulita e imparziale

Cosa dovrei rispondere a questa lettera? Non si può dar torto per quanto riguarda la questione di opportunità. E’ vero, in un certo qual modo, esiste un conflitto d’interesse fra le due cose. O si fa una o si fa l’altra. Certo è difficile stabilire il confine fra le due cose. Non so se è vera la notizia del reclutamento di nuove leve da parte di Riccardo Mirandola per la futura lista di Luciano Mirandola. Francamente non mi interessa nulla e se così fosse lo potrebbe fare da libero cittadino e non da giornalista e a quel punto non si potrebbe obbiettare nulla. Forse la lista Mirandola ha il problema contrario: ovvero lasciare a casa qualcuno. Certo è, che la cosa dovrebbe far riflettere chi di dovere, così da decidere di mantenere Fontana a scrivere per Nogara. Non che cambi molto, anzi, non cambia assolutamente nulla.
Non mi piacciono le lettere anonime. A me piacciono le persone che ci mettono la faccia e fanno qualcosa per cambiare questo paese. Voglio comunque ringraziare questi “Cittadini desiderosi di una campagna elettorale pulita e imparziale” perché, come scritto nella lettera, considerano il blog un organo di informazione. Il duro lavoro per rendere NogaraOnLine il primo blog letto a Nogara, sta dando i frutti sperati. Sono contento.

P.S. Invito questi cittadini alla riunione del MoVimento 5 Stelle di Nogara, mercoledì 02 febbraio alle ore 20:45 presso la Pizzeria La Rocca, in via Caselle a Nogara.

Gli schiavi esistono ancora

domenica, 30 gennaio 2011

Gli schiavi esistono ancora, anche nel 2011.

Cologna Veneta: lavoratrici o schiave?

2 euro e 60 centesimi l’ora per circa 300 ore mensili senza riposo settimanale, senza vedersi garantiti diritti fondamentali come quello alla malattia o all’infortunio. Sono questi i connotati della schiavitù, perché di questo si tratta, in cui sono tenute 15 braccianti dell’Azienda Agricola San Sebastiano di Cologna Veneta. Le lavoratrici, tutte non italiane, lunedì hanno nuovamente “ incrociato le braccia” per dare voce al proprio disagio e rivendicare condizioni di lavoro più dignitose, stipendi arretrati ed orari che consentano di conciliare l’occupazione con l’accudimento della famiglia e dei figli. In dicembre, la prima protesta con un sit-in di un’ora davanti ai cancelli dell’azienda. La richiesta delle lavoratrici è che venga applicato il contratto collettivo nazionale. Il titolare dell’Azienda ha lamentato il danno economico causato dalla mancata lavorazione di un’ingente quantità di radicchio rosso. Per colpa di “quelle signore” l’azienda non potrà più trattare radicchio. Ne prendiamo atto e speriamo che la contropartita sia un’assunzione di responsabilità dell’azienda nei confronti delle proprie lavoratrici. Ribadisco: lavoratrici non schiave. Cinzia Inguanta

Il datore di lavoro tende pure a precisare e ribadire che sono lavoratrici e non schiave. Come chiamare delle braccianti a 2 euro e 60 centesimi l’ora per circa 300 ore mensili senza riposo settimanale,  senza vedersi garantiti diritti fondamentali come quello alla malattia o all’infortunio? Gli immigrati nel nostro paese servono a datori di lavoro come quello citato nell’articolo perché così possono essere sfruttati con 300 ore mensili, senza diritti e con paghe da fame.

Sportello On Line: Nessuna risposta

sabato, 29 gennaio 2011

Mi è arrivata questa mail allo Sportello On Line.

Buongiorno, sono un lettore come tanti altri di Nogara on line, e volevo dire che per quanto riguarda il modello da presentare, in questo caso al cisi, per la denuncia dell’iva sui rifiuti, io l’ho gia’ fatta oramai piu’ di 6 mesi fa, ma non ho avuto nessun riscontro da tale ente e credo che a questo punto non so quanto valga la pena fare tante carte per non aver alcuna risposta.

Cordialità

Le comunico che non solo Lei ha fatto la richiesta per la restituzione dell’Iva, ma tanti altri Nogaresi. Purtroppo il Cisi ha il vizio di non rispondere e non solo su questa questione. Ad oggi la situazione del Cisi è molto difficile e credo che la risposta a queste istanze sia l’ultimo dei pensieri che passano per la testa al Cisi.

Un milione di euro

venerdì, 28 gennaio 2011

Il quotidiano L’Arena oggi pubblica questo articolo.

A Nogara patto di stabilità sforato per un milione di euro

La prima analisi della situazione economica del commissario Rose Maria Machiné. Previsti tagli importanti per riordinare le cifre. Un impegno che riguarda anche debiti inattesi. Ferme le opere pubbliche, solo scelte tecniche.

Nogara. Sistemare i conti pubblici dopo due anni consecutivi di sforamento del patto di stabilità. È questo l’obiettivo primario e fondamentale che si è posto il commissario Rose Maria Machinè dopo aver analizzato la situazione finanziaria del Comune e trovatasi in eredità.

«Il comune ha sforato il patto di stabilità anche per il 2010 per una somma di circa 980 mila euro», spiega il commissario, confermando quanto sostengono già da alcuni giorni tutte le forze politiche del paese. «Mi adopererò fin dai prossimi giorni per la stesura del bilancio 2011, in collaborazione con i funzionari comunali. Si tratta di uno sforamento importante e dovremo decidere quali tagli effettuare sulla spesa pubblica per riportare in ordine i conti. Non sarà una cosa facile, ma faremo esclusivamente delle scelte tecniche e non politiche, visto che Nogara è oramai in campagna elettorale. Sul fronte delle opere pubbliche non vi saranno novità, viste le problematiche finanziarie che abbiamo riscontrato. Il bilancio servirà anche a far muovere la macchina amministrativa per consentire agli uffici di lavorare con efficienza. Eventuali debiti fuori bilancio relativi al passato non saranno riconosciuti, se mancheranno i relativi atti amministrativi come determine o delibere». Nei giorni scorsi infatti sembra che in Comune siano arrivate alcune fatture per circa 40 mila per spettacoli culturali relativi alla giunta dell’ex sindaco Oliviero Olivieri e che ora dovranno essere valutate dai funzionari municipali.

Il bilancio non sarà comunque la sola patata bollente che il commissario Macchinè si troverà a dover affrontare. Vi sono infatti anche delle questioni amministrative che giacciono in sospeso da alcuni anni e che il funzionario del Prefetto intende prendere in mano e portare a soluzione. «Ci troviamo anche a dover decidere su un cavalcavia delle Ferrovie dello Stato che nel 2002 era stato oggetto di una ordinanza di demolizione». Aggiunge Macchinè. «Negli anni successivi, le Ferrovie si erano appellate al Tar che però ha respinto il ricorso. Ora ci troviamo a dover decidere se far demolire il cavalcaferrovia oppure sanare la situazione, valutando se esista un vantaggio per il paese. Altre problematiche saranno affrontate man mano che si presenteranno tenendo sempre presente che si dovranno sempre fare i conti con le casse comunali». Riccardo Mirandola

Lo sforamento del Patto di Stabilità, come spiega il commissario, è arrivato a quota 980 mila euro. Durante l’intervista che ho fatto a Sardini, ormai ex assessore al bilancio, ho chiesto più volte la cifra dello sforamento e non mi ha saputo rispondere. Credo che un assessore al bilancio debba conoscere l’entità dello sforamento del Comune da lui amministrato. La cosa risulta davvero paradossale. L’intervista è stata fatta a metà dicembre 2010 e il commissario “rivela” la notizia dello sforamento oggi, cioè a fine gennaio 2011. E’ passato poco più di un mese da quando ho chiesto a Sardini l’ammontare dello sforamento. Forse non era a conoscenza della reale situazione economica del Comune?
Fare gli amministratori è una cosa seria e chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica lo deve fare con scienza e coscienza. E’ vero che lo sforamento è iniziato in epoca Olivieri-Ceolini, ma è anche vero che negli ultimi nove mesi la giunta Falco-Montemezzi non ha fatto nulla per arginare il crescere delle sforamento. Questi sono fatti non chiacchiere.
Staremo a vedere l’evolversi della situazione. Credo che ne vedremo delle belle, preparatevi!

P.S. Se Dimitri Sardini, ex assessore al bilancio, vuole replicare a questo post il blog è a disposizione.

La Padania non esiste, nemmeno a Oppeano

giovedì, 27 gennaio 2011

Gli amici di Bovolone 5 Stelle hanno scritto un post che vi voglio riprotare.

In un paese che confina con Bovolone da un po’ di tempo è nata una via che non esiste. Ad Oppeano il Sindaco Alessandro Montagnoli, preso dai suoi vari impegni(Deputato -Gruppo: Lega, Vicepres. Camera -Gruppo: Lega, Sindaco Comune Oppeano -Partito: Lega), ha fatto si che nell’immaginario comune una cosa che non esiste si trasformasse in reale. La globalizzazione sta sempre prendendo piede e la rete rende tutto più vicino. Nonostante questo qualcuno pensa ancora che restringendo i confini ci sia più sicurezza. Chiunque oggi potrebbe essere eletto e mettere nel proprio comune una via a suo piacimento come hanno già fatto con Via Craxi, Via Padania…a questo punto aspettiamo una via Topolinia o via Paperopoli in onore di Silvio.

I confini non esistono, sono solo un segno di vario colore su un pezzo di carta con sotto impressa una foto del nostro pianeta. Restare in un “luogo” per un tempo secondo noi lungo, ossia la nostra vita, fa si che si creda che quel posto sia nostro. Possiamo chiamare il posto dove viviamo con qualsiasi nome ci venga in mente appena ci svegliamo la mattina, ad oggi l’Italia e il mondo intero ha cambiato nome molteplici volte, ma il posto dove viviamo non dipende dal nome che gli diamo ma dalle persone che lo abitano e lo preservano per le nuove generazioni.

Il nome non fa il luogo. Sono le persone che ci abito che fanno si che quel luogo sia bello o brutto, pulito o sporco, inquinato o sano. Tutto qui, svegliamoci!

L’acquedotto fantasma/6

mercoledì, 26 gennaio 2011

Ho parlato molte volte dell’acquedotto di Nogara. Un acquedotto che non esiste e che non è mai entrato in funzione. Ieri L’Arena riporta questo articolo.

GAZZO e NOGARA. Niente opere per i due Comuni che attendevano di avere l’acquedotto

«L’Aato ci ha esclusi dai nuovi piani idrici». Il vice Boninsegna: «Inquinamento da arsenico ormai insostenibile» Il presidente Franchini: «Ormai la coperta si è accorciata per tutti»

Nogara e Gazzo continueranno ad essere tra i pochissimi comuni del veronese che non sono dotati di un acquedotto. Il piano triennale delle opere idrauliche, approvato dall’assemblea dei sindaci a dicembre con il voto contrario di Nogara e Gazzo, non prevede interventi per terminare i lavori di costruzione dell’acquedotto e consentire quindi di eliminare il problema dell’inquinamento da arsenico presente nella maggior parte dei pozzi privati. Una scelta, quella di Aato, che ha destato sconcerto e rabbia tra i rappresentanti dei due comuni, convinti che, dopo i lavori fatti tra il 2009 e il 2010, si potesse completare la posa delle tubature e portare finalmente l’acqua potabile nelle case.

Giampaolo Boninsegna, vicesindaco di Gazzo, e l’allora collega Emanuele Montemezzi (decaduto dall’incarico il 30 dicembre per lo scioglimento del consiglio comunale) hanno deciso di votare contro al provvedimento, tra lo stupore degli amministratori. «I cittadini di Gazzo», ha accusato Boninsegna, «devono godere dello stesso trattamento di quelli di Oppeano, di Isola, di Verona e di altri. Gazzo non è solo il profondo sud della provincia, né la Cenerentola del veronese: è tra i territori comunali più vasti e con un’infinità di problemi da risolvere». L’Aato ha previsto infatti finanziamenti in altre zone, «senza tener conto delle priorità anche di carattere sanitario che coinvolgono tutta la popolazione di Nogara e Gazzo, costretta da anni a fare i conti con acqua inquinata da arsenico e non potabile», ha puntualizzato Boninsegna, «è dal 2005 che nella programmazione si parla della costruzione di un acquedotto che arrivasse fino a Nogara e a Gazzo. A Nogara è arrivato, a Gazzo no. Ed ora è sparito persino dalla programmazione. Nonostante ciò nel nuovo piano troviamo finanziati: potenziamenti di acquedotti esistenti, estensioni di linee, rifacimenti, ristrutturazioni di reti idriche. Per i nostri comuni, invece, nulla di tutto ciò anche se i nostri cittadini non hanno acqua potabile e le nuove case non possono avere l’agibilità. La situazione è insostenibile».

L’Aato, dal canto suo, giustifica i mancati finanziamenti a Nogara e a Gazzo come inevitabile conseguenza dei tagli al bilancio per mancanza di fondi. «La coperta è ormai stretta per tutti», ha spiegato il direttore Luciano Franchini. «Si è cercato di dare precedenza alle priorità. Nogara e Gazzo non sono rientrati nell’elenco delle opera da fare. Abbiamo dovuto effettuare tagli, portando il bilancio annuale da 50 a 13 milioni di euro per il 2010, mentre per il 2011 si passerà da 43 a 20 milioni. Non c’è stata nessuna volontà di penalizzare Nogara e Gazzo, ma voglio evidenziare che il problema dell’arsenico c’è dal 2002 e non si sono viste iniziative per risolverlo».

Naturalmente all’ex giunta Lega-Futuristica, dell’acquedotto, e in particolare della salubrità dell’acqua, interessa poco. Loro hanno a cuore il federalismo, “paroni a casa nostra” e “via tutti gli extracomunitari”. Queste sono le priorità. L’Aato, nell’ormai lontano 2005, aveva elencato in questo documento di sintesi gli interventi previsti per Area e Comune. A pagina 24 si legge: Macro Area: VR/4 Nogara e Gazzo Veronese: attivazione dell’acquedotto di Nogara e Gazzo Veronese; importo € 1.516.452,00. Perché non si è lavorato per far rispettare gli impegni presi dall’Aato nel 2005?
Il direttore Luciano Franchini non ha tutti i torti quando dichiara:

«[...]voglio evidenziare che il problema dell’arsenico c’è dal 2002 e non si sono viste iniziative per risolverlo»

Ha ragione il direttore dell’Aato è da molto tempo che esiste il problema dell’arsenico, alcuni amministratori se ne accorgono solo adesso. Nell’ormai lontano 2008 ho scritto una petizione alla Comunità Europea evidenziando il fatto che l’acqua di Nogara e Gazzo Veronese era ed è inquinata da arsenico e altri inquinanti. Solo il MoVimento 5 Stelle e i Comuni Virtuosi hanno sempre parlato di acqua e della sua importanza, tanto che fra le cinque stelle ne esiste una dedicata esclusivamente all’acqua. Non credete a quelli che ora si stracciano le vesti in favore dell’acquedotto di Nogara e Gazzo Veronese, io sollevavo la questione già parecchi anni fa e venivo sistematicamente deriso e sbeffeggiato, perché le priorità erano altre e mi dicevano che la politica era un altra cosa.

P.S. Se volete parlare della situazione dell’acquedotto Nogarese, domani dalle 14:30 alle 15:30 sarò on-line su Skype

Un paese fallito

martedì, 25 gennaio 2011

Spesso non si ha la percezione reale di quanto sia il debito pubblico italiano e soprattutto degli altri stati europei. Grazie a Google, tramite un grafico, possiamo vedere l’andamento del debito pubblico di tutti i paesi dell’Unione Europea dal 1996 al 2009. Sconcertante è il nostro debito pubblico, il quale sta per toccare i 2000 miliardi di €uro. Cifra stratosferica dalla quale si evince chiaramente che il nostro paese è in default totale. L’Italia è fallita e forse gli italiani di questo non se ne sono accorti. Mentre si parla del bunga-bunga il debito cresce. Mentre si parla di appartamenti il debito cresce. Mentre si parla di tutt’altro il debito cresce e di questo debito non se ne parla mai. Ogni cosa in natura con il passare del tempo si deteriora. Il debito invece no. Il debito continua a crescere senza soluzione di continuità.
Forse Berlusconi non riuscirà ad uscire indenne dal caso Ruby. Forse stavolta è la volta che lo mettono in galera. Ma questo non accadrà così facilmente in quanto l’elicottero per  Antigua è già pronto per il decollo. Ci lascerà qui a sprofondare nel debito e a sperare in una crescita che non arriverà mai. Proprio come ha fatto l’ex leader socialista Bettino Craxi. Anzi, Berlusconi ha fatto di più ed è proprio il caso di dire che l’allievo ha superato il maestro.