
Il candidato sindaco Fico, eletto nel movimento cinque stelle a Napoli, ospite dell’associazione “Beppe Grillo” di Lecce, spiega la sua rivoluzione dal basso. Perché i cittadini si riprendano il Paese
LECCE – Dalle maglie della rete di Internet, il pensiero libero si sbroglia per diventare azione sul territorio laddove, gruppi di cittadini decidono di riappropriarsi della “cosa pubblica” per diventare protagonisti della quotidianità. Non più solo spettatori passivi e sempre delusi da una politica che non cura più gli interessi collettivi, ma attori sulla scena e rivoluzionari del presente.
E’ questa la piccola grande rivoluzione che i meetup di tutta Italia, associazioni nate anche a Lecce sulla scia delle proposte del comico Beppe Grillo, stanno portando avanti con un successo davvero inaspettato. Ed è questo il caso di Roberto Fico, candidato sindaco di Napoli con il MoVimento 5 Stelle (che nasce appunto dai meetup), ospite a Lecce per spiegare la sua rivoluzione in un territorio problematico come quello campano, laddove la “vecchia politica” la fa da padrone, con i mille rivoli della malavita ben radicati. Ovvero, scardinare il vecchio meccanismo delle amministrazioni pubbliche, affollate di persone autoelette che, una volta conquistata la poltrona, diventano sorde agli interessi pubblici è l’obiettivo di Roberto e del movimento di cittadini attivi che lo segue con impegno crescente.
«Il nostro movimento è fatto di persone impegnate in progetti concreti, come la tutela dell’acqua in quanto bene pubblico non commercializzabile o la salvaguardia dell’ambiente attraverso il riuso dei materiali che non devono essere più considerati semplici rifiuti di cui liberarsi - spiega Fico. Cerchiamo di portare questi problemi all’attenzione dell’amministrazione comunale – continua – per concretizzare i nostri progetti, del tutto indipendenti da ogni schieramento politico, siamo pronti a scendere direttamente in campo. Vogliamo riprenderci il paese, in tutti i Comuni, le Regioni e anche il Parlamento».
Quello di Napoli è un esperimento ben riuscito di democrazia partecipativa, in cui il portavoce eletto dagli attivisti del movimento (come Fico) è uno al servizio degli altri e lo scambio di idee che viaggia sulla rete permette un riequilibrio costante delle diverse posizioni che si possono creare. Poche regole nel movimento e tanto buon senso, quindi, e la rivoluzione nasce già nel vocabolario adottato: non si parla di candidato sindaco, ma di portavoce dei cittadini. Una carica vissuta temporaneamente e lontana dai personalismi della politica tradizionale.
«Noi intendiamo modificare alla radice il modo di amministrare una città – continua Fico – e riprogettarla sulla idea di futuro che ci conviene, decidendo se vogliamo il mare pulito o un asilo al posto di un inceneritore – continua Fico – abbiamo tutte le conoscenze che servono, dobbiamo solo disfarci di una classe politica che non serve più.»
Trasparenza, partecipazione, referendum senza quorum dal basso e taglio netto degli stipendi di tutti gli amministratori pubblici: sono queste le regole d’oro del movimento che vuole rimettere al centro della cosa pubblica il cittadino messo ai margini da un sistema politico autoreferenziale. Costruito sul principio della delega che deresposabilizza il singolo.
«Noi non siamo un partito, non esistono gerarchie e nessuno ambisce a una carica pubblica di cui campare a vita – dice Fico – e l’abbiamo già dimostrato rinunciando al finanziamento pubblico per la campagna elettorale. Idem per gli stipendi di tutti i consiglieri a ogni livello politico, da ridurre al minimo per equipararli allo stipendio di un italiano medio». Dal movimento arriva un stop, quindi, alla politica come professione «e poi vedremo – conclude – chi sarà davvero interessato a governare per coscienza civica e per vocazione».
LeccePrima.it - Marina Schirinzi