Ormai hanno rotto i coglioni. Permettetemi questa esclamazione così colorita ma quanto mai azzeccata. I Sindaci che si ostinano a vietare le riprese dei Consigli Comunali ormai sono davvero ridicoli. Personalmente, in merito alla questione, ho avuto a che fare recentemente con il Sindaco di Sanguinetto, Alessandro Braga. Stessa storia per gli amici di Vigasio, come riporta L’Arena.
VIGASIO. Muro contro muro tra maggioranza e opposizione durante lultima seduta dellassemblea cittadina
Pro loco e no alle telecamere infiammano la discussione
Invocato il conflitto di interessi per il presidente Daniele Manin che è pure consigliere comunale. Bocciate le riprese nell’aula
Dalla presunta incompatibilità del presidente della Pro loco, Daniele Manin, con l’incarico di consigliere comunale, al divieto delle telecamere in aula. Maggioranza e minoranza si sono trovate in disaccordo praticamente su tutto, nell’ultimo Consiglio comunale. I due schieramenti hanno approvato all’unanimità solo due delle dodici delibere in elenco: quella sulle aree in diritto di proprietà e la variante al piano regolatore per la costruzione dell’isola ecologica.
Sul resto, tranne le nomine dei rappresentanti del Comune negli asili e nella Pro loco, gli schieramenti hanno tenuto posizioni separate, con l’opposizione che ha preferito l’astensione. All’inizio della seduta Annunziata Rudella, della Lega nord, ha chiesto delucidazioni sul presunto conflitto di interessi di Manin che, oltre a essere il consigliere delegato dalla maggioranza alle associazioni è anche a capo di una di queste: la Pro loco, che riceve contributi annui dall’amministrazione.
«Avevo sollevato la questione anche nell’altra seduta», ha osservato Rudella. Secondo la Lega e il gruppo «Giusti per Vigasio», Manin non è compatibile, anche se alla presidenza fu designato, prima delle elezioni, dagli stessi soci del sodalizio. Rudella ha citato quanto accadde tre anni fa a Isola della Scala: «Allora il presidente della Pro loco, Luca Brutti, dopo che fu eletto in Consiglio, si dimise dal sodalizio. Riassunse la carica solo dopo che fu accertato che il Comune versava contributi inferiori al 10 per cento delle entrate dell’associazione». «Secondo il decreto 267 del 2000 Manin deve decidere se rimanere nella Pro loco o in Comune. Hanno diritto a entrambi i ruoli solo i rappresentanti desig! nati dal Consiglio comunale», ha sottolineato Daniele Visparelli, di «Giusti per Vigasio».
«È una vostra interpretazione», ha ribattuto il sindaco Daniela Contri, «poiché la questione si pone solo per le società controllate». Rudella, poi, ha chiesto lumi sui bilanci del 2009 della Pro loco. «All’albo dei beneficiari risulta che l’associazione ha ricevuto 25 mila euro dal Comune», ha rimarcato, «ma dal consuntivo dell’amministrazione ne risultano versati 57 mila. Sui registri della Pro loco, infine, ne sono registrati 41 mila». «È normale», ha risposto Corrado Brutto, assessore al bilancio, «che ci siano cifre diverse: nelle società si fa la contabilità per competenza, nei Comuni avviene per cassa».
Le divergenze si sono riaccese quando la maggioranza ha respinto la mozione della minoranza, sull’utilizzo delle telecamere nelle sedute consiliari, tema molto caro soprattutto al Gruppo Grillo che però non ha suoi rappresentanti in Consiglio.
«Ogni consigliere», ha ribadito Visparelli, «non può nascondersi dietro l’imbarazzo per non mostrarsi davanti all’obiettivo. È una questione di trasparenza». In maggioranza Luigi Finezzo ha sentenziato: «Sono contrario alle riprese». E Angelo Curinga, ha puntualizzato: «Se ci fosse una registrazione istituzionale sarei d’accordo. Diversamente non voglio finire su youtube: lì ci vanno solo le stupidaggini». Simone Brisighella ha invece detto: «Due mesi fa fui intervistato fuori dal Consiglio e mi sono ritrovato sbeffeggiato su internet. Perciò ora sono contrario».
Carlo Reggiani, degli Amici di Beppe Grillo di Villafranca, tra il pubblico, a fine riunione ha commentato: «È assurdo che un Consiglio comunale deliberi contro l’uso delle telecamere, è un atto contrario alla legge. Scriveremo al prefetto, al presidente della Repubblica e, per le prossime sedute, organizzeremo sistemi alternativi per informare i cittadini».
La trasparenza è alla base del rapporto che devono avere le amministrazioni con i propri cittadini.