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Rifiuti Zero: anche a Verona è finalmente possibile!

domenica, 13 marzo 2011

Ieri mattina, a Zevio, si è avverato un sogno: convincere i nostri amministratori che RIFIUTI ZERO non è uno slogan forgiato dai soliti idealisti utopici, ma è una REALTA’ concretamente raggiunta anche a casa nostra!
C’è voluto lo spauracchio della riattivazione dell’inceneritore di Ca’ del bue per sensibilizzare e convincere i sindaci, i consigli comunali e i cittadini dei comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Alberto e Zevio a mettersi in prima linea per una VERA gestione virtuosa dei rifiuti urbani. Un pericolo reale quello dell’inceneritore, un pericolo che diventa ora motivazione di realizzazione di una concreta alternativa!
Ieri mattina, invitati dal sindaco di Zevio, si sono incontrati ben 12 amministrazioni della nostra provincia per ascoltare e confrontarsi con Carla Poli del Centro Riciclo di Velelago in provincia di Treviso (le foto e i video sono relativi alla visita che abbiamo fatto il 24/5/2008 con agli Amici di Beppe Grillo di Villafranca di Verona, Pordenone, Udine, Trieste e Treviso) e Ezio Ortes, assessore del comune di Ponte delle Alpi, primo comune in Italia a conferire TUTTI i suoi rifiuti (meglio definiti “materiali post consumo”) per il riciclo totale grazie al centro di Vedelago.
Il progetto anche da noi sponsorizzato e proposto in tutti questi anni di costruzione di più centri di riciclo nella nostra provincia sul “modello Vedelago” sta prendendo forma grazie all’impegno di questi sindaci, ai quali va tutto il nostro supporto e aiuto.
E adesso aspettiamo gli altri amministratori della nostra provincia: nel 2009 avevamo già direttamente coinvolto gli amministratori di Villafranca e Povegliano in questo progetto. Mi auguro che, insieme ai propri cittadini, altri sindaci e assessori vogliano continuare a mettersi dalla parte dei loro cittadini per costruire un mondo a RIFIUTI ZERO anche a casa nostra! Questo l’articolo su L’Arena di oggi.

Carlo Reggiani

I rifiuti del Nord

venerdì, 5 novembre 2010

Quando si parla di Napoli la mente non può che associare la città al problema rifiuti. Spesso mi trovo ad interloquire con persone che liquidano la situazione della città partenopea semplicemente dicendo: i napoletani devono smetterla di lamentarsi e devono accettare gli inceneritori e le discariche. Spesso le persone pensano che le soluzioni a problemi complessi siano semplici e veloci, ma così non è. Il problema di Napoli è complesso e stratificato da tempo. Sicuramente una parte di responsabilità spetta ai cittadini di Napoli, ma altrettanto sicuramente, buona parte di questa responsabilità va ai politici che in questi lunghi anni di emergenza non hanno fatto niente per risolvere il problema. Ma quello di cui voglio parlare non è questo, quello che di cui voglio parlare in questo post è: ma siamo davvero sicuri che noi del nord siamo più bravi di quelli del sud? Personalmente sono convinto che noi al nord i rifiuti li nascondiamo meglio che al sud. La conferma di questo sta nel fatto che spesso si leggono articoli di quotidiani locali che informano della scoperta di discariche abusive nelle nostre zone e questo ci deve far capire come l’elogio, da parte di politicanti o direttori di turno, di raccolte differenziate al 65% non deve essere un punto d’orgoglio ma un motivo per migliorare e spingerci ad una percentuale più elevata.
In campagna elettorale solo Nogara Virtuosa parlava del problema rifiuti, tutte le altre liste non menzionavano nessun punto al riguardo. Nessuno che parlava di cominciare a ragionare sulla strategia rifiuti zero ed attivarsi velocemente per raggiungere questo importante traguardo. Sono convinto che se non si percorre questa strada a breve, anche al nord, avremo grossi problemi di rifiuti.

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Il polipropilene si ricicla, il Mater-Bi no

lunedì, 1 novembre 2010

A volte mi chiedo perché continuano a prenderci per il culo. Perché continuano a trattarci come dei disabili mentali. Leggo sul quotidiano L’Arena questo articolo dove si dice che la plastica è meglio del Mater-Bi. Tenetevi forte ve lo riporto.

IL CASO. Il materiale biodegradabile ha costi più alti, non è riutilizzabile e muore subito

La plastica? Si ricicla «È meglio del mater bi»

La Isap ha sperimentato a Nogara il riuso e riciclo delle stoviglie monouso in polipropilene: sono state ricavate 2mila biopattumiere

Feste e sagre paesane e attenzione ecologica: attraverso l’uso di materiali ecosostenibili per tutto quello che riguarda la ristorazione, dai piatti alle posate ai bicchieri. Proprio nel solco di una maggiore attenzione all’aspetto ambientale il Comune di Verona ha già fissato nello scorso aprile la norma che impone di utilizzare stoviglie in Mater bi, cioè totalmente biodegradabili, mentre Legambiente aveva avanzato a luglio una proposta di legge regionale per la messa al bando delle stoviglie di plastica in tutto il Veneto, sostituite da quelle biodegradabili.

Ora però arriva dalla 24ma edizione della festa Riso Co’ le Nose di Nogara, che si è conclusa la scorsa domenica, il lancio di un nuovo progetto sperimentale, sempre in linea con i principi ecologisti, ma che rilancia l’uso della plastica proponendo il riciclo e il successivo riutilizzo delle stoviglie monouso in un tipo particolare di plastica (polipropilene, come appunto è avvenuto durante la festa nogarese). A presentare l’iniziativa, ieri, sono stati lo stesso sindaco di Nogara Simone Falco, il presidente di Eco Cisi spa Pietro Caucchioli e il direttore Maurizio Barbati, la società a partecipazione pubblica con sede a Nogara che si occupa di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani, Marco Omboni, direttore marketing di Isap Packaging, l’azienda veronese, con sede in lungadige Attiraglio, che produce stoviglie in plastica monouso, e Enrico Maria Chialchia, presidente di Ippr, l’Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo.

«Isap ha voluto avviare con il Comune di Nogara un’iniziativa concreta, chiamata RI-evento, promossa in collaborazione con Ippr, ed Eco Cisi, che consiste nell’adozione di piatti, bicchieri, posate, ciotole e piattini utilizzati negli stand! gastronomici della sagra realizzati in un unico materiale plastico (il polipropilene), che sono stati poi raccolti nei compattatori di Eco Cisi per essere trasformati in granuli e rinascere in nuovi, utili oggetti», ha spiegato Omboni.

«RI-evento è stato il primo vero progetto sperimentale di riciclo e riutilizzo delle stoviglie monouso in polipropilene a livello provinciale e regionale». Ha proseguito Caucchioli.

«Come prova effettiva che il riciclo non è cosa vana, con il polipropilene riciclato proveniente dalla festa sono state realizzate circa 2.000 biopattumiere da 10 litri del peso di 578 grammi, a dimostrazione che è possibile coniugare l’ecosostenibilità alla funzionalità, trasformando i rifiuti in risorse.

Lo stesso nome RI-evento e il relativo slogan “dacosanascecosa” sono stati adottati per dare l’idea delle infinite possibilità di trasformazione e riutilizzo di una semplice fornitura di stoviglie monouso in plastica: il mater bi al contrario finisce con se stesso, è biodegradabile ma non porta alla realizzazione di nuovi prodotti e ha un costo molto più alto, che imporrebbe a chi realizza la manifestazione una spesa nettamente superiore.

Dati alla mano, confrontando l’edizione 2010 con il 2009 ne emerge che la percentuale di rifiuto selezionato e differenziato è passata dal 40% del 2009 all’88% nel 2010. Solo il 12% finisce in discarica, tutto il resto diventa prodotto nuovo».

Ho evidenziato in rosso il perché si elogia la plastica rispetto al Mater-Bi. Perché la plastica costa sicuramente meno del Mater-Bi. E’ tutto qui! E’ nel costo il vero motivo di scelta di un materiale piuttosto che un altro. Continuiamo a trasformare la plastica, ma questa ce la troviamo sempre qui! Anche fra cent’anni. Trasformiamo un piatto in un tappo o, per esempio, mille piatti in una panchina. Ma è sempre plastica.
La domanda che mi viene in mente è questa: con quello che costa un risotto alle sagre paesane (dai 4 ai 5 euro) non è possibile ricavare anche i soldi per ripagarsi le stoviglie in Mater-Bi?
Gradirei che qualcuno, ad esempio l’assessore all’ambiente, rispondesse alla mia domanda.

P.S. Consiglio al sindaco Falco di dire al sindaco di Verona Flavio Tosi che la plastica va riciclata e non bruciata.

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Risposta all’istanza n° 1

venerdì, 8 ottobre 2010

Pubblico solo adesso, a distanza di cinque mesi, la risposta datami all’istanza n° 1. Nell’istanza si chiedeva al Consiglio Comunale la sensibilizzazione all’uso dei pannolini lavabili e con essa si richieda la richiesta di contributo per le famiglie che intendessero acquistare tali pannolini.

Oggetto: Interrogazione al Consiglio Comunale. Sensibilizzazione all’uso dei pannolini lavabili e richiesta contributo. – Risposta.

Con riferimento alla Sua richiesta datata 26 aprile 2010, in atti al n° 6106 di protocollo, evidenziamo che la proposta di interrogazioni al Consiglio Comunale è prerogativa dei consiglieri.

Lo Statuto comunale, peraltro, all’art. 50 indica gli “strumenti di partecipazione” all’attività amministrativa del Comune da parte dei cittadini, i quali hanno facoltà di partecipare, attraverso la presentazione al Comune di istanze, petizioni e proposte.

Tanto premettiamo per significarLe che l’argomento non è oggetto di discussione in Consiglio Comunale, ma segue l’iter procedurale previsto per le normali istanze, che deve concludersi con la risposta scritta da parte dell’Ente pubblico.

L’argomento da Lei proposto è sicuramente meritevole di attenzione da parte dell’Amministrazione pubblica, perché riguarda iniziative pensate per la tutela dell’ambiente, bene prezioso per tutti.

Ci sia permesso, però, di approfondire le nostre conoscenze in merito, per far si di addivenire a valutazioni e decisioni ponderate e consapevoli. Solo dopo aver acquisito le necessarie conoscenze sarà possibile definire quale ruolo dovrà assumere l’Ente pubblico e quali iniziative sia possibile intraprendere.

Ringraziandola per la Sua iniziativa, sicuramente propositiva nei confronti della scrivente Amministrazione, vigliamo porgerLe i più cordiali saluti.

Il Sindaco: Dott. Simone Falco
L’assessore all’ambiente: Dott. Emanuele Montemezzi

Io ho aspettato ma non è arrivata nessun’altra comunicazione in merito alla decisione di adottare o meno i pannolini lavabili. Nella risposta l’amministrazione scrive: «Ci sia permesso, però, di approfondire le nostre conoscenze in merito, per far si di addivenire a valutazioni e decisioni ponderate e consapevoli. Solo dopo aver acquisito le necessarie conoscenze sarà possibile definire quale ruolo dovrà assumere l’Ente pubblico e quali iniziative sia possibile intraprendere.»
Prossimamente l’Associazione Nogara 5 Stelle darà vita ad un incontro dove, con esperti del settore, darà spiegazioni in merito all’uso dei pannolini lavabili. Naturalmente tutta l’amministrazione è invitata a partecipare. Stay Tuned!

L’inceneritore di Ca’ del Bue

lunedì, 4 ottobre 2010

Esistono ancora persone convinte che bruciare i rifiuti sia l’unica soluzione possibile al problema. Tra queste persone spiccano gli amministratori di Verona.
La costruzione dell’inceneritore di Ca’ del Bue fu deliberata nel 1988. Inizialmente l’impianto doveva sorgere in zona Basso Acquar, poi si decise di costruirlo sul terreno dove sorge tutt’ora. Per tangenti legate alla compravendita di tale terreno il sindaco dell’epoca, Gabriele Sboarina, fu condannato e patteggiò una condanna di alcuni miliardi di lire. L’inchiesta sulle tangenti legate alla costruzione di Ca’ del Bue si concluse con molte sentenze di patteggiamento per tangenti nei confronti di parecchi politici veronesi e tecnici AGSM. Nel 1999 l’impianto entra in funzione e subito sorge un problema: i macchinari per la selezione del rifiuto non sono adeguati e prendono fuoco. A causa di questo problema nel 2000 AGSM decide di svalutare l’impianto. Il suo valore passa da 246 a 182 miliardi di lire, ma i problemi continuano e la resa risulta scadente. Il collaudo avvenuto nel 2004 segna lo stop per l’inceneritore. Ca’ del Bue chiude. Attualmente funziona solo la parte iniziale dell’impianto che è quella per la separazione meccanica dei rifiuti usata dall’ AMIA per produrre CDR dal contenuto dei cassonetti dell’indifferenziato. I due nuovi forni a griglia verranno costruiti dagli spagnoli dell’ URBASER e verranno messi in funzione anche i due “vecchi” forni a letto fluido per cui a Ca’ del Bue si bruceranno 1000 tonnellate di rifiuti al giorno. Attualmente la provincia di Verona ne produce circa 350, va da se quindi che le restanti 650 tonnellate dovranno essere recuperate da mezzo Veneto se non addirittura “importate” da altre regioni.
Intestardirsi nell’adottare l’incenerimento come soluzione al problema rifiuti vuol dire non tenere conto delle conseguenze che tale scelta comporta. Conseguenze per l’ambiente, per la salute nostra e dei nostri figli e soprattutto conseguenze irreversibili per il futuro.
I comitati e associazioni che si battono contro ca’ del bue tra cui Verona Reattiva hanno organizzato per sabato 9 ottobre una manifestazione per dire No all’incenerimento e dire Si al trattamento a freddo.

P.S. Come associazione Nogara 5 Stelle parteciperemo alla manifestazione. Chi volesse aggregarsi mandi una mail a: Scrivi a Mirco

Impariamo a differenziare

giovedì, 30 settembre 2010

Fare la raccolta differenziata significa ridurre il volume di rifiuti che vanno conferiti in discarica, ma significa anche recuperare materiale il quale può essere riutilizzato. Il vetro, la carta, la plastica e le lattine sono materiali che raccolti separatamente possono essere reimpiegati nei cicli produttivi, con un risparmio di materie prime e di energia davvero notevole. La materia organica (l’umido), gli sfalci verdi e tutto ciò che è deperibile viene trattato negli impianti di compostaggio dai quali esce come terriccio utilizzabile per la concimazione naturale dei campi. La raccolta differenziata fa la differenza, passatemi il gioco di parole. Smaltire correttamente i rifiuti aiuta a proteggere l’ambiente in cui viviamo, il pianeta e la salute nostra e dei nostri figli. Differenziando si diminuisce il rifiuto secco che va conferito nelle discariche o bruciato negli inceneritori, non si inquina, non si abbattono alberi e si recuperano materiali e risorse. Questo è quello che mi sarei aspettato di sentire alla riunione organizzata dall’amministrazione comunale di Gazzo Veronese in collaborazione con Eco C.I.S.I. il 22 settembre scorso, presso le scuole medie di Roncanova, intitolata: impariamo a differenziare.
Per fare in modo che i cittadini differenzino sempre di più e sempre meglio, non basta solo spiegare loro cosa è differenziabile ma bisogna anche far comprendere gli effetti disastrosi che provocano i rifiuti al nostro pianeta e alla nostra salute. Si deve spiegare come viene effettuato il servizio di raccolta e quali opportunità ed incentivi può avere la popolazione nel differenziare sempre di più!
Molti comuni in Italia incentivano la raccolta differenziata, incentivano a recuperare materiali, in cambio di sconti in bolletta dovuti a comportamenti virtuosi dati dalla diminuzione del rifiuto secco. Un esempio non lontano da noi è il Comune di Cerea, il quale offre uno sconto in bolletta per chi decide di usare la compostiera anziché trasferire l’umido agli impianti di compostaggio. In altri comuni si fanno sconti a fine anno se si è diminuita la produzione della frazione secca. In altri ancora si attuano regolamenti in cui si vieta l’uso di stoviglie di plastica alle feste di paese per fare in modo che diminuisca il rifiuto secco. Si sensibilizza e si incentiva l’uso di pannolini lavabili. Personalmente ho inviato una istanza al Comune dove chiedo l’introduzione dei pannolini lavabile in data 26 aprile 2010, a distanza di 5 mesi non si vede alcuna iniziativa!
Il comune di Gazzo sta andando in controtendenza. Eco C.I.S.I. invece di spronare i cittadini a differenziare e cercare di raggiungere livelli sempre più alti di raccolta differenziata, si complimenta con i cittadini di Gazzo per il risultato raggiunto che è di circa il 65%. Pubblicizza il vergognoso incremento di produzione di rifiuto del 8,43% nel 2009 rispetto al 2008. Una produzione di rifiuto che raggiunge i 406 Kg pro capite. Ricordo all’assessore all’ambiente di Gazzo Veronese e ad Eco C.I.S.I. che a Capannori raggiungono una quota di raccolta differenziata dell’85%. E quando propongo al direttore Barbati di incentivarci economicamente ad attuare una diminuzione del rifiuto mi sento dire: «sarebbe falso dire che i costi si abbassano qualora il cittadino produca meno rifiuto». Incredibile!
Ai nuovi amministratori di Gazzo Veronese, alcuni dei quali presenti alla serata dove non hanno osato aprir bocca in difesa di un cittadino, cosa state aspettando? Con l’amministrazione Negrini il Comune di Gazzo ha attuato un regolamento di raccolta rifiuti dove non si incentiva chi produce meno rifiuto, penso sia arrivato il momento di apportare alcune modifiche, spetta a voi farlo. Coraggio!

Marco Motterani

P.S. Questo l’intero video della serata

VOTA IL SONDAGGIO: Ti senti sicuro a Nogara?

Gift a Tree

martedì, 21 settembre 2010

L’idea che propone il sito Gift a Tree è semplice e geniale allo stesso tempo: creare un luogo pubblico dove è possibile piantare degli alberi. Si tratta di destinare un’ area pubblica o una porzione di essa, dove diventi possibile per tutti i cittadini piantare degli alberi da regalare, per una ricorrenza, per amore dell’ambiente, per la riduzione dell’anidride carbonica, o semplicemente per regalarsi un albero. I vantaggi di questi “giardini pubblici” sono molteplici per  tutti. Lamministrazione comunale con un impegno minimo, cioè quello di destinare l’area, ottiene numerosi vantaggi per la collettività e le politiche per l’ambiente. I cittadini contribuiscono a far crescere questo progetto, ottenendo un beneficio personale e collettivo notevole.
Ecco alcuni motivi per cui è utile piantare un albero: libera ossigeno, distilla l’acqua, cattura l’anidride carbonica, fissa l’azoto e rende fertile il terreno, riduce il calore quando è caldo, da frutti e fiori, filtra l’inquinamento e la polvere, attutisce il rumore, funge da barriera al vento e alla pioggia, mitiga gli eccessi del clima, crea microclimi e fa da habitat e compone equilibri ecologici.
Ho contattato via mail il Sig. Piero Morseletto gestore del sito e promotore dell’iniziativa che mi ha inviato tutto il materiale per presentare richiesta all’amministrazione Comunale. Presto lo farò.