Archivi per la categoria ‘Energia’

Il sette per cento

lunedì, 9 maggio 2011

Il 93% dei Comuni Italiani ha impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili installati su edifici pubblici. Solare o Fotovoltaico il succo non cambia. Si produce energia pulita dal sole e si risparmia sulla bolletta di luce o gas. Il 7% dei Comuni Italiani non ha nessun impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili installato su edifici pubblici. Nogara rientra in questo 7%. Le amministrazioni precedenti, Olivieri prima e Falco poi, non hanno mai installato nessun impianto del genere. Addirittura la giunta Olivieri e Ceolini voleva far costruire sul nostro territorio una Centrale a Biomasse a paglia e stocchi di mais. Negli anni 2005-2010, ovvero il mandato di Insieme per Nogara, gli incentivi erano alti e si potevano installare molti impianti a costi davvero ridicoli. Hanno sperperato soldi per mere velleità di un assessore visionario che ha fatto finanza creativa con i soldi della collettività, sforando il patto di stabilità, il quale costringerà i Nogaresi a sacrifici ulteriori per rientrare. Molto presto il governo taglierà gli incentivi alle rinnovabili e sarà molto più difficile installare questi impianti. L’unico modo per farlo è servirsi delle E.S.Co. Le Energy Service Company (E.S.Co) sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra la E.S.Co ed il cliente finale con diverse tipologie di accordo commerciale. Il diagramma qui sotto spiega molto bene il funzionamento.

La prima colonna rappresenta il totale espresso in euro dei costi che oggi il Comune sostiene per le bollette di elettricità e gas in un anno. Il Comune paga il 100% delle bollette. Nella seconda colonna il Comune esegue i lavori di riqualificazione (cappotti, fotovoltaico, termoregolazione ecc.) per la durata di 4/8 anni la E.S.Co si ripaga i lavori garantendovi già un risparmio. Il Comune pagherà il 90% delle bollette. Alla conclusione degli anni di ammortamento il Comune gode a pieno del risparmio conseguito dai lavori di riqualificazione eseguito dalla E.S.Co e quindi nel futuro si vede dimezzare i costi energetici. Il Comune pagherà fino al 50% delle bollette.
Queste sono le cose che vanno fatte per innovare e e far risparmiare un Comune e di conseguenza tutti i cittadini. Si è preferito sperperare danari pubblici per opere di dubbia utilità. A cosa serve avere tanti soldi se poi si spendono male? Dobbiamo avere buone idee e usare con parsimonia e oculatezza le risorse che sono di tutti i cittadini.

La catastrofe non è uno scherzo

venerdì, 1 aprile 2011

Il Fatto Quotidiano riporta questo articolo.

“Conosco quei reattori, si rischia la catastrofe”

Paolo Ruffatti ha guidato il programma atomico dell’Ansaldo: “Sarà molto peggio di Chernobyl. L’uranio bucherà il terreno e finirà nelle falde e nell’ambiente”

La situazione nella centrale nucleare di Fukushima è fuori controllo. Ieri lo hanno ammesso pubblicamente anche i vertici della Tepco (non c’era il presidente, forse ricoverato per problemi di ipertensione). Il governo giapponese pensa a smantellare i sei reattori dell’impianto contro i quattro, quelli più mal messi, ipotizzati dalla compagnia. E mentre rimbalzano i dati sull’intensità delle radiazioni attorno alla centrale, sulla concentrazione di iodio 131 nell’acqua (ieri stimato in 3.355 volte sopra il valore limite consentito) e sulla nube radioattiva che sta sorvolando l’Europa, la tentazione è di farsi prendere da quell’emotività che tanto disturba gli sponsor del nucleare italiano. Sensazione che prova anche chi di un impianto come quello di Fukushima è esperto. Paolo Ruffatti è l’ingegnere che tra il 1972 e il 1977 ha guidato l’officina meccanica dell’Ansaldo nucleare. La società genovese in quel periodo ha costruito il reattore dell’impianto di Caorso, di due centrali svedesi (Forsmark) e della centrale francese Superphenix. Quello di Caorso, fermato nell’86, è un reattore da 860 Megawatt con tecnologia Bwr: “Esattamente uguale a quello di Fukushima – dice Ruffatti – se non per il sistema di raffreddamento, che nella centrale giapponese è meno evoluto”.

L’ipotesi peggiore è la fusione del nocciolo, rischio sempre più imminente. Che i noccioli dei reattori siano fusi è garantito, in tutti e tre i reattori attivi. Lo si è capito già nei primi giorni. Si è continuato a tentare di raffreddare l’impianto con l’acqua, ma bastano 12 ore perché inizi la fusione del nocciolo. O si riesce subito a raffreddare il nocciolo o la fusione va avanti.

Ora che può succedere? Per quanto riguarda l’uranio che sta nelle barre, dopo aver fuso il contenitore primario, 350 millimetri di grafite e acciaio, precipita nel cosiddetto vessel, altro contenitore d’acciaio sul cui fondo c’è una piscina di soppressione, piena d’acqua. Non sappiamo se l’acqua è ancora lì, io dubito. Se non c’è più, il nocciolo buca anche quello e poi la base in cemento quindi va a finire nel terreno, nelle falde e nell’ambiente. Peggio di quel che è successo a Chernobyl, dove c’è stato rilascio di radiazioni più che altro nell’aria, e peggio di Three Mile Island (reattore Usa, incidente del 1979, ndr), lì il nocciolo è rimasto nel contenitore secondario e lo stanno ancora raffreddando. Si rischia di dover sfollare qualche decina di milioni di giapponesi.

Come si può evitare? Bisognerebbe andare a vedere se le piscine di soppressione sono danneggiate o no, se c’è ancora acqua, ed eventualmente riempirle. Ma teniamo presente che le radiazioni sono tali che nessuno ora può lavorare là senza sacrificare la vita. I tecnici che abbiamo visto in tv al lavoro nella centrale hanno ancora pochi giorni da vivere.

Se il contenitore è danneggiato e manca l’acqua, cos’altro si può fare? Non esiste alcuna tecnologia per affrontare questo problema. E non è solo quello il problema. A pochi metri c’è un’altra piscina che contiene le barre d’uranio di ricambio e il combustibile esausto. Ho l’impressione che l’esplosione abbia danneggiato anche queste, vuol dire che ci sono le scatolette con le pastiglie di uranio arricchito che sono finite chissà dove. È roba che uccide un uomo in un’ora, ma bisogna trovarle, senza acqua di raffreddamento vanno in fusione anche quelle.

L’Europa ha deciso di fare degli stress test per verificare la sicurezza dei suoi impianti. Servono? Dipende da cosa si intende per stress test: per esempio, per verificare se un contenitore primario dopo 40 anni è usurato, bisogna metterlo in pressione. È un’operazione costosa, pericolosa e comunque bisogna fermare l’impianto. Gli stress test meccanici ed elettromeccanici che servono richiedono grossi investimenti. Se si intende qualcos’altro, è solo propaganda per tenere a bada l’opinione pubblica.

Marco Maroni

Oggi è il primo d’aprile, notoriamente un giorno dedicato allo scherzo. Purtroppo quello descritto nell’articolo non è uno scherzo è la verità. Vorrei tanto che fosse un pesce d’aprile, ma così non è. Il nucleare è una follia e quelli che ancora  si ostinano a volere il ritorno del nucleare in Italia, andrebbero mandati a raffreddare il nocciolo a Fukushima. Il 12 e 13 giugno votate SI per dire NO al Nucleare. Nei telegiornali la notizia è sparita o bene che vada è stata relegata alla fine dell’edizione. E’ così che si fa. Se si vogliono far sparire i fatti basta puntare le telecamere da un’altra parte. Fatevi un regalo: spegnete la televisione.

Non farti fregare, non votare il nucleare!

sabato, 12 marzo 2011

In Giappone è in corso l’apocalisse. Terremoti, tsunami e esplosione di una centrale nucleare. Meno male che le centrali nucleari sono sicure. E’ questo che sostengo i fans più accaniti del nucleare e di questi cialtroni ne è piena anche Nogara. I politicanti dell’atomo li voglio vedere spiegare alla gente la sicurezza dell’impianto di Fukushima. Questa mattina si è verificata un’esplosione alla centrale nucleare Fukushima N°1. Il tutto è avvenuto intorno alle 7:30 (ora italiana). Si sarebbe polverizzata la gabbia di contenimento di uno dei reattori della centrale, in seguito al guasto di ieri che aveva fatto temere il peggio, in quanto non si riusciva più a procedere al normale processo di raffreddamento.
Zaia in campagna elettorale aveva detto si al nucleare ma non in Veneto, qualche settimana fa la notizia che proprio il Veneto sarebbe stata la prima regione ad ospitare il “nuovo” nucleare. Ieri Zaia, da politico romano consumato, ha dichiarato: «Noi diciamo no al nucleare a prescindere da queste notizie con la centrale di Porto Tolle siamo autosufficienti riguardo all’energia. E poi il Veneto non ha le condizioni per ospitare una centrale». La coda di paglia e la faccia tosta di questi ominidi verdi è davvero allucinante. Non si perde occasione per cambiare bandiera e sfruttare il momento propizio per accaparrarsi il sentore popolare. Davvero vergognoso. Zaia mi ricorda tanto Falco nella vicenda della Centrale a Biomassa, voluta da Ceolini e Olivieri, dove Falco subito dichiarò di essere contrario all’insediamento. Poi qualche giorno dopo, forse dopo consulto con Verona, è passato dalla parte opposta. In ultima istanza al voto in consiglio comunale, si è astenuto. Una decisione coraggiosa per il bene dei Nogaresi. Nemmeno il coraggio di prendere posizione.
Nella scorsa campagna elettorale il Primo Giornale fece questa domanda, ancora molto attuale, agli allora candidati sindaci:

Il territorio del Basso Veronese è interessato da diversi progetti legati alla produzione di energia, dalle biomasse alla possibilità che al confine con il Polesine sorga la centrale nucleare prevista in Veneto. Cosa pensa di questi impianti?

  • Gilberto Galeazzi – Italia dei Valori: La domanda che sempre mi viene spontanea è la seguente: viste le passate esperienze di gestione di simili siti, chi può garantire e controllare il buon funzionamento di tali opere? Affinché non si trasformino in disastri economici ed ambientali!
  • Oliviero Olivieri – Insieme per Nogara: Personalmente ritengo che sia giunto il momento di sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili per affrancarci dalla dipendenza dai combustibili fossili. In questo percorso è necessario che la Regione Veneto si doti in fretta di una propria programmazione energetica in grado di individuare quali impianti incentivare (solare, geotermico, fotovoltaico, etc.) ed i siti in cui collocarli. A mio parere dovranno essere agevolate le fonti di produzione di energia meno rischiose per la salute e meno inquinanti per il territorio e per l’ambiente.
  • Simone Falco – Lega Nord/Nogara Futura: La produzione di energia da fonti alternative rappresenta una tappa obbligata per tenere il passo dei principali paesi europei. Il principio di base deve essere quello del dialogo con i cittadini del territorio interessato, illustrando i pro ed i contro delle soluzioni che si intendono adottare; non ritengo corretto vietare a priori questi tipi di insediamenti; è troppo facile ricorrere al “no per no”; occorre invece che questi insediamenti siano inseriti in un contesto ambientale idoneo e correttamente dimensionati, che sia utilizzata la migliore tecnologia a disposizione, che sia garantito (in un contesto di filiera corta) l’approvvigionamento costante di materia prima e che vi sia una possibilità in tempo reale da parte del cittadino di conoscere emissioni prodotte, ecc. anche comodamente da casa attraverso dati forniti on-line.
  • Mirco Moreschi – Nogara Virtuosa: Siamo contrari alla combustione delle biomasse non vergini. Anche la legge lo proibisce. Diciamo SI allo sfruttamento delle biomasse in reale eccesso in piccoli impianti delocalizzati, a filiera corta, con tecnologie relativamente poco impattanti quali il biogas: la regione Veneto nello studio “PROBIOGAS” del 2007 era sulla stessa linea. Siamo per impianti con efficienze elevate, dove si recupera anche la parte calore oltre a quella elettrica. Siamo fortemente contrari al nucleare. Prima che pericoloso ha costi nascosti che nessuno stato nuclearizzato dichiara veramente quali: estrazione, arricchimento, scorie e decommissionamento. Siamo inoltre in prima linea per sostenere ed espandere lo sfruttamento delle vere fonti rinnovabili quali sole, vento e geotermico. Aree dove la Germania è già al 16% e sta facendo passi da gigante oltre che affari d’oro. Noi ci ispiriamo al loro modello di sviluppo. Pensare globale ed agire locale è il nostro motto.
  • Luciano Mirandola – Nogara prima di tutto: Telegrafico: No al nucleare nel Veneto, bene gli impianti a biomasse di piccola potenza a servizio delle singole imprese agricole, benissimo lo sviluppo di tutti gli impianti solari, fotovoltaici e geotermici.

L’unico a dire espressamente no al nucleare sono stato io. Gli altri hanno fatto le solite giravolte da politici navigati. Tante parole per non prendere una posizione seria e concreta. Vi invito a leggere tutto il post che scrissi allora. Solo il MoVimento 5 Stelle è contrario al Nucleare. Non farti fregare, non votare il nucleare!

Come ti rilancio il nucleare!

martedì, 8 marzo 2011

Il governo vuole l’energia nucleare e per questo motivo taglia gli incentivi alle rinnovabili. Il fatto quotidiano scrive.

Noi pensiamo che la critica agli incentivi per le rinnovabili sia di natura politica. Se non fosse così, si discuterebbe della transizione fino all’avvenuto “apprendimento” e al consolidamento sul mercato; si penserebbe a rimodulare gli incentivi in base alla grandezza degli impianti, affinché non vadano a ingrassare le società multinazionali e vadano a premiare le scelte virtuose delle famiglie e delle imprese. Oppure, si farebbe di tutto perché nascano filiere economiche locali legate alle fonti naturali, in modo che gli incentivi alla produzione ricadano soprattutto all’interno del territorio e non sulle aziende cinesi, magari già incentivate in loco per esportare la produzione.

In definitiva, riteniamo che si voglia attaccare un settore senza un vero motivo, per preparare il terreno agli investimenti nel nucleare. La verità è che è in atto una campagna per gettare fango sull’intero settore delle fonti eoliche e solari, che in un solo anno ha installato capacità generativa equivalente a uno dei mega reattori nucleari da 1.600 Mw che si vogliono imporre in Italia e che hanno bisogno di minimo otto anni, per essere costruiti. E chi assicura i consumatori che gli investimenti per il nucleare non incideranno ancora di più sulle bollette energetiche?

Se ti produci l’energia “in casa” non sei controllabile ne attaccabile. Sei autonomo e non devi dipendere “dall’Enel” di turno. E’ questa la vera rivoluzione che il governo vuole bloccare. Rendersi energeticamente indipendenti è la cosa più rivoluzionaria che si possa fare ai giorni nostri. Sono due i cavi che controllano i cittadini: un cavo è l’informazione e l’altro cavo è l’energia. L’informazione libera esiste, grazie alla rete, chi vuole informarsi lo può fare senza accendere la TV. L’energia se auto-prodotta ci rende indipendenti e quindi totalmente svincolati dal potere centralistico che il governo vuole mantenere con l’avvio della costruzione delle centrali nucleari.

Il “trappolone” nucleare

lunedì, 28 febbraio 2011

Luca Zaia, presidente della regione Veneto, è un bugiardo. Nella campagna elettorale scorsa, durante la corsa per la presidenza della regione, aveva detto di essere a favore dell’installazione di centrali nucleari ma non in Veneto. Questa dichiarazione, che non vuol dire assolutamente nulla, è stata sufficiente perché molti veneti credessero che il nucleare fosse una cosa che non li riguardasse. Qualche giorno fa il sito Net1News pubblica questa notizia.

Il Veneto è in pole position per ospitare la prima centrale nucleare. Il consiglio regionale ha approvato un emendamento alla legge finanziaria che contiene uno stanziamento di 50mila euro per sovvenzionare una campagna informativa a favore del nucleare. Il provvedimento è stato presentato dal Pd con l’intento di stanare Luca Zaia presidente della regione. Una volta in aula però ha trovato l’appoggio di alcuni esponenti del Pdl. La possibilità quindi che sia proprio il Veneto la prima regione ad ospitare una centrale nucleare e le scorie radioattive, si fa sempre più concreta. Le località tra cui scegliere sono Chioggia in provincia di Venezia, Polesine Camerino in provincia di Rovigo e Legnago vicino Verona.

Zaia è un bugiardo e quelli del PD sono dei geni (per usare un eufemismo). Questi politicanti, servi delle lobby, ci raccontano la storia del “trappolone” solo per non farci credere che sono tutti d’accordo. E’ questa la verità, sono tutti d’accordo. Questa gente deve essere mandata a casa subito!

P.S. Su Facebook ho chiesto a Franco Bonfante (PD), consigliere regionale nonché ex sindaco di Cerea, notizie in merito alla questione.

Aggiornamento del 04/03/2011. Questa la risposta di Franco Bonfante: Il PD è contro il nucleare e l’emendamento al Bilancio 2011 proponeva uno studio per bloccare il nucleare nel Veneto. E’ girata un’informazione errata su Dagospia, ripresa da L’arena. Io e Fasoli abbia fatto un comunicato stampa ma non è stato riportato.

Il problema senza la soluzione

martedì, 15 febbraio 2011

Il nucleare è una scelta scellerata e folle. In TV vanno a parlare i giornalisti prezzolati o politici compiacenti affermando che il nucleare è pulito e sicuro. Molti parlano spesso del nucleare di quarta generazione come se fosse la soluzione ad ogni problema. Il nucleare di quarta generazione non esiste.

I reattori nucleari di IV generazione sono un gruppo di 6 famiglie di progetti per nuove tipologie di reattore nucleare a fissione che, pur essendo da decenni allo studio, non si sono ancora concretizzati in impianti utilizzabili diffusamente in sicurezza. Alcuni ritengono che saranno disponibili commercialmente fra alcune decine di anni (2030-2040), altri che saranno fruibili già nel 2020. Wikipedia

Il Fatto quotidiano titola: «Nucleare, difettosi 34 reattori francesi. Gli ambientalisti: “Rischio di catastrofi”»

Il nucleare francese rischia di fare cilecca. Diversi reattori transalpini sono infatti difettosi. Se n’è accorta la stessa società elettrica Edf, monitorando i 34 impianti da 900 megawatt colpiti da ripetuti incidenti. Sotto accusa il sistema di raffreddamento: se si guasta il circuito primario, il dispositivo di sicurezza potrebbe non bastare. Il rischio? La fusione del nocciolo del reattore. Con “conseguenze catastrofiche”, secondo l’associazione ambientalista Sortir du nucléaire che ha lanciato l’allarme sulle “inquietanti anomalie” di 34 delle 58 installazioni atomiche francesi. Sortir du nucléaire chiede così il blocco preventivo degli impianti. Il problema è stato ammesso anche dall’autorità di sicurezza nucleare (Autorité de Sûreté Nucléaire, Asn) e i generatori di vapore difettosi sono ora al centro di un vasto programma di controlli e riparazioni.

Sono stanco di sentir dire che il nucleare è pulito e sicuro. Pulito non può essere perché produce scorie radioattive che dobbiamo stivare per migliaia di anni. Sicuro non può essere, perché, anche se i sistemi elettronici funzionassero benissimo, l’errore umano è sempre in agguato e un Homer Simpson può esistere dovunque. Un errore ci potrebbe costare milioni di vite umane.
Prima di produrre nuova energia cominciamo ad imparare a sprecarne di meno. Il MoVimento 5 Stelle di Isola della Scala ha organizzato per venerdì 18 febbraio la serata Energia: conoscila, risparmiala, trasformala. Questo l’evento su Facebook.

Nucleare? Una partita truccata

sabato, 15 gennaio 2011

La campagna pubblicitaria lanciata dal Forum nucleare è ovunque. Lo spot della partita a scacchi viene trasmesso in tv, è affisso sui pannelli pubblicitari di strade e stazioni, sulle pagine dei principali quotidiani e sui rispettivi siti web. E in radio.

È un esempio di raffinata manipolazione dell’informazione: propinare falsità sotto un apparente tono “equidistante”. Un’operazione finanziata per milioni di euro dalle aziende filonucleari. Ma è davvero molto semplice svelare le bugie nucleari dello spot.

Scorie. Secondo la voce pro nucleare le scorie prodotte sarebbero poche, «una pedina a testa» e «si possono gestire in sicurezza». Peccato che se si sommano le teste si ottengono tonnellate di scorie e che in nessuna parte del mondo, dopo 60 anni e miliardi di dollari di investimenti, sono riusciti a sviluppare una gestione in sicurezza delle scorie.

Energie rinnovabili. La voce pro sostiene ancora che tra cinquant’anni, quando le fonti fossili si saranno esaurite, le rinnovabili potrebbero non bastare. Qui c’è una doppia bugia. Primo, tra cinquant’anni anche l’uranio estraibile sarà agli sgoccioli. Secondo, uno scenario energetico totalmente basato sulle rinnovabili è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e di fonte industriale.

Non possiamo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum Nucleare & Co. per contrastare questo “bombardamento mediatico nucleare”. L’indipendenza economica è uno dei valori fondamentali di Greenpeace. Per far circolare la nostra informazione, possiamo puntare solo sulla tua partecipazione.

Leggi il blog, diffondilo tra tutti i tuoi contatti e pubblicalo sul tuo profilo Facebook.

Giuseppe Onufrio
Direttore esecutivo di Greenpeace
Greenpeace Italia