Archivi per la categoria ‘Muro’

Un po di petrolio

mercoledì, 23 febbraio 2011

Anno 2010. Petrolio sversato nei fiumi e nei mari, devastazione degli ecosistemi. In Italia si assiste all’ennesimo disastro ambientale, lo sversamento di petrolio nel fiume Lambro, affluente del fiume Po, volutamente rimosso dalla cronaca italiana. La gestione in emergenza della Protezione Civile e i finanziamenti lampo che si susseguono si intrecciano con le speculazioni edilizie versione “green economy”, realizzate in vista dell’Expo milanese del 2015. Rientrato l’allarme, e paludata l’inchiesta, proviamo a capirne di più percorrendo le rive dei fiumi più inquinati d’Europa, da anni vere e proprie discariche a cielo aperto di rifiuti industriali italiani.
Nicola Angrisano mi manda questa e-mail.

insu^tv e teleimmagini? pubblicano su internet la versione integrale e libera del docu_film “un po di petrolio” ultima produzione dedicata a quel disastro. Chiediamo a tutti di diffondere e ripubblicare questo lavoro su siti, blog e social network. L’ennesimo disastro ambientale per fini economici, è scomparso dai media ufficiali troppo rapidamente, tocca a noi sollevare l’attenzione sul caso.

Nicola Angrisano

La sede fuori porta

sabato, 19 febbraio 2011

Ho chiesto per sei mesi, all’allora assessore alla cultura Dimitri Sardini, una sede per l’Associazione Culturale Nogara 5 Stelle. Le risposte erano sempre le stesse, ovvero di avere pazienza che di li a qualche settimana la cosa si sarebbe risolta. Noi soci abbiamo proposto di condividere una sede già occupata da altre associazioni, ma nemmeno questo ha fatto si che si accelerassero i tempi.
Lunedì scorso Marco Motterani mi ha chiamato e mi ha proposto di chiedere alla sua amministrazione Comunale se era possibile avere una sede a Gazzo Veronese. Abbiamo preparato la domanda, Marco l’ha protocollata e due giorni dopo è stato contattato dal Sindaco il quale gli ha dato la disponibilità per accogliere la nostra domanda. Ieri, venerdì 18 febbraio 2011, Marco è andato assieme all’assessore alla Cultura del Comune di Gazzo Veronese a vedere la sede. Gli hanno consegnato le chiavi e adesso l’Associazione Culturale Nogara 5 Stelle ha la sede a Gazzo Veronese. Sembra quasi una barzelletta.
Voglio ringraziare personalmente l’amministrazione di Gazzo Veronese per la celerità con cui ha accettato la nostra richiesta. A Nogara sono serviti sei mesi per non concludere nulla, a Gazzo Veronese sono serviti tre giorni per ottenere una sede. La differenza è sostanziale, e non sta nei partiti, ma sta nelle persone. Ci sono persone che le cose le vogliono fare e altre che le cose le tirano per le lunghe e non le portano mai compimento.

Moria verdana

lunedì, 14 febbraio 2011

Prima Nogara e adesso Bovolone, i sindaci leghisti della Bassa Veronese saltano uno dopo l’altro. Una persona intelligente si pone la domanda del perché di questa “moria” di sindaci leghisti. La risposta, secondo me è molto semplice. Un partito come la Lega Nord, che vive costantemente di slogan e non di proposte concrete, non può “portare a casa nulla” perché è insito nella sua natura. Molti sindaci della Lega Nord sono diventati “verdi” a pochi mesi, se non addirittura settimane, dalla loro elezione, quindi va da se che diventano leghisti per mero interesse personale. Prima la Lega inneggiava alla secessione, poi quando si sono accorti che era un tantino troppo, hanno ripiegato sul federalismo, il quale è ancora un miraggio e credo con forte probabilità resterà tale ancora a lungo, se non per sempre.
E’ notizia di qualche giorno fa che il Ministro Maroni (Lega Nord) ha chiesto aiuto all’Europa per quanto riguarda la questione degli sbarchi di immigrati a Lampedusa. E’ allucinante la faccia di bronzo (per usare un eufemismo) che hanno i leghisti: prima sono contro l’Europa e poi, quando gli fa comodo, corrono a chiedergli aiuto senza avere un minimo di dignità e vergogna. La Lega è alla frutta e tanti suoi elettori non credono più alle continue promesse di federalismo e sicurezza. Finalmente la Lega Nord si svela per quello che è, specialmente a livello comunale, ovvero un partito di soli slogan senza alcun effetto, buoni solo ad imbonire le persone che credono ancora che i problemi si possono risolvere con la sparata giusta al momento giusto.

Pensieri di cemento

mercoledì, 9 febbraio 2011

A volte basterebbe davvero poco, a volte basterebbe solo avere un po’ di buon senso, non tanto, davvero un po’. Il buon senso non si compra al mercato e nemmeno al negozio sotto casa. Il buon senso è una cosa che o ce l’hai o non ce l’hai.
Il buon senso di un sindaco dovrebbe fermare la cementificazione continua del territorio, senza se e senza ma. Le case sfitte sono tantissime e la superficie verde è sempre minore rispetto alla sempre maggiore superficie impermeabilizzata dal cemento e dall’asfalto. Un sindaco che non ha idee cementifica, in quanto è la cosa più semplice da fare e con gli oneri di urbanizzazione riesce a introitare soldi da spendere per mantenere salda la sua poltrona. E’ questo il giochino che fanno i sindaci per riempire le casse comunali e mantenere alta la loro popolarità presso l’elettorato compiacente, spesso formato da lobby del cemento o imprenditori edili del territorio. Nelle zone alluvionate del nord est se si avesse cementificato meno e preservato di più il suolo, probabilmente i danni sarebbero stati minori, danni che paghiamo noi e che paradossalmente paghiamo due volte. La scorciatoia di concedere licenze edilizie a destra e a manca, al solo fine di introitare oneri di urbanizzazione, produce i danni che abbiamo visto qualche mese fa.
Un sindaco con le idee chiare e con il buon senso propone un modello di sviluppo diverso, più sostenibile, in armonia con l’uomo e con l’ambiente. Dobbiamo dire basta a questa devastazione del territorio, dobbiamo dire basta a questa continua corsa selvaggia alla cementificazione. Un sindaco con le idee chiare dice si alla ristrutturazione di edifici in abbandono. Un sindaco con il buon senso dice si al recupero di aree dismesse e zone abbandonate a se stesse, spesso insediamento di immigrati clandestini e di personaggi poco raccomandabili. Questo deve fare un sindaco di buon senso, questo è quello che fa un sindaco del MoVimento 5 Stelle.

Bisogna metterci la faccia

martedì, 1 febbraio 2011

Quando scrivo sul blog succede sempre la stessa cosa. Vi spiego come funziona: io scrivo un post e dopo poche ore cominciano ad arrivarmi messaggi o telefonate dove, gli interessati del post, mi invitano a rettificare, chiarire, specificare. Io, come sempre, gli dico semplicemente che premendo sul link dei “Commenti” a fine post, possono commentare e dire la loro versione, dissentire da quello che ho scritto e argomentare le loro ragioni.
Purtroppo questi “signori” non commentano mai, perché secondo il loro pensiero si “abbasserebbero” al confronto con la plebe, con la gente comune. Questi signori non hanno capito una cosa fondamentale: questa è democrazia partecipata. Io scrivo un post se non sei d’accordo con me, non devi per forza esserlo, commenti e lasci il tuo pensiero.
La verità è anche un’altra e cioè che il mio blog ed io stiamo sui coglioni a parecchia gente, soprattutto a quella che non vuole che certe cose vengano dette. Lo ritengo un onore e un privilegio stare sui coglioni a questi “signori”. La democrazia partecipata funziona così.
Chi ha il coraggio delle proprie azioni cominci a metterci la faccia come faccio io tutti i giorni scrivendo quello che penso, a mio rischio e pericolo.

Lettera anonima

lunedì, 31 gennaio 2011

Questa mattina nella mia cassetta della posta mi sono trovato questa lettera, per così dire, anonima. Ve la riporto integralmente.

Alla c.a. Mirco Moreschi

Nogara On Line

Abbiamo saputo da amici (Alessandro Andreoli lo sta dicendo in giro e si sa dopo le notizie volano) che sarà cambiato il corrispondente de L’Arena. A posto del sig. Fontana tornerà a scrivere Riccardo Mirandola.

Volevamo solo far emergere una questione di opportunità: il signor Mirandola è stato candidato alle elezioni amministrative ultime scorse con la lista Nogara Prima di Tutto; in occasione della caduta di Falco ci hanno detto che faceva i salti di gioia con tanto di bottiglia; attualmente insieme all’ex consigliere Poltronieri sta sondando in giro per eventuali candidature;

Ora noi ci chiediamo se è opportuno che il signor Mirandola possa tornare a scrivere di politica per Nogara. Dove sta l’imparzialità? Forse tutto quello che abbiamo sentito non è vero, ma se fosse vero crediamo sia giusto sollevare nei confronti degli organi di informazione tale questione. E’ chiedere troppo?

Nogara, gennaio 2011

Cittadini desiderosi di una campagna elettorale pulita e imparziale

Cosa dovrei rispondere a questa lettera? Non si può dar torto per quanto riguarda la questione di opportunità. E’ vero, in un certo qual modo, esiste un conflitto d’interesse fra le due cose. O si fa una o si fa l’altra. Certo è difficile stabilire il confine fra le due cose. Non so se è vera la notizia del reclutamento di nuove leve da parte di Riccardo Mirandola per la futura lista di Luciano Mirandola. Francamente non mi interessa nulla e se così fosse lo potrebbe fare da libero cittadino e non da giornalista e a quel punto non si potrebbe obbiettare nulla. Forse la lista Mirandola ha il problema contrario: ovvero lasciare a casa qualcuno. Certo è, che la cosa dovrebbe far riflettere chi di dovere, così da decidere di mantenere Fontana a scrivere per Nogara. Non che cambi molto, anzi, non cambia assolutamente nulla.
Non mi piacciono le lettere anonime. A me piacciono le persone che ci mettono la faccia e fanno qualcosa per cambiare questo paese. Voglio comunque ringraziare questi “Cittadini desiderosi di una campagna elettorale pulita e imparziale” perché, come scritto nella lettera, considerano il blog un organo di informazione. Il duro lavoro per rendere NogaraOnLine il primo blog letto a Nogara, sta dando i frutti sperati. Sono contento.

P.S. Invito questi cittadini alla riunione del MoVimento 5 Stelle di Nogara, mercoledì 02 febbraio alle ore 20:45 presso la Pizzeria La Rocca, in via Caselle a Nogara.

Gli schiavi esistono ancora

domenica, 30 gennaio 2011

Gli schiavi esistono ancora, anche nel 2011.

Cologna Veneta: lavoratrici o schiave?

2 euro e 60 centesimi l’ora per circa 300 ore mensili senza riposo settimanale, senza vedersi garantiti diritti fondamentali come quello alla malattia o all’infortunio. Sono questi i connotati della schiavitù, perché di questo si tratta, in cui sono tenute 15 braccianti dell’Azienda Agricola San Sebastiano di Cologna Veneta. Le lavoratrici, tutte non italiane, lunedì hanno nuovamente “ incrociato le braccia” per dare voce al proprio disagio e rivendicare condizioni di lavoro più dignitose, stipendi arretrati ed orari che consentano di conciliare l’occupazione con l’accudimento della famiglia e dei figli. In dicembre, la prima protesta con un sit-in di un’ora davanti ai cancelli dell’azienda. La richiesta delle lavoratrici è che venga applicato il contratto collettivo nazionale. Il titolare dell’Azienda ha lamentato il danno economico causato dalla mancata lavorazione di un’ingente quantità di radicchio rosso. Per colpa di “quelle signore” l’azienda non potrà più trattare radicchio. Ne prendiamo atto e speriamo che la contropartita sia un’assunzione di responsabilità dell’azienda nei confronti delle proprie lavoratrici. Ribadisco: lavoratrici non schiave. Cinzia Inguanta

Il datore di lavoro tende pure a precisare e ribadire che sono lavoratrici e non schiave. Come chiamare delle braccianti a 2 euro e 60 centesimi l’ora per circa 300 ore mensili senza riposo settimanale,  senza vedersi garantiti diritti fondamentali come quello alla malattia o all’infortunio? Gli immigrati nel nostro paese servono a datori di lavoro come quello citato nell’articolo perché così possono essere sfruttati con 300 ore mensili, senza diritti e con paghe da fame.