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Braga, i consigli comunali e la stenografia

giovedì, 30 dicembre 2010

Ho chiesto più volte di filmare i Consigli Comunali di Sanguinetto, purtroppo, mi è sempre stato negato. Anche ieri sera, durante l’incontro riguardante la Geoter di Concamarise, ho chiesto al vice sindaco Altobel di poter filmare le sedute del consiglio.
Lui mi ha risposto come altri sindaci hanno fatto in passato. «Poi tu li carichi su YouTube», certo che li carico su YouTube dove vuole che li carichi? Magari se vanno per le lunghe dovrò caricarli su Blip.tv o Vimeo, ma la sostanza non cambia.
Ieri pomeriggio un “ragazzo” di Sanguinetto mi ha mandato il pdf della delibera di giunta numero 170 del 22/12/2010. Nelle premesse si legge:

la verbalizzazione delle sedute di Consiglio Comunale avviene attraverso la “sbobinatura” delle cassette ed il supporto del brogliaccio del Segretario Comunale, a cura dello stesso e/o della dipendente addetta all’Ufficio Segreteria;

le sedute di Consiglio Comunale, per la vivace dialettica tra maggioranza e minoranza, sono spesso concitate ed animate da interventi che, per la forte contrapposizione politica e personale dei Consiglieri Comunali aderenti ai vari gruppi, tendono a sovrapporsi gli uni agli altri ed a spaziare in tematiche non sempre attinenti agli ordini del giorno della seduta, con richiamo di fatti accaduti anche decenni prima;

La “sbobinatura” delle cassette? Sarei curioso di sapere dove comprano ancora le musicassette. Le compravo io, negli anni 90, per copiare gli album da vinile tramite l’impianto stereo di mio padre. Nel documento la giunta comunale delibera che:

Di indirizzare il competente Responsabile del Servizio ad effettuare una ricognizione informale del mercato, secondo le disposizioni del vigente Regolamento comunale per l’acquisizione in economia di beni, servizi e lavori, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 13 del 10/03/2008, per l’affidamento in economia, entro il limite di spesa di euro 2.500,00, del servizio di trascrizione e/o di resoconto stenografico delle registrazioni audio delle sedute consiliari e di incontri di particolare rilevanza istituzionale, in via sperimentale, per un anno, ai sensi e per gli effetti degli artt. 107, 183 e 192 del D. Lgs. n. 267/2000, dell’art. 37 dello Statuto comunale e dell’art. 23 del Regolamento degli uffici e dei servizi comunali;

Con questa trovata, davvero innovativa, si torna indietro come minimo di sessant’anni. Oggi, in un mondo digitale, con tecnologie avanzate a costi accessibili si possono fare grandi cose. La mia telecamera (formato 720×576 DVD) costa 220 €uro, il cavalletto 50 €, un paio di schede da 4 gb (85 minuti l’una in alta risoluzione e  175 minuti in risoluzione normale) costano 20 €. Con un totale di spesa di 290 € si possono filmare le sedute dei Consigli Comunali per poi caricarle sul sito, per esempio, del Comune e archiviarle su DVD, Hard Disk o spazio web. Una domanda voglio porgere al Sindaco: chi tradurrà la trascrizione stenografica delle sedute del Consiglio Comunale?

P.S. Oggi alle ore 18:00 ci sarà il Consiglio Comunale. Partecipate numerosi!

Premio Castello 2010

sabato, 16 ottobre 2010

Il Premio Castello è un concorso a livello nazionale dedicato alla narrativa per ragazzi fin dal 1952. Tutti gli anni si svolge alla fine di ottobre nel Comune di Sanguinetto. Enrico Nascimbeni, figlio di Giulio Nascimbeni, mi scrive questa e-mail

Amo la sintesi giornalistica quindi sarò brevissimo. Enrico Nascimbeni “Scemo” profeta in patria. Tra poco si svolge nel mio paese, Sanguinetto, il Premio Castello.

Il più importante premio di letteratura per ragazzi italiano. Voluto e inventato da mio papà Giulio. Secondo voi sono in giuria? No. Secondo voi mi hanno invitato? No. Ah giusto, io non sono un cantautore-giornalista-scrittore…vendo zucchero filato alle sagre. Forse e’ per questo. Si vergognino. Ma tanto.

Enrico Nascimbeni

Credo che questa lettera si commenti da sola. Spero che l’amministrazione di Sanguinetto si renda conto di quello che ha fatto e vi ponga al più presto rimedio.

AGGIORNAMENTO: Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Luca Altobel mi ha inviato questa replica.

Ciao Mirco, con riferimento al post che hai pubblicato sul tuo sito ti riporto quanto ho pubblicato ieri (15/10) come “commento” al post di Enrico su Facebook. Vedi tu se pubblicarlo anche sul tuo sito:

Carissimo Enrico, avremo modo di parlarne stasera, riporto solo alcune informazioni utili per chiarire:

  • Gli inviti sono stati stampati Venerdì 8 Ottobre, e consegnati alle poste l’11 Ottobre.
  • Gli inviti destinati ai Consiglieri Comunali sono stati affidati per la consegna ai messi comunali il 12 Ottobre, ed in particolare al Consigliere Fraccaroli è stato consegnato nella giornata di ieri verso le ore 11:30 (posto nella cassetta delle lettere).
  • L’elenco degli invitati è composto da circa 300 indirizzi e viene integrato di anno in anno con nuovi nominativi. Scopro solo oggi (con colpevole stupore) che il tuo indirizzo, come pure negli anni precedenti, non appare in elenco, me ne scuso a nome del Sindaco e di tutta l’Amministrazione.

Qualche settimana fa ci eravamo ripromessi di vederci, ed il 60° Premio Castello sarebbe stato uno degli argomenti affrontati. Ricordo di averti detto che il Sabato mattina successivo sarei stato in Comune… io non ti ho chiamato e nemmeno tu… siamo entrambi molto impegnati, recupereremo stasera.

Non risponderò via facebook ad altri successivi interventi perché non voglio rischiare di prestarmi a strumentalizzare il più importante Premio di Letteratura per ragazzi e soprattutto il nome di tuo Padre, per pura e becera battaglia politica. Perché credo che dovremmo tutti “usare” la memoria di tuo Padre, Giulio Nascimbeni, e di Giulietto Accordi, che quest’anno ricordiamo con una mostra retrospettiva, come modello da seguire e non come mannaia da gettare sull’Amministrazione. E questa non è una critica rivolta a te.

Ci vediamo stasera,

Luca Altobel. Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Sanguinetto

Metti, una sera a Sanguinetto

venerdì, 9 luglio 2010

Mercoledì sera sono andato ad assistere alla seduta del Consiglio Comunale di Sanguinetto che si è svolto nella sala civica della frazione di Venera. Il Consiglio Comunale inizia alle 19:20 e letti ed approvati i verbali della seduta precedente il sindaco da lettura del punto riguardante la ormai arcinota Centrale a Biomassa. Mi metto in fondo alla sala, con la telecamera spenta nella mano destra, per ascoltare il primo cittadino quando, ad un tratto, il vigile urbano davanti a me si gira e con fare autoritario e minaccioso mi dice che non si può filmare per ordine del Sindaco. Gli faccio notare che la telecamera in mio possesso è spenta e che, di conseguenza, non sto filmando. A questo punto la seduta viene sospesa perché tra me e il vigile si instaura un diverbio dove si alza il tono della voce. Il vigilie urbano mi chiede di favorire i documenti che io in un primo momento mi rifiuto di dare, poi decido di cedere e di consegnargli la mia carta d’identità. Il Consiglio Comunale intanto si ferma per dieci minuti. Presi i miei dati il vigile urbano mi riconsegna il documento dicendomi «lei è in possesso di una telecamera quindi potrebbe riprendere», io di rimando gli rispondo «lei è in possesso di un’arma quindi potrebbe sparare». Durante la sospensione della seduta la gente esce per prendere un filo d’aria e un cittadino di Venera mi si avvicina e mi dice «siete venuti a fare casino?». Gli faccio notare che sono da solo, sarà forse la mia stazza che induce a pensare che io sia più di uno. La seduta poco dopo riprende e nel frattempo arrivano pure i Carabinieri chiamati appositamente per me. Il sindaco Braga invita a stare tranquilli e a rispettare le regole – le sue – le quali dicono che non si può riprendere con telecamera o telefonino o con altro mezzo per registrazione. Il Consiglio continua con un livello di conversazione davvero di alto livello nonché di notevole spessore. Insulti, urla, risa e addirittura minacce. Ho capito, a dire il vero ormai da tempo, che Alessandro Braga non sa fare il sindaco e si dimentica, sempre più spesso, di essere il sindaco di tutti, sopratutto di quelli che non l’hanno votato.
Chi si permette di disturbare il manovratore con domande o atteggiamenti scomodi è sempre bollato come rompicoglioni, come dissidente, come disturbatore. Ho portato la telecamera perché, finita la seduta del Consiglio Comunale, volevo intervistare qualche esponente dell’amministrazione in merito alla decisione presa a riguardo della Centrale a Biomassa. Tanto rumore per nulla.

La vittoria del Comitato

mercoledì, 7 luglio 2010

Questa mattina il quotidiano L’Arena riporta la notizia che a Sanguinetto la Termemoccanica rinuncia alla costruzione della ormai “famosa” centrale a biomassa.

SANGUINETTO. Gravoso l’impegno imposto da Agsm alla ditta che dovrebbe sostenere la spesa del teleriscaldamento

La centrale della discordia sparisce per motivi economici

La Termomeccanica ecologica getta la spugna perché non ritiene suo obbligo farsi carico di tutta la rete di trasporto del calore; intanto va avanti un altro impianto

Stop al progetto della centrale a biomasse di via Campaiaro. Mentre in paese si discute del «bioconvertitore», proposto da Technika di Modena per produrre bioetanolo e lignina da paglia e stocchi di mais «digeriti» da enzimi, in Comune è arrivata la lettera di rinuncia della Termomeccanica ecologia di La Spezia alla costruzione di un termovalorizzatore che doveva essere alimentato con gli stessi scarti agricoli. Il ripensamento della ditta verrà comunicato dal sindaco Alessandro Braga nel Consiglio che si terrà oggi, alle 19, a Venera.

La centrale a biomasse, da sette megawatt, doveva essere alimentata con 70 mila tonnellate di paglia e steli di mais all’anno. Per oltre un anno ha fatto discutere e litigare due amministrazioni, Nogara e Sanguinetto: ora sparisce. A spingere Aldo Sammartano, presidente di Termomeccanica ecologia, a non proseguire il progetto è stata la relazione dell’Azienda generale dei servizi municipalizzati di Verona (Agsm), interpellata dal Comune per uno studio di fattibilità dell’impianto di teleriscaldamento connesso alla centrale. Il 20 maggio scorso, l’azienda scaligera confermò la «fattibilità tecnica» della centrale. Tuttavia, per rendere l’impianto sostenibile economicamente, propose tre soluzioni diverse: o porre tutti gli investimenti sul teleriscaldamento «a carico di chi propone l’impianto» oppure prevedere che la ditta ceda il calore prodotto a costo quasi nullo. La terza proposta, infine, prevedeva «di non far pagare l’allaccio al cliente, bensì di incrementare in modo significativo la quota di contribuzione a suo carico».

Tutte e tre le ipotesi, in particolare quella dell’investimento totale a carico del privato, sono state scartate dalla Termomeccanica. Sammartano il 30 giugno ha scritto al sindaco che l’investimento di fondi senza limiti «non è contemplato nel progetto da noi proposto». E ha aggiunto: «Pur consapevoli che il teleriscaldamento è un elemento fondamentale per la centrale, non sussistono le condizioni tecnico economiche affinché gli investimenti ad essa relativi vengano sostenuti dalla nostra società».

Queste parole, per il sindaco Braga, suonano come una rinuncia al progetto. «L’impossibilità di realizzare la rete di teleriscaldamento», dice, «è una condizione che ostacola la prosecuzione del rapporto e della sottoscrizione della convenzione, già adottata in Consiglio e sottoscritta da Termomeccanica, Avepo e Seren». Braga aggiunge: «Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale».

Intanto si fa avanti l’altra centrale, il bioconvertitore della Technika di Modena che ha illustrato l’impianto: sarà più piccolo di quello di Termomeccanica, funzionerà con 8.500 tonnellate di paglia e stocchi di mais all’anno che saranno trasformati da fermenti ed enzimi in bioetanolo, anidride carbonica e lignina. Dubbi sugli effettivi sostegni economici che avrà la nuova struttura e sui suoi limiti sono stati già espressi, rispettivamente, da Daniele Fraccaroli, capogruppo di «Sanguinetto Cresce» e da Michele Sganzerla, portavoce del Comitato del no alla centrale a biomasse.F.T.

Spero che questo sia l’ultimo post che scrivo in merito a questa centrale e auspico che coloro i quali si ostinano costantemente ad andare in giro per i paesi della bassa a proporre questo inceneritore camuffato da centrale a biomassa, la smettano di cercare qualche sindaco pollo, pronto a farsi spennare. Fate altre cose e rassegnatevi all’idea. Altro aspetto interessante è che, come detto nell’articolo, la rinuncia arriva per motivi economici. Questione che il Comitato ha sempre sostenuto, ovvero il fatto che realizzare il teleriscaldamento in zone come queste è praticamente impossibile dal punto di vista economico. Interessante poi, la dichiarazione di Braga:

«Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale»

Non si dispiaccia caro sindaco Braga perché la figuraccia l’ha fatta lei, non certo i consiglieri di opposizione né tanto meno l’ex assessore Malini. Lei si è ostinato a credere in un progetto che la maggioranza della popolazione non voleva e non vuole tutt’ora. Salendo addirittura agli onori della cronaca per performance che hanno sfiorato a dir poco il ridicolo. Spero veramente che alla prossima tornata elettorale i cittadini di Sanguinetto si ricordino di lei, della sua parte politica e di tutti i personaggi “politici” che hanno sostenuto la sua personale scelta di voler continuare su una strada senza uscita. Ricordatevi di questo quando andate a votare.

Sanguinetto e le sue Centrali

sabato, 22 maggio 2010

Ieri il quotidiano L’Arena pubblicava questa notizia.

SANGUINETTO. Comune e azienda Technika presentano pubblicamente una seconda ipotesi di convertitore

Spunta un’altra centrale. Produrrà bioetanolo dal mais

Dopo le focose e lunghe polemiche sulla centrale a biomasse che doveva sorgere prima a Nogara e poi a Sanguinetto, ecco spuntare il progetto di un’altra centrale. Si tratta di un impianto in grado di produrre, ogni anno, 30 mila litri di bioetanolo da 70 tonnellate di paglia e scarti di mais. L’ha presentato pubblicamente la società Technika di Sassuolo (Modena) al teatro Zinetti. Alla serata hanno assistito poco più di 40 persone, compresi i consiglieri della minoranza e alcuni componenti del «Comitato per il no». Quest’ultimo, da mesi, si batte contro un’altra centrale, la prima a far capolino in Comune: quella che l’Avepo e altre società vogliono costruire in via Campaiaro.

La Technika ha proposto invece il suo «bioconvertitore» come alternativa al precedente impianto. In questo, paglia e scarti di mais non verranno bruciati, come in quello dell’Avepo, bensì «digeriti» da enzimi. Non ci saranno camini né forni nello stabilimento, ma solo grandi serbatoi (i cosiddetti bioreattori), nei quali gli scarti verranno scomposti in elementi più semplici.

Il sindaco Alessandro Braga, presenziando all’incontro, ha puntualizzato: «Trasmetteremo all’Agsm, all’Arpav e all’Ulss 21 la relazione su questo nuovo piano, così come abbiamo fatto precedentemente per l’altra centrale. Se il responso dell’azienda sarà negativo, non procederemo ulteriormente in questo programma. Quando avremo le relazioni di entrambi gli impianti, riuniremo di nuovo i cittadini di Sanguinetto e insieme valuteremo la proposta migliore».

Luciano Patorno, titolare del brevetto della «bioraffineria», ha evidenziato: «Ricaveremo cellulosa, emicellulosa e lignina. Le prime due saranno trasformate in bioetanolo, la terza avrà un uso simile al carbone». Se verrà autorizzato, il sito di Technika verrà costruito entro un anno. I prodotti che risulteranno dalla trasformazione potranno anche venire venduti. Non è escluso, tuttavia, un impiego parziale per la produzione di energia elettrica, con una potenza di otto Megawatt. Marco Bertelli, collaboratore dell’azienda, ha spiegato: «Questa tecnologia consente, con sole tre grosse balle di paglia, di produrre 340 litri di bioetanolo, pari a 1.556 chilowattora».

Fieno e granturco non saranno gli unici elementi necessari all’impianto e trasformabili. «Lo stesso risultato in termini energetici di 70 tonnellate di fieno e mais, si possono ricavare da mille ettari di bosco», ha aggiunto Bertelli, «e, con moduli opportuni, la lignina può essere utilizzata per il teleriscaldamento». L’agronomo ha detto: «Come investimento, converrà iniziare con la produzione di elettricità. L’autorizzazione potrà essere integrata con nuovi permessi, come quello della vendita, in via sperimentale, del bioetanolo ai distributori di carburanti del paese».

Michele Sganzerla, presidente del «Comitato per il no», dalla platea ha osservato: «Sanguinetto si trova a giudicare un secondo impianto a biomasse. Sono proposte che ci piovono addosso e che hanno creato scompensi sociali, poiché metà della popolazione è contraria a queste centrali». Marco Poltronieri, dello stesso gruppo, ha evidenziato: «Già per l’impianto che venne proposto a Nogara, la Provincia rilevò che 70 tonnellate di paglia e mais all’anno, per alimentarlo, erano eccessive».

E’ interressante notare quanto sia appetibile il Comune di Sanguinetto. Tutte queste ditte e tutti questi impianti che, ad ogni costo, vogliono insediarsi sul territorio. Credo sia ora che il Sindaco Braga, assieme alla sua maggioranza, dia una linea politica e programmatica a Sanguinetto e, sopratutto, faccia fronte a questa crisi che non vede, ad oggi, soluzione di continuità.

PG:Centrale a biomasse, Braga: «Adesso parlo io»

sabato, 30 gennaio 2010

Foto tratta da Facebook

Sul Primo Giornale del 26 gennaio 2010 è apparso questo articolo che reputo interessante, non solo per Sanguinetto, ma anche per i paesi limitrofi. Non riesco più a commentare le dichiarazioni del Sindaco di Sanguinetto. Fatelo voi!

SANGUINETTO. Mentre il Comitato per il no si prepara per la serata informativa in calendario il 28 gennaio a Casaleone, il sindaco interviene sul progetto.

Centrale a biomasse, Braga: «Adesso parlo io»

“Fonti di energia alternativa, quali scegliere?” è il titolo dell’incontro informativo sul tema della centrale a biomassa in progetto a Sanguinetto, che si terrà giovedì 28 gennaio alle scuole medie di Casaleone, organizzata dal “Comitato per il No a Centrali a Biomassa nella Pianura Veronese” con il patrocinio del Comune di Casaleone. Saranno presenti alla serata Michele Sganzerla, presidente del Comitato, e Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova ricercatore nel campo degli effetti mutageni e cancerogeni degli inquinanti ambientali. Invitati, inoltre, Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona, Gabriele Ambrosi, sindaco di Casaleone, Alessandro Braga, sindaco di Sanguinetto, i rappresentanti delle ditte proponenti l’impianto ed i rappresentanti dei gruppi consiliari del Comune di Sanguinetto.

«La serata, inizialmente prevista a Sanguinetto, si svolge nel Comune di Casaleone a causa dei ritardi e degli ostacoli opposti alla concessione del Teatro Comunale di Sanguinetto», spiega il volantino distribuito per pubblicizzare l’incontro. «Non ci hannorisposto urgentemente come avevamo chiesto – aggiunge Michele Sganzerla – penso che aspetteranno giusto i 30 giorni richiesti da regolamento così poi sarà troppo tardi. Nel frattempo il sindaco di Casaleone, interpellato a voce, ci ha dato immediatamente la sua disponibilità».

«Hanno protocollato la richiesta l’11 gennaio con la preghiera di rispondere entro il 14, ma serve una delibera di giunta ed in tre giorni non ho nemmeno il tempo di convocarla. Siamo aperti al dialogo ma finché il Comitato non cambia tono e non rispetta il nostro ruolo non ci si può rapportare – ha ribattuto il primo cittadino di Sanguinetto, Alessandro Braga -. Penso di non andare all’incontro perché, fino a quando non ho in mano le relazioni tecniche che mi dicono il reale e concreto impatto sull’ambiente e sull’uomo, non ha senso esprimere pareri, per evitare che si trasformino in chiacchiere inutili».

Il sindaco Braga ha poi spiegato il percorso che l’amministrazione intende fare sul tema: «Trattandosi di un impianto al di sopra di una certa soglia di dimensioni la sua approvazione è di esclusiva competenza della Regione, pertanto abbiamo ricevuto il progetto in via informale ed intendiamo seguire in via informale il procedimento che poi spetterà alla Regione. Abbiamo quindi spedito il progetto ai capigruppo consiliari ed ai Comuni di Cerea, Casaleone, Concamarise, Nogara e Gazzo Veronese, i quali poi potranno presentare le loro osservazioni, opposizioni o proposte entro, rispettivamente, il’1° ed il 10 febbraio, le quali verranno poi girate alle società proponenti. Inoltre abbiamo già convocato Ulss 21 e Arpav per avere una relazione sulle ripercussioni sull’ambiente e sulla salute umana. La convenzione non è stata sottoscritta ed il passaggio in consiglio comunale è stato fatto per due ragioni, innanzitutto per vincolare la società al nostro territorio ed evitare che Sanguinetto subisca ancora passivamente lo sviluppo delle altre zone artigianali, ed in secondo luogo perché la società sarebbe potuta andare direttamente in Regione».

«Nel frattempo abbiamo ricevuto la proposta per la realizzazione di un impianto a biogas – ha poi continuato Braga – alimentato sempre con lo stesso quantitativo di paglia e stocchi di mais, ma sottoposto ad un meccanismo diverso di digestione anaerobica, che produce metano, etanolo, lignina e biodiesel. Il progetto verrà girato agli stessi destinatari dell’altro impianto e più avanti inizieremo gli incontri con i cittadini, una prima serie in cui sarà illustrato il percorso che l’amministrazione ha fatto ed il progetto nelle sue linee essenziali, il quale verrà comunque messo a disposizione dei cittadini con anticipo per farsi un’idea, ed una seconda serie in cui saranno rese note le relazioni di Ulss, Arpav e lo studio di fattibilità. L’ultima parola spetterà ai cittadini».

Nel frattempo anche l’amministrazione comunale di Cerea si mobilita sullo stesso tema ed ha organizzato una serata informativa nell’auditorio Comunale per il1° febbraio dal titolo “Le Centrali a Biomassa nei Comuni di Legnago e Sanguinetto” a cui parteciperanno il Comitato del No, SerEn srl e Bioenergy Legnago srl. Invitati anche in questo caso i sindaci di Legnago, Sanguinetto, Casaleone, Bovolone, Nogara e San Pietro di Morubio.

Chi ha partecipato alla serata con Gianni Tamino può raccontarci l’evento in un commento al post.

P.S. Venerdì 19 febbraio ore 21:00, presso la sala consiliare del Comune di NOGARA (VR), CITTADINO ALZA LA TESTA! La Crisi della Democrazia – incontro con PIERO RICCA

Qui comando io, questa è casa mia…

sabato, 2 gennaio 2010

Mi dispiace aprire l’anno con questo post, ma devo farlo. Il Sindaco Braga non mi lascia altra scelta che parlare ancora di lui e della sua “strabiliante” giunta. L’ultimo giorno dell’anno il quotidiano L’Arena pubblica questo articolo. Leggetelo attentamente.

Giovedì 31 Dicembre 2009 PROVINCIA Pagina 29

SANGUINETTO. Il sindaco adotta la linea «dura» contro le contestazioni informando che farà ricorso a denunce penali o a sedute a porte chiuse

Centrale, Braga vieta i dissensi in Consiglio

No anche a qualsiasi tipo di ripresa video e audio e agli scatti di fotografie Le opposizioni protestano

Alessandro Braga

Sarà sempre più duro, se non impossibile, per le minoranze discutere in Consiglio della scottante questione della centrale a biomasse. Proprio all’inizio dell’ultimo consiglio comunale, di martedì sera, il sindaco Alessandro Braga si è rivolto alle opposizioni e al Comitato contro la centrale, informandoli della nuova «linea dura» contro «qualsiasi forma di dissenso», vietando ogni intervento delle opposizioni non pertinente all’ordine del giorno e cercando di far mancare il numero legale su due interpellanze e una mozione che riguardavano l’impianto.

«D’ora in poi non intendo tollerare alcun dissenso», ha chiarito il sindaco alla presenza di un centinaio di persone. «Durante i Consigli saranno vietati applausi, riprese video e fotografiche di qualsiasi tipo e registrazioni audio. Mi rivolgo in particolare a chi è di Nogara e di Gazzo e che viene in Consiglio per impedire alla gente di Sanguinetto di ascoltare quanto si sta deliberando. La non osservanza di queste mie disposizioni sarà punita ai sensi dell’articolo 340 del codice penale, che prevede la reclusione fino a un anno per gli autori dei dissensi e fino a 5 anni per i capi della protesta ».

Braga si rivolgeva palesemente ad alcuni consiglieri comunali della giunta leghista di Gazzo, ai componenti del comitato del «No» di Nogara e al presidente del Comitato anti centrale di Sanguinetto, Michele Sganzerla, contro il quale si è scagliato sia durante che dopo la turbolenta seduta, tentando inutilmente di allontanarlo dall’aula, facendo intervenire il vigile urbano e i carabinieri.

«Se sarò costretto a sospendere ancora la seduta», ha detto Braga, «dovrò valutare con il Prefetto lo svolgimento delle sedute a porte chiuse. Preciso alle minoranze che il regolamento non prevede di leggere comunicati ma solo mozioni o interpellanze: d’ora in poi ogni loro intervento dovrà essere scritto e protocollato prima del consiglio. Nell’ultima seduta mi sono state lanciate accuse pesanti che non intendo più accettare. Il Comune non ha firmato alcuna convenzione con le ditte della centrale. Dopo le autorizzazioni regionali, spiegheremo alla gente i vantaggi dell’impianto. Un solo dubbio di pericolosità e non firmerò alcuna convenzione. L’unico obiettivo delle opposizioni è far cadere la maggioranza».

Quindi Braga ha spostato le interpellanze sulla centrale in coda agli argomenti. Mossa che ha provocato la mancanza del numero legale per la discussione. Provocando non poche proteste. RI.MI.

Voglio ricordare ad Alessandro Braga che è il Sindaco di tutti i cittadini di Sanguinetto, non solo di quelli che sono dalla sua parte e che molti dei suoi elettori, credo ormai ex, fanno parte del comitato ricoprendo anche ruoli all’interno del direttivo. Voglio ricordare l’articolo 21 della Costituzione Italiana, quella che i Legaioli vorrebbero stravolgere.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

Tutti possono manifestare il proprio dissenso verso qualsivoglia argomento e specialmente verso un argomento importante e delicato come la costruzione di una Centrale a Biomassa. Personalmente non mi interessa che lei tolleri o meno il dissenso del comitato, i ragazzi e tutti quelli che vogliono hanno il diritto di manifestare contro di lei e contro l’assurdità del progetto della Centrale, nefasto per Sanguinetto e i suoi abitanti. Si fermi e rifletta. Non può fare quello che vuole, lei è stato eletto dal popolo e al popolo deve rispondere. Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. (Thomas Jefferson)

i popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi ma i governi dei propri popoli…