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La cittadinanza digitale

martedì, 22 febbraio 2011

Il mondo sta cambiando, sta cambiando grazie a internet e ai telefonini. Nel mondo arabo stanno scoppiando tutte le piazze. Mubarak se ne andato, Gheddafi è scappato e fa mitragliare la folla dagli elicotteri, Ben Alì sembrerebbe in ospedale. Scoppiano le rivolte della gente che non ce la fa più a sottostare a regimi dittatoriali corrotti e senza scrupoli. Le rivolte e gli scontri di piazza si caricano su Facebook e YouTube, con uno smartphone hai il mondo in una mano, puoi fare fotografie o filmati e caricarli in tempo reale su qualsiasi piattaforma o social-network. La rivoluzione nel modo arabo si è diffusa a macchia d’olio perché la gente ha accesso alla conoscenza. La gente si informa, non attraverso le TV di regime, ma attraverso la rete libera e indipendente, attraverso i blog che ormai sono sempre più un punto di riferimento per avere notizie in tempo reale. Un popolo informato e consapevole s’incazza e scende in piazza, protesta e rovescia un regime. Ieri anche a Pechino è stata soffocata una rivolta partita grazie al web e ai telefonini. Il governo Cinese ha bloccato l’accesso alle informazioni sulle proteste in Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Bahrein sulle piattaforme di microblog. Questa è la prova che internet e la rete fanno paura, fanno paura perché fanno cadere i regimi. Ragazzi informati, intelligenti e organizzati reperiscono informazioni sul web riguardanti le rivolte e le replicano nel loro paese oppresso da un regime dittatoriale. E’ arrivato il momento della cittadinanza digitale.

Il tema della Cittadinanza Digitale diventa primario, oggi, nella “Società dell’informazione e della conoscenza”, perché il livello dei servizi pubblici (in termini di qualità, fruibilità, accessibilità, tempestività) dipende dalla condizione “tecnologica” di chi ne usufruisce: la disparità di trattamento dei cittadini è direttamente proporzionale alla loro capacità di accedere alla rete. Da qui, la stretta correlazione con le problematiche legate al digital divide (sociale, geografico, generazionale) e alla necessità, per i cittadini, di acquisire le competenze digitali necessarie ad esercitare i propri diritti. Wikipedia

Stanno cadendo tutti i regimi dittatoriali, uno alla volta. Quando il virus della libertà contagia un popolo non c’è nessun antidoto che possa curarlo. E’ solo questione di tempo.

Difendere il territorio non è un lusso, ma una necessità

sabato, 6 novembre 2010

 

Quando parlo del problema della cementificazione sono sempre additato come colui che si scaglia contro il progresso e contro lo sviluppo. La colpa delle alluvioni in questi giorni non è da ricercarsi nella sfortuna né tanto meno nel caso. La colpa è solo ed esclusivamente della continua cementificazione sfrenata e senza senso, vista come unico e solo modello di sviluppo. Carlo Reggiani ha scritto un bellissimo post che voglio riportarvi.

Troppo facile ora mandare generiche accuse, prendersela con lo “Stato” o con il “Governo”, lanciare minacce di ritorsioni fiscali verso Roma. Troppo facile dimenticare i continui appelli dei tanti vituperati “ambientalisti”, gli studi di ricercatori e specialisti, gli allarmi di organismi preposti, le osservazioni di buonsenso di tanti cittadini.

I responsabili dell’alluvione che sta flagellando ampie aree della nostra provincia e del Veneto ci sono, hanno nome e cognome e li conosciamo tutti: 20 anni di amministrazione pubblica orientata a smantellare vincoli, tutele e organismi preposti a manutenzione e opere di mitigazione del rischio sul nostro territorio. Venti anni di speculazioni e di aggressione sconsiderata del territorio (ricordate Galan con l’allucinante visione di un Veneto come immensa città diffusa?) che adesso chiedono il conto. Cosa possiamo fare, dopo aver aiutato in tutti i modi possibili le popolazioni a ritornare ad una vita dignitosa (tantissimi gli appelli per volontari)?

STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO non è uno slogan da ambientalisti, ma un grido di dolore per salvare il salvabile, riprendere buone pratiche di buon senso di pianificazione e interventi di riqualificazione e tutela.
STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO per ridare voce e strumenti ai bravi tecnici e alle competenze di eccellenza che tutto il mondo ci invidia, figure da troppo tempo emarginate da un sistema economico e sociale interessato esclusivamente ad investimenti finanziari di brevissimo periodo e poco interessati al bene comune.

Qualche amministratore ci sta provando ad andare controcorrente: Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano è uno di questi. Giovedì sarà ancora una volta a Verona (è stato recentemente ospite all’interessantissimo convegno di Valeggio per il recupero di Villa Zamboni) per spiegarci come si può amministrare senza consumare territorio, ma riqualificandolo e tutelandolo (ore 17:30 a Verona, Via Santa Maria in Chiavica, 7 – Sala Polivalente CTG; alle ore 20:45 in Valpolicella,  Tenuta Pule di San Pietro In Cariano).

Carlo Reggiani
http://verona5stelle.org

Invito caldamente tutti gli amministratori della zona ad andare all’incontro per avere una visione diversa del modello di sviluppo e prendere appunti in merito.

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Ivan mi manda questo scatto dove si vedono i mobili e gli elettrodomestici di mezzo Monteforte d’Alpone. Davvero una foto che lascia senza parole. Grazie Ivan

Ripensiamo subito al modello di sviluppo che ci ha portato fin qui, ne va del futuro del territorio e dei nostri figli.