Ciao Mirco, volevo informarti che sono stati messi nuovi adesivi che indicano la raccolta differenziata sui bidoncini di via Sterzi. Il Blog funziona, volevo ringraziarti per aver pubblicato la segnalazione. A.
Grazie a te per la segnalazione. Se tutti i cittadini di Nogara facessero come hai fatto tu questo paese sarebbe sicuramente migliore. Non dovete aspettare che qualcuno cambi le cose, ve le dovete cambiare da soli!
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Essere connessi alla rete ormai, oserei dire, è vitale. E’ vitale per le aziende ed è vitale, sopratutto, per la scuola. Una scuola senza una connessione veloce alla rete è una scuola indietro che non potrà mai andare avanti. Conosco personalmente Marco Franzoni – assessore allo sviluppo economico del comune di Cerea – e voglio fargli i complimenti per l’articolo apparso su L’arena ieri. Portare la linea veloce agli studenti è segno di essere al passo con i tempi e aver compreso appieno quale mezzo straordinario sia la rete.
CEREA. Entro l’anno tutte le classi del circolo «Olga Visentini» saranno collegate con l’Adsl
Internet veloce alle elementari. La «cenerentola» è Asparetto
Gli alunni di 4 scuole su 5 già utilizzano il nuovo strumento mentre per la frazione il Comune tratta con due provider l’arrivo del wirless
Marco Franzoni
Entro quest’anno tutte le scuole elementari del circolo didattico «Olga Visentini» avranno una connessione Adsl. I lavori sono già a buon punto, tanto che delle cinque scuole elementari presenti sul territorio in quattro è già possibile usufruire di una connessione veloce. L’unica scoperta è rimasta quella di Asparetto, dove l’amministrazione si è già comunque attivata per arrivare ad una soluzione nel più breve tempo possibile. Al giorno d’oggi è sempre più importante sapere utilizzare un computer, ma ancora di più riuscire navigare in maniera corretta senza correre il rischio di imbattersi in sorprese di cattivo gusto.
Ora grazie all’Adsl tutto questo sarà finalmente possibile anche nei laboratori d’informatica delle scuole elementari cereane. «Fin da subito», spiega l’assessore allo Sviluppo economico Marco Franzoni, «ci siamo adoperati per rispondere alle richieste di docenti, dirigente scolastico, alunni e genitori di ottimizzare la connessione ad internet nelle scuole e favorire così l’utilizzo dei laboratori informatici da parte dei ragazzi, un requisito sempre più indispensabile per lo sviluppo, la formazione e la crescita scolastica degli alunni stessi».
Nelle elementari di San Vito e di Villaggio Trieste si è proceduto all’attivazione attraverso dei nuovi allacciamenti, mentre per il laboratorio della «Visentini» è stata sfruttata la connessione veloce che era già disponibile per gli uffici. Per le elementari di Cherubine mancava la copertura e per questo motivo è stata contattata la ditta «Wolnet»: la stessa che aveva già provveduto nei primi mesi del 2008, in accordo con il Comune, a portare la connessione veloce nella frazione tramite il wireless. Ad oggi sono più di quaranta le adesioni dei privati sparsi tra Cherubine e Aselogna: Wolnet si servirà quindi del ripetitore posizionato nell’impianto sportivo di Cherubine anche per attivare l’Adsl nel laboratorio informatico della scuola. I cittadini della frazione interessati ad avere l’Adsl possono visitare il sito internet www.wolnet.org. L’unico requisito richiesto è che il ricevitore, da installare sul tetto della casa dell’utente, sia visibile dall’antenna posta sul faro del campo da calcio.
L’unica cenerentola resta, quindi, la scuola di Asparetto. Ma ancora per poco. «A breve», conclude il sindaco Paolo Marconcini, «contiamo di avere novità grazie ai contatti intercorsi con due provider già presenti sul territorio veronese con installazioni wireless. Contemporaneamente alla risoluzione di questo problema, saremo in grado di dare una risposta positiva anche a tutti i residenti nella frazione che, come gli alunni della scuola, sono in attesa di poter usufruire del servizio Adsl nelle loro case».
Non sono al corrente se alle scuole di Nogara sia disponibile l’adsl. Chi ne sa più di me può postare un commento.
Libertà delle licenze: GNU/Linux utilizza una licenza che non pone alcun limite all’utilizzo, e anzi ne incoraggia la condivisione e diffusione;
Convenienza: considerando che una distribuzione GNU/Linux è già dotata di molte applicazioni anche di altissimo livello (come OpenOffice.org, Mozilla Firefox, il web server Apache, etc), che non devono quindi essere acquistate a parte, è facile dimostrarne la convenienza in termini monetari;
Un sistema sempre aggiornato: GNU/Linux è sempre al passo con i tempi e viene aggiornato costantemente. A ogni rilascio i programmi vengono migliorati, arricchiti di nuove funzionalità e i problemi di sicurezza vengono risolti tempestivamente;
Il supporto di una comunità di persone: usando GNU/Linux diventi parte di una comunità composta da utenti come te, persone più o meno appassionate degli aspetti ideali e tecnologici del Software Libero, LUG e FSUG, che nello svolgimento delle loro attività aiutano i novizi a risolvere le prime difficoltà. Non mancano professionisti che svolgono assistenza e consulenza a pagamento che garantiscono un buon funzionamento ed alta qualità del risultato;
Non preoccuparsi dei virus: è un dato di fatto che i sistemi GNU/Linux non soffrano gli attacchi di virus, spyware e altri malware. Ciò non significa abbassare la guardia e dimenticare il problema della sicurezza informatica, ma con GNU/Linux non si vive in una condizione di perenne difficoltà, instabilità e paura.
Prestazioni dignitose anche su macchine vecchie: negli anni è risultato evidente che il mercato del software traina quello dell’hardware. I programmi esigono sempre più risorse, e rendono i computer obsoleti nel giro di poco tempo. La necessità di avere hardware sempre più potente sta generando seri problemi ambientali per la quantità di rifiuti elettronici prodotta. Gli sviluppatori di Software Libero invece solitamente hanno interesse a coniugare le innovazioni con l’efficienza, con il risultato di prolungare la durata della vita delle macchine: ogni distribuzione può essere ottimizzata dopo l’installazione e ne esistono perfino alcune pensate appositamente per l’utilizzo su PC vecchi, anche di diversi anni fa;
Interfaccia grafica evoluta: i programmi liberi non sono i fratelli ‘poveri’ del mondo del software proprietario nemmeno dal punto di vista grafico. Le attuali interfacce grafiche sono state sviluppate proprio per essere ergonomiche, coniugando l’estetica estremamente accattivante (di cui un ottimo esempio sono gli effetti grafici di Compiz Fusion http://compiz.org) con una grande praticità d’uso.
Siamo entrati in Campania, dalla Puglia. La Campania è anche centinaia di impianti eolici sulle colline. Un paesaggio veramente straordinario. E qui vediamo l’abbinamento del secolo: vento ed energia, pubblico e privato. Noi siamo i più grandi produttori al mondo di quei piloni che vedete. La fabbrica è a Priolo, dove c’è anche un raffineria di Garrone. Ecco la schizofrenia di oggi: petrolio e vento. Ci si buttano tutti su questa energia. È il futuro. Ci si buttano i petrolieri. Ci si buttano Moratti, Garrone. Ci si buttano l’Enel, l’ENI. Ma il loro core business, il centro del loro lavoro, per il 95% rimarrà sempre il petrolio marcio. Sono dei fossili. Si buttano su queste cose perché hanno i finanziamenti pubblici. Allora succede così: cosa vuol dire “pubblico” e cosa vuol dire “privato”? Il pubblico ci mette il vento, il privato ci mette l’impianto. Ora, si rischia di fare come in Sardegna, come in Sicilia, in questi posti. Che il pubblico mette il vento e i ricavi dell’energia vanno in una finanziaria in Lussemburgo. Vanno dai grandi manager. La tecnologia esiste ed è straordinaria. Ci vuole la politica che regoli queste cose. Non lasciarla in mano a questi privati che si stanno scannando per pulirsi, per mettersi una giacchina nuova. Hanno capito il business. Hanno i finanziamenti anche lì. Questa energia deve rimanere nel paese e nei paesi vicini. Qui ci saranno cento impianti, ma qui non ne vedono neanche un watt di questa energia, perché va in una rete monopolista che la distribuirà ad altri paesi, in altri posti. La politica è questa: far convergere il pubblico, col privato. I pubblico mette la materia prima, il vento. I Danesi fanno ormai il 20% della loro energia così. I Tedeschi entro il 2030 toglieranno tutte le centrali. Non fanno più centrali nucleari. Allora, è meglio una cosa così o i tralicci dell’Enel? È meglio una cosa così o delle centrali nucleari o a carbone? È questo di cui dovete rendervi conto. Qui siamo immersi nel verde, nel futuro. Questi impianti danno sempre energia, perché c’è sempre vento. E possono dare energia anche di notte. Quando le fabbriche sono chiuse e non ne hanno bisogno. E dove fa a finire l’energia? La svendono magari. Come in Danimarca, dove la maggior parte dell’energia da impianti eolici viene fatta di notte. La fanno di notte e la svendono. Allora si sono immaginati una cosa. La circolazione delle automobili nelle città. Io ho una macchina elettrica qua. Questa macchina potrebbe essere caricata di notte con l’energia prodotta da questi impianti, di notte. Succede una cosa meravigliosa in Danimarca. Un progetto Israeliano-Danese per far circolare centomila auto elettriche, caricate di notte con l’eolico. E di giorno l’energia inutilizzata dalle automobili viene restituita alla società fornitrice. Un rapporto ambivalente tra chi da e chi riceve energia. Una macchina può restituire l’energia che non usa di giorno eliminando così i picchi di consumo nelle città. È straordinario. Qui non ci sono inquinanti. Non c’è niente. Non si brucia niente. Non bruciando niente la salute diventa una cosa primaria. Questo è veramente il futuro. Non fatevi ingannare. Io vengo dalla più grande esposizione di energia solare in Europa, alla Fiera di Verona – insieme a Monaco è la più grande d’Europa – e c’erano espositori di qualsiasi genere: eolico, solare, geotermico. Questi settori raddoppiano ogni anno. Saranno nuovi posti di lavoro. Obama punta a tre milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2010-2015. Ho visto questa fiera dove c’erano tutti gli espositori del mondo, Cinesi, Australiani, Coreani, Giapponesi … Chi mancava in quella fiera lì, la più grande d’Europa? Mancava un politico. Non c’è andato nemmeno un politico. Dov’erano i nostri politici, i nostri fossili politici, le nostre salme? A inaugurare un inceneritore di Acerra che ha una tecnologia di venti anni fa. Han pigiato un bottone e si sono guardati tutti in faccia perché non è partito niente.
Buon 168 e avanti col futuro!
A Nogara come in tanti altri Comuni della bassa la linea adsl fa pena. Due mesi fa ho sottoscritto Alice 7 Mega con Telecom Italia, lasciando Tiscali 4 Mega. Speravo che, passando all’operatore di telefonia che detiene il monopolio delle linee e degli impianti, le cose migliorassero e invece le cose non sono cambiate per nulla. Ho fatto un test su www.speedtest.net per misurare la velocità in download e upload questo il risultato.
Perché i Comuni non si attivano per portare la linea adsl ai propri cittadini con sistemi come il wi-fi o addirittura wi-max? Cosa dobbiamo aspettare ancora.
WiMAX è una tecnologia di trasmissione senza fili d’accesso a banda larga. Ha la possibilità, al pari di altre tecnologie wireless, di essere utilizzato su molti tipi di territorio (si possono utilizzare sistemi WiMAX in ambienti dall’urbano al rurale).
La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane. La tecnologia di Wimax non richiede necessariamente visibilità ottica, ma senza di essa le prestazioni sono decisamente inferiori e la connettività ristretta ad aree limitate. Secondo i proponenti di WiMAX l’ampiezza di banda sarebbe sufficiente a supportare simultaneamente almeno 40 aziende con connettività di tipo T1 e 70 abitazioni con connettività al livello di una DSL da 1 Mbit/s.*
Raccontate sul blog la vostra avventura con la “linea veloce”.
La miniera Ranger, 250 km a Est di Darwin in Australia, una delle più grandi del mondo, occupa un’area di ben 80 km². Al suo interno vi sono tre enormi scavi a cielo aperto da dove si estrae il minerale contenente l’uranio, il più grande dei quali occupa quasi 1 km². La concessione contiene inoltre un bacino che può trattare 1 milione e mezzo di tonnellate di acqua all’anno e un impianto che può produrre 250 tonnellate di acido solforico al giorno, utilizzato per sciogliere l’uranio nella fanghiglia di minerale finemente tritato e acqua. L’impianto è stato progettato per produrre 3 mila tonnellate all’anno di yellowcake estratto da circa 1 milione di tonnellate di minerale, la cui escavazione richiede l’utilizzo di circa 250 tonellate all’anno di esplosivo. Con un kg di esplosivo si possono rimuovere 4 tonnellate di minerale e con ogni “volata” si disintegrano mediamente 30 mila tonnellate di minerale uranifero. Ogni settimana si fanno esplodere 7,5 tonnellate di dinamite e le vibrazioni si sentono fino a Darwin, a 250 km di distanza. Il sito dispone di una sua centrale elettrica costituita da 5 motori diesel e da una turbina a vapore. Nel pozzo operano poi un escavatore con una benna da 12 m³ e sei camion che trasportano da 90 a 135 tonnellate di minerale ciascuno. Come si può vedere, la produzione di CO2 è considerevole. Se al posto della miniera di uranio si mettessero dei pannelli fotovoltaici, se ne potrebbero installare per 10 mila MWdi potenza, praticamente uguale a tutta la capacità elettrica installata in Australia.
Quando Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica ed ex presidente dell’Enea, propose di sviluppare nel Sud Italia il solare termodinamico, è stato irriso per via della inaccettabile quantità di terreno necessario per realizzare tali impianti. I partigiani del nucleare sostengono che una centrale nucleare, per la stessa potenza 1.000 MW, occupi poche migliaia di m² e che campi di concentratori solari siano quindi improponibili in termini di occupazione di territorio. Nel comparare le estensioni di territorio necessarie per le fonti rinnovabili persistono ancora molte afferamzioni ingannevoli.
Tuttavia includendo correttamente tutti gli spazi necessari ai vari cicli dei combustibili, l’intensità di occupazione di territorio è molto simile per il solare, il carbone e il nucleare.
L’Arena di oggi riporta un articolo davvero interessante, che dovrebbe far riflettere Sindaco e assessori sull’importanza e potenzialità della rete.
Il Consiglio comunale convocato su Facebook
«È un modo per coinvolgere ed interessare i giovani alla politica locale. E se funziona lo farò ancora»
Dopo i cittadini e gli utenti di Internet, anche le istituzioni della Bassa scoprono Facebook, il social forum più famoso della rete. E non solo a fini elettorali. Se a Bovolone, in fatti, la sfida per le prossime amministrative sembra vivere più sul portale che in pubblico, infatti, a Pressana il sindaco Stefano Marzotto ha trovato utile convocare il consiglio comunale con un annuncio su Facebook.
Il primo cittadino pressanese è da tempo un utente assiduo ma a convincerlo al grande passo è stata la nascita del gruppo «Pressana Vr», del quale a tutt’oggi fanno parte 69 persone, per lo più giovani del paese, che sono stati invitati ufficialmente, con un messaggio firmato dallo stesso Marzotto, a verificare di persona cosa accade nelle stanze della politica locale.
Da sabato scorso nella bacheca del gruppo fondato dal 23enne Paolo Fin – «aperto a tutti quelli che vivono la in cui il nulla è più nulla, tra le nebbie della val padana. Per coloro che almeno una volta si son fatti fregare dal Ciano Lupin, per coloro che da quando han chiuso Luca non san più che fare… insomma per tutti quelli che sanno che a Pressana non c’è niente ma in fondo in fondo ci si sta anche bene», come scritto con qualche licenza grammaticale nell’intestazione dal figlio del vicesindaco nonché, si dice, possibile successore di Marzotto – è possibile trovare gli argomenti in discussione nel consiglio comunale che si terrà oggi alle 21 nella sala civica del municipio.
Oggi la verifica sull’utilità dell’appello. La seduta prevede all’ordine del giorno l’adozione del Piano di assetto territoriale intercomunale (Pati) fatto assieme a Roveredo e sottoscritto la scorsa settimana a Venezia. «Potrebbe essere un modo», spiega il primo cittadino, «per coinvolgere ed interessare in maniera attiva i giovani agli argomenti della politica pressanese. Se l’iniziativa riceverà un riscontro positivo, Facebook potrà diventare un ulteriore canale divulgativo anche per altre iniziative del nostro territorio».