Articoli marcati con tag ‘comitato’

Che fine ha fatto il comitato?

domenica, 24 aprile 2011

Il comitato dell’ospedale è sparito, da un po’ di tempo non se ne sente più parlare. Forse i fondatori hanno da fare, visto che molti sono entrati in liste che concorrono alle prossime elezioni amministrative. Nogara prima di tutto e Insieme per Nogara hanno al loro interno componenti che si sono prodigati per la nascita del comitato e si sono adoperati per la raccolta firme. Va anche ricordato che i due gruppi, fino all’ultimo, hanno cercato un accordo per creare la famosa “lista di salute pubblica”, più volte auspicata da Mirandola. Pensateci un attimo: queste due liste se ne sono dette di tutti i colori fino al giorno prima, si sono fatte la guerra senza esclusione di colpi e, all’improvviso, cercano un accordo spacciandolo pure come il bene comune o la salute di tutti. Il comitato dell’ospedale è nato in funzione della caduta di Falco. Così doveva essere e così è stato. Il comitato doveva nascere per giustificare la caduta dell’amministrazione leghista. Hanno fatto cadere Falco per andare di nuovo ad elezioni e sperare di soffiargli la poltrona. Dall’altra parte va detto che Falco è tutto fuorché un leader. Ha creato una squadra che ha lasciato l’amaro in bocca, una squadra senza capo ne coda e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a partite dall’aumento esponenziale dello sforamento del patto di stabilità. Questo il direttivo del comitato:

Vi invito a contattarli e chiedere spiegazione in merito al comitato. A che punto è, che cosa sta facendo, se sono arrivate le risposte alle domande protocollate più di due mesi fa. Queste sono domande a cui il comitato deve rispondere. L’ennesima mossa i cui registi sono sempre gli stessi. E’ ora di dire basta!

Sportello On Line: ospedale

sabato, 5 marzo 2011

Questa mattina mi è arrivata una mail al servizio Sportello On Line. Ve la riporto integralmente.

Ciao Mirco

personalmente non ti conosco, ti seguo sul sito e credo che fai un ottimo lavoro che oltre alla politica ha un valore sociale. Arrivo al punto, chissà perché sempre alla vigilia delle elezioni si rispolvera il discorso ospedale e in questo frangente tutti hanno idee meravigliose peccato che poi tutto sfuma per colpa degli altri.

Peccato poi che a proporre è sempre gente che ha amministrato per anni Nogara ma che nel pre-elezioni sembra che abbiano amministrato sulla luna e che siano appena atterrati in questo nostro paese con in mano la soluzione per il nostro ospedale.

Credo che a volte sia meglio tacere e lavorare veramente per qualcosa di concreto ma forse questo avviene sulla luna. Ciao buona giornata. R. B.

Come darti torto. L’argomento ospedale, come si suol dire, “tira” molto alla vigilia delle elezioni. Lo si è visto con Padovani, il quale aveva dato vita ad un comitato che poi è morto quando Padovani si è seduto in consiglio comunale con Insieme per Nogara. Ha rispolverato l’argomento ospedale Falco, nella scorsa campagna elettorale, invitando addirittura l’ex-assessore alla sanità veneta Sandro Sandri, il quale ha promesso “mari e monti” e sei mesi dopo è stato chiuso il pronto soccorso. Adesso è la volta di Mirandola, Sardini e Company i quali hanno creato un comitato che, allo stato attuale, non ha ancora ottenuto nulla se non il fatto di farsi fregare le firme da Falco (nel caso specifico il cognome calza a pennello). Hanno messo in piedi un comitato che, mio personalissimo parere, lascia il tempo che trova. Comunque detto questo, ti devo dar ragione: l’ospedale è sempre in primo piano quando alla porta ci sono le elezioni, questo da parte di tutti gli schieramenti politici nogaresi. E’ di qualche giorno fa la notizia che la regione non intende investire nessun soldo sull’ospedale di Nogara. Solo gli illusi credono ancora alle promesse di politicanti che affermano che un futuro per l’ospedale sia possibile. Svegliamoci! Smettiamola di credere alle promesse che ad ogni campagna elettorale continuano a propinarci. Basta!


Le firme, i cittadini e il comitato

martedì, 1 marzo 2011

Le firme dei duemila cittadini sono sparite e non si sa dove sono. Riporto da L’Arena l’articolo sulla questione.

NOGARA. Più passaggi di mano tra primo cittadino e assessore innescano dubbi nel Comitato

Sparite le 2.000 firme per l’ospedale Stellini

È giallo sul dove siano finite le circa 2 mila firme raccolte delle minoranze, nell’estate scorsa, per chiedere all’ex sindaco Simone Falco e alla Regione di attivarsi per il ripristino del punto di primo soccorso all’ex ospedale Stellini e per l’attuazione della riconversione della struttura. Il «Comitato per la salvaguardia delle volontà testamentarie di Francesco Stellini e per la riconversione dell’ex ospedale» nutre infatti forti dubbi che i documenti contenenti le 2 mila firme siano stati consegnate all’assessore regionale alla sanità Luca Coletto e sono convinti, invece, che la petizione sia ancora in mano all’ex sindaco.

«Dopo lo scioglimento del consiglio comunale abbiamo chiesto al Comune che fine avessero fatto le firme consegnate», spiega il Comitato in un comunicato. «Il 13 febbraio la Lega Nord ha dichiarato che le firme si trovavano in un luogo sicuro e che sarebbero state consegnate a Coletto, ma il 15 febbraio l’ex sindaco Falco ha protocollato in Comune una nota nella quale dichiara di aver consegnato a dicembre a mano le firme originali all’assessore regionale. Non esiste nessun documento che attesti l’uscita delle firme dal municipio ed è provato che il 27 gennaio erano invece ancora in Comune. Chiediamo quindi una volta per tutte che le 2 mila firme saltino fuori per poterle consegnare personalmente in Regione. Nessuno si illude che l’ex ospedale possa tornare a com’era 15 anni fa, ma esiste un progetto di riconversione approvato dall’assemblea dei sindaci e recepito dalla direzione generale dell’Ulss 21».

«I componenti del Comitato sanno benissimo come sono andate le cose», spiega Falco. «A metà dicembre ho consegnato personalmente a Coletto le firme, gli originali. Poi, a gennaio, quando l’amministrazione era decaduta, il Comune mi ha chiesto di riportarle indietro perché non ne avevano una copia. Ho incontrato perciò Coletto e ho riportato le firme originali in municipio così i funzionari si sono fatti le copie. Le firme sono nuovamente in mano mia e nei prossimi giorni le riconsegnerò a Coletto. È una polemica strumentale: l’assessore regionale ha visto le firme, anche se non c’è un protocollo di entrata, visto che le ho consegnate a mano. Nessun giallo quindi, ma solo strumentalizzazione dell’argomento ospedale per screditarmi».

Di parere opposto è Dimitri Sardini, presidente del Comitato per lo Stellini ed ex assessore di Falco. «L’ex sindaco doveva adempiere ad una deliberazione del consiglio comunale che prevedeva la consegna delle firme all’assessore Coletto assieme a tutti i gruppi consiliari. Falco non ha fatto nulla di tutto ciò, creando confusione anche nel suo partito che prima afferma che la petizione è in mano a Coletto e poi che è custodita in un luogo sicuro. A noi preme che si sappia che tanta gente di Nogara ha a cuore il futuro dello Stellini e vogliamo che i cittadini siano ascoltati».

Sarebbe anche interessante sapere, oltre a dove sono finite le firme, chi è il responsabile del trattamento dei dati. Marco Poltronieri, ex consigliere e “raccoglitore” di firme pro ospedale, sul suo blog scrive che «Tuttavia sembra confermato che le firme nel gennaio 2011 fossero ancora in comune e siano state fotocopiate.» Chi le ha fotocopiate? Chi era il responsabile del trattamento dei dati personali? I consigliere che si sono prodigati nel raccoglierle dovevano andare in regione e consegnare direttamente le firme all’assessore Coletto, questo dovevano fare, non fare sceneggiate in consiglio comunale consegnandole ad un sindaco che era agli ordini di Coletto. Sveglia! Vi hanno fregato e adesso gli unici che sono stati presi per il culo sono i cittadini che hanno firmato in buona fede, credendo che una firma sarebbe servita a salvare un ospedale ormai morto da anni.
Mi hanno chiesto in molti perché non aderisco al Comitato pro-ospedale. Ho sempre risposto che la cosa non mi convinceva fino in fondo e che vedevo la formazione del Comitato solo come propaganda elettorale contro Falco e i suoi sodali. Detto questo, la mia posizione sull’ospedale è molto chiara: si deve attuare un’azione legale contro la decisione dell’Ulss di vendere i terreni del lascito Stellini. Tutto il resto non serve a nulla, l’Ulss ha deciso di vendere e così farà.
Ai fondatori del Comitato dico questo: smettetela di andare sul giornale e trovate le firme, datevi da fare perché al momento non si è visto nessun risultato concreto, al momento si sono solo sentite chiacchiere.

Il Comitato per l’ospedale

lunedì, 7 febbraio 2011

Martedì primo febbraio presso la sala consiliare del Comune di Nogara si è svolta la presentazione del «Comitato per la salvaguardia delle volontà testamentari di Francesco Stellini e per la riconversione dell’ex ospedale». Sono andato con la mia telecamera a filmare i vari interventi, ve li propongo molto volentieri. Vi riporto anche l’articolo uscito sul quotidiano l’Arena.

NOGARA. Il Comitato lancia idee di salvezza

«Autogestiamoci il lascito per riavere il nostro ospedale»

Molte le proposte del gruppo, compreso l’ingresso dei privati

«Vogliamo capire quanto la gente è disposta a farsi massa critica sull’ex ospedale». È questo l’appello che Dimitri Sardini, ex assessore, ha lanciato durante l’incontro pubblico del «Comitato per la salvaguardia delle volontà testamentari di Francesco Stellini e per la riconversione dell’ex ospedale», da lui stesso presieduto. Nella sala consiliare (presenti circa 80 cittadini) sono stati presentati ufficialmente il Comitato e sue le finalità. Il presidente ha ricordato la vicenda dell’ex ospedale, dallo scioglimento del consiglio comunale fino alla costituzione, poco dopo, del Comitato i cui 9 soci promotori sono gli stessi ex consiglieri comunali, politicamente trasversali, che il 30 dicembre, con la loro dimissioni, hanno mandato a casa l’amministrazione Falco proprio su una mozione sullo Stellini. Sardini, nel sottolineare che la riconversione costerebbe un millesimo del bilancio regionale, ha precisato che «il Comitato è apolitico e non è stato costituito per la riaprire l’ex ospedale ma per una sua riconversione, come concordato nel 2008, e mai attuata».

Per Marco Poltronieri, segretario del Comitato, «lo scopo è di coinvolgere il maggior numero di persone, che invito ad iscriversi, per dare insieme dignità al nostro territorio». Luciano Mirandola, socio fondatore ha detto: «Vogliamo conservare una nostra struttura, che dà lavoro a Nogara. Ciò è possibile facendo rispettare all’Ulls 21 la delibera del 2008 oppure scegliendo un’autogestione pubblico-privata. Il Comitato terrà vivo il problema, consegnandolo alla prossima amministrazione». Mirandola ha poi sottolineato che la compatezza del Comitato dei fondatori potrebbe anche essere a rischio, sotto i colpi della campagna elettorale: «Mi auguro quindi che cittadini volenterosi ci subentrino attivamente nella gestione del Comitato». All’incontro è stata lanciata anche la proposta di «costituire una società per gestire la struttura, riappropriandosi dei terreni del lascito, che valgono 10 milioni di euro».L.F.

Alla serata erano presenti vari esponenti della politica Nogarese. Ho ripreso gli interventi di Sardini, Poltronieri, Mirandola e Ceolini. Devo correggere Sardini quando dichiara:«il Comitato è apolitico e non è stato costituito per la riaprire l’ex ospedale ma per una sua riconversione, come concordato nel 2008, e mai attuata». Il Comitato non è apolitico, forse sarà apartitico, ma fa politica a tutti gli effetti. Una politica volta, secondo gli scopi espressi, alla riconversione della struttura ospedaliera.
Spero che la gente si appropri presto del timone di questo Comitato. Anche perché così composto non è davvero credibile, in quanto esso è formato, almeno per il momento, solo dai consiglieri dimissionari coinvolti a vario titolo nella caduta del ex sindaco Falco.
Cittadini Nogaresi, questo è un appello che vi faccio, prendete in mano le redini del Comitato e costituitelo solo di cittadini che vogliono il bene della struttura e soprattutto del lascito che Stellini ha donato a Nogara e ai Nogaresi.

E’ nato il Comitato pro Stellini

martedì, 18 gennaio 2011

Oggi sul quotidiano L’Arena è uscito questo articolo.

NOGARA. Formato il Comitato pro Stellini

I nove oppositori di Falco si alleano per l’ex ospedale

Presentata un’istanza all’Ulss 21 sul lascito dei terreni e gli affitti

Come la mitologica «Araba fenice», il gruppo dei 9 consiglieri comunali che hanno fatto cadere l’amministrazione Falco, risorge per costituire un «Comitato per la salvaguardia delle volontà testamentarie dei Francesco Stellini e per la riconversione dell’ex ospedale a lui dedicato». L’atto costitutivo, presentato in questi giorni, è stato formalizzato il 30 dicembre scorso, la sera stessa della caduta del sindaco, «ma non prefigura alcuna lista elettorale», precisano i componenti, ovvero Claudia Dusi, Luca Falavigna, Fernanda Maestrelli, Costanza Minozzo, Luciano Mirandola, Oliviero Olivieri, Marco Poltronieri, Dimitri Sardini e Riccardo Tamassia.

A presiedere il Comitato, che sarà presentato a breve ai cittadini e che è aperto a tutti, è Dimitri Sardini, con vice Paola Minozzo e Oliviero Olivieri e segretario Marco Poltronieri. «Siamo per le azioni concrete e non per le parole; per questo i sindaci vengono destituiti e noi abbiamo dimostrato che, come cittadini, siamo stati in grado di fare in una settimana quello che Falco non ha fatto in 7 mesi», osserva Sardini, «e questa è la prova della nostra responsabilità rispetto ai problemi della gente».

Il Comitato non ha infatti perso tempo e ha inviato un’istanza al direttore generale dell’Ulss 21 – e per conoscenza all’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto e al Commissario prefettizio Rose Maria Machinè – chiedendo la revoca della delibera dell’Ulss di vendita dei terreni del lascito Stellini. Nel documento si chiede anche che «vengano resi noti gli atti relativi ai contratti di affitto dei terreni di proprietà dell’ex ospedale così da evincere quale sia l’importo dei proventi da essi derivanti e la destinazione degli stessi». E proseguono: «È comunque intendimento del Comitato, se l’istanza non venisse accolta, attivarsi tempestivamente con ogni azione, compresa quella giurisdizionale, per tutelare gli interessi di Nogara e della sua comunità».

Intanto il Comitato tenta di recuperare le 2000 firme affidate al sindaco Falco per consegnarle all’assessore regionale Coletto «cosa che il sindaco non ha fatto», puntualizza Marco Poltronieri.L.F.

Sono contento che il «Comitato per la salvaguardia delle volontà testamentarie dei Francesco Stellini e per la riconversione dell’ex ospedale a lui dedicato» sia nato. Speriamo che porti a casa al più presto qualche risultato per salvare quello che rimane del lascito di Stellini. Fa specie vedere che i componenti del nuovo comitato tengono a precisare che il comitato «non prefigura alcuna lista elettorale». Probabilmente non si è trovato l’accordo per un «listone di salute pubblica» tanto auspicato da Mirandola. Il minestrone proposto dall’architetto forse è risultato indigesto a qualche componente del Comitato. Stay Tuned!

Un comitato di Nogaresi per l’Ospedale

venerdì, 7 gennaio 2011

Il 30 dicembre 2010, durante la caduta di Falco, circolava in sala consiliare un documento distribuito da Marco Poltonieri dal titolo: un comitato di Nogaresi per l’Ospedale. In fondo al volantino si legge:

Con la presente si comunica la costituzione di un Comitato autonomo e aperto per la riconversione e la valorizzazione dell’Ospedale di Nogara.

Firmato: Dusi Caludia, Falavigna Luca, Maestrelli Fernanda, Minozzo Costanza, Mirandola Luciano, Olivieri Oliviero, Poltronieri Marco, Sardini Dimitri e Tamassia Riccardo.

Nogara 30/12/2010

Ad oggi di questo Comitato non c’è traccia. Chiedo ai firmatari: chi è il presidente di questo Comitato? Chi è il segretario di questo Comitato? Quali azioni intende intraprendere il Comitato? Gradirei che gentilmente i firmatari del documento rispondessero alle domande. Non vorrei, come suppongo, che fosse stata l’ennesima promessa in vista della campagna elettorale.

Il Comitato No CIE

giovedì, 17 giugno 2010

Sono andato a trovare il Comitato No CIE di Bovolone capeggiato da Lucio Chiavegato, un uomo dalle idee molto chiare e sopratutto una persona molto informata e preparata. Sono andato a sentire le ragioni del No al Centro Identificazione ed Espulsione che dovrebbe sorgere nell’ex base militare dell’aeronautica.

Cie, Maroni: parlerò coi sindaci. Sul sito già fatto l’accordo con Zaia

E Montagnoli: «Presto l’incontro con i primi cittadini della Bassa». Il ministro dell’Interno assicura: «Entro l’anno la realizzazione»

LAZISE — «Il Cie in Veneto si farà entro la fine dell’anno. Giusto ieri (giovedì, ndr) ne ho nuovamente parlato con Zaia e abbiamo trovato l’accordo». Il ministro Maroni dà la notizia entrando nell’hotel di Lazise in cui si svolge il convegno organizzato da Enrico Letta sui problemi del Nord Italia. Federalismo, manovra economica, tagli agli enti locali i temi in discussione: ma a Verona, in primo piano, c’è anche la questione di quel Centro di Identificazione ed Espulsione degli immigrati clandestini, che ormai è praticamente certo debba aver sede nella nostra provincia. Arriva o non arriva? «Arriva, arriva – assicura Maroni – perché è assolutamente indispensabile. Se in una regione non c’è, come qui in Veneto, nove volte su dieci un clandestino fermato dev’essere rimesso in libertà perché quelli delle altre regioni già tutti pieni. Ecco perché abbiamo individuato quattro regioni che ne sono prive (Veneto, Toscana Marche e Campania, ndr) dove li realizzeremo entro la fine di quest’anno».

Ma sul luogo in cui sorgerà il centro per i clandestini non si sbilancia. Le indiscrezioni portano tutte verso il Veronese, ma su questo punto il ministro Maroni resta vago: «Abbiamo già trovato le aree che secondo noi sono le più adeguate – conferma – e su questo ci siamo confrontati coi presidenti, in particolare con quello del Veneto: entro poche settimane diremo dove lo realizzeremo». Il tema è caldo, come conferma il ministro dell’Interno. «Per quanto riguarda la vostra regione – continua Maroni – ho incontrato ieri Luca Zaia, e ne abbiamo di nuovo discusso. Ci sono già le proposte del ministero, che vanno però aggiornate dopo il via libera dato al federalismo demaniale». Perchè sono legate le due cose? «Perché molti beni pubblici, beni che fino ad oggi erano appunto demaniali - spiega – passeranno adesso alle regioni. Aperto il confronto, entro fine anno realizzeremo le nuove strutture in tutte e quattro le regioni interessate».

Proviamo ad insistere, approfittando del buon umore del ministro, e gli ricordiamo che a Verona si parla ormai da tempo di una localizzazione del Cie a Isola Rizza, all’interno della ex caserma del 72mo Gruppo Intercettatori teleguidati di via Merle. Ma Maroni si trincera dietro un sorriso: «Eh lo so – risponde allontanandosi – lo so che voi parlate di tante cose… Forse non ho sentito solo l’ipotesi di mettere il Cie nella Laguna di Venezia ma qualcuno avrà indicato anche quella… Ad ogni modo non sarà una scelta calata dall’alto, ne parlerò con i sindaci». Poi, tornando serio, ribadisce il concetto: «Ci sono proposte precise che io ho fatto al presidente della Regione. Ma non faccio nomi. E neanche cognomi… ». Resta da aggiungere che il presidente Zaia, ieri sera, ha confermato al Corriere di Verona sia il colloquio col ministro, sia l’accordo raggiunto su questo tema. Ma anche lui ha accuratamente evitato di dare indicazioni sulla località prescelta. A sbilanciarsi di più è il deputato leghista (e sindaco di Oppeano) Alessandro Montagnoli che un paio di giorni fa ha parlato della questione con Zaia. «Ho consegnato nelle mani del presidente della Regione la richiesta di incontro fatta dai sindaci della Bassa – spiega – e ho avuto la garanzia che verrà fatto a breve. Non ci sono dubbi che il Cie sarà realizzato nel Veronese, ma la scelta di Isola Rizza non è definitiva».

Lillo Aldegheri, 12 giugno 2010

Il Ministro Maroni non deve parlare con i Sindaci, che parla a fare se i Sindaci sono tutti della Lega? Gli daranno forse torto? Ministro Maroni, Lei deve venire a Bovolone a parlare con i suoi datori di lavoro ovvero i cittadini. Venga a parlare in una riunione pubblica e spieghi le ragioni della sua scelta e ascolti le ragioni del Comitato No Cie. Oltre al no del Comitato volevo sentire anche le ragioni dei Sindaci di Bovolone, Oppeano e Isola Rizza. I sindaci di Oppeano e Isola Rizza non hanno risposto alla mia mail al contrario del sindaco di Bovolone che mi ha risposto in tempi rapidissimi con quanto segue:

Gentile sig. Moreschi

Ho sempre cercato di tenere un profilo basso sull’argomento perché ho ritenuto che non servisse a nulla l’allarmismo utilizzato da forze politiche, e singoli, irresponsabili. Ad oggi non ci è dato conoscere dove verrà fatto il nuovo CIE del Veneto e finché non ci sarà una comunicazione ufficiale in merito io continuerò a parlare con atti ufficiali come la mozione votata nell’ultimo Consiglio Comunale. E’ per questo che al momento non sono disponibile all’intervista.

Questo è il gruppo su Facebook del Comitato No CIE