Articoli marcati con tag ‘Energia’

Il sette per cento

lunedì, 9 maggio 2011

Il 93% dei Comuni Italiani ha impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili installati su edifici pubblici. Solare o Fotovoltaico il succo non cambia. Si produce energia pulita dal sole e si risparmia sulla bolletta di luce o gas. Il 7% dei Comuni Italiani non ha nessun impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili installato su edifici pubblici. Nogara rientra in questo 7%. Le amministrazioni precedenti, Olivieri prima e Falco poi, non hanno mai installato nessun impianto del genere. Addirittura la giunta Olivieri e Ceolini voleva far costruire sul nostro territorio una Centrale a Biomasse a paglia e stocchi di mais. Negli anni 2005-2010, ovvero il mandato di Insieme per Nogara, gli incentivi erano alti e si potevano installare molti impianti a costi davvero ridicoli. Hanno sperperato soldi per mere velleità di un assessore visionario che ha fatto finanza creativa con i soldi della collettività, sforando il patto di stabilità, il quale costringerà i Nogaresi a sacrifici ulteriori per rientrare. Molto presto il governo taglierà gli incentivi alle rinnovabili e sarà molto più difficile installare questi impianti. L’unico modo per farlo è servirsi delle E.S.Co. Le Energy Service Company (E.S.Co) sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra la E.S.Co ed il cliente finale con diverse tipologie di accordo commerciale. Il diagramma qui sotto spiega molto bene il funzionamento.

La prima colonna rappresenta il totale espresso in euro dei costi che oggi il Comune sostiene per le bollette di elettricità e gas in un anno. Il Comune paga il 100% delle bollette. Nella seconda colonna il Comune esegue i lavori di riqualificazione (cappotti, fotovoltaico, termoregolazione ecc.) per la durata di 4/8 anni la E.S.Co si ripaga i lavori garantendovi già un risparmio. Il Comune pagherà il 90% delle bollette. Alla conclusione degli anni di ammortamento il Comune gode a pieno del risparmio conseguito dai lavori di riqualificazione eseguito dalla E.S.Co e quindi nel futuro si vede dimezzare i costi energetici. Il Comune pagherà fino al 50% delle bollette.
Queste sono le cose che vanno fatte per innovare e e far risparmiare un Comune e di conseguenza tutti i cittadini. Si è preferito sperperare danari pubblici per opere di dubbia utilità. A cosa serve avere tanti soldi se poi si spendono male? Dobbiamo avere buone idee e usare con parsimonia e oculatezza le risorse che sono di tutti i cittadini.

Un Comune a 5 stelle: Energia

giovedì, 21 aprile 2011

Parlare di energia per sentito dire è davvero facile. Quando si pensano i programmi oltre che scriverli vanno anche riletti per evitare figuracce. Ho dato un’occhiata ai programmi “avversari” e sono rimasto stupito nel vedere errori grossolani e tanti giri di parole per non dire nulla. Questo un breve elenco.

  • Lega Nord: “Altra situazione che preoccupa e che intendiamo risolvere è quella relativa alle condizioni della rete di illuminazione pubblica, per la quale sarà necessario il rifacimento di parte delle linee e la sostituzione dei corpi illuminati esistenti con nuovi a basso consumo o alimentati a energia solare.”

Vuol dire tutto e niente. Come potranno mai fare una cosa simile quando in nove mesi di amministrazione hanno lasciato un lampione riverso nel fosso sulla strada per Bonferraro (nonostante molte segnalazioni anche sul blog) fino a quanto non è stato tranciato da quelli che pulivano la sponda del fosso?

  • Insieme per Nogara: “Realizzazione di un parco fotovoltaico in zona industriale con possibilità per le attività presenti di usufruire di energia pulita a prezzo agevolato”

Non è realizzabile! La normativa italiana non lo prevede! Chi realizza un impianto fotovoltaico non può vendere l’energia a chi vuole, o la consuma per sè oppure la cede in rete al Gestore Servizi Elettrici (GSE). Inoltre per una legge regionale gli impianti a terra non possono superare i 200 kWp e tutte le attività presenti di 200 kWp se ne fanno ben poco!

  • Nogara prima di tutto:“Piano Ambientale per dotare di impianti solari e fotovoltaici gli edifici e i luoghi pubblici, senza invadere le campagne. Sensibilizzazione della popolazione al risparmio energetico e all’uso di materiali riciclabili, partendo dalle scuole.”

Le uniche iniziative volte a questo scopo sono state realizzate dall’Associazione Culturale Nogara 5 Stelle senza fini di lucro e i costi sono stati sostenuti dai soci senza gravare sulle casse del Comune di Nogara. Nessuno dei componenti della minoranza, in nove mesi di amministrazione Lega, ha mai promosso iniziative a riguardo. Inoltre esiste già un “piano ambientale” nella provincia di Verona ed è il Patto dei Sindaci al quale hanno aderito 27 comuni della provincia eccetto Nogara. Il comune di Verona ha aderito dal 2008.

Questo è il nostro punto riguardante l’Energia. Semplice, immediato, fattibile e concreto. Spiega benissimo quello che è realizzabile in concreto. Lasciate perdere, non fidatevi di chi oggi vuole stare a tutti i costi dalla parte dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Oltretutto tutte le liste, eccetto il MoVimento 5 stelle, ha all’interno esponenti i quali sono sono favorevoli all’energia Nucleare. Offro a lor signori un viaggio a Fukushima e al ritorno uno scalo a Chernobyl, tanto per gradire.

Giovedì 21 aprile alle ore 21, presso pizzeria Lilly, il MoVimento 5 stelle terrà l’incontro con Montalto. Spiegheremo la situazione in cui versa il Comune di Nogara e illustreremo il nostro programma.

La memoria è importante

mercoledì, 30 marzo 2011

E’ bello vedere che a parole tutti i politicanti Nogaresi sono a favore delle energie rinnovabili. A parole sono tutti più buoni e tutti sono a favore della produzione di energia da fonti pulite, salvo poi essere smentiti nei fatti.
E’ il caso di ricordare che l’amministrazione Olivieri e Ceolini voleva far costruire una centrale a biomassa alimentata a paglia e stocchi di mais. Adesso, con tutto il rispetto per tutti, solo un’idiota o chi è direttamente interessato all’affare, può credere di produrre energia elettrica dalla paglia. Il comitato, di cui io facevo parte, organizzò varie riunioni con la cittadinanza e in una di queste mi rimase impresso un signore di oltre ottant’anni che fece questa considerazione: «io, in oltre ottant’anni di vita, ho visto solo due volte bruciare la paglia. Una per dispetto fra due agricoltori e l’altra per autocombustione di botole dovute al troppo caldo.» Mi sono chiesto molte volte perché nessuno mai, prima di noi, abbia pensato di bruciare la paglia per produrre elettricità. Per la cronaca la centrale a biomassa non fu fatta e la delibera ritirata perché il comitato non mollò la presa e costrinse Olivieri e Ceolini a fare retromarcia.
Un altro politicante che, a parole, è a favore delle energie rinnovabili è l’ex sindaco Simone Falco. Anche per lui la centrale a biomasse fu una continua giravolta. All’inizio fece una riunione al ristorante Papillon dove dichiarò, di fronte a molti agricoltori della zona, di essere contrario alla realizzazione dell’impianto. Qualche settimana dopo, stranamente, le sue dichiarazioni si fecero sempre più nebulose e, in un certo modo, a favore dell’impianto. Falco dichiarava che vista ormai la decisione di realizzare l’impianto tanto valeva farsi fare opere a compensazione ad esempio l’asfaltatura di via Pezzone. Infine, Simone Falco, preso da uno scatto d’orgoglio, durante la votazione in consiglio comunale si astenne. Coraggio da leoni!
Nessuna di queste amministrazioni che ho citato ha mai installato un pannello fotovoltaico o solare termico su un qualsiasi edificio pubblico di Nogara. Olivieri e Ceolini hanno preferito spendere 1.500.000 €uro per una piazza di cui il paese non aveva assolutamente bisogno, una piazza che, a solo due anni dalla sua realizzazione, è già distrutta. Fatevi un giro in piazza, fate delle fotografie e mandatele al blog, le pubblicherò.
Nei programmi elettorali delle prossime elezioni comunali, tutte le liste (ve lo posso assicurare) avranno un punto dove parleranno di energie rinnovabili e impianti fotovoltaici o solari termici. Non è una questione di copyright è solo ed esclusivamente una questione di coerenza. Difficile credere a chi, fino a ieri, voleva costruire un inceneritore.
Ho ripreso la questione centrale a biomasse perché la memoria è importante. Ricordarsi chi ha fatto che cosa, chi era dalla parte di chi o di che cosa è importante, soprattutto quando si vota. Sbagliare è umano, ci mancherebbe altro, ma prendere una decisione così importante senza consultare i cittadini è da irresponsabili o da persone a cui non interessa il confronto con la cittadinanza. Opere o impianti che modificano la vita del paese per un tempo indefinito devono essere discusse per tutto il tempo che necessitano. Questa si chiama democrazia.
Chiedo ai Nogaresi, prima del voto, di leggere attentamente i componenti di ogni singola lista. Vedranno chi ha fatto il salto della quaglia. Vedranno persone che hanno combattuto contro la realizzazione dell’impianto, allearsi proprio con chi l’impianto voleva costruirlo. Il potere della “carega” non ha limiti!

Perché dobbiamo avere sempre ragione noi?

venerdì, 19 novembre 2010

Odio aver ragione. Durante la battaglia contro la Centrale a Biomassa, che ormai non sa più a quale sindaco votarsi, abbiamo ripetuto più volte che spesso e volentieri le Centrali a Biomassa vengono trasformate in inceneritori che bruciano qualunque cosa. La notizia, apparsa su vari siti e giornali, è che la Riso Scotti ha bruciato illegalmente rifiuti. Il Fatto Quotidiano scrive:

Non solo riso. Quelli della Scotti, a Pavia, si sono trasformati anche in trafficanti di monnezza. Anzi, peggio, i manager dell’azienda lombarda, quella degli spot del “dottor Scotti”, hanno bruciato illegalmente rifiuti, anche nocivi e pericolosi, diffondendo fumi potenzialmente tossici nell’aria di Pavia e dintorni. E quel che restava l’hanno rivenduto ad aziende agricole e allevamenti di polli e suini. Tutto questo per anni, almeno dal 2007 al 2009, e per quantità enormi, oltre 33 mila tonnellate.

Sono queste le accuse che ieri hanno portato all’arresto di Giorgio Radice, presidente della Scotti energia e di altre sei persone, tra cui due tecnici di laboratorio, Marco Baldi e Silvia Canevari. Questi ultimi, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero fornito falsi certificati d’analisi che attestavano la conformità alla legge del combustibile da rifiuti utilizzato nell’inceneritore della Scotti energia, che è stato messo sotto sequestro.

Quello di ieri, però, potrebbe essere solo il primo atto di un’operazione ancora più ampia. Nel gran via vai di monnezza da un capo all’altro dell’Italia potrebbe essersi inserita anche la criminalità organizzata. Sarà la Direzione distrettuale antimafia di Milano coordinata da Ilda Boccassini a proseguire il lavoro investigativo in questa direzione.

L’indagine della Guardia Forestale, nome in codice Dirty Energy, è nata quasi due anni fa come scampolo di un’altra inchiesta condotta dalla Procura di Grosseto sempre per traffico illecito di rifiuti. Dalla Toscana in Lombardia, la pista seguita dai pm di Pavia Luisa Rossi e Roberto Valli, ha portato dritto al cuore di una delle più note e importanti aziende alimentari italiane. Che adesso, con un comunicato ufficiale, fa sapere che “farà di tutto per accertare i fatti”. Leggi il resto dell’articolo.

Interessante leggere nell’articolo che anche l’Amia di Verona conferiva rifiuti alla Scotti Energy. Questo la dice lunga sui controlli da parte degli organi preposti, ma anche e soprattutto la dice lunga sulle vere intenzioni di chi costruisce questi impianti. A Legnago si vuole costruire proprio una Centrale a Biomasse a lolla di riso ed è tutto dire. Perché dobbiamo sempre avere ragione noi?

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SoL: Buonasera sig. Moreschi, ci siamo trasferiti a Nogara da pochissimo e stiamo vivendo la disavventura illustrata nel volantino allegato. Se le riuscisse di darci una mano le saremmo infinitamente grati. Un saluto a 5 stelle e complimenti per il blog. Emilio e Giulia

Il parere di Vincenzo Balzani

mercoledì, 17 febbraio 2010

Voglio riportarvi questo articolo che spiega, molto bene, le ragione del perchè si deve dire no all’energia nucleare.

Ecco perché il ritorno al nucleare è una scelta strategicamente sbagliata

di Vincenzo Balzani

Chicco Testa, sul Riformista del 9 febbraio, sostiene che «il nucleare è di sinistra» e se la prende con Ignazio Marino, dicendo che «mostra di non avere la minima idea di che cosa discuta il resto del mondo», e con chi come Marino «fa strame della ragione e produce danni irreparabili» opponendosi al ritorno dell’Italia nel nucleare. Poiché mi occupo di energia da moltissimi anni e faccio parte delle persone che Marino ha consultato per formulare la sua linea di politica energetica, vorrei brevemente confutare, con fatti, le perentorie certezze di Chicco Testa.

Bisogna ricordare anzitutto che il nucleare produce soltanto energia elettrica e che la potenza elettrica installata in Italia (94 GW) è già oggi molto superiore alle esigenze del Paese (57 GW è il picco dei consumi, per poche ore all’anno), come certificato dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas nell’allegato A al Piano Strategico 2007-2009. Quindi, anche a causa della forte caduta dei consumi (–6,3% nel 2009), non si vede proprio la necessità di costruire centrali nucleari.

Le argomentazioni presentate da Chicco Testa a favore del nucleare sono le stesse sostenute da Governo ed ENEL; per la massima parte si tratta di “miti” facili da sfatare.

Ci viene detto, ad esempio, che l’energia nucleare è in forte espansione in tutto il mondo e che, quindi, non si capisce perché non dovrebbe essere sviluppata in Italia. E’ un’informazione smentita dai fatti. Da vent’anni il numero di centrali nel mondo è di circa 440 unità e nei prossimi anni le centrali nucleari che saranno spente per ragioni tecniche od economiche sono in numero maggiore di quelle che entreranno in funzione. Senza entrare in polemica su quello che avrebbe detto Obama, ricordo soltanto che negli Stati Uniti non ci sono stati più ordinativi per centrali nucleari dal 1978 e nonostante le garanzie offerte dallo Stato non si vedono segni concreti di ripresa dell’industria nucleare. In Europa la potenza elettrica delle centrali nucleari è scesa dal 24% nel 1995 al 16% nel 2008. L’energia elettrica prodotta col nucleare nel mondo è diminuita di 60 TWh dal 2006 al 2008. Il nucleare quindi è in declino, semplicemente perché non è economicamente conveniente in un regime di libero mercato. Se lo Stato non si fa carico dei costi nascosti del nucleare (sistemazione delle scorie, dismissione degli impianti, assicurazioni), oppure non garantisce ai produttori consumi e prezzi alti, il tutto ovviamente a svantaggio dei cittadini, nessuna impresa privata è disposta a investire in progetti che presentano rischi finanziari di varia natura, a cominciare dalla incertezza sui tempi di realizzazione. Infatti, si costruiscono nuove centrali principalmente nei Paesi ad economia pianificata come Cina, Russia ed India, dove lo Stato si accolla gran parte dei costi.

Ci viene anche detto che lo sviluppo dell’energia nucleare è un passo verso l’indipendenza energetica del nostro Paese. Ma l’Italia non ha uranio. Quindi, nella misura in cui il settore elettrico si volesse liberare dalla dipendenza dei combustibili fossili utilizzando energia nucleare, finirebbe per entrare in un’altra dipendenza, quella dall’uranio, anch’esso da importare e anch’esso in via di esaurimento.

Si sostiene anche che con l’uso dell’energia nucleare si salva il clima perché non si producono gas serra. In realtà le centrali nucleari, per essere costruite, alimentate con uranio, liberate dalle scorie che producono e, infine, smantellate, richiedono un forte investimento energetico, in gran parte basato sui combustibili fossili. In ogni caso, le centrali nucleari che si intenderebbe installare in Italia non entreranno in funzione prima del 2020 e quindi non potranno contribuire a farci rispettare i parametri dettati dall’Unione Europea (riduzione della produzione di CO2 del 17% per il 2020).

Infine, si afferma spesso che la Francia, grazie al nucleare, è energicamente indipendente e dispone di energia elettrica a basso prezzo. In realtà la Francia, nonostante le sue 58 centrali nucleari, importa addirittura più petrolio dell’Italia. E’ vero che importa il 40% in meno di gas rispetto all’Italia, ma è anche vero che è costretta ad importare uranio. Che poi l’energia nucleare non sia il toccasana per risolvere i problemi energetici, lo dimostra una notizia pubblicata su Le Monde del 17 novembre scorso e passata sotto silenzio: pur avendo 58 reattori nucleari, la Francia attualmente importa energia elettrica.

Secondo voci ufficiali, le quattro centrali EPR AREVA (6400 MW) che si vorrebbero installare in Italia, costerebbero 12-15 miliardi di €, ma la costruzione in Finlandia di un reattore dello stesso tipo si è rivelata un’impresa disastrosa. Il contratto prevedeva la consegna del reattore nel settembre 2009, al costo di 3 miliardi di €: ad oggi, i lavori sono in ritardo di 3,5 anni ed il costo è aumentato di 1,7 miliardi di €; ma non è finita, perché nel novembre scorso le autorità per la sicurezza nucleare di Finlandia, Francia ed Inghilterra hanno chiesto drastiche modifiche nei sistemi di controllo del reattore, cosa che da una parte causerà ulteriori spese e ritardi e dall’altra conferma che il problema della sicurezza non è facile da risolvere.

C’è poi il problema dello smaltimento delle scorie, radioattive per decine di migliaia di anni, che neppure gli USA sono stati capaci finora di risolvere. E c’è il problema dello smantellamento delle centrali nucleari a fine ciclo, operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in genere viene rimandata (di 100 anni in Gran Bretagna), in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della tecnologia rendano più facili le operazioni. Si tratta di due fardelli che passano sulle spalle delle ignare ed incolpevoli prossime generazioni!

Il rientro nel nucleare, quindi, è un’avventura piena di incognite. A causa dei lunghi tempi per il rilascio dei permessi e l’individuazione dei siti (3-5 anni), la costruzione delle centrali (5-10 anni), il periodo di funzionamento per ammortizzare gli impianti (40-60 anni), i tempi per lo smantellamento alla fine della operatività (100 anni), la radioattività del combustibile esausto (decine di migliaia di anni), il nucleare è una scommessa con il futuro che ha un rischio difficilmente valutabile in termini economici e sociali.

Oggi la prima cosa da fare è risparmiare energia ed usarla in modo più efficiente. Autorevoli studi mostrano che nei paesi sviluppati circa il 50% dell’energia primaria viene sprecata e che l’aumento dei consumi energetici non porta ad un aumento del benessere, ma semmai causa nuovi problemi. E’ possibile diminuire i consumi energetici in modo sostanziale con opportuni interventi quali l’isolamento degli edifici, il potenziamento del trasporto pubblico, lo spostamento del traffico merci su rotaia e via mare, l’uso di apparecchiature elettriche più efficienti, l’ottimizzazione degli usi energetici finali. Quanto alle fonti di energia, l’Italia non ha petrolio, non ha metano, non ha carbone e non ha neppure uranio. La sua unica, grande risorsa è il Sole, una fonte di energia che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l’umanità intera consuma. Una corretta politica energetica deve basarsi sulla riduzione degli sprechi e dei consumi e sullo sviluppo dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili.

Ricordo, per chi volesse partecipare, che sabato 20 febbraio ore 15:30 sala civica, via Matteotti – Legnago (Palazzo di Vetro) – NUCLEARE A LEGNAGO? Incontro – dibattito con i  Candidati alla Presidenza della Regione Veneto sull’insediamento dei siti nucleari e sulle energie rinnovabili.

SABATO 20 FEBBRAIO ORE 15:30
SALA CIVICA, VIA MATTEOTTI – LEGNAGO (Palazzo di Vetro)
NUCLEARE A LEGNAGO?
INCONTRO DIBATTITO COI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE VENETO
sull’insediamento dei siti nucleari e sulle energie rinnovabili

Le alternative alle Centrali a Biomasse

giovedì, 17 settembre 2009

tetto_fotovoltaico

L’articolo che riporto di seguito, che è tratto da L’Arena del 16 settembre 2009, riporta un esempio di quali siano le vere alternative alle Centrali a Biomassa e, in genere, a tutti gli impianti che per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili devono incenerire sostanze di varia natura.

SORGÀ. Giacomo Murari, discendente dei conti Dalla Corte Bra, ha coperto i tetti di pannelli fotovoltaici creando il più grande impianto solare della provincia

L’agricoltore che produce riso e energia

Grazie agli oltre 500 mq di lastre di silicio è in grado di produrre fino a 70 Kw di corrente elettrica

Produce riso, e di buona qualità. Ma anche energia elettrica. Tanto da essere diventato fornitore dell’Enel. Nell’azienda agricola di Giacomo Murari – 43enne discente dei conti Dalla Corte Bra – ci sono diversi fabbricati ormai in disuso, stalle, porticati, barchesse e magazzini: una parte di questi – oltre 500 metri quadrati – sono ora coperti di pannelli fotovoltaici che producono energia pulita per fino a 70 Kw nelle ore di punta e di maggior irradiazione solare.

«Sono sempre stato favorevole alle fonti di energia rinnovabile», spiega Murari. «Un giorno mio cognato, professionista nel settore, mi propose di sfruttare i tetti dell’azienda esposti a sud con un orientamento ottimale per produrre energia». Giacomo Murari si è subito informato sulle ultime leggi statali che promuovono in questo campo agevolazioni. «È certamente l’impianto di questo tipo più vasto della provincia», sottolinea con una punta d’orgoglio, «ma per realizzarlo ho dovuto accendere un mutuo bancario di oltre 400mila euro. Ora l’energia la vendo all’Enel e ne utilizzo solo una minima parte nella mia azienda». Infatti sono stati installati contatori che registrano la produzione e il consumo.

Ma ha già in mente di aumentare la produzione non più sfruttando i tetti «perché non tutti sono ben orientati a sud e l’irraggiamento non è ottimale», ma installando una centrale fotovoltaica da 1 mega watt su una superficie di 20mila metri quadrati coperti da 7 mila metri quadri di pannelli al silicio, «certamente più ecologici di quelli attuali che contengono cadmio. Stiamo già predisponendo il progetto che prevede pannelli conficcati nel terreno senza alcuna opera muraria o piattaforma di cemento per cui la superficie sotto i pannelli sarà coperta d’erba e una volt! a dimesso l’impianto, il terreno è libero come prima». Intanto l’inaugurazione ufficiale dell’impianto fotovoltaico è fissata per il 29 settembre prossimo alla presenza di funzionari dell’Enel.

Verona Provincia Virtuosa

sabato, 25 aprile 2009

verona_provincia_virtuosa

Gli amici di Villafranca hanno dato vita alla lista civica “Verona Provincia Virtuosa”. Servono le firme certificate di 500 cittadini della provincia di Verona per far decollare il progetto.

La lista apartitica è nata dal gruppo “Amici di Beppe Grillo di Villafranca” e da alcuni comitati di Verona.

Sintesi del programma.

  1. Acqua: gestione pubblica, controlli efficienti della qualità, analisi in bolletta.
  2. Energia: incentivazione rinnovabili, cogenerazione, riduzione consumo.
  3. Sviluppo sostenibile: freno alla cementificazione, incentivo all’agricoltura e alle attività locali, al biologico a km zero, recupero costruzioni, espansione del verde e delle ciclabili.
  4. Ambiente: gestione rifiuti con priorità: Riduzione, Riciclaggio, Riutilizzo, Recupero attraverso il trattamento a freddo. Riduzione imballaggi, distributori alla spina.
  5. Trasporti: agevolazione della mobilità pubblica e condivisa, riduzione del traffico.

Sito internet della lista: http://verona5stelle.wordpress.com/

Info: Carlo Reggiani 393.769.01.02 / Ivo Mondini 340.089.45.41

Nogara On Line sostiene “Verona Provincia Virtuosa” e mette a disposizione, a tutti i cittadini Nogaresi,  i moduli per le firme. Chi volesse firmare mi può contattare tramite mail all’indirizzo raider28@tiscali.it

Da lunedì 27 aprile, presso l’uffico Elettorale (all’entrata la prima porta a destra) del Comune di Nogara, saranno a disposizione i moduli per firmare.

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