Articoli marcati con tag ‘informazione’

Il MoVimento non esiste

martedì, 29 marzo 2011

Beppe Grillo ha ragione: dobbiamo togliere i finanziamenti pubblici ai giornali. I giornali non informano più nessuno, i giornali sono servi del politico di turno o simpatizzanti per un partito piuttosto che per un altro. Mercoledì 23 marzo il MoVimento 5 stelle di Nogara ha indetto una conferenza stampa per presentare alla stampa la lista che correrà alle prossime elezioni amministrative. Ho telefonato personalmente al corrispondente locale del quotidiano L’Arena e come promesso è intervenuto alla presentazione, prendendo appunti e chiedendomi delucidazioni sugli assessori presentati. Domenica mattina gli ho telefonato di nuovo, chiedendo informazioni sul pezzo, in quanto dopo quattro giorni non era uscito ancora niente. Il corrispondente mi garantisce che il pezzo è già in redazione a Verona da qualche giorno, ma che per, presumibilmente, motivi di spazio non è ancora stato dato alle stampe.
E’ interessante come il quotidiano L’Arena trovi lo spazio per degli articoli che non dicono nulla, vedere quello di Alessandro Andreoli, o meglio ancora quello di Simone Falco di qualche giorno fa. Questo è l’indice della libertà di stampa che abbiamo in Italia. Questo è l’indice di democrazia che vige qui da noi.
Beppe Grillo sul suo blog ha scritto:

Il MoVimento 5 Stelle non esiste così come non esistono i suoi quattro consiglieri regionali, le sue decine di consiglieri comunali, il suo programma e i suoi elettori, ben mezzo milione solo alle scorse regionali nelle cinque regioni dove si è presentato. Lo affermano i giornali che non ne scrivono o lo diffamano, in questo si distinguono i filosofi cialtroni della sinistra, i telegiornali che lo ignorano, le radio della Confindustria che lo ridicolizzano. Insomma l’informazione italiana al gran completo con qualche eccezione a livello di singolo giornalista. Questo silenzio abnorme è un buon segno, un ottimo segno, un grandissimo segnale almeno per due motivi. Il primo è che il MoVimento 5 Stelle è “altro” rispetto al Sistema, il secondo e più importante è che non può essere omologato ai partiti e alle lobby che li sostengono. Siamo sulla strada giusta. La politica senza soldi li terrorizza. Il loro silenzio è una conferma.

Aspettiamo fiduciosi l’articolo in questione. Probabilmente a qualcuno da fastidio il fatto che la lista del MoVimento 5 stelle di Nogara sia l’unica lista pronta e l’unica lista che si è presentata a Nogara, almeno per ora. Questa è la verità. Tutte le altre liste non esistono, vanno sul giornale a parlare del nulla. Non hanno la lista pronta, non hanno un programma pronto, praticamente non hanno nulla. Sono in quattro gatti e comparendo sul giornale vogliono far credere che esistono.
Vi lascio il link della pagina dei contatti del giornale L’Arena: http://www.larena.it/publisher/Contatti/section, mandate una mail o telefonate e chiedete spiegazioni.

Libera informazione in libero Stato

martedì, 26 ottobre 2010

Ho scritto una e-mail ad alcuni Sindaci dei Comuni della Bassa Veronese. Questo il testo della e-mail:

Gentile Sindaco, mi chiamo Mirco Moreschi e sono il titolare del blog NogaraOnLine.net
Le scrivo questa mail per chiederLe cortesemente la possibilità di riprendere con telecamera personale e a titolo gratuito le sedute del Consiglio Comunale. Questo per dare modo di assistere alle sedute del Consiglio Comunale anche a quei cittadini che, per motivi di varia natura, non possono partecipare.
La informo inoltre che sul mio blog sono già presenti due sezioni dedicate dove vengono caricate le riprese dei Consigli Comunali di Nogara e di Gazzo Veronese. Sono convinto (le statistiche e gli accessi me lo confermano)  che il servizio da me offerto gratuitamente è sempre più apprezzato dalla cittadinanza di Nogara e Gazzo Veronese e proprio l’amministrazione di Gazzo Veronese inserisce nel sito comunale i video caricati sul mio blog. Questo a riprova dell’utilità di tale servizio.
In attesa di gentile riscontro le porgo distinti saluti.

Ho spedito le e-mail in data 17 ottobre 2010 ai Comuni di: Concamarise, Sanguinetto, Isola della Scala, Sorgà e Bovolone. Le uniche amministrazioni che, ad oggi, hanno risposto sono state Sorgà e Bovolone. La risposta pervenuta da Bovolone è arrivata direttamente dal Sindaco e in tempi strettissimi.

Gentile sig. Moreschi

Le sue riprese come privato, in riferimento a pareri ministeriali, sarebbero possibili solo se anche il comune provvedesse a tali riprese in modo ufficiale. Ci deve essere sempre un documento archiviato e certificato a disposizione in caso di necessità in contraddittorio. La prassi instaurata con gli altri comuni va contro questo principio, ma ognuno si regola come crede. Non potendo il Comune sostenerne l’onere in questo momento non mi è possibile acconsentire alla richiesta.

Distinti saluti
Fagnani Riccardo

Oggi mi ha risposto il Comune di Sorgà nella persona di Barbara Tregnago, assessore alla cultura e all’istruzione.

Egregio Sig. Moreschi

pur riconoscendo il valore del Suo operato, atto ad incentivare l’informazione su quanto accade nel nostro territorio, sono a comunicare che, in assenza di Sua iscrizione all’Ordine dei Giornalisti del Veneto (e quindi di una deontologica professione a supporto) la Giunta Comunale ha deciso di rinunciare all’opportunità in oggetto da Lei offerta.

Sempre a disposizione (in quanto giornalista professionista n° 061483), saluto cordialmente.

L’assessore alla cultura e all’istruzione
Barbara Tregnago

Non sanno più cosa inventarsi pur di non farmi entrare in Consiglio Comunale con le telecamere. Hanno paura dei cittadini informati. Hanno paura perché con le telecamere si portano a conoscenza tutte le decisioni che vengono prese nelle stanza dei bottoni. Addirittura l’assessore Barbara Tregnago dice: «in assenza di Sua iscrizione all’Ordine dei Giornalisti del Veneto…la Giunta Comunale ha deciso di rinunciare all’opportunità in oggetto da Lei offerta.»
Secondo l’assessore Tregnago dovrei essere un giornalista per entrare e documentare quello che succede nella casa dei cittadini quale è il Comune di Sorgà.
Invito tutti i ragazzi, che credono in una informazione libera, ad andare alle sedute dei Consigli Comunali con la telecamera e a documentare quanto accade. Il blog caricherà tutti i filmati pervenuti. Per informazioni e contatti scrivete a Mirco.

Chiamata senza risposta/2

mercoledì, 4 agosto 2010

Marco mi manda questa mail che pubblico molto volentieri.

A Gazzo Veronese l’ex-amministrazione Negrini fece convocare alcuni consigli comunali alle 6 del mattino. Orario atto a scoraggiare la partecipazione del pubblico. Ora con l’attuale amministrazione le cose sono cambiate. Tuttavia, nonostante le mie richieste (rivolte personalmente al Sindaco e all’assessore Brighenti) di pubblicizzare almeno una settimana prima le convocazioni del consiglio comunale non solo appendendole nei bar, ma anche sulle bacheche situate lungo le strade del paese (quelle della pubblicità per intenderci) e sul sito web del comune, il consiglio comunale continua ad essere un evento per pochi.

Nel nostro comune vi è una speciale delega all’immagine e pubblicità data ad un consigliere, ma sembra che invitare la popolazione ai consigli comunali non sia una prerogativa della nostra amministrazione. Il prossimo consiglio comunale forse sarà convocato il 6 agosto, data secondo me veramente inappropriata, visto il periodo di ferie. Sottolineo forse, perché ad oggi non sono stato in grado di conoscere con certezza la data, non essendo un frequentatore di bar e nonostante l’sms inviato all’assessore Brighenti al quale non ho ricevuto alcuna risposta.

Ritengo che informare i cittadini sull’andamento del comune sia importante e soprattutto doveroso da parte del primo cittadino e di tutta l’amministrazione comunale. E’ per questo che invito il sindaco, Ugo Vecchini, ad informarci puntualmente, e con tutti gli strumenti possibili, sui futuri consigli comunali. Auspico, inoltre, la convocazione di un’assemblea popolare che renda conto ai cittadini di Gazzo Veronese di quello che è stato realizzato in questo primo anno di amministrazione.

Marco Motterani

Come sempre Marco è molto diretto e non le manda certo a dire. Sicuramente l’amministrazione di Gazzo Veronese avrà molto da fare ma deve trovare il tempo di comunicare, informare e portare a conoscenza i cittadini di quello che ha fatto e che sta facendo. Per quanto riguarda i Consigli Comunali ricordo all’assessore Brighenti che Marco filma gratuitamente le sedute e il sottoscritto monta e carica i video sul web altrettanto gratuitamente. Per tanto, visto e considerato il servizio reso, invito l’assessore all’informatizzazione a rispondere agli Sms. Se non altro per questione di educazione.

P.S. Questa sera alle ore 21:30, presso Villa Raimondi, si terrà la proiezione all’aperto del docufilm CIVILTÀ BRUCIATA: la terra degli inceneritori. L’ingresso è libero, vi aspetto numerosi.

Marcello Dell’Utri

martedì, 29 giugno 2010

Piero Ricca è un amico del blog. E’ venuto a Nogara a febbraio di quest’anno e ci ha deliziato con la sua presenza raccontandoci le sue interviste ai potenti di turno. Marcello Dell’Utri lo ha incontrato il 13 marzo del 2008. Piero Ricca sul suo blog scrive:

Non si vedono i cannoli siciliani con i quali Salvatore Cuffaro festeggiò la condanna a cinque anni in primo grado, ma poco ci manca. I portavoce governativi cantano vittoria. Il tg1 di Minzolini non riferisce che Marcello Dell’Utri, braccio destro del cosiddetto presidente del consiglio in carica, è stato condannato per concorso esterno in mafia. Quella, in teoria, sarebbe la notizia. Una notizia che in un paese normale costituirebbe uno scandalo di inaudite proporzioni. In Italia, no. Anzi, il tg1 di Minzolini preferisce valorizzare la riduzione della pena di ben due anni rispetto al primo grado. Poi racconta lo sconforto del rappresentante della pubblica accusa. Per servire in tavola ai telesudditi l’assoluzione piena per i fatti successivi al 1992, la pietra tombale – sembrerebbe di capire, ma non è così: lo spiega bene il pm Antonio Ingroia – su qualsiasi “teorema” di trattativa fra mafia e politica dopo le stragi. Il caso è di scuola. Come non dare una notizia, il suo senso, il suo contesto. Come impedire a chi guarda senza già sapere da altre fonti di formarsi un’opinione sui fatti ed eventualmente indignarsi. Come umiliare fino all’ultimo, senza alcun rispetto di sé e degli altri, la funzione giornalistica pur di ritardare il tracollo del padrone.

L’informazione in Italia fa schifo e con la legge bavaglio, prossima all’approvazione, sarà anche peggio. Prove tecniche di regime. Viva l’Italia.

Vi faremo un sito così

domenica, 13 giugno 2010

In Birmania il regime vieta le videocamere e tiene sotto controllo la Rete. In Cina 40 mila funzionari comunisti si occupano della censura sul Web. Ma, nonostante le molte persone finite in prigione, attraverso Internet riusciamo lo stesso a vedere e sapere ciò che accade. Ebbene, in Italia un esecutivo retto da un premier sedicente liberale ha fatto votare una legge di stampo birmano. Una norma che non impedirà solo la pubblicazione, anche per riassunto, delle intercettazioni non più coperte da segreto. Ma che pure vieterà agli elettori di rivolgersi ai media per diffondere video e file audio da loro registrati. A legge approvata, se un cittadino vedrà un sindaco o un parlamentare a cena con un boss mafioso e lo immortalerà col telefonino, rischierà la galera. Per questo tipo di riprese, effettuate da non iscritti all’Ordine dei giornalisti, sono previste pene fino ai 4 anni di carcere. Dobbiamo preoccuparci? Sì, perché la maggioranza dei nominati in Parlamento, terrorizzata dalle indagini sulla corruzione, dimostra di voler togliere agli italiani non solo la libertà di sapere, ma anche quella di dire. Dobbiamo aver paura? No, perché a ulteriore prova di come la Casta viva ormai in una sorta di realtà parallela, il cosiddetto legislatore non ha fatto i conti con la tecnologia. Gli uomini di Berlusconi – unico leader al mondo incapace persino di accendere un computer – non hanno ben capito quale tipo di mostro sia stato da loro partorito. Già a cominciare dalle prossime ore migliaia di file verranno inviati dall’Italia a siti esteri disposti a pubblicarli. Quando e se scatterà l’ora del Bavaglio (la legge è adesso alla Camera) il Web diventerà così la nuova frontiera degli uomini liberi. Ma per orientarsi, spesso sarà necessaria una guida. Anche per questo il nuovo sito de Il Fatto Quotidiano verrà alla luce nelle prossime settimane. Fin da ora ci impegniamo non solo a violare la legge con atti di disobbedienza civile, ma anche a segnalare i link dove trovare quelle che noi consideriamo vere notizie. È inevitabile infatti che, in questo clima da fine impero, sul Web finisca per arrivare di tutto. Pure documenti o immagini (magari in reale violazione della privacy) che mai sul nostro giornale troverebbero spazio. Quindi continueremo a fare il nostro mestiere. Racconteremo i fatti. E in base alla nostra capacità di selezionarli chiederemo di essere giudicati. Non dai tribunali costretti ad applicare le norme Bavaglio. Ma dai lettori.

Peter Gomez – Il fatto quotidiano del 11/06/2010

P.S. Questo blog è listato a lutto per il colpo mortale inferto alla libertà dei cittadini espropriati del diritto inalienabile di sapere.

Non disturbate il manovratore

martedì, 25 maggio 2010

La legge bavaglio sta per essere approvata. Non siamo più in Italia ma siamo in Cina, perchè non siamo più in democrazia ma siamo in dittatura. Una dittatura morbida, che non fa rumore o se lo fa lo sentono in pochi. Tantissimi dormono o se non dormono sono ipnotizzati dal telegiornale di Umilio Fido. Altrettanti credono alle balle che confeziona su misura Bruno Vespa con il suo programma Porta a Porta. Questa è l’Italia e questa è la nostra informazione. Quella di Minzolini e di tutti quei giornalisti lecca culo e servi del potere. Giornalisti che si auto censurano per non disturbare il manovratore. Milena Gabanelli domenica sera a Report ha detto:

Questa legge vieterà di dare notizia di indagine prima delle udienze preliminari, vuol dire che verremo a conoscenza dei fatti dopo due o tre anni per esempio se fosse in vigore a desso non sapremo nulla dello scandalo che riguarda i grandi appalti. Inoltre, gli autori di riprese o registrazioni effettuate senza il consenso dei diretti interessati rischiano fino a quattro anni di carcere, a meno che non si tratti di giornalisti professionisti. Una distinzione sottile ma di sostanza, perché una buona parte dei giornalisti televisivi che lavorano nei programmi d’inchiesta sono iscritti all’albo pubblicisti. Circa la metà di quelli che lavorano per noi, per le Iene, per Striscia o i filmmaker di Exit non potranno più entrare dentro agli ospedali per esempio e documentare come alcuni medici trattano i pazienti, oppure dentro i cantieri dove vengono violate le norme che riguardano la sicurezza sul lavoro e raccogliere abusi e soprusi, documentare evasione, truffe, corruzione . Siccome un’informazione completa serve a scegliere in libertà i destinatari e i destinatari di questa informazione siete voi, valutate. Se non siete d’accordo fatevi sentire nelle sedi opportune perché a breve sarà legge.

In rete è partita la petizione contro questa legge schifosa/vergognosa. Per chi volesse leggerla e firmarla questo è il link: fermiamo la Legge Bavaglio. Ad oggi hanno firmato la petizione 19498 persone. Probabilmente questi sono le ultime cartucce che sparo.

Prove tecniche di dittatura/2

lunedì, 10 agosto 2009

Ho già scritto dello spazio negato alle minoranze sul Cittadino e devo ancora farlo.  Per la seconda volta sul notiziario del Comune di Nogara viene a mancare lo spazio dedicato a quelli che non la pensano come i signori che stanno al potere. Non si parla di Destra o di Sinistra qui si parla di Democrazia. Ricordo ai governanti che il giornale in questione viene pagato anche con i soldi di coloro che non hanno votato la giunta Olivieri, quindi sarebbe il caso di pubblicare anche le cose che a lor signori non piacciono. Riporto l’articolo del quotidiano L’Arena in merito alla vicenda.

L’Arena

IL GIORNALE DI VERONA

Sabato 08 Agosto 2009 PROVINCIA Pagina 29

NOGARA. Contestazioni per un altro articolo di Nogara delle Libertà cassato dal «Cittadino»

Doppia esclusione dal foglio per le opposizioni consiliari

È bufera politica contro il «Cittadino», il giornale dell’amministrazione pubblicato in questi giorni senza spazio alle minoranze. Lo scontro è nato dopo che il vicesindaco Paolo Ceolini si è rifiutato di pubblicare l’intervento del gruppo «Nogara delle Libertà», scatenando le ire dell’opposizione che per due volte consecutive non ha avuto potuto esprimere il proprio pensiero sull’attività della giunta del sindaco Oliviero Olivieri.

«Non c’è più democrazia in questa maggioranza», attacca furioso Flavio Pasini, capogruppo di «Nogara delle Libertà». «Pensare che ci avevano chiesto un nostro intervento che abbiamo fornito nei tempi stabiliti e poi, dopo averlo letto e giudicato forse compromettente per la loro immagine pubblica, hanno deciso di non pubblicarlo». Parole dure quelle di Pasini che si era già visto «cassare» il precedente intervento sulla centrale a biomasse. Allora la giunta parlò di «mera dimenticanza», promettendo spazio nel numero successivo. Cosa che non è avvenuta. «Pensare che proprio l’assessore Bruno Padovani», conclude Pasini, «quand’era in minoranza con me, aveva protestato con l’allora sindaco Paolo Andreoli per avere spazio sul bollettino. Ora si comporta peggio di lui».

Ceolini respinge tutte le accuse e contrattacca. «Non c’è scritto da nessuna parte che alle minoranze spetta spazio sul Cittadino», dice il vicesindaco. «Era una prassi che riteniamo di non portare avanti. Su questo numero c’erano notizie importanti su lavori pubblici e foto che hanno occupato tutto lo spazi disponibile. Pubblicare sterili polemiche non ne vale la pena». RI.MI.