Articoli marcati con tag ‘lega nord’

Le supposte di Nogara

domenica, 17 aprile 2011

Questa mattina L’Arena ha pubblicato tutte le liste che parteciperanno alle prossime elezioni per il Comune di Nogara. Contestualmente la lista di Insieme per Nogara, in piazzetta Franceschetti davanti al bar Centrale, ha presentato la lista ai Nogaresi presenti. Stavo comprando “Donna Moderna” all’edicola quando vedo Oliviero Olivieri parlare per primo al microfono e annunciare il suo “erede” Enrico Benati Fezzi. Ceolini tra il pubblico stava riprendendo con il telefonino, da vero regista qual’è, ama stare dietro le quinte. Enrico Benati Fezzi, leggendo un foglietto, ha presentato la lista. Il fatto che il candidato sindaco legga i componenti della propria lista la dice lunga e svela chiaramente che la lista non l’ha fatta lui e i componenti si sono conosciuti il giorno prima. Compreso Massimo Moratto che nella scorsa tornata elettorale era assieme a Nogara Virtuosa. Praticamente un personaggio che solo un anno fa si dichiarava contro la cementificazione sfrenata del territorio e che ora, allettato dalla sedia offertagli da Ceolini, si allea proprio con un cementificatore di professione. Parlavano dei problemi di Nogara e proponevano soluzioni. Parlavano dei problemi che hanno creato loro e sempre loro volevano proporre le soluzioni. Come si fa a credere a queste persone? Vogliono risolvere i problemi che loro stessi hanno creato: la piazza distrutta, lo sforamento del patto di stabilità, la cementificazione sfrenata del territorio, mi fermo qui ma potrei andare avanti a lungo.
Dall’altra parte della strada c’era il gazebo della lista Nogara Prima di tutto, capeggiata dall’ormai arcinoto Mirandola (Girandola per gli amici). Lista con i soliti noti di sempre, lista con le solite facce che ormai da anni cercano di entrare in possesso del comando di Nogara. C’è pure il ritorno di Daniele Pozzati, che fino a qualche settimana fa, allestiva gazebo per i fatti suoi e precisava che in lista con Mirandola non ci sarebbe più andato. L’emblema della coerenza e della chiarezza.
Della Lega Nord non voglio neanche parlare. L’incompetenza dell’amministrazione Falco è sotto gli occhi di tutti. Insieme per Nogara ha sforato per primo il patto di stabilità, grazie alla finanza creativa di Ceolini, i Leghisti assieme a Nogara Futura hanno fatto lievitare lo sforamento del triplo, arrivando a quasi 1.000.000 di €uro.
I Nogaresi hanno il potere e l’opportunità di cambiare. I Nogaresi hanno l’opportunità di mandare a casa tutti questi personaggi che continuano da anni a cambiare casacca a seconda dell’opportunità personale e della carega che gli viene offerta. Basta votare questi politicanti, basta far amministrare Nogara da gente che non vuole bene a Nogara.

A volte ritornano

giovedì, 24 marzo 2011

Ieri il giornale L’Arena pubblica questo articolo.

NOGARA. Si ricandida l’ex sindaco che ha guidato il Comune per 9 mesi

E’ caduto e ora ritorna la Lega punta su Falco

Parte del Carroccio era stata protagonista delle dimissioni

Non ci sono dubbi nella Lega nogarese: il loro candidato sarà ancora Simone Falco, il sindaco uscente. «Correremo con un nostro schieramento e il simbolo, accogliendo però eventuali candidati civici, ma la Lega avrà la metà dei nominativi in lista», puntualizza l’ex sindaco Falco anticipando che sicuramente tra i civici ci sarà il suo vice Emanuele Montemezzi «tesserato Pdl ma come indipendente». Falco aggiunge che avrà al suo fianco anche l’ex assessore Mirco Marconcini «mentre per gli altri candidati, decideremo nei prossimi giorni». Cambierà invece il simbolo e il nome della lista «e tutto sarà pronto entro breve tempo come è nostra tradizione e non all’ultimo minuto», ribadisce l’ex primo cittadino.

Per la verità già dal giorno successivo alla sua caduta (avvenuta il 30 dicembre 2010) la Lega aveva dichiarato che il suo candidato sindaco sarebbe stato riconfermato come quello uscente «e tutti i dubbi che ogni tanto circolano e sono circolati in paese, sono messi in giro ad arte», dice ora Falco «perché la nostra è al momento l’unica candidatura certa sulla piazza». E lancia una frecciata al gruppo dei nove consiglieri che sottoscrissero le sue dimissioni mandandolo a casa solo dopo nove mesi dall’insediamento. «Stranamente, chi mette i giro queste illazioni, sono proprio coloro che in principio avevano parlato di una lista di salute pubblica aperta a tutti per il bene del paese. Invece mi sembra che proprio loro siano divisi politicamente».

Sul programma Simone Falco assicura che non sarà come quello dello scorso anno «ma raccoglieremo le richieste avanzate dalla gente nelle nostre assemblee pubbliche tenute nelle frazioni per dare un segnale tangibile che siamo vicini ai cittadini». Osserva che in molti, dopo la caduta dell’amministrazione leghista, scommettevano che la Lega si sarebbe sfaldata. «Invece abbiamo avuto nuova linfa, tutte le domeniche ci sono i nostri gazebo e i volantini in piazza. All’aut-aut di Alessandro Andreoli», rileva Falco, «che si diceva pronto a dialogare con la Lega solo se non fossi io il candidato sindaco, rispondo che la scelta sui di me è stata fatta all’unanimità e come non avevo ritenuto opportuno non avere Andreoli in lista nelle scorse elezioni, che vincemmo, anche stavolta sarà opportuno che non faccia parte della nostra lista».

Falco non si sbilancia, per ora, sul fatto che una parte della Lega lo tradì firmando per mandarlo a casa. Un fatto che ebbe strascichi pesanti in paese. Ora la Lega pare essersi riunita e attorno allo stesso nome di Falco: a questo punto, però, bisognerà capire se esiste una «seconda» Lega a Nogara, paese in cui le divisioni nello stesso partito sono storicamente assodate. Per ora, comunque, due sono gli schieramenti in campo.

Voglio soffermarmi sulle dichiarazioni che sono fantastiche. Falco dice:

«Correremo con un nostro schieramento e il simbolo, accogliendo però eventuali candidati civici, ma la Lega avrà la metà dei nominativi in lista»

Ecco ripresentarsi la bicicletta, ovvero due simboli all’interno di uno solo, come fu nel caso di Lega Nord e Nogara Futura. Simone Falco ha sempre bisogno dell’aiuto, non riesce a fare nulla da solo. Anticipa addirittura che con lui ci sarà Emanuele Montemezzi, schierato come indipendente del PdL. Credo non ci sia nessun motivo di vanto ad annoverare fra i candidati Emanuele Montemezzi. Un personaggio che ha fatto talmente tante giravolte che, quasi sicuramente, gli gira ancora la testa. Partito come UDC, all’interno della lista “Insieme per Nogara”, per poi passare con Giovanardi. Alle ultime elezioni è stato tra i fondatori di Nogara-Futura e adesso che Nogara-Futura è morta è passato al PdL. Evviva la coerenza.
La verità è che non sono pronti e stanno temporeggiando, come del resto le altre liste, ad oggi solo la lista del MoVimento 5 Stelle è pronta e si è presentata ieri sera. Tutto il resto sono chiacchiere. E’ bellissima la diplomazia di Falco quando dice:

«…come non avevo ritenuto opportuno non avere Andreoli in lista nelle scorse elezioni, che vincemmo, anche stavolta sarà opportuno che non faccia parte della nostra lista»

Ecco appunto, tanto per essere chiari!

Sportello On Line: vergogna leghista

mercoledì, 23 marzo 2011

Ieri mi è arrivata questa mail.

Mi vergogno di essere leghista o meglio non rinnego il mio pensiero ma rinnego chi a Nogara sfoggia un simbolo senza avere “mani e cuore pulito”. Leggendo l’articolo si comprende che Falco & co si sono insediati senza un minino di intelligenza, senza professionalità, senza un progetto e questi sono i risultati! Viene spontaneo chiedersi: da dove sono partiti? Cos’hanno valutato? Che cavolo di assessori hanno messo se non hanno nemmeno, e sembrerebbe cosa basilare, chiesto cosa c’era già in atto in precedenza?

Ed ora si ripropongono al paese? Bel coraggio! Leghista

Scomparso dal bilancio lo stanziamento inviato ad«Actionaid» per la scolarizzazione dei piccoli. L’articolo in questione è apparso ieri su L’Arena, lo potete leggere qui. La dichiarazione dell’assessore Cappi la dice lunga di quanto alla Lega Nord sta a cuore il paese e le sue iniziative. Cappi nell’articolo dice:

«La somma non è stata stanziata non solo perché non c’era disponibilità finanziaria in bilancio, ma anche perché non ero al corrente che il Comune partecipasse a questo tipo di iniziativa sociale a livello internazionale»

La dichiarazione è a dir poco sconcertante. Un assessore ai servizi sociali che non sa di un’iniziativa a carattere sociale e umanitario che il Comune porta avanti ormai da 15 anni. Va bene che i bimbi non sono veneti e per giunta hanno la pelle di un altro colore da quella dell’ex-assessore, ma 2.600 € si potevano anche trovare. Mi rivolgo ai leghisti come quello che mi ha scritto: per favore risparmiateci di vedere ancora la Lega Nord al comando di Nogara, per favore, non ne possiamo più. Siamo lo zimbello di tutta la Bassa Veronese!

Stasera alle ore 21 presso la sala consiliare del Comune di Nogara presenteremo la lista del MoVimento 5 Stelle, a seguire il documentario “Il Suolo Minacciato”. Vi aspetto numerosi!

Lega Nord vs PD

mercoledì, 2 marzo 2011

Oggi L’Arena pubblica questo articolo.

NOGARA. Bocciato emendamento Bonfante

Fra Pd e Lega nord scambio al veleno sull’ex ospedale

Botta e risposta a Venezia sul progetto di rilancio dello «Stellini» come polo socio sanitario

«Sul futuro dell’ex ospedale di Nogara la Lega ha fatto un clamoroso voltafaccia. Infatti, dopo la disponibilità manifestata dall’assessore alla sanità Luca Coletto ad accogliere la proposta del Pd per la riconversione in un polo socio sanitario al servizio del territorio, il Carroccio ha messo uno stop al progetto di rilancio». A dirlo i consiglieri regionali veronesi del Pd, Franco Bonfante e Roberto Fasoli, dopo la bocciatura del loro emendamento al bilancio 2011 che chiedeva lo stanziamento di 4,5 milioni in tre anni per la ristrutturazione dell’ex ospedale.

«Sono almeno sei anni», ricordano Bonfante e Fasoli, «che si discute del progetto, che doterebbe il territorio di una struttura di qualità. Con il nostro emendamento abbiamo fatto emergere la miopia della Lega, che con il suo no al finanziamento ha fatto perdere una grande occasione al territorio». Immediata la replica dei consiglieri regionali veronesi della Lega, Vittorino Cenci e Sandro Sandri. «I colleghi del Pd fingono di non sapere, o ignorano, che la riconversione dell’ospedale di Nogara è in atto e verrà risolta nel Piano socio sanitario presto all’attenzione del Consiglio. Per evitare dichiarazioni strumentali a scopo elettorale, sarebbe loro bastato prendere atto dell’attivazione dell’unità di riabilitazione fisioterapica, avvenuta nel 2009, e della radiografia digitale in funzione da un anno: entrambi i servizi hanno fatto salire la fruizione della struttura del 26 per cento. Di fronte a questi numeri, l’emendamento e le dichiarazioni dei colleghi del Pd non possono che apparire ciò che in effetti sono: politica ben lontana dalla nostra buona amministrazione e dalle esigenze dei cittadini». «Inoltre», dicono, «gli interventi che il Pd auspicava sono impossibili dal punto di vista legislativo, perché debbono essere oggetto di accordo di programma con lo Stato utilizzando fondi nazionali per l’edilizia sanitaria ex articolo 20».

E’ interessante che questa diatriba avvenga proprio alla vigilia della campagna elettorale. Naturalmente Lega Nord e PD si presenteranno alla prossima tornata elettorale nogarese e vedrete che la loro propaganda elettorale sarà incentrata sul futuro dell’ospedale di Nogara. Che futuro può avere un morto? Che futuro può avere una struttura ospedaliera smantellata tanto tempo fa? Come sempre si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. Non mi interessa chi ha ragione o chi ha torto, non mi interessa sapere di chi è la colpa o di chi è stata la colpa. Quello che vedo è che si litiga sul giornale per colpa dell’ospedale, solo e sempre, a ridosso della campagna elettorale. Questo per far credere ai cittadini che i politici si interessano dei problemi della gente, dei bisogni dei cittadini. Si interessano ad intermittenza, a seconda delle scadenze elettorali.

Moria verdana

lunedì, 14 febbraio 2011

Prima Nogara e adesso Bovolone, i sindaci leghisti della Bassa Veronese saltano uno dopo l’altro. Una persona intelligente si pone la domanda del perché di questa “moria” di sindaci leghisti. La risposta, secondo me è molto semplice. Un partito come la Lega Nord, che vive costantemente di slogan e non di proposte concrete, non può “portare a casa nulla” perché è insito nella sua natura. Molti sindaci della Lega Nord sono diventati “verdi” a pochi mesi, se non addirittura settimane, dalla loro elezione, quindi va da se che diventano leghisti per mero interesse personale. Prima la Lega inneggiava alla secessione, poi quando si sono accorti che era un tantino troppo, hanno ripiegato sul federalismo, il quale è ancora un miraggio e credo con forte probabilità resterà tale ancora a lungo, se non per sempre.
E’ notizia di qualche giorno fa che il Ministro Maroni (Lega Nord) ha chiesto aiuto all’Europa per quanto riguarda la questione degli sbarchi di immigrati a Lampedusa. E’ allucinante la faccia di bronzo (per usare un eufemismo) che hanno i leghisti: prima sono contro l’Europa e poi, quando gli fa comodo, corrono a chiedergli aiuto senza avere un minimo di dignità e vergogna. La Lega è alla frutta e tanti suoi elettori non credono più alle continue promesse di federalismo e sicurezza. Finalmente la Lega Nord si svela per quello che è, specialmente a livello comunale, ovvero un partito di soli slogan senza alcun effetto, buoni solo ad imbonire le persone che credono ancora che i problemi si possono risolvere con la sparata giusta al momento giusto.

Il MoVimento è un’altra cosa

venerdì, 11 febbraio 2011

Sul quotidiano L’Arena è apparso questo articolo.

NOGARA.La Lega nord solleva la questione dell’impresa di cui è socio di minoranza Ceolini(Pd)

Sugli oneri non pagati scoppia un caso politico

Il commissario prefettizio, alle prese col bilancio, deve recuperare la somma di 110mila euro: «I soldi devono rientrare, anche a rate»

Il Comune deve incassare «vecchi» oneri di urbanizzazione per quasi 110 mila euro. E il commissario prefettizio Rose Marie Machiné intende procedere al recupero «perché devo stilare un bilancio di previsione molto impegnativo», dice. Intanto la Lega accusa – cavalcando la campagna elettorale – che lo sforamento del patto di stabilità «non è dato da una maggiore spesa dell’amministrazione Falco ma da minori entrate, 110mila euro dei quali latenti da anni, relativi ad oneri di urbanizzazione che un’importante impresa edile del nogarese deve al Comune». Il Carroccio non fa nomi ma la chiamata in causa dell’«importante impresa edile nogarese» non è affatto casuale ed è nota a tutti in paese. Si tratta infatti dell’impresa «Enzo Ceolini srl», di cui è socio minoritario il figlio Paolo Ceolini, già vice sindaco e assessore al Bilancio nell’amministrazione Olivieri dal 2005 al 2010; è anche stato candidato alle ultime elezioni nella lista Olivieri, eletto e subito dimessosi; attualmente è segretario del circolo Pd nogarese. Tutti elementi con i quali la Lega «va a nozze».

Gli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione sono relativi a permessi rilasciati nel periodo 2005/2010 ed ancora in sospeso. A ottobre 2010, il responsabile del settore urbanistica ed edilizia privata, ha scritto all’impresa Ceolini per puntualizzare che, visto che la somma non era rientrata malgrado un avviso recapitato a marzo, si sarebbe avviato un procedimento per riscuotere le somme dovute. Si tratta di 108.480 euro che, se non vengono pagati, potrebbero essere introitati incassando le polizze fidejussorie depositate dalla ditta. Senonché l’impresa ha nel frattempo dato incarico al proprio legale chiedendo di definire con più precisione tale somma tenendo conto dei costi di costruzione di un tratto di pista ciclopedonale in più, rispetto al primo progetto, già realizzata dalla ditta Ceolini in via Maso.

Intanto, però, è caduta l’amministrazione Falco ed è subentrato il commissario prefettizio Machinè che puntualizza: «Gli oneri sono quelli che la ditta doveva pagare per lavori già eseguiti, oneri che sono già riscuotibili per cui sono costretta a dar corso al loro incasso, per ora con una prima trance di 34mila euro, sia per dare esecuzione ad una richiesta dell’amministrazione Falco sia per predisporre gli atti di bilancio che richiedono un recupero di circa un milione di euro». Ed aggiunge: «Per il maggior tratto eseguito, per il quale è stata rilasciata regolare concessione edilizia, che di fatto ha dato parere favorevole a tutto il progetto, non risulta siano stati impegnati i relativi fondi. Ora stiamo analizzando il computo metrico del prolungamento e gli atti dei lavori. Si devono fare accertamenti e perizie di stima per stabilire l’eventuale ammontare del credito. Tutte operazioni che richiedono tempo e che non possono interferire con l’avvio del procedimento d’incasso degli oneri messo in atto dall’ufficio tecnico. Mi rendo conto del momento difficile che sta attraversando l’edilizia, per cui non ritengo sia impellente incassare subito tutta la somma, per questo l’ho rateizzata. Ma i soldi devono senza dubbio rientrare nelle casse comunali».

Un dubbio però resta soprattutto perché nessuno tra gli interpellati della precedente amministrazione Olivieri – che conoscono il problema – ha voluto chiarire come mai siano trascorsi così tanti anni senza definire la questione. Eppure il Comune aveva, ed ha, assoluto bisogno di denaro.

Non voglio commentare questo articolo. Voglio però dirvi una cosa sola: spero veramente che abbiate capito, una volta per tutte, perché il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze. Il MoVimento 5 Stelle non vuole avere nulla a che fare con nessuno di questi personaggi, non vuole avere a che fare con nessun esponente della politica nogarese, ormai satura di scontri e ripicche personali. Il MoVimento 5 Stelle parla un’altra lingua, parla la lingua della gente, parla la lingua del cambiamento, parla la lingua del futuro. Siamo in MoVimento, muovetevi con noi!

Aggiornamento del 22/02/2011La replica di Paolo Ceolini intervistato dal Primo Giornale.

La Lega ce l’ha molle

mercoledì, 2 febbraio 2011

Alcuni amici del MoVimento 5 Stelle mi hanno segnalato questo bellissimo editoriale di Marco Travaglio pubblicato su il Fatto Quotidiano del primo febbraio 2011. Ve lo voglio riportare perché è davvero illuminante, soprattutto per i “verdani”.

Un tempo era il Re Mida e trasformava in oro qualunque cosa toccasse. Poi divenne il Re Merda, ma menava gramo solo agli altri. Ora invece porta sfiga anche a se stesso. È talmente disperato che chiede aiuto perfino a Bersani per un «piano bipartisan per la crescita» (soprattutto la sua), subito respinto al mittente. E viene scaricato financo da D’Alema. Il che è davvero tutto dire. Il suo mortifero contagio miete vittime a ritmi ormai quotidiani. Prendete Mubarak: regnava tranquillo sull’Egitto da trent’anni, poi lui l’ha evocato come zio di Ruby e l’ha stecchito sul colpo. E la Lega? A furia di abbracciare il suo cadavere politico, s’è trasformata geneticamente: perso quel che restava della sua carica vitale e celodurista, è diventata un budino verde gelatinoso, molliccio, tremolante. Bobo Maroni scrive letterine tremebonde al Pompiere della Sera, roba che nemmeno Bondi dei tempi d’oro, denunciando «l’antiberlusconismo manicheo, elitario e inconcludente» (tipo quello della Lega delle origini, quando B. era «il mafioso di Arcore») e invocando «una tregua» con linguaggio doroteo.

Fa una certa tristezza ricordare che proprio 20 anni fa la Lega teneva il suo congresso fondativo: «La rivoluzione della Lega – tuonò Bossi – è l’unica rivoluzione possibile!». Da allora molta vaselina è passata sotto i ponti padani, visto com’è finito il noto movimento rivoluzionario che oggi si aggira in pantofole nelle mense e negli angiporti del magnamagna romano. Come diceva Longanesi, «in Italia le rivoluzioni cominciano in piazza e finiscono a tavola». Figurarsi l’entusiasmo dei lumbard duri e puri nell’apprendere che l’altro giorno Flavio Tosi, il terribile sindaco di Verona con 85 denti, tutti canini, s’è ridotto a intitolare «con orgoglio e soddisfazione» un ponte sull’Adige a Mariano Rumor, elogiandolo come «grande statista veneto e italiano, che non solo fu una delle figure che segnarono politicamente il nostro Paese, ma che ancor oggi è per tutti noi un modello e un esempio di come è possibile fare politica in modo onesto, con grande impegno e dedizione a servizio della gente». Rumor, il “pio Mariano” fondatore dei dorotei, il premier dei governicchi balneari, il maestro del dolce far nulla e del tirare a campare, il triumviro del Pi-ru-bi (Piccoli-Rumor-Bisaglia), l’omino curiale, lattiginoso ed effeminato dalla manina flaccida e sudaticcia? Rumor nuovo “modello ed esempio” dei leghisti? Pare proprio di sì, a giudicare come si muove un altro ex celodurista come Calderoli, il coniglietto mannaro che ogni giorno smussa un pezzo di federalismo per farlo digerire a questo e quello. Col risultato che ormai – scrive Luca Ricolfi sulla Stampa – persino i federalisti più convinti «vedono con raccapriccio che quello che si sta consumando a Roma, fra infinite riunioni, tavoli tecnici, negoziati non è l’ultimo passaggio di un lungo cammino, ma una mesta, lenta e non detta agonia del federalismo». E arrivano ad “augurarsi che tutto si blocchi, tali e tante sono le concessioni che gli artefici della riforma sono stati costretti a fare alla rivolta degli interessi costituiti e alla miopia del ceto politico locale”.

Basti pensare che, dopo gli ultimi assalti dei comuni del Centro-Sud, si dà per scontato che il federalismo non ridurrà, ma aumenterà la pressione fiscale. Un affarone. Senza contare –ricorda Ricolfi – «l’obbrobrio anti-federalista per cui i comuni si finanzieranno con tasse pagate dai non residenti (imposta di soggiorno e Imu sulle seconde case), con tanti saluti al principio del controllo dei cittadini sui loro amministratori». Infatti, fra l’aborto del federalismo e i racconti edificanti delle bunga-bunga girls, la Lega che fino a qualche mese fa volava nei sondaggi oggi perde punti a rotta di collo. Ci vorrebbe il Carroccio di 20 anni fa, o almeno di 15, per scaricare il «mafioso di Arcore» prima di finire nella tomba con lui. Ma non si esclude che un paio di capoccia lumbard, pur decrepiti e malmessi, conservi ancora un pizzico di memoria. Alzheimer permettendo.

Gradirei veramente che qualche leghista – di quelli di una volta, non di quelli dell’ultimo minuto – avesse il coraggio di replicare e di dire che quello che ha espresso Marco Travaglio in questo editoriale non corrisponde al vero.