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Difendere il territorio non è un lusso, ma una necessità

sabato, 6 novembre 2010

 

Quando parlo del problema della cementificazione sono sempre additato come colui che si scaglia contro il progresso e contro lo sviluppo. La colpa delle alluvioni in questi giorni non è da ricercarsi nella sfortuna né tanto meno nel caso. La colpa è solo ed esclusivamente della continua cementificazione sfrenata e senza senso, vista come unico e solo modello di sviluppo. Carlo Reggiani ha scritto un bellissimo post che voglio riportarvi.

Troppo facile ora mandare generiche accuse, prendersela con lo “Stato” o con il “Governo”, lanciare minacce di ritorsioni fiscali verso Roma. Troppo facile dimenticare i continui appelli dei tanti vituperati “ambientalisti”, gli studi di ricercatori e specialisti, gli allarmi di organismi preposti, le osservazioni di buonsenso di tanti cittadini.

I responsabili dell’alluvione che sta flagellando ampie aree della nostra provincia e del Veneto ci sono, hanno nome e cognome e li conosciamo tutti: 20 anni di amministrazione pubblica orientata a smantellare vincoli, tutele e organismi preposti a manutenzione e opere di mitigazione del rischio sul nostro territorio. Venti anni di speculazioni e di aggressione sconsiderata del territorio (ricordate Galan con l’allucinante visione di un Veneto come immensa città diffusa?) che adesso chiedono il conto. Cosa possiamo fare, dopo aver aiutato in tutti i modi possibili le popolazioni a ritornare ad una vita dignitosa (tantissimi gli appelli per volontari)?

STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO non è uno slogan da ambientalisti, ma un grido di dolore per salvare il salvabile, riprendere buone pratiche di buon senso di pianificazione e interventi di riqualificazione e tutela.
STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO per ridare voce e strumenti ai bravi tecnici e alle competenze di eccellenza che tutto il mondo ci invidia, figure da troppo tempo emarginate da un sistema economico e sociale interessato esclusivamente ad investimenti finanziari di brevissimo periodo e poco interessati al bene comune.

Qualche amministratore ci sta provando ad andare controcorrente: Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano è uno di questi. Giovedì sarà ancora una volta a Verona (è stato recentemente ospite all’interessantissimo convegno di Valeggio per il recupero di Villa Zamboni) per spiegarci come si può amministrare senza consumare territorio, ma riqualificandolo e tutelandolo (ore 17:30 a Verona, Via Santa Maria in Chiavica, 7 – Sala Polivalente CTG; alle ore 20:45 in Valpolicella,  Tenuta Pule di San Pietro In Cariano).

Carlo Reggiani
http://verona5stelle.org

Invito caldamente tutti gli amministratori della zona ad andare all’incontro per avere una visione diversa del modello di sviluppo e prendere appunti in merito.

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Ivan mi manda questo scatto dove si vedono i mobili e gli elettrodomestici di mezzo Monteforte d’Alpone. Davvero una foto che lascia senza parole. Grazie Ivan

Ripensiamo subito al modello di sviluppo che ci ha portato fin qui, ne va del futuro del territorio e dei nostri figli.

 

I rifiuti del Nord

venerdì, 5 novembre 2010

Quando si parla di Napoli la mente non può che associare la città al problema rifiuti. Spesso mi trovo ad interloquire con persone che liquidano la situazione della città partenopea semplicemente dicendo: i napoletani devono smetterla di lamentarsi e devono accettare gli inceneritori e le discariche. Spesso le persone pensano che le soluzioni a problemi complessi siano semplici e veloci, ma così non è. Il problema di Napoli è complesso e stratificato da tempo. Sicuramente una parte di responsabilità spetta ai cittadini di Napoli, ma altrettanto sicuramente, buona parte di questa responsabilità va ai politici che in questi lunghi anni di emergenza non hanno fatto niente per risolvere il problema. Ma quello di cui voglio parlare non è questo, quello che di cui voglio parlare in questo post è: ma siamo davvero sicuri che noi del nord siamo più bravi di quelli del sud? Personalmente sono convinto che noi al nord i rifiuti li nascondiamo meglio che al sud. La conferma di questo sta nel fatto che spesso si leggono articoli di quotidiani locali che informano della scoperta di discariche abusive nelle nostre zone e questo ci deve far capire come l’elogio, da parte di politicanti o direttori di turno, di raccolte differenziate al 65% non deve essere un punto d’orgoglio ma un motivo per migliorare e spingerci ad una percentuale più elevata.
In campagna elettorale solo Nogara Virtuosa parlava del problema rifiuti, tutte le altre liste non menzionavano nessun punto al riguardo. Nessuno che parlava di cominciare a ragionare sulla strategia rifiuti zero ed attivarsi velocemente per raggiungere questo importante traguardo. Sono convinto che se non si percorre questa strada a breve, anche al nord, avremo grossi problemi di rifiuti.

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