Domenica su l’arena è apparso questo articolo, a mio avviso è molto interessante.
La Giunta rivendica di aver deciso il ribaltone in maniera autonoma, Avepo conferma il ritiro della domanda
Centrale, ora si litiga sul «no»Intanto Silvestrini chiede a Pd e maggioranza di ritirare la «scomunica» emessa contro di lui
Si tinge di giallo il dietrofront del Comune di Nogara sulla centrale a biomasse di Pezzone. Mentre Avepo, per bocca del presidente Pietro Quartaroli, afferma infatti di aver ritirato la domanda per la costruzione dell’impianto, all’ufficio protocollo fino a ieri mattina alle 13 non risultava depositata alcuna richiesta in tal senso. «La decisione di revocare la delibera è stata presa dalla giunta», spiega il vicesindaco Paolo Ceolini. «Le motivazioni saranno svelate mercoledì durante il consiglio comunale. Probabilmente Avepo, capendo che stavamo cambiando idea, ha voluto giocare d’anticipo. Altro non possiamo dire per il momento».
Che sia stata Avepo o la giunta a cambiare idea, il dato certo è che mercoledì alle 20.30 il consiglio comunale si pronuncerà sulla richiesta di revoca della delibera del 10 settembre 2008 con la quale di dava parere favorevole alla costruzione dell’impianto da 10 megawatt funzionante a paglia e stocchi di mais. Una scelta, quella della giunta Olivieri, che si abbatterà di nuovo sugli equilibri politici locali, già rivoluzionati dall’appoggio dato al progetto. Proprio a causa del sì alla centrale c’era stata la rottura i n maggioranza con Federico Silvestrini, che poi è stato cacciato dal gruppo di «Insieme» e sfiduciato come coordinatore del Pd locale.
Nemmeno la minoranza è rimasta immune dall’effetto centrale. Il leghista Simone Falco, infatti, ha preso le distanze dal proprio gruppo «Nogara delle libertà», contrario alla realizzazione della centrale fino alla rottura. Il primo effetto del ribaltone che ha portato anche la giunta Olivieri a dire no all’impianto è la richiesta avanzata ieri da Silvestrini al Pd ed alla maggioranza di ritornare sui propri passi. «Visto come sono cambiate le cose», spiega l’ex esponente della maggioranza, «chiedo a tutti di fare un passo indietro, di essere riammesso nella maggioranza e che venga ritirata la sfiducia nei miei confronti all’interno del Pd». Una richiesta rispedita al mittente da Ceolini: «Il problema non è la centrale ma il comportamento di Silvestrini».
Sembra invece essere rientrata la rottura tra Falco e i compagni di lista Alessandro Andreoli e Flavio Pasini: «Avevamo solo un modo diverso di intendere la questione centrale», spiega il consigliere leghista. «Ho sempre votato assieme al gruppo e se mi sono distinto per diversità di vedute solo in questa occasione».
Del Pd francamente non mi interessa, personalmente lo ritengo un “partito” ormai allo sbando. Interessante, invece, notare come Falco si sia ravveduto e abbia fatto “pace” con gli amici Flavio e Alessandro. Ma la cosa che mi piace di più è la sua dichiarazione «Avevamo solo un modo diverso di intendere la questione centrale». Ma cosa sta dicendo, proprio Falco in un suo volantino ha detto che “l’iter della centrale è inarrestabile e che ormai non si può fare altrimenti”. Ha convinto quelli che ancora lo ascoltano e lo seguono che la sua posizione era quella “vincente”, comodo stare con “el cul su do careghe”, che coraggio. Proprio Falco che si è astenuto al voto dell’ultimo consiglio comunale, idee chiare e coraggio da vendere. Simone Falco preparati a scendere perché la prossima fermata è la tua. Ammettere di aver sbagliato è segno di maturità.










