Articoli marcati con tag ‘Salute’

Le firme, i cittadini e il comitato

martedì, 1 marzo 2011

Le firme dei duemila cittadini sono sparite e non si sa dove sono. Riporto da L’Arena l’articolo sulla questione.

NOGARA. Più passaggi di mano tra primo cittadino e assessore innescano dubbi nel Comitato

Sparite le 2.000 firme per l’ospedale Stellini

È giallo sul dove siano finite le circa 2 mila firme raccolte delle minoranze, nell’estate scorsa, per chiedere all’ex sindaco Simone Falco e alla Regione di attivarsi per il ripristino del punto di primo soccorso all’ex ospedale Stellini e per l’attuazione della riconversione della struttura. Il «Comitato per la salvaguardia delle volontà testamentarie di Francesco Stellini e per la riconversione dell’ex ospedale» nutre infatti forti dubbi che i documenti contenenti le 2 mila firme siano stati consegnate all’assessore regionale alla sanità Luca Coletto e sono convinti, invece, che la petizione sia ancora in mano all’ex sindaco.

«Dopo lo scioglimento del consiglio comunale abbiamo chiesto al Comune che fine avessero fatto le firme consegnate», spiega il Comitato in un comunicato. «Il 13 febbraio la Lega Nord ha dichiarato che le firme si trovavano in un luogo sicuro e che sarebbero state consegnate a Coletto, ma il 15 febbraio l’ex sindaco Falco ha protocollato in Comune una nota nella quale dichiara di aver consegnato a dicembre a mano le firme originali all’assessore regionale. Non esiste nessun documento che attesti l’uscita delle firme dal municipio ed è provato che il 27 gennaio erano invece ancora in Comune. Chiediamo quindi una volta per tutte che le 2 mila firme saltino fuori per poterle consegnare personalmente in Regione. Nessuno si illude che l’ex ospedale possa tornare a com’era 15 anni fa, ma esiste un progetto di riconversione approvato dall’assemblea dei sindaci e recepito dalla direzione generale dell’Ulss 21».

«I componenti del Comitato sanno benissimo come sono andate le cose», spiega Falco. «A metà dicembre ho consegnato personalmente a Coletto le firme, gli originali. Poi, a gennaio, quando l’amministrazione era decaduta, il Comune mi ha chiesto di riportarle indietro perché non ne avevano una copia. Ho incontrato perciò Coletto e ho riportato le firme originali in municipio così i funzionari si sono fatti le copie. Le firme sono nuovamente in mano mia e nei prossimi giorni le riconsegnerò a Coletto. È una polemica strumentale: l’assessore regionale ha visto le firme, anche se non c’è un protocollo di entrata, visto che le ho consegnate a mano. Nessun giallo quindi, ma solo strumentalizzazione dell’argomento ospedale per screditarmi».

Di parere opposto è Dimitri Sardini, presidente del Comitato per lo Stellini ed ex assessore di Falco. «L’ex sindaco doveva adempiere ad una deliberazione del consiglio comunale che prevedeva la consegna delle firme all’assessore Coletto assieme a tutti i gruppi consiliari. Falco non ha fatto nulla di tutto ciò, creando confusione anche nel suo partito che prima afferma che la petizione è in mano a Coletto e poi che è custodita in un luogo sicuro. A noi preme che si sappia che tanta gente di Nogara ha a cuore il futuro dello Stellini e vogliamo che i cittadini siano ascoltati».

Sarebbe anche interessante sapere, oltre a dove sono finite le firme, chi è il responsabile del trattamento dei dati. Marco Poltronieri, ex consigliere e “raccoglitore” di firme pro ospedale, sul suo blog scrive che «Tuttavia sembra confermato che le firme nel gennaio 2011 fossero ancora in comune e siano state fotocopiate.» Chi le ha fotocopiate? Chi era il responsabile del trattamento dei dati personali? I consigliere che si sono prodigati nel raccoglierle dovevano andare in regione e consegnare direttamente le firme all’assessore Coletto, questo dovevano fare, non fare sceneggiate in consiglio comunale consegnandole ad un sindaco che era agli ordini di Coletto. Sveglia! Vi hanno fregato e adesso gli unici che sono stati presi per il culo sono i cittadini che hanno firmato in buona fede, credendo che una firma sarebbe servita a salvare un ospedale ormai morto da anni.
Mi hanno chiesto in molti perché non aderisco al Comitato pro-ospedale. Ho sempre risposto che la cosa non mi convinceva fino in fondo e che vedevo la formazione del Comitato solo come propaganda elettorale contro Falco e i suoi sodali. Detto questo, la mia posizione sull’ospedale è molto chiara: si deve attuare un’azione legale contro la decisione dell’Ulss di vendere i terreni del lascito Stellini. Tutto il resto non serve a nulla, l’Ulss ha deciso di vendere e così farà.
Ai fondatori del Comitato dico questo: smettetela di andare sul giornale e trovate le firme, datevi da fare perché al momento non si è visto nessun risultato concreto, al momento si sono solo sentite chiacchiere.

Sportello On Line: ospedali nella Bassa

lunedì, 23 agosto 2010

La situazione sanitaria del nostro territorio è sempre più attuale. Questa una delle ultime e-mail arrivate allo Sportello On Line.

In merito alla sanità nella regione Veneto, vedo con rammarico che le “linea diretta” o verde che sia, non serve a niente, anzi ammazza le persone (vedi a Nogara). Nella sanità regionale, da 15 anni scaldano le poltrone esponenti della Lega e il deficit accumulato rasenta i patetici risultati delle regioni del Sud. Gli ospedali che in provincia di Verona rappresentavano l’eccellenza nelle prestazioni offerte al cittadino vengono sistematicamente chiusi. Lasciamo perdere le altrettanto deludenti performance dei primi cittadini (sempre della lega) votati a furor di popolo, ma mi chiedo: quando i cittadini si sveglieranno dal torpore mediatico in cui stanno annegando loro con i loro figli? M.A.

Come darti torto caro M. la sanità veneta, e nel nostro specifico caso veronese, sta avviandosi lentamente allo sfascio. Infatti l’assessore Luca Coletto, qualche tempo fa, annunciava la probabile chiusura anche degli ospedali di Malcesine, Isola della Scala e Bovolone. Continuano le iscrizioni per i Sit-in. Siamo a buon punto con le presenze, continuate ad iscrivervi più siamo e meglio è!

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Continuano le iscrizioni per il Sit-in pro ospedale di Nogara. A chi sta a cuore l’ospedale di Nogara venga ad aiutarci per far valere il diritto alla salute. Ho preparato un form apposito dove inserire nome e mail. Questi serviranno per contattarvi e  mandarvi di volta in volta le istruzioni e l’eventuale materiale da stampare e distribuire. Iscrivetevi!

D’inceneritore si muore

lunedì, 2 febbraio 2009
Il dubbio

Il dubbio

Un frequentatore del blog mi ha segnalato un articolo di Antimafia Duemila dal titolo inceneritori e nanoparticelle.

La Dr. Patrizia Gentilini , oncologa, fondatrice dell’ISDE, lo ha detto a chiare lettere: i dati e studi scientifici sono già ampiamente stati fatti e dimostrano inequivocabilmente che non si può incenerire senza uccidere nel tempo molte vite umane soprattutto tra i bambini. Qualsiasi tipo di combustione, di qualsivoglia tipo di sostanza genera enormi quantità di fumi composti di particelle chimiche, le più diverse, in grado una volta respirate di localizzarsi nei diversi organi del corpo e fare sviluppare, nel tempo, neoplasie tissutali o del sangue come vari tipi di leucemie. Lo spazio per i dubbi non c’è più, c’è solo la possibilità di opporsi oppure fare finta di niente come gli struzzi in situazioni di pericolo!

Spesso è volentieri chi parla di inceneritori porta ad esempio Brescia, citando che all’inceneritore è stato conferito il premio come miglior impianto. Chi cita questo spesso non sa che fra coloro che hanno assegnato il premio c’è anche la ditta costruttrice. Per fare un sempio, è come se la Coca-Cola HBC assegnasse il premio come miglior bibita alla Coca-Cola.

Il latte vaccino a Brescia è pesantemente contaminato da diossine. Questo dato di fatto anziché fare promuovere uno studio esteso sul territorio circostante, al fine di stabilire la causa prima di una situazione così grave, ha portato all’incriminazione degli allevatori le cui vacche hanno prodotto latte alla diossina! Siamo ben oltre la già colpevole idiozia! Nessuna parola, né indagine sulla “bomba ecologica” più grande d’Italia, cioè il mega inceneritore (sempre chiamato termovalorizzatore, per la qual cosa tutti noi paghiamo multe salate alla EU che ci ha condannato per l’utilizzo di appellativo ingannevole!!!). E’ chiaro come il sole che la contaminazione della catena alimentare nelle campagne del bresciano va collegata principalmente alle pesantissime emissioni di fumi dell’incenerimento di oltre 200mila tonnellate l’anno di rifiuti ma per gli amministratori, ASL e ARPA il problema non è nemmeno preso in considerazione perché… ci sono i filtri!

Quando si parla di inceneritori e nanoparticelle non si possono non citare i ricercatori Dr. Stefano Monatnari e la Dr.ssa Gatti.

Eppure è stato dimostrato scientificamente che un camino d’inceneritore emette sempre fumo cioè ceneri volatili che ricadono al suolo contaminando giorno dopo giorno, anno dopo anno, l’aria, l’acqua e i terreni circostanti in modo direttamente proporzionale alla massa di materia bruciata. Mettendo i filtri si riesce solo a “nascondere” il fumo, ma non si limitano in alcun modo le particelle che escono dal camino: queste infatti sono molto più piccole e totalmente invisibili e proprio per questo potenzialmente molto più pericolose. I nostri Amministratori, accecati dal denaro non vogliono ricordare la legge fisica basilare secondo la quale “nulla si crea , nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, peccato che la trasformazione data dall’incenerimento sia un incubo per la salute della gente! Infatti il Dr. Stefano Montanari e la moglie Dr.ssa Gatti con le loro ricerche scientifiche al microscopio elettronico, hanno dimostrato che gli inceneritori come tutta l’attività industriale altamente tecnologica produce in modo continuo nanoparticelle, centinaia di volte più piccole del famoso PM10, unica particella considerata dalla legge, la cui concentrazione elevata porta agli inutili provvedimenti di chiusura del traffico veicolare. Ma proprio le dimensioni così ridotte delle nanoparticelle consentono loro di entrare direttamente nel sangue, senza alcuna possibilità di “filtraggio” da parte delle mucose e degli endoteli respiratori, entrando direttamente nella cellula, attraverso la membrana cellulare, senza danneggiarla, posizionandosi a ridosso del DNA del nucleo.

Nell’articolo si citano anche le Centrali a Biomassa, ultimamente tema molto caldo a Nogara e fonte di discussioni e dibattiti, anche fra la cittadinanza.

Il Dr. Montanari ha mostrato una foto del cadavere di un neonato di pochi giorni morto per una leucemia iperacuta, fulminante. La madre sana con gravidanza senza problemi: nel corpo del neonato sono stati rinvenuti presenza di metalli pesanti di vario tipo in elevata concentrazione. Come è stato possibile tutto ciò? Evidentemente, durante la gravidanza, il sangue della madre conteneva questi veleni e li ha passati a suo figlio. A lei, apparentemente nulla di patologico è accaduto ma su un essere di pochi chili è stato molto probabilmente fatale. Quante di queste morti dovremo ancora sopportare per comprendere che non possiamo accettare in silenzio la costruzione di centinaia di nuovi inceneritori (chiamati ovviamente cogeneratori a biomasse o termovalorizzatori etc.) in tutta Italia?

E per il comitato appena nato una buona notizia.

In Veneto è stata lanciata ieri l’iniziativa Rete Ambiente Veneto (R.A.V.) per collegare tutte le realtà dei Comitati sparsi ovunque nel territorio che si oppongono allo scempio del territorio e della loro salute. Nella grande maggioranza dei casi gli Amministratori locali sono collusi perché comprendono solo il linguaggio del denaro: resta solo la possibilità di una grande mobilitazione della gente che dal basso costringa i politici a ricordare che amministrano nel nome e per conto delle persone che li votano e non delle ditte costruttrici d’inceneritori! A noi l’iniziativa Politica, con la “P” maiuscola perché l’alternativa non c’è se non il deserto delle coscienze di gente che si è venduta l’anima !!!

Questo è il link dell’articolo completo. Questo è l’articolo in PDF. Stampa e diffondi e fai leggere a coloro che non hanno accesso alla rete.

Nogara come Barbarano Romano

martedì, 2 dicembre 2008

Un lettore del blog mi ha segnalato questo interessante articolo trovato in rete. Da queste righe si può notare come la “vicenda” della centrale a biomasse di Nogara sia molto simile ad altre sparse in giro per l’Italia. Riporto integralmente l’articolo.

Riuscita l’iniziativa del Comitato Cittadino per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica di Capranica che ha promosso l’altro ieri una tavola rotonda sul tema: Centrali a biomasse e ricadute sulla salute e sull’ambiente. Nella sala Nardini di Capranica piena di pubblico locale e dei paesi vicini, i relatori intervenuti hanno fatto un’esauriente panoramica dei problemi legati alle centrali a biomasse in relazione alla loro economicità, all’impatto ambientale ed alla salute dei cittadini.

La tavola rotonda è stata ritenuta necessaria per far conoscere la scelta operata dal sindaco di Barbarano Romano che, a colpi di delibera nel mese di dicembre, ha deciso la costruzione di una centrale a biomasse per la produzione di elettricità, in località Incompenso, ai confini con il comune di Capranica. Tale decisione assunta senza alcuna consultazione democratica dei cittadini di Barbarano e senza alcuna intesa con i Comuni vicini che dalla centrale subirebbero solo danni, ha sollevato la fiera opposizione sia di cittadini Barbaranesi che delle popolazioni viciniori offese per le mancata informazione e l’assenza di ogni forma di corresponsabilizzazione oltre che preoccupati per le ricadute sulla salute e su di un territorio benedetto dalla natura e dalla storia.

Il primo ad intervenire è stato il professor Valerio Baldacchini docente all’Università della Calabria ma profondo conoscitore del nostro territorio per essere nato a Villa S. Giovanni in Tuscia. Estimatore e fautore inascoltato delle centrali a biomasse quando tutti erano per il petrolio, Baldacchini ha sostenuto e dimostrato, dati alla mano, l’incongruità della centrale a biomasse a Barbarano. Bruciare biomasse in piccole centrali come questa al solo scopo della produzione di elettricità senza prevedere nel progetto l’utilizzo del calore che non finisce in energia e quindi con dissipazione di calore è antieconomico, inoltre a conti fatti il territorio non offre quantità di biomasse sufficienti all’alimentazione di una centrale di sei mega watt. Trasportarle da lontano, molto lontano non è economico e potrebbe portare alla chiusura della centrale, come è avvenuto ad esempio a Crotone che è sul mare e quindi favorita per i trasporti. A meno che non vi si vogliano bruciare i rifiuti, ma allora lo si dica chiaramente alle popolazioni interessate.

A proposito delle ricadute negative sul territorio e sulla salute si sono soffermati i dottori Gianni Ghirga, Antonella Litta e Mauro Mocci dell’associazione Medici per l’ambiente, i quali hanno esaltato il dovere deontologico dei medici di difendere i cittadini dai pericoli derivanti dall’inquinamento ambientale. Con dovizia di dati hanno illustrato i danni devastanti dei prodotti della combustione sulle salute dei cittadini soprattutto per quanto riguarda la produzione di tumori e l’insorgenza di malattie respiratorie. Questo fenomeno è tanto più grave in un territorio già soggetto ad inquinamento agricolo, su cui ricadono già abbondantemente i fumi delle centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro e nei cui acquedotti scorre acqua con dosi di arsenico di molto superiori a quanto stabilito per legge, per non parlare dello stoccaggio abusivo e criminoso di molte migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal Nord ancora all’acqua ed al vento e percolanti nelle falde acquifere.

Negli interventi dei cittadini era presente lo sconcerto per l’oltraggio ad un territorio dove natura e storia si sono meravigliosamente incontrati e dove gli amministratori pubblici invece di valorizzare il ParcoMarturanum, le numerose necropoli, una natura ancora piena di fascino e produttrice delle migliori nocciole d’Italia, progetta ecomostri d’incerto valore economico ma di sicuro danno, anche economico, per l’ambiente e per la salute di tutti noi.

Nunzia Russo del Comitato Ambiente di Capranica.

P.S. Vi ricordo la serata del 18 dicembre 2008 alle ore 21:00, presso il piccolo hotel di Nogara, con Gialuigi Salvador per parlare di Centrale a biomassa, energia e rifiuti. Non mancate.

L’acquedotto fantasma

lunedì, 1 dicembre 2008

Il 21/04/2008 ho deciso di scrivere una petizione alla Comunità Europea. Sono andato sul sito e alla sezione petizioni ho lasciato questa lettera.

Nel mio paese esiste da decenni l’acquedotto. Questo pur esistendo non è mai entrato in funzione, quindi ogni cittadino usufruisce di acqua del proprio pozzo oppure compera acqua in bottiglia. Nella nostra zona è molto alta la concentrazione di Arsenico e una recente normativa Europea sposta il limite da 50 mg/l a 10 mg/l. Molti pozzi privati sono al di sopra di tale soglia, impedendo di fatto il consumo di acqua del rubinetto. Questa situazione si protrae da molto tempo e non si vede soluzione a breve. Tutti i paesi limitrofi, come Sanguinetto, Cerea, Bonferraro, Bovolone, Isola della Scala ed altri, hanno l’allacciamento alla rete idrica, garantendo così ai propri cittadini acqua pulita e sicura senza costosi esborsi per filtri o acquisto di acqua in bottiglie di plastica. Scrivo alla commissione Europea perché il Sindaco e la giunta si dimostrano sordi ad ogni richiesta, fatta anche da altri cittadini, per la messa in funzione della rete idrica. Credo che disporre di ‘acqua pulita e sicura sia un diritto di ogni cittadino e sia il dovere di ogni amministrazione dover garantire tale bisogno. Ribadisco ancora una volta di non capire perché Comuni limitrofi, anche a distanze di 3 km, usufruiscono di una rete idrica perfettamente funzionante, cosa che nel mio Comune non si riesce ad avere.

Il Parlamento Europeo il 03/06/2008 mi invia la risposta alla mia petizione. Poco tempo dopo, precisamente il 10/06/2008, sul quotidiano L’Arena appare un articolo riguardante l’acquedotto di Nogara e Gazzo Veronese. Il Vice Sindaco Paolo Ceolini dice a tal proposito.

Acque veronesi è riuscita a recuperare dalla Regione il contributo da un milione di euro che era stato erogato nel 2001 e che sembrava definitivamente perduto dopo che il C.i.s.i. non lo aveva utilizzato. L’intervento è prioritario, e per completare il quadro economico è necessario un altro milione di euro che sarà messo a disposizione da Acque veronesi. Il progetto definitivo sarà approvato entro luglio mentre la gara d’appalto sarà fatta nel mese di settembre in modo tale che i lavori possano iniziare per fine anno.

Oggi è il 1 Dicembre e la fine dell’anno arriva in fretta. Come per l’Assessore Padovani, anche il Vice Sindaco affretti i lavori perché ormai il tempo a disposizione sta per scadere.

P.S. Vi ricordo la serata del 18 dicembre 2008 alle ore 21:00, presso il piccolo hotel di Nogara, con Gialuigi Salvador per parlare di Centrale a biomassa, energia e rifiuti. Non mancate.