Ieri 15 dicembre 2009 il Primo Giornale riporta la “telecronaca” del video girato dai ragazzi del comitato di Sanguinetto e pubblicato dal blog due settimane fa.
SANGUINETTO. Messo in rete dal Comitato contro l’impianto il video girato davanti ad un ristorante dove si riunivano i vertici della Lega
Centrale, Braga e Tosi su You Tube
Il dibattito sul progetto della centrale a biomasse a Sanguinetto finisce su You Tube. A portarcelo, i giovani del Comitato contro la Centrale a Biomasse di Sanguinetto, che domenica 29 novembre, hanno atteso il sindaco di Verona, Flavio Tosi, all’ingresso del ristorante Ilva per «informarlo della gravità della situazione». Ne esce un video su internet nel quale Tosi fa scena muta, “difeso” e “scortato” dai vari sindaci, consiglieri regionali e provinciali del Carroccio presenti all’incontro. Con le
domande rivolte dal Comitato a Tosi a cui rispondono invece il sindaco di Sanguinetto, Alessandro Braga e l’assessore Maurizio Lorenzetti. Tosi era ospitato a Sanguinetto per un pranzo della Lega Nord assieme al consigliere regionale Vittorino Cenci, al sindaco di Legnago, Roberto Rettondini e tanti altri. Ma come il primo cittadino di Verona arriva si fanno vivi, muniti di telecamera, i ragazzi del Comitato.
«Hanno già approvato il progetto della centrale, hanno già firmato una convenzione, ci stanno vietando di riprendere le sedute del consiglio comunale, ci stanno vietando di parlare, non ci concedono il teatro per gli incontri, hanno chiesto mille euro per fare una serata pubblica con dei consiglieri regionali - hanno spiegato a Tosi quelli dei Comitato -. La centrale va a puro interesse di tre società private che hanno costruito inceneritori in tutt’Italia».
A quel punto arriva il consigliere regionale Vittorino Cenci: «Avete visto il progetto? Prima vediamo il progetto». Al che quelli del Comitato ribattono: «Il progetto l’avete fatto anche se abbiamo già raccolto 1500 firme contro la scelta di realizzare la centrale. E avete già firmato anche la convenzione con la ditta». E qui arriva il colpo di scena del sindaco Braga che esordisce: «Sei sicuro che sia stata firmata la convenzione – dice il primo cittadino ad uno dei ragazzi del Comitato -. Stai dicendo delle sciocchezze. Non è firmata la convenzione. Vai in Comune ad informarti». «Ma se è così – riprendono quelli del Comitato rivolti al sindaco – devi dirlo a tutti i cittadini -. E allora cosa avete firmato il 14 settembre?».
«Una convenzione, ma non l’ho firmata io – dice tranquillo il sindaco – non c’è la mia firma. Ed ho già spiegato il percorso che intende seguire il consiglio comunale. Nel momento in cui questi signori presenteranno il progetto andremo dalle autorità competenti a capire se è positivo. Incontreremo la cittadinanza con incontri da 30-40 persone per evitare che ci siate voi a fare casino. E poi decideremo». «Come essere in Afghanistan, con i capi famiglia, i capi tribù, con le donne che non possono partecipare», replicano quelli del Comitato. «Io convoco chi voglio – sfida Braga -. Io convoco i capi famiglia, ho l’elenco, ve lo faccio vedere? C’è l’elenco capifamiglia». «E allora perché non quello dei responsabili acquisti – sottolineano seri quelli del Comitato -. Comunque, sindaco Tosi, abbiamo raccolto 1500 firme…».
«Sapete come le avete raccolte? - irrompe nel video l’assessore Lorenzetti -. Dovete vergognarvi, andate in giro a dire alle persone dicendo che la centrale fa venire tumori e leucemie». «Questo è procurato allarme – aggiunge Cenci -. Dovete vergognarvi». Secca la risposta del Comitato: «Vergognatevi voi che non informate i cittadini dei pericoli che corrono».
E alla fine, mentre il gruppo di amministratori del Carroccio con in testa Tosi entra nel ristorante, uno del Comitato grida: «Paroni in casa nostra. Loro padroni in casa nostra».
Per chi volesse vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=Pt4Evyi-CAW4, oppure sul sito Nogara On line di Mirko Moreschi (www.nogaraonline. net).
Non voglio fare nessun altro commento perché credo non ci sia più nulla da dire. Questi sono i Leghisti, non rispondono alle domande, non contemplano la democrazia e la concertazione.

